PfizerLeak: le clausole davvero strabilianti dei contratti fra Pfizer e Stato

In Francia, intanto, hanno cominciato ad erigere ghigliottine (foto di coda) …

Redazione wikistreaks France

I contratti Pfizer sono estremamente vincolanti per gli Stati che li hanno firmati. Praticamente, legano loro le mani.

A seguire, alcune spiegazioni basate sui tweets di Marceau, che ha tradotto e commentato queste rivelazioni (anch’esse su Twitter).

Anche se il documento trapelato è in realtà solo una “bozza”, ovvero una versione non definitiva, è probabile che i contratti siano molto simili.

La Pfizer è stata molto aggressiva nel cercare di proteggere i dettagli dei suoi accordi internazionali sul vaccino per il Covid-19. Ma ne abbiamo una copia.

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Il Grande Esodo Estivo (alcuni consigli per chi s’impegna nel rito annuale del viaggio in auto)

Illustrazione di Iñigo Navarro Dávila

Itxu Diaz per The American Spectator

Grande Esodo Estivo, è questo il nome dell’operazione attraverso la quale milioni di cittadini stressati, affogati di caldo, imbottigliati e vestiti di scuro decidono di diventare cittadini stressati, affogati di caldo e imbottigliati … ma in pantaloncini, canottiera e con un coccodrillo gonfiabile sul tetto della loro auto.

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Google e Wikipedia ci lavano il cervello

Redazione: un nostro lettore, Antonio C, c’invia questa traduzione, che volentieri pubblichiamo in ampia sintesi.

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Ryan Matters per Off-Guardian.org (sintesi)

Secondo una ricerca  condotta da We Are Social, l’utente medio di Internet trascorre online oltre 6 ore e mezza al giorno.

Internet è allo stesso tempo una benedizione e una maledizione: … da un lato ci dà accesso a quelle conoscenze che migliorano le nostre vite ma, dall’altro, è uno strumento di controllo mentale che crea dipendenza e può essere sfruttato per influenzare le nostre scelte e manipolare il nostro pensiero.

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Colpo di Stato in Tunisia? Una dictadura se puede autolimitar …

Redazione: un paio di cose innanzitutto. Questo “colpo di stato a metà” è il fallimento più grave delle “Primavere Arabe” e di coloro che più le hanno volute. In primis Barak Obama, Hillary Clinton e il Deep State statunitense. La Tunisia era il loro “fiore all’occhiello”.

Secondo, prepariamoci all’invasione di Lampedusa e delle coste meridionali. Già immaginiamo il Generale Figliuolo che, siringa alla mano, inietta gli immigrati sul bagnasciuga.

Dopodiché, è ancora presto per dire chi è che ha ispirato le coup d’état. La grande stampa europea non sembra molto coinvolta, giusto il minimo sindacale.

Non lo ammetteranno mai ma credo che, sotto sotto, tutti i Governi Occidentali la stiano pensando come Friedrich Von Hayek: 

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Arcipelago “6 gennaio” — Il Dipartimento di Giustizia e la brama di sangue dei Democratici

James Bovard (sintesi)

Le vicende del Campidoglio (6 gennaio 2021) continuano ad essere un regalo per chiunque nel mondo contesti i valori americani della democrazia e della giustizia.

Nei prossimi mesi, probabilmente, assisteremo a inconcepibili debacle burocratiche e a stupefacenti abusi dei Procuratori Federali, che offriranno carburante alla sete di sangue degli inferociti sostenitori di Biden.

Improbabile che l’imminente disastro possa restituire fiducia nella “democrazia americana”.

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Il responsabile della povertà di Cuba è il comunismo (non gli Stati Uniti)

Se veramente vogliamo il meglio per i cubani, dobbiamo identificare la vera causa della loro sofferenza

Jon Miltimore per The National Review

Davanti alle proteste che continuano a diffondersi in tutta Cuba, gran parte del mondo è rimasto con il fiato sospeso.

La settimana scorsa (a più di sessant’anni dalla “presa del potere” da parte di Fidel Castro) il regime comunista è sembrato essere in pericolo, quando centinaia di migliaia di cubani hanno invaso le strade in una delle più grandi manifestazioni degli ultimi decenni.

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La Guerra Santa

Papa Francesco contro la Messa in latino: “fomenta divisioni”

Redazione MD: molti articoli sull’ultima iniziativa di Papa Francesco stigmatizzano lo strappo, forse definitivo, con una parte della cristianità — decisa anche alla disobbedienza (ad esempio Joseph Cordileone, Arcicescovo Metropolita di San Francisco).

Fra i tanti interventi, segnaliamo quello di A. M. Valli: certe iniziative, sostiene l’autore, sono tipiche di un’anatra zoppa, ormai prossima alla fine del suo ciclo.

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Oggi l’Ungheria, domani la Polonia — Sarà la pressione tedesca a far crollare l’Europa dell’Est?

