Facciamo chiarezza sulle opzioni dell’Italia per ridurre il debito (o uscire dall’euro): comunque vada NON sarà indolore!

Ormai sui media si legge quasi quotidianamente che addirittura il mondo intero sta iniziando a temere un’implosione del debito italiano, evento in grado di affondare addirittura la crescita planetaria (…). Dunque tutti al mondo sono tenuti a preoccuparsi ed a fare analisi sulla situazione italiana! Per altro nulla di nuovo: questa fu la precisa ed identica scusa usata nel 2011 per giustificare l’abbattimento del governo italiano vis a vis con Obama da parte di Francia, Germania e FMI (l’istituto monetario internazionale diventato nottetempo di parte, dopo la sostituzione di Dominique Strauss Kahn con la fedelissima di Sarkozy, M.me Lagarde); passando per l’uccisione di Gheddafi (sempre pronto a sostenere finanziariamente le aziende italiane nel momento del bisogno) e del caos di BP con il giacimento Macondo nel Golfo del Messico, che costrinse il colosso britannico – e dunque il governo di Londra – a cercare disperatamente riserve petrolifere aggiuntive visto che rischiava di fallire.

Sembra ormai chiaro che ci sono poche soluzioni disponibili per l’Italia: o imposta patrimoniale straordinaria o uscita dall’euro. In realtà esistono altre due possibilità per ridurre il debito pubblico italiano: introduzione dell’IMU anche sulla prima casa e/o MiniBOT da conferire alle famiglie a compensazione dei rimborsi fiscali e/o come surrogato del reddito ad es. pensionistico.

Tranne che per l’ITALEXIT, uscita dall’euro – che nel bene e nel male colpirebbe TUTTI gli italiani – le altre possibilità colpirebbero in modo differenziato in relazione al reddito disponibile, ossia

– soprattutto o le famiglie in caso di mini-BOT e innalzamento aliquota IMU

– o i detentori di patrimoni immobiliari e/o di attivi mobiliari in caso di varie imposte patrimoniali.

Mentre chi verrà certamente esonerato dal pagamento di imposte straordinarie future sul patrimonio estero saranno i miliardari rientrati in Italia grazie alla legge sui Paperoni, voluta dal PD.

Dunque, è difficile fare ipotesi precise sugli effetti di tali misure, anche perchè nulla vieta che – all’occorrenza – si cerchi di fare un mix fra i vari intereventi. Un dato è però certo: stando nell’euro il debito va ridotto e questo può essere solo fatto con un aumento delle tasse. Punto. Altrimenti si esce dall’euro.


Lato IMU: re-introdurla anche sulla prima casa a carico di circa 18 milioni di contribuenti, tenuto conto dell’aumento delle aliquote IMU dal 2013 ad oggi e della rivalutazione degli immobili almeno a livello catastale (ossia il valore ipotetico degli immobili a cui l’aliquota IMU verrebbe applicata sarebbe circa il valore commerciale) porterebbe a tasse molto più alte. Che però sarebbero sostanzialmente insufficienti allo scopo di ridurre l’enorme debito ormai pari al 132% del PIL considerando anche l’economia sommersa valutata a circa il 20% del PIL. Se invece si considerasse l’economia sommersa calcolata come indicato dall’ISTAT – ossia, più  corretto, circa al 12.5% – il rapporto debito PIL sarebbe attorno al 145% (mentre sarebbe oltre il 150% senza considerare l’economia sommersa).

La domanda che va fatta è: di quanto bisogna ridurre il debito per rimettere in carreggiata l’Italia? Una stima ragionevole è arrivare allo stesso livello di rapporto debito/PIL di Francia e Spagna, ossia il 100% (diciamo ridurre del 30% il rapporto debito/PIL). Ben sapendo che, comunque vada, tutte le misure straordinarie sarebbero comunque, poco o tanto, recessive; ossia a seguito di tale imposizione fiscale aggiuntiva il PIL si ridurrebbe nel breve termine. Il problema maggiore di dette imposte patrimoniali è proprio questo: rischiano di diventare ricorsive, una volta che l’economia – come probabile – non dovesse crescere negli anni a venire. La domanda va infatti posta in altro modo: come si può “aggiustare” la situazione italica garantendo una certa crescita del PIL futuro? E senza imporre misure socialmente devastanti?

