Cottarelli parla di nuovo di imposta patrimoniale. Che almeno si impari a come farla: nel mondo si applica alla ricchezza NETTA – ovvero escludendo i debiti – e non a quella LORDA (come in Italia, l’IMU)

Come da attese Carlo Cottarelli, ex FMI, corresponsabile dei disastri fatti in Grecia con l’eccesso di austerità (era nel team FMI che “lavorò” in Grecia con la Troika, ma sostenendo che le colpe fossero del superiore diretto, Olivier Blanchard, che ha – o aveva – le spalle più larghe, sembrerebbe, …) torna alla carica per imporre una grande patrimoniale alle famiglie italiane, dopo che la pianificata patrimonialona di Sabino Cassese da Atripalda è stata cassata dall’inatteso arrivo a Palazzo Chigi dei gialloverdi (memento: il Cassese è molto vicino  al figlio di Giorgio Napolitano, oltre che compaesano di Pellegrino Capaldo, colui che l’ha ideata nei dettagli tecnici; andatevela a rivedere almeno vi portate avanti col lavoro, ndr).

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La posizione non scontata dell’Italia verso il Venezuela. La ragione dice che Maduro è molto supportato (e che forse lo scopo in Venezuela non è abbatterlo, ma il caos…)

Negli scorsi giorni non sono passate sotto silenzio le parole di Oscar Giannino, quello che millantava non tanto le lauree false ma di essere andato allo Zecchino d’Oro- per intenderci, tanto per chiarire lo spessore del personaggio –; egli ha affermato che l’Italia ha sbagliato a supportare Maduro ossia, e qui sta il punto, ad andare contro l’EU sul Venezuela. Il fatto che tale esternazione, visti i suoi trascorsi, arrivi da Giannino già depone per non prenderla troppo sul serio, anzi. Detto questo, la mossa italiana di bloccare in sede EU la mozione svedese – da sempre a carro di Berlino – è molto interessante, per diversi aspetti.

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Destra e Sinistra anche in Italia sono superate: è l’epoca del nuovo feudalesimo delle elites (lo stesso percorso che ci ha portato in passato a vari totalitarismi/guerre)

Per capire dove stiamo andando, dobbiamo guardare alla ricchezza privata, dove sta di casa. Così facendo – temo – arriveremo anche a comprendere la genesi del sovranismo, che per inciso rischia di essere un escamotage per convogliare e controllare il dissenso delle masse – derivante dall’enorme disagio accumulato negli ultimi anni -; sono infatti praticamente certo – ben inteso, spero di sbagliarmi –  che alla fine tale neo-movimento-tsiprasiano opererà pochissimi cambiamenti validi, mantenendo di fatto lo status quo fatto di enormi disparità, anche quando si tratterà di pagare per tentare di aggiustare il giocattolo (entro tre anni trarremo le conclusioni).

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Siamo alla fase II dello scontro EU con gli USA: ribellione tedesca anti USA alla Corte Internazionale ONU di Le Hague e nuovo swift EUropeo senza gli USA per pagare l’Iran

I fatti parlano, chiaro. E forte: ieri un giudice tedesco si è incredibilmente dimesso in aperto e pubblico contrasto con le supposte interferenze USA nei confronti del tribunale. Un giudice, ripeto, tedesco. Prima volta che succede.

Parallelamente Trump ha annunciato il ritiro degli USA dal trattato di non utilizzo di ordigni nucleari a medio raggio, ossia dispiegandoli in EUropa (Intermediate-range Nuclear Forces Treaty). Questo significa o escalation o un nuovo accordo con la Russia di Putin per decidere le sorti dell’Europa. Una nuova Yalta insomma, sebbene in forma ridotta.

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Domanda al PM Zuccaro: dietro Sea Watch, Jugend Rettet etc. ci sono si servizi segreti tedeschi? Memento, le leggi anti-riciclaggio in Germania fanno acqua da tutte le parti (la Germania è un paradiso fiscale! fonte: TJN, quella dei Panama Papers)

Ho letto stasera il pezzo di Maurizio Blondet, uno stimato cittadino italiano. Pensate, giornalista in pensione, va per gli 80 anni  ed in tutto questo occupa il suo tempo, i suoi sforzi, le sue risorse per la causa italiana.

