A breve la scelta sarà tra uscire dall’Euro e fare una mega imposta patrimoniale pagata dalle famiglie (anche il 20% del valore netto dei risparmi/immobili privati): cosa ne penseranno gli “europeisti”?

I numeri non mentono mai: oggi il rapporto debito/PIL italiano, quello “giusto” da considerare – almeno per comparazione internazionale e non strettamente EUropea – dovrebbe considerare il debito su PIL ufficiale, questo infatti è il metro di comparazione internazionale usato da tutti i Paesi mondiali.

L’EU – unica – usa invece un rapporto farlocco, il rapporto debito/PIL inclusivo dell’economia non ufficiale (inclusa nel PIL), il sommerso, per giunta calcolato in modo dichiaratamente e/o volutamente impreciso se non erroneo; questo succede per permettere maggiori sforamenti ai vari Paesi sia nel rapporto chiave di Maastricht, quello del deficit su PIL (il famoso 3%), che nel rapporto debito/PIL (lo abbiamo spiegato e dimostrato QUI). Usando il “vero” PIL, ossia il PIL reale e misurabile – l’economia sommersa è una mezza invenzione, quasi impossibile da valutare, per definizione – si ha che l’Italia non è al 133% ma è attorno a 155%, non lontano dal Giappone che è al 200%; ma, differenza fondamentale, Roma NON ha una valuta sovrana che può manipolare e/o svalutare e/o inflazionare alla bisogna, come invece fa il Giappone.

Nel 2016 il raporto debito/PIL senza economia sommersa dell’Italia era già al 150%….

Come spiegato ieri , una mezza recessione globale – purtroppo nelle attese di moltissimi economisti – farebbe volare il rapporto debito/PIL “senza economia sommersa” verso il 160%.

Or dunque signore e signori, i nostri gialloverdi sembrano volerci far dimenticare guarda caso prima delle elezioni che i soldi non ci sono, che l’economia europea è al collasso, che la Germania sta entrando in recessione, che l’Italia a fine anno scorso era già tecnicamente in recessione – come da noi previsto a febbraio 2018 – e soprattutto che la misura chiave gialloverde per far ripartire l’economia, gli investimenti strutturali ad alto moltiplicare per circa 50 miliardi di euro, voluti fortemente da Paolo Savona, NON sono stati fatti preferendo la ricetta del “guru” con bancarotta fraudolenta (patteggiata) e laurea inesistente, Armando Siri – un uomo di Mediaset ossia di Berlusconi dentro la Lega, per intenderci – con il suo progetto di miniBOT, che poi alla fine è una patrimoniale destinata al ceto medio-basso (lo spiegheremo dopo). Non dimentichiamoci che Savona se ne è andato dal governo in malomodo.

L’anti-EU ora diventato pro-EU… per Sua convenienza!

Questi sono i fatti. Ricordo a tutti che chi scrive resta legato alle origini, ossia NON ha cambiato idea: questo euro non funziona, è asimmetrico nei vantaggi che porta (creando danni enormi ai paesi eurodeboli e ricchezza per il blocco core ossia per il blocco tedesco); dunque o si chiede all’EUropa di riformarsi, leggasi di emettere gli eurobond a garanzia dei debiti di tutti gli Stati come succede in TUTTE le federazioni di Stati (succede infatti non solo negli Stati Uniti ma anche in Germania e Svizzera, ndr) o bisogna uscire dall’euro in quanto senza tale rete di protezione (eurobond) l’euro diventa un mero progetto neocoloniale a vantaggio dei paesi egemoni. Punto e finito, inutile dilungarsi.

Vademecum sull’imposta patrimoniale che EU e Germania (di concerto con le elites miliardarie italiane che controllano i media) cercano di imporre all’Italia

Chi scrive NON si allinea dunque nè a Berlusconi – che prima era anti-euro, ora è diventato profondamente pro-euro, per difendere il suo patrimonio, … – nè ad Antonio Maria RInaldi, che una volta candidato con Lega all’Europarlamento è diventato pro-Euro, preferendo il più classico “cambiare l’EU dal di dentro“, tutte balle determinate dall’interesse di cadrega, tipico atteggiamento politico-romano.