Appunto…

Ho provato ad intavolare le ipotesi possibili, sono 6:

–  IMU anche per prima casa,

– 3 tipi di patrimoniali (separatamente sui valori mobiliari, immobiliari ed entrambi),

– ITALEXIT,

– MiniBot.

Mentre i primi 4 casi sono chiari, per l’ITALEXIT è difficile stimare il costo immediato. Per semplicità ho ipotizzato che il costo sia il pagamento in lire del Target2, chiaramente – a valle – tutto il paradigma italiano cambierebbe per cui non si tratterebbe più di un costo ma di un ratio opportunità vs. costo (…)

Nel caso dei MiniBOT invece molto dipenderà da quanti se ne emetteranno e soprattutto per quale fini (oltre a chi verranno inizialmente conferiti, il famoso “cerino acceso”): se tali miniBOT NON saranno propedeutici all’uscita dall’euro semplicemente il costo verrà pagato all’infinito le famiglie italiane, una specie di IMU applicata ai redditi famigliari. Parallelamente bisognerà vedere quanti ne verranno emessi; nel caso in analisi ho ipotizzato un  volume pari al 6% del PIL, ossia ca. 100 mld  euro (è chiaro che tali miniBOT verrebbero immediatamente scambiati – nell’ipotesi di lavoro: -30% – a sconto al mercato nero  – che si formerebbe seduta stante, sebbene informalmente – rispetto al valore facciale degli euro; se vi dicono una cosa diversa NON credeteci – la storia insegna -; bisogna infatti solo capire di quanto sarebbero svalutati e NON se si svaluteranno).

Ieri sera, stanco di cotanto silenzio su fatti importanti non solo per l’Italia ma per il pianeta (…) (mi scappa fin da ridere), ho deciso di fare delle ipotesi numeriche. Da un giochetto banale – ben ricordando che tutti i numeri proposti sono delle stime molto grossolane, che però non ritengo troppo lontane dal vero [non sia mai che, magari,  casualmente, i numeri di cui alle tabelle possano essere molto simili a quelli di cui agli elaborati di Cottarelli, mai stupirsi di nulla in questo mondo….] – sono venute fuori considerazioni importanti, che vi propongo in qualche tabella. In particolare verificate come la proposta di patrimoniale differita (caso B), come da elaborazione di Pellegrino Capaldo, determinerebbe a termine, all’atto della prima vendita o successione del bene, la necessità di saldare l’imposta straordinaria cristallizzata in una ipoteca accesa sul bene stesso a favore dello stato (che poi si finanzierebbe cedendo tale credito fondiario alle banche, le quali lo cartolizzerebbero, …). Ossia a termine tale incombenza determinerebbe la perdita della “terra” da parte degli italiani, a favore degli stranieri (…), che certamente sarebbero/saranno ben lieti di comprare a sconto, causa necessità del venditore, avendo già in mano l’ipoteca.

Come vedete, le conseguenze per l’Italia sarebbero molto importanti, in tutti i casi. Ossia, soluzioni indolore al problema italico NON ne esistono. Al contrario di quello che potranno invece fare USA o Giappone (ossia inflazionare stampando moneta). In tutto questo l’Italia non potrà nemmeno confidare nell’aiuto dei partners EU, visto che questa EUropa è la continuazione del piano egemonico di Vichy bruscamente interrotto 70 anni fa dall’intervento americano in Europa post Pearl Harbour. Detta in modo più diretto, l’EU è un progetto squisitamente neocoloniale, che NON mira a risolvere i problemi dei paesi periferici, ma ad estremizzarli.

Con quale scopo? Beh, se non lo avete ancora capito allora siete senza speranza…

Mitt Dolcino

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