In forza del rispetto che nutro per gente come Blondet, vorrei fare una domanda al procuratore Zuccaro, il PM di Catania incaricato dell’indagine su Sea Watch: vado al sodo, in molti vorrebbero sapere se dietro ai finanziamenti alle varie ONG tedesche che operano nel Mediterraneo davanti all’Italia ci siano i servizi segreti tedeschi (mi limito ad un ambito specifico, onde evitare di introdurre l’argomento di SOS Mediterranee ed i legami con Bernard Kouchner, ndr). Leggi tutto “Domanda al PM Zuccaro: dietro Sea Watch, Jugend Rettet etc. ci sono si servizi segreti tedeschi? Memento, le leggi anti-riciclaggio in Germania fanno acqua da tutte le parti (la Germania è un paradiso fiscale! fonte: TJN, quella dei Panama Papers)”

Quando la propaganda mediatica cancella i fatti: nonostante le ondate di freddo in tutto il mondo “la colpa è del riscaldamento globale”. Spieghiamo cosa c’è dietro…

Ebbene sì, rasentiamo davvero la presa per i fondelli. Abbiamo visto tutti l’ondata di gelo in Austria, Germania e centro Europa in genere nelle scorse settimane, metri e metri di neve, freddo polare, ghiaccio. Come se non bastasse ora è arrivato il freddo polare anche negli States, con -30 gradi ed oltre, neve, gelo…

In tutto questo la stampa mainstream che fa? Oltre a riportare la notizia in termini, secondo lo scrivente, raffazzonati ed incompleti (in fondo sarebbe facile dire al pubblico che semplicemente FA FREDDO….), ecco che cerca di nascondere la realtà. Anzi di manipolarla, dando supposte verità perfettamente controsenso. Voi direte, riscaldamento globale, uguale più caldo. Invece abbiamo freddo e gelo….

Come la mettiamo?

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Spieghiamo il Macro-Evento che stiamo (quasi) vivendo: Conseguenze e premesse di un Reset socio-economico globale (e l’Italia?)

Lo scorso fine settimana abbiamo partecipato ad un evento con gli amici autori di scenarieconomici.it. E’ stata un’ottima occasione ri-incontrarci  e soprattutto per tentare di mettere in ordine le idee, visto che in molti riteniamo che la situazione economica globale sia insostenibile in termini di equilibri precari e tensioni accumulate in ogni parte del globo. Stiamo infatti vivendo una grande discontinuità, di quelle che la storia del mondo tante ne ha viste. L’importante sarà non farsi cogliere impreparati agli eventi, per non farsi travolgere.

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L’invasione del Venezuela, pianificata da anni, arriva ora? Uno sguardo al passato per capire il futuro…

Ho deciso di seguire formalmente l’autore, nel nuovo sito. In questo frangente molto complesso per gli equilibri globali ritengo sia importante non tanto guardare ai segnali spurii ma, oltre a capire il contesto, comprendere che cosa è successo e soprattutto cosa succederà in Venezuela.

Prima di tutto, il Venezuela è uno dei principali produttori di petrolio al mondo (con riserve enormi, superiori ai sauditi), sebbene di bassa qualità. Parimenti è vicino ad un altro buon produttore petrolifero, la Colombia, con Ecopetrol. E, si sa, Uribe (assieme alle sue filiazioni presidenziali, …) è stato molto vicino alla DEA ed è vicino al Department of State americano.

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L’informazione come educazione: l’intervista al prof. Giuliano Preparata del 1998 (chiedetevi perchè il prezzo del palladio negli ultimi 10 anni è aumentato di 8 volte)

Penso sia importante che l’informazione educhi. Educare significa gettare le basi per il futuro sviluppo umano, speranzosamente nel paese che ha covato le innovazioni. Ho rivisto dopo anni l’intervista a Giuliano Preparata e mi sono commosso. Ho conosciuto una parte del team di Frascati che ha studiato la fusione fredda: erano tutti convinti che funzionasse. Da ingegnere posso dirvi che, nel mio piccolo, sebbene non sia all’altezza per confermare le loro tesi, certamente non riesco a smentirle. Assolutamente.

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L’uomo della giustizia incaricato ai tempi di Tangentopoli ha parlato: sul caso Diciotti Salvini non va processato…

Antonio Di Pietro è considerato l’icona di Tangentopoli, da PM incaricato del Pool Mani Pulite (operazione che negli anni ha fatto proseliti nel mondo, ad es. Lavajato in Brasile [che ha estromesso il clan Lula] e se vogliamo anche Cuadernopolis in Argentina [che ha puntato il clan Kirchner]). Le sue frequentazioni in USA al DOJ prima dello scoppio del caos giudiziario italiano per antonomasia hanno fatto perdere il sonno a molti. In realtà c’è poco da fare i sonnambuli: la sua uscita di scena da Tangentopoli casualmente concise con  la presa di posizione del neo ambasciatore USA a Roma, Reginald Bartholomew, a nome del very deep state USA; il responsabile della delegazione per il disarmo nucleare dell’ex URSS, ex ambasciatore in Libano ferito nel confronto libanese dei tempi, ex CFR, ex National Security Council – un vero pezzo da 90 – venne infatti investito del compito in Italia come Ambasciatore pensionando l’oriundo biellese Peter Secchia.

