Mentre i militari di Trump si apprestano a fare giustizia contro il golpe elettorale globalista (contro la Costituzione), quale maggioranza “brancaleonica” presenterà l’Italia a Washington? Intanto c’è chi progetta il blocco della distribuzione cibo…


 

Dopo tanti secoli, ecco giungere all’orizzonte l’erede anglo di Sun Tsu (cfr. Trump Tsu). Si, perchè i militari capeggiati da Trump, a difesa delle radici dell’America, entità che resta un paese intrinsecamente conservatore nei cambiamenti suicidi, preferendo quelli virtuosi, stanno attuando una strategia sopraffina. A parte aver costretto i globalisti a perpetrare i propri piani golpisti usando la rete pubblica internet, e non i canali satellitari criptati americani, dunque premettendo la decriptazione dei dati tra le macchinette infernali di voto ed il luogo che temo presto diventerà l’inferno in terra (…), i tasselli sono stati disposti con dovizia e sapienza a difesa dell’America e dei suoi più stretti alleati. Oggi i Dem globalisti, la casta neofeudale e molto probabilmente satanista, come sembra implicare Viganò, pensa di aver vinto: bene così, almeno sappiamo chi sono. Ma, domanda, a parte i tentativi attuali di destabilizzare prima di tutto gli alleati USA all’estero (in primis l’Italia), vedrete oltre, cosa offrirà la Penisola alla restaurazione democratica made in USA?

Se pensate che ipotizzare un revanscismo trumpiano post elettorale dei valori tradizionali americani oggi sia utopico, vi dico, aspettate! Non ci vorrà molto per capire il piano, i nostri Franco e Pepito Sbazzeguti vi tengono sempre informati sull’argomento. Ben ricordando come i dati del golpe informatico siano stati raccolti proprio dai militari, gli stessi che indagano sul COVID Made in China (…). E tali dati verranno portati come prove alla Corte Suprema grazie al supporto ad un giudice militare, Sidney Powell (…).

E qui mi fermo, ben sapendo che pochi hanno capito cosa stia realmente bollendo in pentola; dunque non avendo necessità di convincerli, anzi meglio restino della loro idea – ecco il perchè del nostro understatment attuale, ancora una quindicina di giorni circa per il primo round – vorrei rammentare ai lettori come lo scenario attuale sia un chiaro ricorso storico, una rima della storia alla Mark Twain.

Infatti attorno al 1932 ci fu il tentativo dei globalisti di allora, qualche anno dopo lo scoppio della bolla di Wall Street, un vero tentativo di golpe progettato dai banchieri e dagli infiltrati filo tedeschi (quelli che furono poi legati a Prescott Bush) per innescare il cd. business coup, il colpo di stato del business, con la cricca di J.P. Morgan – si dice – a capo.

In pratica, ben sapendo che F.D. Roosevelt (FDR) stava per cambiare tutto del sistema economico imperante ai tempi, i grandi imprenditori avvicinarono il gen. S. Butler, il più importante generale militare dei tempi, per convincerlo ad aderire alla causa. Sapete che fece Butler? Più o meno quello che fecero l’adm. Rogers ed il gen. Flynn con Trump, avvertirono il (futuro) presidente dell’attacco “dal di entro“, che venne sventato.

[Nelle ultime tre righe c’è il sunto di quello succederà prossimamente, ossia Trump come genesi patriottica militare (…).]

Golpe sventato grazie ai militari, ben s’intende, anche allora. Ma non prima di una lotta di sfiancamento che durò circa 7 anni, o anche 9 a seconda da come li si conta. Con svariate sfide di FDR, un patriota, alla Corte Suprema, vicina al “business”. Alla fine, dopo svariati New Deals falliti, FDR finalmente ce la fece, salvo arrivare appunto nel 1937 a scoprire che nulla in realtà era risolto: in una situazione del tutto sovrapponibile alla situazione attuale, l’asino economico non voleva più mangiare, era stanco, anche a tassi bassi l’economia non si riprendeva. Ed al primo accenno di salita dei tassi, bang, l’economia tornò malata.

Solo a tale punto gli USA capirono che bisognava tentare il tutto per tutto. E dunque venne partorita Pearl Harbour dal gen. Marshall et al., forse un attacco cercato, certamente un vero All In all’americana, al buio. Scommessa che portò i suoi smisurati frutti (…).

Anche con FDR i globalisti volevano scardinare il potere USA, coalizzandosi.

All’appello anche allora c’era, peccato non lo abbiate notato, la Cina, per assurdo idealmente vicina al Giappone ai tempi nell’obiettivo finale, abbattere gli USA. Ma l’abile mossa 5D di Roosevelt scaraventò preventivamente in depressione l’Impero Celeste facendo nascere Mao, usando manovre meramente monetarie. Anche Li Ka Shek, dopo essere fuggita a Taiwan, vide evaporare i miliardi di dollari che aveva pensato di mettere al sicuro in buoni del tesoro USA (…).

