L’Italia al bivio, tra Europa neocoloniale e ritorno al nesso atlantico (qelsi.it)

mittdolcino.com per qelsi.it

Oggi l’Italia sta vivendo uno dei periodi più travagliati della sua storia. Meglio detta, l’assenza di politici di rango e l’interesse spicciolo hanno fatto in modo di prediligere il ritorno, spesso anche personale, di breve termine piuttosto che un interesse nazionale generalizzato di lungo termine. Chi pianificò l’annichilimento della classe politica italiana a partire dal 1992 per impossessarsi del Paese (iniziando con Montedison), gente che sta molto vicina ai nostri confini, l’ha pensata davvero bene.

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I Rockefeller annunciarono la pandemia e il governo unico mondiale

La famiglia Rockefeller

Cesare Sacchetti per La Cruna dell’Ago

I Rockefeller avevano previsto tutto. Non solo la pandemia di un virus sconosciuto, ma tutto ciò che sta accadendo in conseguenza ad essa.

Dalla sorveglianza di massa dei cittadini alla sospensione dei diritti costituzionali.

E’ tutto scritto in un documento del 2010 intitolato “Scenari per il futuro della tecnologia e dello sviluppo internazionale” dove praticamente si descrive alla perfezione la situazione attuale.

Chi ha scritto questo rapporto evidentemente aveva una idea ben precisa di che tipo di direzione avrebbe preso il mondo negli anni a venire.

La pandemia e la sorveglianza di massa della popolazione mondiale

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Coronavirus + Trump: se non ci ascoltano in Europa, questa volta possiamo e dobbiamo sbattere la porta (qelsi.it)

Redazione:

Interessante intervento di qelsi.it scritto dall’amico Maurizio Gustinicchi. Chiaramente le pedine si stanno riposizionando, sebbene qualcuno pensi ancora che l’EU dell’euro nata sulle ceneri di Vichy possa sopravvivere alla propria superbia e ingordigia interessata.

Anche noi ci stiamo guardando attorno, infatti “tra patrioti” bisogna fare gruppo, questo è il momento. Nello spirito del Make Italy Great Again là da venire… (we trust)

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Rabobank — Oggi c’è davvero un solo “titolo di testa”: Il Primo Ministro Boris Johnson è in terapia intensiva

Coronavirus, Boris Johnson ricoverato in ospedale

Tyler Durden per Zero Hedge

Oggi c’è solo un “titolo di testa”: il Premier britannico Boris Johnson è in terapia intensiva.

Diversi medici esperti hanno detto che presto sarà (probabilmente) attaccato ad un respiratore.

Non è il primo leader mondiale a contrarre la malattia. Abbiamo già visto, ad esempio, il Principe Carlo e il “Segretario alla Sanità” del Regno Unito, Matt Hancock, guarire completamente.

Tuttavia, l’improvviso peggioramento delle sue condizioni rappresenta uno shock grave: solo la settimana scorsa applaudiva sul gradino della porta di casa il “Servizio Sanitario Nazionale” e conduceva le “riunioni di gabinetto” online.

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MES-IN-ITALY REL. 2020 – MES FORSE CHE Sì o MES FORSE CHE NO? INDOVINA CHI MENTE?

E’ UN GIOCO KAFKIANO CHE NECESSITA DELLA ISTITUZIONE DEL MINISTERO DELLA VERITA’?

Probabilmente a breve termine (maggio?) ci arriveremo a istituire la Commissione IVS per la certificazione delle “Informazioni Vere e Scientifiche”.  Ma per ora ci dobbiamo ancora arrovellare il cervello a caccia di fonti attendibili. E “primitivi” dobbiamo rimanere ancora, per ora. Ci vediamo nostro malgrado costretti ancora una volta alla ricerca della “verità  perduta” che si concentra su questo dilemma….

“Il Governo di Conte vuole firmare il MES?

Oppure no?”

Oggi sta per essere aggirata la linea di Maginot ovvero sta cedendo la linea di Caporetto sul MES?

Oppure no?”

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Annus horribilis: come in California, le case dei VIP bruciano. Oggi è la volta della dimora umbra di Mario Draghi

Le case dei VIP sono a rischio incendio da alcuni anni a questa parte. Prima l’incendio nella zona dei VIP sulla costa californiana, soprattutto nei pressi di Paradise e Malibu, negli scorsi due anni. Ora incredibilmente brucia anche la casa di Mario Draghi in Umbria, nella direttrice verso Roma. Senza dimenticare l’incendio nella zona del VIP in Grecia nei pressi della capitale ellenica, sempre nel 2018.

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Una semplice statistica dimostra che in Lombardia qualcosa di molto strano è successo: siamo davvero sicuri sia lo stesso ceppo del virus ? Una prima analisi

            

La Lombardia può secondo noi essere paragonata solo con un Paese in termini di verifica di effetti del virus, diciamo un paese avanzato come la Regione Lombardia: la Svizzera. Ci sono infatti similitudini culturali e storiche, oltre che sulla qualità della sanità ed anche in termini di mentalità e relativo sviluppo economico: certamente la Lombardia è la regione più nordeuropea della Penisola. Dunque vale la pena mettersi di buona lena e fare due conti. Noi ci abbiamo provato ed i risultati sono sconcertanti. Sorprese sconcertanti.