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E se il revanscismo gialloverde venisse pagato dagli impiegati e dai pensionati italiani? Magari coi Mini BOT (post elezioni EUropee)? Spieghiamo come NON fare una valuta parallela

Ho espresso reiterati commenti sulla valuta parallela: il sunto è che, da una parte, se si deciderà di procedere, va chiarito che NESSUN PAESE ha mai fatto prima qualcosa di simile; più specificatamente nessun paese importatore di risorse ha mai emesso una valuta parallela con successo (giusto il Sud Africa con l’apartheid ed il Venezuela con Chavez, entrambi grandi esportatori); a meno che non fosse un paese con una valuta di scambio globale o assimilabile (Cina). Dall’altra, nessuno ci spiega chi pagherà il conto, tra gli italiani.

Che si paghi il conto è certo, ma chi? Le elites? I poveri? I pensionati? Passo subito alle conclusioni: se gli ipotetici miniBOT verranno gestiti male state certi che la sinistra EUropeista riprenderà il potere, di nuovo, sebbene a termine…

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Il Giorno della Memoria: è un giorno triste, purtroppo sappiamo che i tedeschi non hanno imparato la lezione dell’Olocausto. 75 anni dopo, con l’austerità alla Grecia l’attitudine è stata la stessa!

E l’EUropa ancora una volta si è girata dall’altra parte! Come con gli ebrei, come quando prima i nazisti ed i loro sodali li depredavano dei loro averi, li ghettizzavano, li utilizzavano come manodopera gratuita nel lager, per aiutare lo Stato a “risollevarsi” nel dopo Versailles per una guerra sanguinaria che gli stessi tedeschi avevano iniziato e poi perso (dal lavoro gratuito nei campi di sterminio deriva l’ “Arbeit macht frei”, ndr). E poi si finiva a doverli dissipare, quando erano esauriti. Come una batteria usata. Bruciati. In tutto questo i tedeschi in Germania – ed anche gran parte degli europei in Europa – facevano finta di non sapere…

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La Regina Elisabetta II spinge ancora il Brexit. Le prossime mosse dell’EU

Oggi la regina Elisabetta II si è espressa ancora una volta, sebbene in modo cauto, neutro e leale – ma chiaro, quanto meno per gli addetti ai lavori chiamati a decodificare il messaggio – per l’uscita dall’EU , ossia per il Brexit. L’occasione è stata l’anniversario del Women Institute, di cui è presidente e membro dal 1943. Come al solito le parole del monarca britannico vanno pesate; ma la sensazione sembra comunque chiara: le “ricette” tradizionali e conosciute alle sfide moderne vanno preferite, senza perdere di vista la “big picture“. Ossia, sembrerebbe, Britain first, nella forma tradizionale.

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Complimenti a Oronzo Canà, nuovo ambasciatore UNESCO. Mentre gli USA e Israele abbandonano l’UNESCO, l’Italia nomina un comico… (speranza)

Io adoro Lino Banfi, conosco quasi tutti i suoi film; addirittura seguivo i suoi fantastici monologhi del sabato sera su Canale 5 appena fondata a fine anni ’80 – monologhi purtroppo non reperibili via internet -. Penso di poter associare Lino ai momenti più spensierati ed allegri della mia esistenza. Penso anzi che Banfi ed il parimenti grande Montagnani siano i due attori nazionali meno valorizzati del panorama italiano moderno (…).

Detto questo, leggere che il governo giallo-verde lo ha nominato ambasciatore UNESCO mi ha lasciato interdetto. Come sapete, chi scrive ritiene che la politica fatta da professionisti, come l’ingegneria fatta da professionisti capaci, sia un “must“.

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Prossima visita ufficiale di Francesco I: è la volta del Marocco, paese musulmano. Dopo ben 26 missioni la sua amata Argentina ancora non è ancora stata visitata

E sono 26!

Non posso fare a meno di rammentare come Papa Benedetto XVI fece invece molto in fretta a visitare il suo Paese natale, la Germania, dove era amatissimo. E dove – non a caso – pronunciò il famoso discorso di Ratisbona, che rimarrà negli annali della storia cristiana (…). Oltre alla sua strenua lotta, da vero tedesco, per inserire nella Costituzione Europea la “radice cristiana europea“, fattualmente innegabile per chiunque viva davvero il Vecchio Continente, anche da non cristiano. Ma non dai burocrati di Bruxelles, evidentemente, …

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