L’Italia al bivio, tra Europa neocoloniale e ritorno al nesso atlantico (qelsi.it)

mittdolcino.com per qelsi.it

Oggi l’Italia sta vivendo uno dei periodi più travagliati della sua storia. Meglio detta, l’assenza di politici di rango e l’interesse spicciolo hanno fatto in modo di prediligere il ritorno, spesso anche personale, di breve termine piuttosto che un interesse nazionale generalizzato di lungo termine. Chi pianificò l’annichilimento della classe politica italiana a partire dal 1992 per impossessarsi del Paese (iniziando con Montedison), gente che sta molto vicina ai nostri confini, l’ha pensata davvero bene.

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Coronavirus + Trump: se non ci ascoltano in Europa, questa volta possiamo e dobbiamo sbattere la porta (qelsi.it)

Redazione:

Interessante intervento di qelsi.it scritto dall’amico Maurizio Gustinicchi. Chiaramente le pedine si stanno riposizionando, sebbene qualcuno pensi ancora che l’EU dell’euro nata sulle ceneri di Vichy possa sopravvivere alla propria superbia e ingordigia interessata.

Anche noi ci stiamo guardando attorno, infatti “tra patrioti” bisogna fare gruppo, questo è il momento. Nello spirito del Make Italy Great Again là da venire… (we trust)

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Annus horribilis: come in California, le case dei VIP bruciano. Oggi è la volta della dimora umbra di Mario Draghi

Le case dei VIP sono a rischio incendio da alcuni anni a questa parte. Prima l’incendio nella zona dei VIP sulla costa californiana, soprattutto nei pressi di Paradise e Malibu, negli scorsi due anni. Ora incredibilmente brucia anche la casa di Mario Draghi in Umbria, nella direttrice verso Roma. Senza dimenticare l’incendio nella zona del VIP in Grecia nei pressi della capitale ellenica, sempre nel 2018.

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Una semplice statistica dimostra che in Lombardia qualcosa di molto strano è successo: siamo davvero sicuri sia lo stesso ceppo del virus ? Una prima analisi

            

La Lombardia può secondo noi essere paragonata solo con un Paese in termini di verifica di effetti del virus, diciamo un paese avanzato come la Regione Lombardia: la Svizzera. Ci sono infatti similitudini culturali e storiche, oltre che sulla qualità della sanità ed anche in termini di mentalità e relativo sviluppo economico: certamente la Lombardia è la regione più nordeuropea della Penisola. Dunque vale la pena mettersi di buona lena e fare due conti. Noi ci abbiamo provato ed i risultati sono sconcertanti. Sorprese sconcertanti.

NOTA: Chiediamo per altro venia per il refuso di un blocco nell’articolo del dr. Sbrenna/Prini, in quanto è finito un redazionale che era destinato al predecessore di questo intervento, purtroppo perso durante i problemi al server di ieri.

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Ulteriori riflessioni sulla mortalità da COVID-19 dopo i dati dell’Istituto Cattaneo (dr. S. Sbrenna MD, PhD e dr.ssa E. Prini MD, CIDS)

Redazione:

Approfondiamo gli aspetti sulla mortalità da COVID19, con alcune riflessioni da insider oltre che da medico sul campo, come spiegato dai dr. Brenna e Prini.

Certo, alcuni numeri di mortalità sembrano non tornare, in generale. Ad esempio quelli italiani in confronto alla vicina Svizzera, dove – vi ricordo il Medico Cantonale del Ticino ha chiarito in video senza tema di smentita che i tamponi si fanno solo ai casi che hanno sintomi (dunque non ci si  aspetta ci siano stati più tamponi effettuati a pazienti rispetto all’Italia, ndr) ossia ai casi conclamati. In soldoni, a fronte di un rapporto di popolazione Italia vs. Svizzera di 7X (ossia l’Italia ha ca. 7 volte più abitanti della Svizzera), la Confederazione ha un numero di casi a oggi pari a 21’562 (riproporzionati vs. Italia, 7X= 150’934 casi) con 734 morti (riproporzionati vs. Italia, 7X= 5’138 decessi), quasi tutti anziani e debilitati. L’Italia invece in comparazione, alla stessa data, ha un numero di casi pari a 128’948 e un numero di morti pari a 15’887. Come capite la Svizzera ha molti più casi dell’Italia ma decisamente molti meno morti, in proporzione. Come mai? Facile derivare che l’extra dose di morti in Italia vs Svizzera dipende in massima parte dai morti in eccesso Lombardi rispetto al resto d’Italia; ossia dai morti di Bergamo e Brescia prima di tutto, due zone  – Bergamo e Brescia appunto – che ben più piccole e popolate e meno densamente popolate del capoluogo Lombardo, hanno più morti di Milano. Difficile trovare spiegazioni plausibili per tale “anomalia planetaria“, come l’hanno definita gli esperti… (a meno di grossolani errori di prevenzione e procedurali specificatamente in Lombardia, teoricamente il fiore all’occhiello della sanità italiana; o a causa di altre ragioni ad oggi “non citate”, …).