Salvini, un “esercizio” di coerenza…

Or dunque, stiamo ai fatti: restando nell’euro, come vuole la Lega, come vuole Berlusconi e come vuole ormai anche Rinaldi con la scusa di cambiarla dal di dentro, i fatti sono che le famiglie italiane dovranno accollarsi una imposta sui risparmi, sulle case, insomma suglia averi pari anche al 20% di quello che hanno, dipendendo da dove tale imposta verrà caricata. Questo perchè il debito ormai veleggia sui 2300 miliardi di euro e per ridurre il rapporto debito/PIL al 100% bisogna “caricare” un’imposta di circa 500 miliardi di euro.

Punto e finito.

Cottarelli parla di nuovo di imposta patrimoniale. Che almeno si impari a come farla: nel mondo si applica alla ricchezza NETTA – ovvero escludendo i debiti – e non a quella LORDA (come in Italia, l’IMU)

Sono disposti gli italiani a prendersi questo cetriolo? I leghisti vi spiegano questo? (I grillini manco lo capiscono, temo…, ndr). Sicuri che non vi nascondano nulla? Il “sovranista” Rinaldi vi dice questo? Che era tanto per il Piano B qualche anno fa (non vorrei che la “B” si riferisse a “Berlusconi” con il suo salto della quaglia pro-euro)?

Bagno di umiltà e di realismo, da lunedì in avanti la realtà dei fatti sarà come ve l’ho spiegata; oggi non vi dicono ancora nulla per evitare un enorme voto di protesta probabilmente per l’estrema destra di Casa Pound o qualcosa del genere (per quello che può servire,  per coerenza con quanto sopra esposto, chi scrive dopo tanti anni NON voterà Lega alla prossima elezione EU, ndr).

Dunque,

Gli europeisti sono pronti a pagare cotanta tassa per restare nell’euro? Rispondete, vi prego, perchè da lunedì questa sarà la domanda che dovrete porvi!


Mi permetto di spingermi oltre: prima di tutto rammentandovi che i miniBOT, per come li hanno elaborati gli uomini di Berlusconi al governo della Lega  sono una forma di patrimoniale caricata sul ceto medio-basso! (NON dimenticatevi che Siri era l’uomo Mediaset in Liguria, ossia l’uomo di Berlusconi nella Lega, quello che ha elaborato il progetto dei miniBOT a difesa del patrimonio del Cavaliere, ecco perchè Salvini lo difendeva tanto, ndr). Si, infatti tale patrimoniale – nella sostanza della proposta dei miniBOT di Siri – dovrebbe dovuta essere “caricata” sostituendo i rimborsi che tutti voi oggi ricevete dallo Stato in Euro – compensati con la dichiarazione dei redditi e quindi spendibili sia per comprare beni in tutta l’EU che per pagare tasse – con carta di dubbio valore utilizzabile solo per pagare le tasse in Italia.

Per chi ancora non crede al Renzusconi….

Solo che chi riceverà tali miniBOT sarebbero – nei piani di Siri, ossia di Berlusconi – coloro che le tasse le pagano alla fonte, ovvero quelli che non possono spendere i miniBOT in tasse in quanto le tasse le hanno già pagate! Dunque dovranno cederli a sconto, i miniBOT, a quelli che le tasse invece le pagano, rimettendoci (e dunque favorendo chi paga molte tasse ovvero ha alti redditi). Una patrimoniale al contrario insomma! Meglio tradotto, una tassa sulla povertà (ricordate sempre l’ipotesi di partenza: NON uscire dall’euro, dicendo che si vuole cambiare l’EU dal di dentro!).

Facciamo chiarezza sulle opzioni dell’Italia per ridurre il debito (o uscire dall’euro): comunque vada NON sarà indolore!

Infatti dire che si vuole fare una patrimoniale non significa nulla, molto dipende da come viene fatta. E la classe elitaria italiana a cui Berlusconi appartiene NON vuole la vera patrimoniale, quella sulla ricchezza totale in quanto NON la vuole pagare, infatti vuole fare in modo che la paghino gli altri (Siri lavorava per tale fine, ndr)! Rammento che, in modo assai succinto, possono esserci tre tipo di imposta patrimoniale:

  • la prima, sulla ricchezza totale, finanziaria e immobiliare, che colpisce tutti;
  • la seconda, solo sulla ricchezza immobiliare, che colpisce solo chi ha immobili;
  • la terza, i miniBOT, una tassa sul ceto medio-basso, sui rimborsi fiscali dati dallo Stato (proposta Siri, ossia caricata sui bonus, sulle detrazioni, sui rimborsi fiscali che annulamente sono presenti nella dichiarazioendei redditi).