NOTA: Chiediamo per altro venia per il refuso di un blocco nell’articolo del dr. Sbrenna/Prini, in quanto è finito un redazionale che era destinato al predecessore di questo intervento, purtroppo perso durante i problemi al server di ieri.

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Bob Dylan: Messaggio di Mezzanotte al Fantasma di JFK

🔺PAMPAM🔺 (@pampam77019344) | Twitter
Murder Most Foul — L’Omicidio più Ripugnante

Redazione:

Per la mia generazione, l’assassinio di Kennedy fu uno shock. Nessuno, neppure nell’Italia dell’epoca, mai accettò la versione ufficiale.

Bob Dylan dice cose che tutti già sanno, ma il fatto che lo dica in modo così mediaticamente prorompente fa tornare in mente vicende mai sopite.

Kennedy fu ucciso per un insieme di ragioni. Le più importanti, forse, il voler fermare la “Guerra del Vietnam” e lo strapotere della Fed.

Ebbe contro il Deep State e la sua “longa manus”, la Cia, che lo fecero fuori.

Anche oggi il Presidente Donald Trump deve combattere lo stesso Deep State, che sta perdendo speranza nel suo (forse) ultimo tranello, il Coronavirus.

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Ulteriori riflessioni sulla mortalità da COVID-19 dopo i dati dell’Istituto Cattaneo (dr. S. Sbrenna MD, PhD e dr.ssa E. Prini MD, CIDS)

Redazione:

Approfondiamo gli aspetti sulla mortalità da COVID19, con alcune riflessioni da insider oltre che da medico sul campo, come spiegato dai dr. Brenna e Prini.

Certo, alcuni numeri di mortalità sembrano non tornare, in generale. Ad esempio quelli italiani in confronto alla vicina Svizzera, dove – vi ricordo il Medico Cantonale del Ticino ha chiarito in video senza tema di smentita che i tamponi si fanno solo ai casi che hanno sintomi (dunque non ci si  aspetta ci siano stati più tamponi effettuati a pazienti rispetto all’Italia, ndr) ossia ai casi conclamati. In soldoni, a fronte di un rapporto di popolazione Italia vs. Svizzera di 7X (ossia l’Italia ha ca. 7 volte più abitanti della Svizzera), la Confederazione ha un numero di casi a oggi pari a 21’562 (riproporzionati vs. Italia, 7X= 150’934 casi) con 734 morti (riproporzionati vs. Italia, 7X= 5’138 decessi), quasi tutti anziani e debilitati. L’Italia invece in comparazione, alla stessa data, ha un numero di casi pari a 128’948 e un numero di morti pari a 15’887. Come capite la Svizzera ha molti più casi dell’Italia ma decisamente molti meno morti, in proporzione. Come mai? Facile derivare che l’extra dose di morti in Italia vs Svizzera dipende in massima parte dai morti in eccesso Lombardi rispetto al resto d’Italia; ossia dai morti di Bergamo e Brescia prima di tutto, due zone  – Bergamo e Brescia appunto – che ben più piccole e popolate e meno densamente popolate del capoluogo Lombardo, hanno più morti di Milano. Difficile trovare spiegazioni plausibili per tale “anomalia planetaria“, come l’hanno definita gli esperti… (a meno di grossolani errori di prevenzione e procedurali specificatamente in Lombardia, teoricamente il fiore all’occhiello della sanità italiana; o a causa di altre ragioni ad oggi “non citate”, …).

Chiaramente se la comparazione non torna tra Italia vs. Svizzera, addirittura ci sono differenze che tendono verso ca. un ordine di grandezza di differenza – ossia torna ancora meno” – tra Svizzera e Lombardia, uno stato ed una regione per altro confinanti e storicamente assimilabili per la qualità della vita ed i servizi ai cittadini (la Lombardia da decenni è tra le regioni più ricche d’Europa, assieme alla Baviera, ndr).

I dr. Brenna e Prini approfondiranno tecnicamente l’argomento “caldo” – ed in futuro ritengo “caldissimo” – della mortalità da COVID19, di seguito.

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Il mondo sta prendendo la giusta medicina economica, ma l’Europa è ancora a rischio

The US jobless rate could soon match peaks from the 1930s but that is misleading. A pandemic is an entirely different situation.
I “paesi frugali”, guidati dalla Germania, fino ad ora non offrono nulla al di là delle linee di credito del “fondo di salvataggio” dell’UE (MES) a “condizioni leggere” — pura nitroglicerina politica.

Ambrose Evans-Pritchard per The Telegraph

Una depressione economica globale è evitabile. Non si tratta di una ripetizione del 1929 o del 2008.

Le Banche Centrali e i Governi hanno già adottato misure assai drastiche per spezzare la “reazione a catena” ed evitare che la ricaduta secondaria del Covid-19 provochi un attacco di cuore al credito.

Il rischio era che la riluttanza ad intervenire, o la noncuranza, avrebbe permesso alle forze recessive di metastatizzare la crisi in qualcosa di molto peggiore.

Questo è stato in gran parte evitato — miracolosamente, visto che non esiste più un sistema globale funzionante (il G20).

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