La storia matrigna chiede di essere studiata…


Oggi gli italiani dovrebbero iniziare a chiedersi, nel caso di revanscismo trumpiano, per noi di questo sito pressoché certo, che categoria infima di politici italici si troveranno gli USA post ribaltamento dei giochi. Abbiamo visto il saltimbanco Conte che, da uomo USA di Trump, sapendo di non avere futuro alternativo salvo una certa uscita onorevole (come sempre spetta agli asset atlantici di peso, Cossiga docet) ha sapientemente tenuto in piedi il legame atlantico. Ad esempio impedendo la firma del MES non a caso fortemente voluta dai franco-tedeschi; MES che avrebbe, anche per il futuro, impedito all’Italia di tornare alla lira in forza dei “compensi” (ai franco tedeschi) automatici del meccanismo a fronte ai pochi soldi ottenuti; ossia le clausole CAC che avrebbero impedito la ridenominazione del debito nella moneta che spetterebbe ai BTP, la lira. Anche per il futuro, che è quello che interessa agli USA (…).

Chiaramente i globalisti italiani vogliono farlo fuori,  il Conte filo USA, mettendo il globalista Draghi. Noi pensiamo non ce la faranno.

Resta il problema che gli USA non troveranno comunque terreno fertile in Italia. Oltre a non trovare una maggioranza di cui si potranno fidare. Per questa ragione consigliamo di non perdere tempo: approfittando dei macro eventi che andranno di pari passo con il revanscismo USA anti-golpista elettorale, bisognerà AZZERARE la classe politica italiana. Con le buone o con le cattive. Preferendo molti  militari attorno a Conte (…), come con Trump. Ma questo lo vedremo oltre.

In tale contesto non va sottovalutato il dovere, oggi e sempre, dell’esercito USA di difendere la Costituzione americana. Tale peculiarità, ossia in cui l’esercito è il garante ultimo dello Stato, è tipico di paesi pronto-belligeranti, direi caso unico al mondo quanto meno in democrazia.

Dalla rivolta del the, gli USA hanno dimostrato di saper combattere anche perdendo tutto per un ideale, senza paura. Non come molti popoli ormai debosciati dal troppo benessere, ad es. Mediterranei, gli americani sanno e vogliono sporcarsi le mani, visto che credono nel loro futuro. sapendo di essere un grande Paese.

L’Italia in tale contesto ha davvero poco da offrire.

Un Di Maio, un Salvini, mezze tacche che non sanno nemmeno dove stai di casa il significato del termine statista; una Giorgia Meloni, impreparata, messa al comando dai nemici dell’Italia – che son spesso gli stessi italiani, ndr – assieme alla leva di terze schiera durante la II Tangentopoli (ossia, con Alfano e Salvini) per fare in modo che il paese non potesse risollevarsi neanche in futuro grazie a cotanta impreparazione. Con l’aggiunta postuma del M5S, un progetto inglese, per condire la struttura nazionale di veri parvenu.

La Sacerdotessa in missione dai suoi adepti ex longobardi (sottolineo che la riunione non è avvenuta di notte)

In tale contesto non è una sorpresa che l’unico partito italiano che abbia tenuto, ed a cui tutto sommato il revanscismo USA oggi si appoggia, sebbene in parte (sapendo di avere alla bisogna TUTTE le carte per indirizzarlo a dovere) sia proprio la semper fidelis sinistra, fedele all’Europa intendo. Ma, si sa, visto che è un americano che ha idealizzato il “tengo famiglia” (Banfield), col tengo famiglia è molto facile far capire anche e soprattutto ai Dem quando è meglio che non si spingano troppo oltre, che dite…

In ultimo un dettaglio dirimente, per farvi capire quale sia l’alternativa agli USA di Trump. E’ infatti indubbio, come diceva anche Sapelli ieri – noi sono settimane che lo ripetiamo, ndr – che Biden permetterebbe il sacco franco-tedesco dell’Italia, la contropartita per averlo fatto eleggere da Francoforte.

Il dettaglio chiave sta nel capire il disastro prospettivo per l’ex Belpaese è capire cosa vorranno fare col vaccino Pfizer i politici italiani, sotto scacco degli Europeisti. Gli stessi che possono interrompere il flusso di denari via BCE nel giro di una settimana, ossia col ricatto crasso. Parlo del vaccino che va conservato a temperature antartiche. Ossia bisognerà – secondo i geni globalisti – requisire i grandi frigoriferi italiani per usarli per il vaccino. Chiedetevi come faranno i distributori di generi alimentari a conservare i cibi…

Dunque, il piano globalista per l’Italia senza Trump è davvero portare il Paese al caos; ossia condurre la gente ormai impaurita alla fame. Per poi conquistarla fisicamente e temo anche militarmente, vedremo se questo ultimo passo ancora non certo si materializzerà.

Abbiate ancora un po’ di pazienza, nei prossimi due mesi scriveremo la storia.

MD

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