Ex ILVA: la procura di Milano vuole tutelare l’ “interesse pubblico”. E dove era tale interesse pubblico nel 2012, quando si diede seguito a denunce vecchie di lustri sull’ILVA inquinatrice? Proprio nel mezzo dell’attacco all’Italia ed a Berlusconi? Si apriranno fascicoli anche sull’operato dei giudici di Taranto?

Vi voglio lasciare con l’assurdo questo week end. Leggo oggi che la Procura di Milano apre un fascicolo per valutare il rispetto dell’interesse pubblico sull’ILVA, ormai in chiusura da parte dei francesi. Forse non avete capito ma l’ILVA chiuderà a fine anno. E se chiude l’ILVA questo peserà per almeno 1% di PIL, in discesa naturalmente. Con enormi impatti sull’occupazione del sud e non solo. Ossia tale chiusura, studiata nei tempi in modo maniacale da parte di una azienda francese (Arcelor),  manderà l’Italia in recessione…

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La storia di Epstein fu oscurata dalla ABC per proteggere i Clinton?

Philip Giraldi per Strategic Culture

La saga del pedofilo Jeffrey Epstein — che ad agosto potrebbe essersi suicidato nella sua cella (forse) — continua all’infinito.

Continuano ad emergere bugie e brutte storie di “copertura”, rivelate principalmente dai media alternativi che, chiaramente, non  condividono le reticenze della stampa mainstream.

Il fatto più recente riguarda le notizie che la ABC aveva acquisito tre anni fa sui beni di Epstein e sulle sue attività.

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Il dato di cui nessun italiano parla, soprattutto i cd. Post-Sovranisti: la Germania ha raggiunto un livello di debito/PIL inferiore al 60%. Ossia, potrà supportare la sua economia con 150+ mld€. O comprare l’Italia….

Le indiscrezioni sui conti tedeschi, che non sono andati in recessione come molti speravano, fanno emergere un dato fondamentale: il rapporto debito/PIL tedesco è sceso sotto il 60%, ossia sotto il limite di Maastricht. Questo significa che i parametri di bilancio statale permetteranno a Berlino di sforare il rapporto deficit/PIL, oggi in attivo di quasi il 2% (1.7%) intervenendo per attivare l’economia germanica alla bisogna, con una iniezione enorme di investimenti pari a poco meno del 5% del PIL. Ma senza sforare i parametri di bilancio statale, sulla base di un PIL circa doppio di quello italiano, pari a 3500 mld€!

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Non è la NATO, ma la fantasia di un’Unione Europea sempre più forte ad essere “cerebralmente morta”

Martin Jay per Strategic Culture

Il francese Macron ha usato la stampa britannica per circondarsi di ammiratori e lamentarsi di come lui e la sua visione dell’Unione Europea non stiano funzionando.

Il Presidente Francese sembra essere sull’orlo di un tracollo psichico, stante il suo commento sul fatto che la NATO sia “cerebralmente morta”.

Osservando la crescita molto lenta dell’UE — che sta colpendo per la prima volta la Germania e, ovviamente, anche la Francia — Macron si è fatto prendere dal panico.

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Dove siamo con la cinesizzazione interessata dell’Occidente. I globalisti e l’EU franco-tedesca hanno sposato Pechino per ridimensionare Washington: sarà vera gloria? E l’Italia, piena di basi militari USA, come/con chi finirà?

Interessantissima analisi di Ana Palacio ripresa oggi dal nostro bravissimo Franco, che non esito a definire addirittura esplosiva per i contenuti espressi: la ex ministra EUropea di origine spagnola ha avuto la freddezza e l’intelligenza per – prima di tutto – verificare come il piano inclinato che porta verso Pechino sia in realtà falsato. Ed assai pericoloso.

