Cottarelli parla di nuovo di imposta patrimoniale. Che almeno si impari a come farla: nel mondo si applica alla ricchezza NETTA – ovvero escludendo i debiti – e non a quella LORDA (come in Italia, l’IMU)

Come da attese Carlo Cottarelli, ex FMI, corresponsabile dei disastri fatti in Grecia con l’eccesso di austerità (era nel team FMI che “lavorò” in Grecia con la Troika, ma sostenendo che le colpe fossero del superiore diretto, Olivier Blanchard, che ha – o aveva – le spalle più larghe, sembrerebbe, …) torna alla carica per imporre una grande patrimoniale alle famiglie italiane, dopo che la pianificata patrimonialona di Sabino Cassese da Atripalda è stata cassata dall’inatteso arrivo a Palazzo Chigi dei gialloverdi (memento: il Cassese è molto vicino  al figlio di Giorgio Napolitano, oltre che compaesano di Pellegrino Capaldo, colui che l’ha ideata nei dettagli tecnici; andatevela a rivedere almeno vi portate avanti col lavoro, ndr).

Or dunque, che gli italiani sappiano 2 cose importanti sull’imposta patrimoniale che da anni Germania, Francia e FMI di Mme. Lagarde vorrebbero per l’Italia, a carico delle famiglie italiane.


Prima considerazione sull’imposta patrimoniale, in Italia: le imposte patrimoniali esistono in varie parti del mondo. La costante di tale imposta, tranne che in Italia, è che sono caricate sulla ricchezza NETTA, ossia deducendo i debiti. Nel caso dell’imposta patrimoniale sugli immobili già esistente in Italia ad esempio (ICI, IMU come componente patrimoniale dellaTasi ecc.), ALL’ESTERO se un soggetto privato detiene una casa di proprietà del valore, che so, di 500’000 euro ed è stato acceso un mutuo per un controvalore di 300’000 euro, l’imposta patrimoniale incide su un imponibile di 200’000 euro e non sul valore nominale pieno dell’immobile di 500’000, come invece succede in Italia. Anche all’estero, ad esempio in Francia, c’erano delle franchigie ed agevolazioni per la prima casa, cosa che si vorrebbe eliminare in Italia (nessuno lo dice ma è così, se si vogliono far tornare i conti). Tradotto le imposte patrimoniali sugli immobili GIA’ esistenti in Italia sono TREMENDAMENTE INGIUSTE, fattualmente, per quanto sopra indicato. Si tenga anche presente che all’estero si possono dedurre al 100% gli interessi pagati sul mutuo residuo, in Italia solo molto parzialmente (…).

L’FMI ammette l’errore della troppa (nefasta) austerità in Grecia. Ma poi ripropone le stesse ricette (nefaste) anche all’Italia…

Mi domando quale privato possa essere così fesso da pensare di comprare una casa da investimento in Italia, visto che viene sistematicamente mazziato (almeno le imprese gli interessi possono scaricarli come costi, un’asimmetria con le famiglie difficile da giustificare). A ciò si aggiunga, nel caso di una seconda casa da investimento, la tassa di registro all’acquisto pari al 9% del valore catastale – che ormai corrisponde al nella maggior parte dei casi al valore commerciale e spesso anche oltre, … – in aggiunta a circa il 2% del costo notaio. UN SALASSO. Senza citare che sull’erogazione del mutuo in Italia viene caricata una cd. “imposta sostitutiva” dell’imposta di registro, ipotecaria, catastale e bollo, a seguito del Dl 168/2004, nella misura dello 0,25% sull’importo erogato se l’ente erogante è una banca o una finanziaria parificata e si acquista un immobile ad uso abitativo per il quale si può usufruire delle agevolazioni prima casa (ulteriori chiarimenti derivano dalla Legge n. 191/04 che ha stabilito che se il finanziamento stesso non si riferisce all’acquisto della prima casa di abitazione e delle relative pertinenze, si utilizza l’aliquota nella misura del 2% sul valore complessivo dei finanziamenti).
Dunque, per un privato l’acquisto della seconda casa in Italia sconta, oltre alle successive imposte patrimoniali, pronti-via, con mutuo al 66% del valore, una spesa iniziale pari a circa il 12% del valore dell’immobile….

Non aggiungo altro


Seconda considerazione sull’imposta patrimoniale, in Italia: chi invece NON pagherà certamente nessuna imposta patrimoniale – sul proprio patrimonio estero – in Italia sono i beneficiari della legge sui Paperoni, ossia soggetti nella maggior parte dei casi italiani rientrati in Italia pagando un costo forfait di 100’000 euro/annui. Ad es. un soggetto che guadagna, che so, 50’000’000/annui euro da fonte estera (l’equivalente, che so, di un membro della famiglia Agnelli o soggetto similare per intenderci) avrebbe una tassazione pari a qualcosa come lo 0.2%. Ricordo che il calciatore Ronaldo, avente un reddito annuo di tale entità, ha dovuto sborsare oltre 18 milioni di tasse in Spagna per non aver pagato completamente quanto dovuto – rischiando anche la galera -; mentre in Italia il suo comportamento sarà perfettamente legale pagando solo 100’000 euro annui. Chiaramente sul patrimonio immobiliare estero dei “paperoni rientrati” non verrà caricata nessuna imposta patrimoniale, sebbene esistano l’IVIE e l’IVAFE, ossia con seri dubbi di costituzionalità nella parificazione con gli italiani.


Precisamente nel contesto di cui sopra, uno vero schiaffo alla povertà, Carlo Cottarelli oggi afferma che, in caso di una decrescita del PIL di oltre l’1%, si dovrebbe imporre una imposta patrimoniale del 10%-15% sul patrimonio immobiliare delle famiglie italiane; mentre le persone di cui sopra, i cd. paperoni rientrati con la legge voluta dal PD ossia da Gentiloni – ad es. Carlo De Benedetti, Serra di Algebris ecc. – pagheranno nel caso indicato sull’esempio “Ronaldo” sopra citato circa lo 0.2% del loro reddito…

Notando per altro, a livello macreconomico, che Cottarelli – un vero esperto di economia, forse dovrei dire un sicario dell’economia  –  vorrebbe imporre tale pesantissima imposta straordinaria (per precisa ammissione dell’economista) come conseguenza di un evento fortemente recessivo dell’economia italiana come una caduta del PIL di oltre l’1%! Della serie, se il PIL italico per varie ragioni – magari NON imputabili all’Italia, ad es. una recessione globale, probabile – scendesse dell’1% allora bisognerebbe aggiungerci una ulteriore imposta patrimoniale pari – che so – al 10% del valore degli immobili degli italiani. Almeno il PIL Italiano invece di scendere dell’1% crollerebbe del 4 o 5%, costringendo ad ulteriori imposte patrimoniali anche sul patrimonio mobiliare. ecc. ecc. Una Grecia al quadrato contando il valore (delle famiglie) dissipato in tasse inutili quanto meno per risollevare il Paese! [ma utilissime  a trasformare l’Italia in una colonia, ndr]

Non fosse che sappiamo che l’uscita di Cottarelli è tremendamente seria e reale, verrebbe da dire che si è in presenza di una sonora presa per i fondelli.

I blogs possono solo informare, magari – come in questo caso – facendo tesoro delle esperienze estere; poi, comunque, sta a chi è attaccato porre in atto le dovute contromisure – a maggior ragione se l’attacco è oggettivamente asimmetrico se non, per quello che può valere, ingiusto -.

Mitt Dolcino

Please follow and like us: