Le Monde si scaglia contro la nomina USA (David Malpass) a capo della Banca Mondiale. Pessima notizia per la Francia, ottima per l’Italia, spieghiamo perchè

 

Ormai gli interessi italiani e francesi sono ogni giorno più divergenti. Oggi il giornale filo-globalista e pro EU, la voce del progressismo elitario francese, Le Monde, si scaglia con una violenza – ed una chiarezza – rara contro la nomina USA di D. Malpass a capo della World Bank. Bisogna spiegare perchè Parigi si stia così innervosendo, in modo così scomposto. La posta in gioco è infatti altissima….

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Solo l’invidia può salvare l’Italia. Soprattutto tra giornalisti, divisi tra elitisti e/o milionari (Fubini & Co.) e le penne diciamo “normali”

Dante scrisse dei peccati capitali, sette. Che per me sono soprattutto difetti capitali, solo che ai tempi del poeta fiorentino l’assolutismo cattolico dominava sulle mancanze di un popolo, quello italiano, dovendo dunque ricorrere al divino per dargli un peso riconosciuto da tutti. Poco è cambiato da allora: i difetti di un popolo abbiente, che vive in una terra ricchissima ed ambitissima, sono più o meno gli stessi di 500 anni fa. Due sono i difetti che secondo chi scrive connotano particolarmente la stirpe italica: l’ignavia e l’invidia. Il primo – non peccato capitale – chiaramente non salverà dall’implosione, assolutamente, anzi rischia di rappresentare un’aggravante della condanna: l’innata tragica inerzia, fa in modo che nemmeno a mettergli i piedi in testa il volgo tricolore si ribelli, almeno fino ad oggi.

L’invidia invece….

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LA CRISI ITALIANA E‘ DEVASTANTE – LE CATTIVE POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA

spiked-online: Fraser Myers intervista Thomas Fazi sui problemi economici dell’Italia e sulla reazione populista.

L’Italia è in crisi profonda. Dopo un decennio di turbolenze economiche la terza economia europea è ancora una volta in recessione. Alle elezioni dello scorso anno il paese ha vissuto un terremoto populista, con due Partiti anti-establishment, il Movimento Cinque Stelle e la Lega, che ora governano in coalizione.

Per capire la profondità della crisi e conoscere i leader della rivolta populista, spiked-online intervista Thomas Fazi, un giornalista italiano autore fra l’altro di “The Battle for Europe” e “Reclaiming the State”.

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Spiace sentire Borghi (Lega) difendere a tutti i costi la TAV nonostante il referenziato rapporto Ponti. E poi qualcuno spera ancora che l’Italia si salvi…

Ho apprezzato Borghi in diverse occasioni. Più per il suo approccio che per il suo tecnicismo economico, a dire la verità. Questa sera in un confronto su Rai2 (“Povera patria”, bel titolo) l’ho sentito difendere strenuamente la TAV. Onestamente mi è spiaciuto. Immagino che il Borghi debba difendere un ordine di scuderia della Lega, che vuole la TAV a tutti i costi (spero che questo non derivi dal voler difendere a tutti i costi il business dell’ex ministro Lunardi, la cui Rocksoil è uno dei principali contractor dell’opera della Valsusa).

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Ma avete notato come si sta bene a Roma risparmiando l’elettricità per le luci di Palazzo Farnese? Per intanto, in assenza dell’Ambasciatore francese, i legami con gli USA si moltiplicano…

Un vecchio adagio afferma che se proprio devi avere un padrone meglio averlo ricchissimo, che se proprio non ti ama almeno ti rispetta, e soprattutto…. che sia molto ma molto lontano! Tale identikit è il perfetto contrario di quello che rappresenta la Francia per l’Italia.