Chiaramente se la comparazione non torna tra Italia vs. Svizzera, addirittura ci sono differenze che tendono verso ca. un ordine di grandezza di differenza – ossia torna ancora meno” – tra Svizzera e Lombardia, uno stato ed una regione per altro confinanti e storicamente assimilabili per la qualità della vita ed i servizi ai cittadini (la Lombardia da decenni è tra le regioni più ricche d’Europa, assieme alla Baviera, ndr).

I dr. Brenna e Prini approfondiranno tecnicamente l’argomento “caldo” – ed in futuro ritengo “caldissimo” – della mortalità da COVID19, di seguito.

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Lo strano caso del La Stampa che dà la colpa ai tedeschi di comprare Autostrade (mentre sarebbero magari gli Elkann, liquidissimi, a volerlo fare?)

 

Ieri sera uno strano articolo è comparso su La Stampa, la testata vicina agli Agnelli prima ed agli Elkann poi, ora aggregata nella GEDI che detiene Repubblica e l’Espresso. Voi sapete che la carta stampata è in perdita, da anni. Un po’ anche per colpa di quelli che noi, che scrivono perchè ritengono giusto farlo, senza secondi fini, visto lo scempio nazionale nell’informazione. Invece i giornali sono di norma in rosso. Dunque, o un imprenditore è fesso o ha un secondo fine a perdere dei soldi. Ecco, i giornali forse servono da sempre anche per fare affari, magari facendo anche pressioni sui governi con “sputtanamenti” tentati, salvo finire ogni tanto come Pecorelli che evidentemente aveva superato il limite. Limitatamente agli affari che si possono fare, non ci stupiremmo che anche questa volta, come le grandi famiglie italiane hanno fatto in passato generando un danno ENORME al Paese, succeda qualcosa del genere, affarismo interessato.

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Come in Grecia i tedeschi comprano Autostrade, per impoverire la Penisola e mantenere gli anziani tedeschi! Governo, si blocchi ‘sta porcata! (e che la Lega smetta di attaccare Conte, piuttosto attacchi l’EU: l’avesse fatto dall’inizio saremmo già fuori dall’euro!)

 Lo scoop de La Stampa di Torino (gli Elkann sono liquidissimi, vorranno comprare loro “Autostrade”? Eh no, cari Elkann…)

Prima di tutto, i gatekeepers, ossia chi gioca di nascosto per mantenere lo status quo, è ormai chiaro sia la Lega: se invece di scagliarsi contro Conte avesse usato la stessa veemenza per andare contro l’EU – e sopratutto contro la moneta unica – saremmo già fuori da questo inferno. Oggi vi dico cosa sta succedendo, per conoscenza diretta: come nel trattato di Caen gli EUropei spinsero l’Italia a cedere tratti di mare in cambio dell’accettazione del bilancio italiano in deficit a Bruxelles presentato dal governo di Gentiloni, oggi capita stessa cosa in salsa diversa, devono firmare per gli eurobonds ma vogliono qualcosa in cambio:  Autostrade! EUroladri andrebbe detto, come al solito. Si chiama infatti neocolonialismo EU, come già attuato in Grecia

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Come indicato giorni fa, Gualtieri va sostituito. Con un tecnico perfetto per il ruolo, Giulio Tremonti. Anche Borghi si dice pronto a sfiduciare il ministro di Soros, la Lega dunque supporterebbe (ora non possono tirarsi indietro!)

Una settimanella fa abbiamo espresso per primi un concetto semplicissimo: Gualtieri va sostituito, soprattutto a causa del fatto che era presente nella lista di Soros, ossia dei Dem, ovvero degli “amici” dell’EU più che dell’Italia al Parlamento EU. Chiaramente Gualtieri è un habituè di Strasburgo, affiatato con francesi e tedeschi. Che oggi tra MES e COVID19 sono nostri avversari se non direttamente nemici. Oggi anche la Lega inizia ad accorgersi di questo, bene, ne siamo felici. Ma c’è di più: poche ore fa Claudio Borghi, il fidatissimo di Salvini, afferma che la Lega è pronta a supportare la sostituzione di Gualtieri. Cogliamo la palla al balzo ed anzi rilanciamo: che Gualtieri venga sostituito con Giulio Tremonti, un uomo di destra, al ministero dell’economia. Per sfidare l’EU austera, nell’interesse dell’Italia.

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L’errore più grande è pensare che post-COVID19 tutto sarà come prima: salteranno prima le pensioni o l’impiego pubblico? Tumulti o repressione? Regime autoritario per uscire dall’euro o per rimanerci?

Abbiamo scritto in passato sulla scelta impossibile dell’Italia, tra una novella forma di “fascismo” – o meglio, di deriva autoritaria – o per restare nell’euro o per uscirne, era il lontano 2013. Specificatamente, per restare nell’euro ci sarebbe stato il fascismo fiscale finalizzato al pagamento del debito detenuto da chi impone l’austerità (cfr. l’EU franco-tedesca). La cosa che ci ha stupito è la resilienza del sistema delle rendite italiano, per così tanto tempo, dove chi ha potere (spesso parassitario) NON vuole cambiare lo status quo, ci vive ancora troppo bene. Parlo della casta dei Gran Commis d’Etat, dei magistrati, dei politici, degli impiegati ministeriali, dei rentiers. E poi a scendere, degli impiegati statali, fino a coloro che percepiscono pensioni di Stato che gli stessi riconoscono essere in larga parte indebite in quanto ottenute avendo lavorato poco e male, avendo versato pochi contributi ma trovandosi alla fine del giro coi soliti 1000 euro al mese che si sa essere regalati, pagati da chi invece si è fatto il famoso “mazzo quadro“. Chiaramente metto anche gli industriali ed i vari potentati nel calderone dei rentiers italiani, che godono dall’avere un governo con la schiena storta, che regolarmente svende il patrimonio pubblico e da cui loro guadagnano comprandolo a basso prezzo, per poi rivenderlo agli stranieri, magari anche risiedendo all’estero fittiziamente, ossia facendo affari in Italia. Oltre ai giornalisti prezzolati, una vera squadra.

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Giuseppe Conte rifiuta il MES…. e lo dice davanti ad 80 milioni di tedeschi! (sulla TV pubblica ARD). Emerge che Angela Merkel gli aveva già initimato di accettare le imposizioni EU

CONTE DICE AI TEDESCHI IN DIRETTA TV: NO MES!

Ormai mi trovo a scontrarmi più con gli ex sodali evoluti da sovranisti a post-sovranisti “per cambiare l’EU dal di dentro“, ossia i salviniani, rispetto a chi è la vera causa del caos attuale ed economico italiano, la sinistra Dem che portò il liquidatore Mario Monti al governo nel 2011. Ciò nasce da questioni di potere che non accetto; nel senso, ormai i salviniani pur sapendo di non avere nessuna ricetta economica per l’Italia, appare chiaro che vogliano giusto agguantare il potere, assieme a Renzi ed alle vestigia dell’ex impero del Cavaliere. Ripeto, senza un piano economico per risolvere le cose, ossia per migliorare la situazione esistenziale della gente italica. Sapete perchè dico questo?  Da uno come lo scrivente che ama valutare i fatti più che le parole, una prova concreta: dire che Conte vuole il MES è una bugia crassa, che però la sentite pronunciata ad ogni piè sospinto dai salviniani, siano essi Borghi, Bagnai o chicchessia. Mentre appunto i fatti ci dicono il contrario: ad esempio basta ascoltare l’intervista di Conte alla TV tedesca ARDtradotta in Italiano – dove vediamo la verità capovolta rispetto a quella propagandata da certi italiani: Angela Merkel vuole imporre il MES come fece alla Grecia, ossia fregandosene della crisi del virus anzi vedendola come la vera opportunità per inchiodate l’Italia “stile Atene”; mentre Conte lo rifiuta. Fa pensare che i salviniani, ben sapendo tale verità fattuale, continuino con la loro litania interessata, di fatto senza fare gruppo per salvare il Paese. Evidentemente gli interessi da difendere sono altri e troppo forti, verrebbe da dire…

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