“Satana in Vaticano”, romanzo avvincente: una terribile scoperta in un’indagine tra i segreti romani. Secondo le fonti citate dall’autore il satanismo esisterebbe clamorosamente anche tra le Mura Petrine! La nostra recensione

Raramente facciamo recensioni di libri. Volevamo farne anche per il libro  “Gli ultimi Duchi di Milano“, del bravissimo C. M. Lomartire, ma era argomento troppo tecnico. Che però avrebbe spiegato benissimo la sudditanza di Milano verso gli stranieri, elemento tanto in voga ai nostri giorni, ovvero di una città che mai è stata vero Stato, certamente non da 500 ani a questa parte; al contrario della stirpe veneta, a cui in buona parte appartengo, con la cfr. Repubblica di Venezia.

Nel caso in specie si parla invece di Roma e dei misteri romani, come sempre intimamente legati alla Santa Chiesa Romana, da oltre 2000 anni. In un bel romanzo, che fa meditare.

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Il caso armeno insegna l’importanza di avere basi militari strategiche straniere nel proprio territorio, a difesa dei vicini invadenti che da sempre cercano la conquista (discorso che vale precisamente anche per l’Italia)

E’ assai importante essere pronti a difendersi in modo opportuno, soprattutto se si è circondati di paesi nemici che storicamente ti hanno invaso con regolarità. Questo è certamente il caso armeno, passando per il genocidio ad opera dei turchi, genocidio a cui gli ex ottomani sembrano essere avvezzi se si guarda ad esempio anche i tentativi di ricambio etnico a Creta durante la loro dominazione, che non fu affatto facile per i greci. Pensate che arrivavano a cambiare il nome dei greci residenti, cambiando il cognome con l’aggiunta di -aki alla fine, che è una specie di dispregiativo. Certamente difficile convivere con gli ex sultani, solo i tedeschi ci riescono, forse perchè sono tanto simili (…). Sta di fatto che l’Armenia questa volta si salverà giusto perchè è una enclave protetta – e supportata – militarmente dalla Russia.

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La Lega-Salvini viene allo scoperto: fuori dal gruppo sovranista all’europarlamento e dentro, udite bene, al PPE di Angela Merkel (sono finite le bugie dell’Italexit). La Lega tornerà al 10% e gli italiani moriranno di tasse

Per non farsi notare, ossia per non perdere i voti pro ITALEXIT, un anonimo sabato di settembre, prima del “caldissimo” ottobre, la Lega compie la svolta: via dal gruppo dei sovranisti all’europarlamento e dentro al PPE di Angela Merkel. Ossia, euro forever, al diavolo – letteralmente – le promesse passate. Quanto sopra tutto sommato resta un dettaglio – a parte che fa davvero imbestialire, per le bugie che il panzer leghista ed i suoi Rinaldi, Bagnai, Borghi ci hanno raccontato per anni, ed oggi accettano supini -. Infatti quello che gli italiani devono temere, inclusi quelli che plaudono per la svolta (M. Blondet, che stimo sebbene dissenta in parte) non è l’evidente tradimento ma la matematica. Ossia le confische ai beni delle famiglie che arriveranno, restando nell’euro. Due conti, di seguito.

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Il giorno della nomina del Giudice della Corte Suprema forse più importante della storia USA, sostituto più di Justice Scalia che di Justice Bader Ginsburg, ricordiamo il nostro grande Oriundo Antonin

E’ decisa la nomina del sostituto di Ruth Bader Ginsburg, con la fu assistente di Antonin Scalia. Anticipammo questa scelta già lunedì scorso, Amy Coney Barrett, in foto, mentre molto più giovane era in procinto di lavorare con il ns. stimato oriundo. Ricordo quando appresi la notizia – un giorno speciale per me – della dipartita terrena del nostro stimatissimo Antonin, io piansi. Non so so perchè. Tanto lontano, nemmeno statunitense, non lo conoscevo di persona ma lo sentivo vicino. Mi sentii vuoto. Appresi la notizia di notte. Fu un momento davvero brutto, pessima sensazione (…). Oggi tutto torna nell’alveo non della normalità, ma di come deve essere. Un’altra cattolica, addirittura vera e propria allieva di Scalia, con cui lavorava direttamente, viene eletta Justice, spostando potenzialmente per decenni gli equilibri della massima fonte di diritto USA, nell’elezione sello SCOTUS forse più importante della storia americana. Niente capita a caso.

Quanto in calce vi fa per altro capire come le polemiche per la mancata nomina di Obama nel 2016 dello SCOTUS fossero ampiamente previste e comunque comprese nelle usuali prassi di approvazione senatoriale, checchè ne dicano i partigiani di oggi.

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Ragioniamo: nella malaugurata e non auspicabile ipotesi che Biden dovesse vincere, chi diventerebbe il riferimento USA in Italia? (visto che Conte, tenuto oggi in piedi grazie agli apparati USA, dovrebbe andarsene)

Ai profani sembrerà lesa maestà ragionare su quanto sopra. In realtà è puro metodo, counter-fact checking, anche ragionare per assurdo se volete. Tale metodo ha la splendida peculiarità di partire da presupposti completamente diversi rispetto all’omologo, complementare ragionamento. Dunque, non più “Chi è uomo di Trump in Italia oggi“, che scalda sempre gli animi. Ma un ben più sobrio ed accattivante, “Che succederebbe se vincesse Biden, in Italia?”. In realtà tale diciamo metodo “opposto” ha anche l’hatù di mettere i chiodi nella bara del futuro, speriamo solo ipotetico, governo italiano pro Biden, che inevitabilmente dovrà fare macelleria sociale restando nell’euro. Nel caso saprete non solo intepretare gli eventi ma anche a chi dire grazie, con anticipo.

