Vademecum sull’imposta patrimoniale che EU e Germania (di concerto con le elites miliardarie italiane che controllano i media) cercano di imporre all’Italia

Il vero motivo per cui i tedeschi vogliono affamare i periferici: situazione socio-economica EU nel 2008….

Sono anni che scrivo sull’imposta patrimoniale che, come anticipato in diversi interventi, soggetti EU ad ogni piè sospinto cercano di imporre all’Italia, da anni. Sappiate che enti dello Stato francesi, think tank tedeschi, l’FMI, membri della stessa EU – negli anni ed a più riprese – hanno sponsorizzato tale misura straordinaria per l’Italia. Misura che sarebbe non solo inutile ma addirittura nefasta in quanto non risolverebbe il problema principe dell’Italia, la bassa  o nulla crescita del PIL nazionale “restando dentro l’euro“. Ovvero, fatta una patrimoniale ne seguirebbe  – restando nell’euro – inevitabilmente un’altra e via dicendo. In soldoni, l’unica patrimoniale diciamo “risolutiva” per il Paese sarebbe quella per uscire dalla moneta unica, pagando il debito estero (…).

Patrimoniale per Uscire dall’Euro pagando il Debito Estero: sarebbe un Prestito richiesto ai Cittadini. E costerebbe quanto la Patrimoniale che la Germania vuole imporre all’Italia…

Parallelamente, oltre al neocolonialismo recondito dei poteri centrali EU oggi dominanti nel Vecchio Continente (leggasi, l’asse della nuova Vichy, Parigi-Berlino), che vorrebbero fare il doppio colpo di impossessarsi degli attivi italiani a basso prezzo buttando contemporaneamente fuori dall’EUropa l’ex alleato USA che proprio in Italia ha decine di basi militari strategiche (…), c’è il più classico “lasciare il cerino in mano a qualcuno“. Ossia in seno alla stessa Italia i miliardari locali vorrebbero che a pagare tale imposta straordinaria fosse la classe media (e per tale fine da tempo hanno attivato i media che loro stessi controllano); la classe media vorrebbe che fossero i responsabili della debacle italica degli ultimi 25 anni a pagare pegno; i comunisti vogliono che tutti paghino ma possibilmente non loro… Gli unici ad essere dalla parte della ragione sono i soggetti veramente poveri, che comunque vada non pagheranno nulla, perchè nulla hanno….

Farò di seguito un Intervento per punti, ben sapendo che una ulteriore imposta straordinaria di tipo patrimoniale su attivi immobiliari e mobiliari si aggiungerebbe alla patrimoniale da tempo esistente sugli immobili (IMU, ICI, in parte Tasi) ed all’imposta di bollo sugli attivi finanziari. Chiaramente la futura patrimoniale – nello schema mainstream – dovrebbe accanirsi su immobili e/o valori mobiliari, re-introducendo l’IMU anche per la prima casa (l’auto e la casa sono le due “fonti” dove di norma lo stato fa cassa, quando manca qualcosa).


Dunque, riassumendo:

  • l’imposta patrimoniale (“IP”) “restando nell’euro” sarebbe inutile perchè non risolverebbe il problema della crescita nazionale
  • ossia ad una prima IP ne seguirebbero inevitabilmente altre, fino allo sfinimento del paese, ossia fino anche a romperlo in tre o più parti (altro desiderata storico delle potenze centrali europee non anglosassoni)
  • da qui la constatazione che l’unica patrimoniale diciamo “risolutiva” per il Paese sarebbe quella per uscire dall’euro, pagando il debito estero.
  • le elites miliardarie italiane faranno di tutto affinchè tale tassa straordinaria venga pagata non da loro ma dalla classe media (beggar-thy-neigbor)
  • all’uopo tali elites miliardarie nazionali sembrano essersi fatte promulgare dal PD, il partito la cui tessera n.1 non casualmente è di un miliardario (Carlo De Benedetti, oltre ad essere il partito di elezione di mezza “casta” italiana), la legge per il “rientro dei Paperoni in Italia” che, oltre ad esentare dal pagamento di tasse anche straordinarie sui proventi esteri (in aggiunta all’esenzione sulle successioni, ndr), permette anche ai beneficiari di sfuggire ad una futura imposta straordinaria di tipo patrimoniale, per legge (pagando solo 100’000 euro annui di flat tassa “a forfait“; memento che una PMI del nord Italia paga di più tasse)
  • si sappia che la maggior parte di dette elites miliardarie italiane oggi rientrate/in corso di rientro prima risiedevano all’estero, fino a un paio di anni fa (Andrea Agnelli [secondo il giornale svizzero Bilanz], la famiglia di Margherita Agnelli di stanza a Ginevra e dintorni, Carlo De Benedetti, Davide Serra, svariati miliardari lombardi, la famiglia Ferrero ecc…..); andrebbe capito quanti di questi sono effettivamente tornati in Italia in forza della legge del PD di Gentiloni di alcuni anni, fa sopra citata
  • si sappia inoltre che tale imposta patrimoniale in probabile elaborazione (valida anche in esenzione delle successioni su beni all’estero) NON sarà pagata comunque dai soggetti miliardari rientrati sopra citati [per un preciso disposto di legge], mentre inciderà certamente sul portafoglio di assets dei residenti nazionali per un ammontare che sarà sarà attorno al 10%, o anche superiore
  • In dettaglio bisognerà vedere se tale imposta patrimoniale inciderà sugli assets netti (come ovunque al mondo, dove esiste tale tipo di imposta) o lordi (come l’IMU; in particolare l’IMU è estremamente ingiusta in quanto viene pagata sul valore diciamo catastale circa uguale al commerciale dell’immobile, senza scontare il debito residuo, mutuo, ipoteca ecc.).
  • Per capire come andrà a finire vanno tenuti da conto i pesi: ad es. Berlusconi è l’unico miliardario italiano “pesante” che fiscalmente vive da sempre in Italia, bisognerebbe vedere dove i suoi figli e nipoti risiedono (…). Ossia lui pagherà almeno in parte detta imposta. Dunque Berlusconi sarà il primo a volere una patrimoniale che non incida soprattutto sugli avere in suo possesso. Ovvero, visto che la gran parte della ricchezza di Berlusconi è finanziaria (azioni Mediaset), immagino che vorrà che tale imposta venga pagata da altri italiani ma non da lui; ossia prediligerà un’imposta straordinaria sugli immobili a carico delle famiglie.
  • Dunque, riassumendo, certamente chi detiene il potere vorrà che a pagare tale IP siano soprattutto le famiglie medie, ossia non la casta plitica e/o economica e/o nobiliare (da qui le numerose esenzioni italiane all’IMU per i palazzi di interesse storico, ndr).
  • Dubito in ogni caso che i leghisti vogliano un’imposta straordinaria, soprattutto reintroducendo l’IMU sulla prima casa (che resta un baluardo politico leghista, ex Forza Italia)
  • Parallelamente i leghisti traggono linfa dagli industriali lombardi medi, per cui questi ultimi vorranno certamente evitare imposte che pesino eccessivamente sulle loro aziende, encore, prediligendo un’imposta immobiliare  a carico soprattutto delle famiglie.
  • resta la wild card dei minibot, che avrebbe il pregio di non essere tecnicamente un’imposta patrimoniale ma verrebbe comunque pagata dalle famiglie e non dai miliardari nè dagli industriali medi (…)
  • Certo è che qualsiasi imposta patrimoniale straordinaria che dovesse incidere negativamente sui consumi interni e/o sugli investimenti anche privati italiani sarebbe assolutamente da escludere in quanto farebbe impolodere l’economia nazionale (oggi la priorità italiana è far crescere il PIL; chiaramente l’EU la vede in maniera diametralmente opposta in quanto – Berlino in primis – non ha alcun interesse a che il PIL italiano salga, non fosse altro che mantenere ad aeternum l’Italia in crisi significa un euro più svalutato ossia una benedizione per l’export tedesco, …)

Se volete un intervento più strutturato, leggete questo, a LINK:

In bocca al lupo a tutti

Mitt Dolcino

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