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L’Europa su una linea di faglia geopolitica

La Cina ha cominciato a costruire un ordine internazionale parallelo incentrato su se stessa. Se l’Unione Europea contribuisse alla sua costruzione — anche solo posizionandosi sulla linea di faglia fra Cina e Stati Uniti — rischierebbe di rovesciare i pilastri-chiave del proprio edificio, per poi collassare del tutto

Ana Palacio (*) per Project Syndicate

MADRID – Due mesi fa, nel suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il Segretario Generale António Guterres ha espresso il timore che una “Grande Frattura” possa dividere l’ordine internazionale in due “mondi separati e in competizione fra loro”: uno dominato dagli Stati Uniti e l’altro dalla Cina.

Il suo timore è giustificato. Non solo, la frattura che egli teme si è già formata e sta allargandosi.

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L’Africanizzazione dell’Italia: dove sta andando la Penisola? Alziamo lo sguardo e cerchiamo di capire come l’incubo si stia concretizzando

L’Africa è da tempo il serbatoio di consumatori e di materie prime al servizio dei paesi avanzati. L’arrivo sulla scena della Cina non ha migliorato la situazione per tali paesi storicamente “colonizzati”, anzi, ha semplicemente messo in competizione i poteri coloniali storici con un nuovo avversario nella spartizione del continente africano (gli USA di norma non sono mai stati particolarmente attenti a tale area del globo, discorso diverso per la Francia). In realtà lo stesso discorso si estende a tutti i paesi del globo dove ormai la Cina opera: denari vengono elargiti da Pechino ai governi locali anche in sud America ed anche in Europa con  il fine di fare competizione ai poteri tradizionali, possibilmente facendoli indebitare. I risultati per i paesi ad esempio africani – ma non solo – sono drammatici -.

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Se l’impeachment fallisse, l’élite farà crollare l’economia per prevenire altri quattro anni di Trump?

Michael Snyder per The Economic Collapse Blog

E’ ormai palese che l’élite globale odi strenuamente Donald Trump.

Nessun Presidente, nella storia degli Stati Uniti, ha dovuto affrontare un così implacabile assalto da parte del “corporate media”.

Ad ogni turno elettorale ci sono tentativi per sabotare la sua presidenza.

Fino ad ora Trump è miracolosamente sopravvissuto a tutti questi attacchi, ma ora lo spettro dell’impeachment incombe sulla sua Amministrazione.

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Ecco come la Francia sbava per Assicurazioni Generali e Unicredit

Che cosa succederà in Assicurazioni Generali e Unicredit? L’intervento di Mitt Dolcino

Nota di redazione: questo è un vecchio articolo di circa un anno fa, pubblicato dall’autore  su Startmag, che per un problema tecnico “saltò” su questo sito, in mirror. L’ho ritrovato per caso in bacheca e ho deciso di riproporlo come era allora, visto che la pubblicazione era stata “tecnicamente” spostata di un anno! Il motivo della volontà di riproporlo è semplice: si può leggere l’ “evoluzione” italica attesa un anno fa coi fatti di oggi, passando dai gialloverdi, vedendo come è evoluta, fino ai giallorossi coi casi FCA ed Ilva, che arrivano da lontano…. In quanto la “storia” trattata è e soprattutto sarà molto attuale.

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“Troppi da contare”: la persecuzione globale dei cristiani

 Raymond Ibrahim per The Gatestone Institute

Oggi è una delle “Giornate Internazionali di Preghiera per la Chiesa Perseguitata” (IDOP).

L’iniziativa è cominciata oltre 20 anni fa per iniziativa della “World Evangelical Alliance” e vedrà la partecipazione di 100.000 congregazioni e di milioni di Cristiani in tutto il mondo.

“”Questo novembre ci uniremo in preghiera per i nostri fratelli e sorelle perseguitati””, ha comunicato l’IDOP con un breve video, dove sono evidenziati alcuni esempi delle più recenti persecuzioni — fra le quali l’attentato ad una Chiesa nello Sri Lanka effettuato nella Domenica di Pasqua e il continuo massacro dei Cristiani effettuato da gruppi islamici in Nigeria e, sempre più, in Burkina Faso.

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