La nostra redazione abbandona definitivamente Whatsapp e passa ad un protocollo alternativo: la censura USA degli scorsi giorni, stile ex URSS, ha impaurito tutti. Sull’importanza dei propri dati personali: se rischi la censura, perchè condividerli?

Dall’8.2.2021 Whatsapp ha fatto sapere che, con una modifica unilaterale degli accordi di utilizzo del protocollo di messaggistica istantanea, i dati sensibili degli utenti (contenuti, IP, posizione, IMEI, altre applicazioni usate/installate, transazioni effettuate non solo da Whastapp ecc.) verranno messi a disposizione di Facebook, da cui Whatsapp è stata comprata anni fa. Ciò significa che i nostri dati saranno a rischio in quanto Facebook potrebbe attuare – a sua discrezione – una profilazione dell’utente in grado anche di individuarlo come soggetto singolo. Ossia condividere i dati con chi volesse poi sapere tutto di noi; poi vendendoli, tali dati. Chiaramente siamo stati tutti colpiti dalla perseveranza e dalla violenza USA con la censura negli scorsi giorni addirittura a danno del massimo esponente del popolo americano. Questo ci ha spaventato. Dunque la paura ci ha spinto a fare qualche deciso cambiamento nel modo in cui gestiamo i nostri dati, togliendoli dalla disponibilità dei moloch informatici. Ossia spostandoli a soggetti meno proni a censurare  e vendere i nostri dati. Questione di cautela. E di causa-effetto.

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Situazione aggiornata al 12 gennaio 2021 — Le mie “fonti” sono divise sull’esito finale: Trump sta davvero vincendo una guerra non convenzionale?

Mike Adams per Natural News

I clown della CIA stanno facendo un lavoro eccezionale per diffondere pettegolezzi e confusione.

Di conseguenza, le mie “fonti” sono divise in due: la prima sostiene che Trump si sia arreso, la seconda che il Presidente stia per ottenere una vittoria decisiva che stupirà il mondo.

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Il CEO di Parler (minacciato di morte) descrive come la Big Tech stia cercando di mantenere offline il suo sito

Becca Lower per Red State

Le ultime 72 ore sono state vertiginose.

Dal Presidente degli Stati Uniti che è stato definitivamente bandito dai social media [https://redstate.com/beccalower/2021/01/08/breaking-pres-trump-has-been-permanently-banned-from-twitter-media-rejoices-n306754], a numerose voci conservatrici che sono state purgate dai giganti della tecnologia o che hanno deciso di lasciare volontariamente Amazon Web Services (AWS) per aver sbattuto il social media conservatore Parler fuori dai suoi servizi di cloud hosting.

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Impeachment 2.0 — La Pelosi pronta a tutto pur di far fuori Trump (per i Democratici, una nuova bizzarra incursione nel territorio di un’impeachment che non può andare da nessuna parte)

Graham J. Noble per Liberty Nation

Il Presidente Donald Trump rappresenta una tale minaccia per il Partito Democratico e per l’ampio e radicato establishment politico da dover essere messo sotto accusa per la seconda volta.

Il primo tentativo si rivelò un’assurdità e il secondo sta rivelandosi niente di meno.

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Salvini ora dice: era (ed è) Giuseppe Conte l’uomo di Trump! Ovvero, quando l’Impero pensa che Trump perda, la Lega ufficialmente si schiera contro i Patrioti. A parte l’ignavia, siamo veramente sicuri che poi vada come qualcuno pensa/spera?

Meglio detta, quando un perdente si schiera, l’avversario acquisisce enormi possibilità di successo. Oggi che Trump è stato di fatto tradito dal leader leghista, Salvini “detto il Barbaro” (chissà come mai), forse avrà davvero la meglio zona Cesarini. In molti lo sperano. (Renzi – capace, al contrario “del Barbaro” – so che si starà toccando in questo momento….).  Ma questo non è il punto. Il punto è infatti che i veri sovranisti sono stati presi in giro per oltre un anno dal giro di Salvini che implicava “L’uomo di Trump è Salvini, non Conte”. Quanti commenti di tal tipo ho dovuto sfidare! Oggi che Salvini stesso, dalla dott.ssa Annunziata, dice che Conte è l’amico di Trump, beh, tutto diventa diverso e chiarissimo….

Mandando a ramengo il mandato USA più antieuro degli ultimi 30 anni!

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I sogni troppo ambiziosi dell’establishment tedesco

Sulla stampa che conta e sulle riviste di geopolitica, l’establishment e i grandi Think Tank tedeschi coltivano il sogno di trasformare l’UE in una potenza globale con una propria autonomia strategica rispetto a Stati Uniti e Cina. La realtà dei fatti è molto diversa e anche i tedeschi devono cominciare ad ammettere l’inconsistenza delle loro ambizioni geopolitiche. Ne scrive il sempre ben informato German Foreign Policy

Redazione di Voci dalla Germania

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Il Pentagono avverte il Deep State che non sfiderà gli ordini di Trump

Sorcha Faal

Secondo un nuovo rapporto del Consiglio di Sicurezza (SC — Russia), la portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa ha trasmesso alla controparte degli Stati Uniti questa nota, in merito alle vicende del Campidoglio:

“Auguriamo al popolo americano di vivere con dignità questo momento drammatico della propria storia” [https://tass.com/world/1242759].

Le forze del Deep State, che combattono a morte contro il Presidente Donald Trump, hanno messo da parte ogni cosa che assomigliasse alla dignità per portare questa storica crisi esistenziale a una fase ancor più pericolosa.

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