Tom Luongo per Gold Goats ‘n Guns

Fu subito chiaro, quando Joe Biden entrò alla Casa Bianca, che la storia della Polonia sarebbe diventata importante.

Il Paese è uno dei cattivi ragazzi dell’Unione Europea e, con il ritorno di Barak Obama (l’americano preferito dalla Gente di Davos), tutti i suoi problemi all’interno dell’UE non potevano che inasprirsi.

Con il gasdotto Nordstream 2 quasi completato, il tempo sta rapidamente scadendo per Andrej Duda e per il suo Partito, Diritto e Giustizia (PiS).

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Germania: la colpa è davvero del cambiamento climatico?

Ross Clark per The Spectator

Greta Thunberg ha dichiarato che le inondazioni in Germania, Belgio e Olanda sono il prodotto del cambiamento climatico causato dall’uomo … e ha aggiunto che: “Siamo all’inizio di un’emergenza climatica ed ecologica. Gli eventi meteorologici estremi diventeranno sempre più frequenti”.

Bene, quest’aspetto è quindi risolto. Non abbiamo bisogno che Angela Merkel e il Primo Ministro dei Paesi Bassi, Mark Rutte, ce lo confermino.

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La Grande Strategia di Pechino (costruire un ordine sino-centrico per le “economie socialiste di mercato”)

Dan Blumenthal per The National Review

L’obiettivo strategico di lungo termine del Partito Comunista Cinese è quello di rimuovere gli Stati Uniti dal ruolo di “paese più potente del mondo” e di creare, al contempo, un “Nuovo Ordine Mondiale” favorevole al marchio autoritario della politica cinese, ovvero alla sua “economia socialista di mercato”.

Xi Jinping vuol realizzare rapidamente questa grande aspirazione (che la Cina nutre fin dalla fine della Guerra Fredda) per poter essere considerato alla pari di Mao Zedong e Deng Xiaoping.

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Benvenuti nella mia “crisi di mezz’età” — Guardando indietro, non saprei dirvi cosa ho fatto negli ultimi quarant’anni

Illustrazione di Iñigo Navarro Dávila

Itxu Diaz per The American Spectator

Se tutto va secondo i piani, fra tre giorni avrò quarant’anni.

A quell’età Gutenberg aveva già inventato la stampa, James Stewart aveva già recitato in “La Vita è Meravigliosa”, John Belushi era già morto, Einstein aveva già formulato la teoria della relatività e Alessandro Magno era già Re della Macedonia, Egemone della Grecia, Faraone d’Egitto, Re d’Asia e Gran Re di Media e Persia.

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Il Sud Africa è diventato “zona di guerra”. La gente è sul punto di mangiarsi a vicenda

Venezuela, Cuba, Sud Africa. Paesi lontani … oppure no?

Tyler Durden per Zero Hedge

Mai, come negli ultimi sette giorni, il Sudafrica è stato così vicino al fallimento. I saccheggi hanno ridotto le due Province di Gauteng e KwaZulu-Natal in una grande zona di guerra.

Il Paese è agli inizi di una guerra civile. Il Governo ha risposto dispiegando 25.000 militari della riserva, nel vano tentativo di sedare la violenza.

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Il “Green Deal” dell’UE e il collasso industriale dell’Europa

William Engdahl

Ad inizio 2021, in un raro momento d’onestà, Bill Gates ha detto che, se dovessimo pensare che le misure per il Covid siano pesanti, dovremmo solo aspettare quelle per il riscaldamento globale!

L’UE è in procinto d’imporre le misure più draconiane di sempre che distruggeranno l’industria moderna sulla faccia di tutti i 27 Paesi che ne fanno parte.

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This is the end … cinquant’anni fa Jim Morrison moriva in circostanze misteriose

Redazione: una nostra lettrice, Serena, grande appassionata di cultura francese, c’invia la pregevole traduzione di un saggio su Jim Morrison, in occasione del cinquantenario della sua morte, che ben volentieri pubblichiamo.

Impietoso il paragone fra l’idolo dei baby boomers e quello della gioventù francese del giorno d’oggi. Fra Jim Morrison e Kilyan Mbappé.

Ma, dopo essere stati anche a noi al Cimitero di Père-Lachaise, la maturità ci ha portato a qualche altra considerazione.

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Afghanistan: il “ritiro” degli Stati Uniti non significa che la guerra sia finita

Non sarà una Saigon 2021. Troppi gli interessi in gioco, leciti e illeciti, perché il ritiro sia davvero tale.

Kit Knightly per Off Guardian

La “grande notizia” degli ultimi due giorni è il ritiro americano dall’Afghanistan.

Dopo quasi vent’anni, gli Stati Uniti stanno finalmente ritirando le loro truppe da uno di quei Paesi dove non hanno mai avuto il diritto di stare.

Il “Presidente” Biden ha riaffermato che gli Stati Uniti ritireranno tutte le loro forze entro il 31 agosto, aggiungendo che sarà il popolo dell’Afghanistan a “decidere il propio futuro”.

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