Tabella riassuntiva sugli effetti dell’imposta patrimoniale in Italia,  da precendete intervento, al LINK

La PRIMA ipotesi di imposta patrimoniale – su tutta la ricchezza – è chiara e limpida, sebbene nefasta (è pagata da tutti); ma caccerebbe l’Italia in una depressione secolare, causando recessione nazionale da prelievo anche se posticipato come la proposta Cassese-Capaldo, la più gettonata; e quindi imponendo la necessità a breve-medio di un’altra imposta straordinaria simile e via dicendo, fino ad arrivare ad una deriva autoritaria finalizzata alla confisca dei beni privati PER RESTARE NELL’EURO).

La SECONDA forma di patrimoniale è sporca (sugli immobili), in quanto colpisce prevalentemente le famiglie, visto che chi è veramente ricco  ha una percentuale di risparmio in mattone molto più bassa di quello tipico della famiglie italiane (infatti l’imposta patrimoniale sugli immobili sarebbe per definizione una imposta sulle famiglie, che hanno la gran parte dei risparmi nella casa dove vivono, ben ricordando che la prima casa NON sarebbe esentata da tale tassa straordinaria).

La TERZA – l’ipotesi miniBOT – è una porcata, nel senso che verrebbe pagata, vedremo in che forma, solo dai poveri, ossia da tutti ma praticamente NON dai miliardari come Berlusconi, che di rimborsi dallo Stato praticamente non ne ricevono, almeno in proporzione al proprio patrimonio. Notate bene che nessuno parla lato Lega di emissione di miniBOTdi come valuta fiscale generalizzata alternativa all’euro utilizzabile universalmente, ma solo di una partita di giro, un  furto concentrato, che gira attorno ai rimborsi fiscali che lo Stato versa alle famiglie sostituiti nottetempo da euro i carta straccia.

Chi pagherà e chi verrà escluso dall’imposta patrimoniale voluta dalla Bundesbank per l’Italia (Startmag.it)

Non fatevi fregare, la situazione è semplice come ve l’ho descritta. Chiaramente il Berlusconi di turno, uno dei pochissimi miliardari italiani non emigrati e poi rientrati grazie alla legge sui Paperoni voluta dal PD (legge che mette per definizione al riparo da qualsiasi imposta patrimoniale presente e futura sul patrimonio soprattutto finanziario, ndr), sono interessati a non pagare loro imposte alte su quello che hanno; dunque spingono preferenzialmente per una una imposta occulta come i miniBOT che viene pagata dalla grande massa dei cittadini, praticamente da tutti i lavoratori dipendenti, ossia una tassa a carico dei poveracci. In subordine accetteranno – sicuro, visto i numeri in ballo, 500 miliardi da reperire – quella sugli immobili, ben sapendo che ad es. il Berlusconi di turno la maggior parte della ricchezza ce l’ha in azioni (Mediaset), ossia in finanza, in rappresentanza di molti alti elitari come lui che ancora risiedono in Italia.

Infatti risiedere nella bellissima Italia è un privilegio, che Berlusconi e quelli come lui non vogliono pagare. A pagare ci devono pensare gli altri…. Pensate che è diventato anche europeista allo scopo!


Spero di aver fatto chiarezza su quello che succederà da lunedì in avanti. Pensate che  per nascondere la realtà dei fatti – che è come vi ho descritto sopra – il sistema ha assoldato anche Antonio Maria Rinaldi, un ex anti-euro convertito a “cambiare l’euro dal di dentro“, bugia colossale: l’euro non verrà mai cancellato, c’è gente disposta a fare la guerra per evitarlo (anche Mario Monti, un elitario imparentato [nipote?] con la famiglia Mattioli, ce lo ha detto, in Italia no si fa carriera perchè sei in gamba, …). Infatti chi guadagna dall’euro a livello di sistema paese sono i soliti di sempre che hanno fatto guerre mondiali per lo stesso fine, i tedeschi, che oggi dall’euro guadagnano più che da una guerra vinta. E senza sparare un colpo.

Ricordatevi queste parole, vi saranno utili da lunedì prossimo.

Tanto vi dovevo.

Mitt Dolcino