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Meglio tagliare la TAV che costa più di quello che rende o tagliare le pensioni? Costi asimmetrici con La Francia e futura gestione facilmente in perdita: la TAV come parodia della seconda strofa dell’inno di Mameli…

Io resto allibito dalla diatriba di questi giorni sulla TAV. Facciamola semplice: firmata nel 2004 dall’allora ministro Lunardi (governo Berlusconi), l’opera è andata avanti a singhiozzo. Alla firma, invece di una ripartizione al 50% dei costi tra Italia e Francia pesati per i kilometri di ogni paese, si è deciso che l’Italia incredibilmente avrebbe pagato di più, arrivando poi tra il 60 ed il 65% dei costi a fronte di una ripartizione dei km opposta, chissà poi perchè. Naturalmente il rendimento di tale opera, ossia la redditività futura, parlo del rapporto costi/benefici, abbiamo scoperto in questi giorni non essere mai stato preso in considerazione forse proprio perchè pesantemente negativo…

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Ultima ora: Il governo Sanchez cade per aver supportato il secessionismo catalano (che gli italiani imparino, magari fra poco dovranno confrontarsi con problemi simili…)

Pacatamente, quasi seguendo una prassi, il governo di Sanchez (del PSOE, sinistra europeista spagnola) cade per aver supportato il secessionismo catalano in Spagna. Peggio, aveva anche usato i voti catalani a supporto del suo governo. Dunque, all’approvazione della legge finanziaria è crollato sotto il peso di atteggiamenti considerati inaccettabili, nel mondo iberico. Ora nuove elezioni, che facilmente verranno vinte dai conservatori (anche l’Andalucia quest’anno per la prima volta da decenni ha svoltato a destra, ndr). Ricordo infatti in Spagna non c’è al Quirinale il figlio di Bernardo Mattarella, ma c’è il Re di Spagna, che dalla Zarzuela fa le veci di arbitro imparziale. Dunque i meccanismi spagnoli sono sempre molto chiari, nell’interesse dello Stato.

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Ecco chi vuole usare l’oro di Bankitalia (non sono i gialloverdi!): il marito di Elsa Fornero vuole utilizzarlo per spread o investimenti pubblici! (in realtà vogliono disinnescare il futuro piano del Governo…)

Oggi il prof. Deaglio, il marito di Elsa Fornero, personaggio della “Torino bene” molto vicino al gruppo torinese del Prof. Reviglio (come Bernabè, ecc. ecc., tanto per farvi capire l’estrazione), propone di usare l’oro di Bankitalia per investimenti pubblici, ritenendo che anche l’eventuale utilizzo per controllare lo spread dandolo in prestito all’FMI sia una opzione. Trovate tutto su questo articolo de “Il Sussidiario.net“.

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Sulla TAV il M5S aveva ragione: è antieconomico completarla! Dunque, blocco dei lavori e IMMEDIATA riallocazione delle risorse ad altre grandi opere ad alto moltiplicatore

Avevo suggerito una pubblicazione del rapporto sui costi e benefici della TAV, in modo da rendere trasparente la valutazione. E’ stato fatto, giusto seguire la prassi, in trasparenza. La valutazione è stata mandata prima di tutti al Governo francese, che infatti tace ed acconsente: la TAV è dimostrato non essere conveniente per l’Italia. Punto. In tutto questo resta assurdo come la Francia taccia – di fatto acconsentendo – e lato italiano si cerchi ancora di giustificare l’opera.

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Dietro il caos istituzionale Italiano dei nostri giorni sta maturando un piano per separare l’Italia in tre o più parti (con sponda PD)? Facciamo assieme un’analisi

Stamane un amico mi ha girato un pezzo interessantissimo (citato in calce): parlava delle mosse per esasperare l’autonomia delle regioni oggi relativamente ricche del nord Italia da parte – udite bene – non della Lega ma del governo PD di Gentiloni (la famiglia dell’ex primo ministro italiano – probabile futura Legion d’Onore – fa parte di un casato nobile – lui è conte, Silveri – da secoli vicino alla Francia, ndr). Solleticato, ho rispolverato vecchi interventi in riguardo. Drammaticamente, il ragionamento funziona, ossia sembra proprio che stiamo vivendo un’accelerazione nei macro-eventi, sebbene sotto traccia.

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