Da sempre il nostro fine è tornare nel solco dell’ITALEXIT, sfidando i partiti globalisti e filo-EU (per fare questo serve l’appoggio USA). Il problema è che NON ESISTE oggi alcun partito interessato a uscire dall’euro, in Italia. Dunque, che fare? La nostra idea

In rete ormai c’è di tutto, dunque è essenziale essere precisi, dettagliati e chiari. Uno degli scopi di questo sito è salvare la povera Europa, non necessariamente l’EUropa, ossia cercare di salvare quel che resta del Paese più debole dell’eurozona, l’Italia, evitando la sua implosione economica e soprattutto sociale, inevitabile facendo nulla. Visto che noi riteniamo che oggi il problema non solo italiano ma di svariati paesi EUropei sia la permanenza nell’euro asimmetrico, con annessa austerità fonte di sempre maggiori tasse – soprattutto nei paesi ad alto debito -, vogliamo reiterare che noi restiamo come sempre pro-ITALEXIT, come eravamo e siamo pro BREXIT. Sia su questo sito che su quelli dove scrivevamo in precedenza abbiamo ribadito e provato le nostre tesi, per oltre un lustro (…).

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Prigioniero del Vaticano

Benedetto XVI è stato costretto a togliere il suo nome da un libro sul celibato clericale

George Neumayr per The American Spectator

In uno dei suoi ultimi discorsi, prima di abdicare nel 2013, Papa Benedetto XVI denunciò il liberalismo che era penetrato nella Chiesa dopo il Concilio Vaticano II.

In quel liberalismo egli trovò “tanti problemi e tanta miseria: seminari chiusi, conventi chiusi, la banalizzazione della liturgia”.

Ma poi consegnò la Chiesa a quegli stessi liberali e a un successore votato alla liberalizzazione della Chiesa.

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C’era una volta in Libia

Franco per mittdolcino.com

Ad ottobre del 2011, la visita di Hillary Clinton in Libia fu considerata una specie di “giro trionfale”.

“Siamo venuti, abbiamo visto, egli è morto!”, così disse in una video-intervista alla CBS, riferendosi alla cattura e alla brutale uccisione del leader libico Muammar al-Gheddafi.

Ma parafrasare Giulio Cesare non le portò fortuna. Quel “giro trionfale” fu quanto meno prematuro.

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Haftar vola ad Atene in veste anti-turca: le sorti della Libya si spostano ad est, precisamente nel paese su cui sembra puntare Washington per contenere Ankara

Redazione:

Una notizia apparentemente secondaria negli schemi proposti dai media mainstream, ma in realtà gravida di conseguenze: Kalifa Haftar è volato in Grecia per accordarsi con Atene, recentemente cooptata dagli USA quale baluardo NATO verso l’Europa.

Haftar fu il Colonnello che tradì Gheddafi nelle vicende relative al bombardamento USA del 1986. Non volle mai tornare in Libya e si mise sotto protezione americana in svariati paesi africani. Dal 1996 al 2007 andò negli USA dove visse protetto nei pressi della base CIA di Langley, Virginia. Dal 2007 lo rivediamo in Libya, nei prodromi dell’elezione di Barack Obama.

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Il vero motivo per cui Renzi ed i suoi, per i prossimi anni, NON potranno andare al governo in Italia nemmeno come supporter politico della Lega (spiegato in una immagine e poche righe….)

In effetti pochi ci pensano: ben difficilmente Matteo Renzi potrà andare al governo in Italia in futuro. Il motivo è semplice e sta nelle sue dichiarazioni pubbliche oltre che nel suo schieramento dichiaratamente pro-Obama, ai tempi (e pure oggi; almeno l’americano Barack Hussein Obama non è stato tradito dall’ex sindaco fiorentino; non si può invece dire la stessa cosa di una nutrita schiera di italiani ex sodali di partito, …). Vedasi l’immagine sopra, commentare è superfluo.

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I paradossi energetici mettono l’Europa in una posizione precaria

Victor Davis Hanson per PJ Media

Nonostante i “Green Party” tanto alla moda e gli ambiziosi programmi eolici e solari, l’Europa resta di gran lunga il più grande importatore mondiale di petrolio e gas naturale.

La produzione di petrolio nel Mare del Nord e al largo delle coste della Norvegia sta diminuendo e l’UE è alla ricerca di combustibili fossili ovunque riesca a trovarli.