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Un Paese senza opposizione è un paese senza democrazia, infatti in Italia è più limitata di quanto si creda (…). Alcune brevi – ma importanti – considerazioni (post SI al referendum)

Gli italiani hanno ceduto sul referendum confermativo costituzionale della scorsa settimana, votando SI. E’ stato un cedimento importante, ma davvero inevitabile: praticamente i principali partiti nazionali, i loro segretari, erano tutti per il SI, inclusi (incredibilmente) i primi due partiti di opposizione, Lega e Fratelli d’Italia. Gravissimo errore, ritengo, – temo – come frutto avvelenato di una forma latente di ignoranza civile ed istituzionale oltre che procedurale da parte di politici senza cultura nè preparazione politica sufficiente (o magari di peggio, vedasi oltre). Infatti non è passato nemmeno un giorno dai risultati e già comparivano sui giornali nazionali i primi dubbi (e cosa aspettavano?), ossia se il sistema statale avrebbe funzionato con il nuovo assetto post referendario…

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Debacle del centro destra nelle elezioni regionali: dallo sperato 5 a 1, ad un misero 3 a 3. E con un enorme puzzo d’inciucio, per non governare se non tramite “tecnici”

Prima di tutto i dati: il SI referendario ha vinto largo, 70%.

E come poteva essere altrimenti quando entrambi i leader delle due fazioni contendenti, nonchè i capi dei due principali partiti italiani, una all’opposizione dell’altra (Salvini e Zingaretti o Salvini e Di Maio, a seconda di chi considerate il secondo partito, il primo è chiaramente la Lega, sebbene riteniamo ancora per poco) erano entrambe per il SI? Incredibile.

A livello elettorale il centrodestra prende chiaramente solo la Liguria ed il Veneto, facendo ben notare come in Liguria abbia vinto Forza Italia e in Veneto la lista Zaia e non strettamente la Lega.

All in All quanto accaduto sembra più che tutto la fine del sovranismo di facciata, con una stantia puzza di inciucio.

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Scopriamo il prossimo candidato a giudice della Corte Suprema USA (SCOTUS) nominato da Donald J. Trump. Ricordando che nel 2016 fu differente, in quanto la morte di Justice Scalia fu circondata dai pesanti sospetti (…)

La morte di Justice Antonin Scalia, compianto da tutti, anche da Ruth Bader Ginsburg (RBG) recentemente scomparsa, sebbene agli antipodi come pensiero ideologico, fu una botta. Soprattutto per il modo in cui accadde, durante una notte in un hotel di proprietà di un plenipotenziario Dem, si disse trovando il corpo senza vita addirittura col cuscino sul viso. E poi nessuna autopsia ordinata dalle autorità. Si dissero tante cose…. Come si disse che Trump avrebbe promesso un sostituto di livello – che per tanto tempo non c’è stato (…) – per il  nostro compianto oriundo conservatore, soggetto che tra le altre cose fermò Tangentopoli a metà anni ’90.

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Il piano globalista per affossare l’Italia coi referendum costituzionali. Prima ci provò Renzi, ora il M5S. E i due primi partiti italiani, all’opposizione l’uno dell’altro, con Salvini (Lega) e Zingaretti (PD), sono per il SI. Come fu per la TAV, a favore di Parigi…

E’ in corso un attacco contro l’Italia, un attacco chiaro e deliberato. A voler rompere l’Italia sono i globalisti, ovvero le elites globali. Ossia Germania e soprattutto Francia a capo dell’EU neocoloniale. Quest’ultima, la Francia, si è distinta come paese per cercare costantemente di mettere le mani sulla Penisola, nei secoli. Fino a far pronunciare addirittura al suo corrente presidente, Macron, che la capitale dell’Italia è Parigi. A parte che se Macron volesse questo in tantissimi in Italia lo accoglierebbero col moschetto carico. In tale contesto non va però sottaciuto come sia stata proprio Parigi a boicottare da sempre il nucleare italiano. Sapete perchè? L’Italia con il nucleare sarebbe diventata formalmente NON CONTENDIBILE e dunque veramente indipendente. Così si spiegano gli attacchi negli anni vedasi nel caso Ippolito, vedasi la bramosia di prendersi Montedison, l’azienda che – come Edison – venne “nominata” da Fermi come referente per il nucleare civile in Italia.

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Il capo dell’antiterrorismo USA avverte l’Europa e in particolare l’Italia: Hezbollah, che risponde ad un paese alleato di Berlino (l’Iran) ha inviato nitrato d’ammonio nelle città europee. Altre Beirut in vista?

Notizia a dir poco “esplosiva”, in tutti i sensi: alla vigilia del voto italiano gli USA avvertono l’Europa: gli iraniani sono pronti a far esplodere tante bombe come Beirut nel Vecchio Coontinente. Parola dell’antiterrorismo USA. Un segnale gravissimo a cui tutte le forze politiche dovrebbero fare estrema attenzione. In presenza di dettagli davvero inconsueti.

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