Ciò premesso, l’Europa stessa è naturalmente ricca di combustibili fossili. Probabilmente ha più riserve di “gas di scisto” rispetto agli Stati Uniti, che attualmente sono il più grande produttore mondiale di petrolio e gas naturale.

Tuttavia, nella maggior parte dei paesi europei la “trivellazione orizzontale” ed il fracking sono illegali — oppure dovrebbero affrontare così tante sfide giudiziarie e proteste popolari da non essere né culturalmente né economicamente fattibili.

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Dopo l’accordo con la Cina, Trump attaccherà l’EU franco-tedesca ossia la vera causa dei suoi mal di pancia e delle sue destabilizzazioni tra alleati! Un fronte per volta…

La mossa di Trump di accordarsi temporaneamente con la Cina è stata mantenuta: chiudere momentaneamente tale fronte asiatico permetterà di aprire il vero fronte perverso, quello interno, ossia quello EU. In effetti il blitz su Suleimani, perfetto sotto ogni punta di vista, tattico, strategico, operativo, intellingence oltre che come risultato finale ottenute (“Thanks to Lone Wolf, an italian descent“, ndr) ha spaventato il mondo. Gli USA restano ancora il gigante addormentato di tanti anni fa, come ebbe a dire l’ammiraglio Yamamoto dopo Pearl Harbour. Che però quando si sveglia fa paura…

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L’UE critica gli Stati Uniti per il ritiro delle sue truppe dall’Africa Occidentale

Redazione: Lo sguardo dell’Amministrazione Trump comincia a posarsi sull’Unione Europea. Lo avevamo previsto, peraltro in forma più aspra (ma siamo solo all’inizio).

A fronte del ritiro dei soldati americani dal Sahel, Macron si lamenta temendo il peggio per le forze francesi — inadeguate per numero e mezzi alle ambizioni del novello Napoleone.

Il Presidente francese da un lato si lamenta degli Stati Uniti e dichiara la Nato in “morte celebrale”, dall’altro pretende di servirsi dei mezzi e dei soldati dell’Alleanza (per fini soprattutto francesi. Come non pensare all’uranio del Sahel che alimenta le loro Centrali? Ma non solo questo, ovviamente).

Consapevole di sé stesso, si lamenta che gli africani del Sahel non abbiano simpatia per il suo Paese. Insomma, che non sembrino sufficientemente affetti dalla “Sindrome di Stoccolma” e che osino finanche reagire a male parole (in attesa del resto) al colonialismo francese.  Mah …

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I numeri dei migranti arrivati a fine 2019: non c’è stata per fortuna l’invasione tanto temuta ma i numeri dei giallorossi restano peggiori di quelli di Salvini, sebbene non allarmanti. Ben ricordando che “il problema italiano” è oggi l’economia…

Al 31.12.2019 (fonte: Ministero dell’Interno)

A fine anno 2019 possiamo tirare una riga sull’ultimo trimestre 2019, ossia potendo comparare su un arco temprale sufficiente (3 mesi) e dunque significativo la qualità del  presidio giallorosso sui migranti rispetto a quelli dei gialloverdi. Infatti settembre 2019 fu un mese di transizione con gestione mista tra i ministri Salvini e Lamorgese, oltre ad eventuali vizi e inefficienze durante il passaggio di consegne avvenuto attorno a metà mese. Dunque dal 1.10.2019 i numeri sono diciamo “puliti” (Settembre infatti NON è computato nelle somme).

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Khalifa Haftar si è alzato dal tavolo e se n’è andato senza firmare — Figuraccia per Ankara e Mosca

Il tentativo dei Presidenti Putin ed Erdogan di mediare un “cessate il fuoco” in Libia è miseramente fallito, dopo che Khalifa Haftar si è rifiutato di firmare l’accordo, a Mosca.

Il Ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha confermato che Fayez al-Sarraj, leader del GNA di Tripoli (sostenuto dall’ONU), aveva firmato l’accordo.

Lavrov ha dichiarato che avrebbe comunque insistito fino al raggiungimento del risultato auspicato.

Ha aggiunto che Mosca ha cercato in tutti i modi d’incoraggiare le parti in causa ad accordarsi, evitando di risolvere le cose con la forza.

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