Cosa si muove attorno al confronto tra BCE e Corte di Karlsruhe.

Di Pepito Sbazzeguti e Megas Alexandros

Il 18 marzo 2020, in pieno panico da Covid-19, la BCE ha avviato il programma PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme). Esso sembrava aver risolto molti dei problemi che si stavano verificando in quel momento con l’Euro, a seguito del blocco delle attività economiche imposto per la crisi del Covid-19 (il blocco totale non si verifica neanche in guerra, se non sussiste distruzione diretta dei siti produttivi…).

Torneremo più avanti sul PEPP. Il 5 maggio 2020 la Corte di Karlsruhe, il tribunale supremo della Germania, ha emesso una sentenza sul programma PSPP (Public Sector Purchase Programme), parte del Quantitative Easing avviato sotto la presidenza BCE di Draghi e caratterizzato da effetti meno radicali del PEPP, lanciato da Lagarde in risposta alla crisi economica innescata dal Covid-19.

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IL NEO PENSIERO

Abbiamo avuto il virus, la neo lingua dice che c’è ancora, è solo nascosto da qualche parte.

Lui odia la luce, ma appena la stagione volgerà dall’estate all’inverno e le tenebre avanzeranno nel giorno, ecco che il virus pronto si alzerà in mezzo a noi, con la falce del nuovo ordine pronto alla mattanza delle unità carbonio non compatibili.

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Il 4 giugno 2020, un mese dopo l’ultimatum di Karlsruhe, la BCE dichiara guerra alla Germania.

di Sebastien Cochard – Atlantico.fr

Si propone qui la traduzione di un articolo uscito su una testata francese. L’autore è un ex funzionario del ministero del Tesoro francese, banchiere, diplomatico, consigliere G20. Non sappiamo se andrà come auspicato dall’autore (ed ipotizzato anche da noi in un articolo del 4 maggio), perché siamo coscienti del fatto che l’élite mercantilista della UE – come ci spiega da tempo qui Megas Alexandros – farà letteralmente di tutto per evitare la rottura dell’Euro; tuttavia, l’articolo merita attenzione in quanto è raro leggere in Italia analisi così lucide e dirette. Si noti come l’autore esprima anche in riferimento alla Francia, concetti già sentiti per l’italia: su effetti del surplus primario, sostenibilità del debito… forse qualcosa di importante sta per accadere. In calce, si aggiungono alcune brevi note.

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DISTANZIAMENTO SOCIALE?

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Gdp e Disoccupazione USA

Se l’incipit lo scrivesse Marcel Proust, ci direbbe che la scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.

Entriamo ora nella ennesima truffa legata al recovery fund di marca franco-tedesca.

Se guardiamo le immagini qui sotto notia che la FED indica un Pil in discesa del 48%, una contrazione delle vendite mai vista, perdita del lavoro e in Europa si pensa al recovery fund.

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Un trono di spade: confessare i dubbi su coronabond e MES

di Giorgio Saibene e Carloalberto Rossi

(Fonte: Maurizio Blondet & Friends https://www.maurizioblondet.it/docente-tedesco-confessa-i-suoi-dubbi-sul-coronabond-e-sul-mes/)

Max Plank Institute

Nei giorni scorsi ho ricevuto un articolo da un collega tedesco, Wolfgang Streeck, direttore emerito del Max Plank Institute di Colonia, che ho tradotto e qui pubblichiamo.

A proposito dell’autore: Wolfgang Streeck è uno studioso di relazioni industriali nelle società capitaliste. Durante i suoi studi ha seguito la fase espansiva dei sistemi di welfare negli anni 60-70, poi ha testimoniato lo sviluppo delle istituzioni nazionali delle economie industrializzate e si è distinto nello studio del suo Paese, la Germania.

Dal 2014 in avanti, ma forse l’anno del suo canto del cigno è stato il 2016, Streeck ha iniziato seriamente a criticare la validità dei fondamenti etici della finanza globale, la speculazione degli operatori finanziari nei meriti e nei metodi, il coinvolgimento di istituzioni sovranazionali in una gestione politica dei Paesi che affidano all’esterno la gestione della propria specificità, e in definitiva a riflettere su come un debitore che aumenti ancora il suo debito difficilmente riuscirà a ripagarlo.

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Le conseguenze della sentenza della Corte Suprema tedesca che i media (ed i globalisti pro euro) tacciono….

Mitt Dolcino per qelsi.it

La sentenza della Suprema Corte tedesca ha confermato le aspettative. La traduco in termini semplici: visto che il diritto tedesco ha per definizione preminenza su quello comunitario – il contrario di quello che accade in Italia.. – la Germania non può essere nei fatti contributore netto del sistema euro. I vari QE (Quantitative Easing), che si chiamino PEPP , MT o altro, devono dunque avere l’”equilibrio” degli interventi tra i vari paesi (si chiama Captal Key, una sorta di proporzione), precludendo la possibilità di sovra o sotto esposizione nell’intervento a favore di singoli paesi dell’Unione. Per fare un esempio comprensibile, è come se la FED negli USA dovesse fare interventi monetari a mercato aperto corrispondendo i risultati sempre e comunque a tutti gli Stati USA pesati secondo il PIL. Ovvero, ad esempio, lo Stato di New York, quello col PIL maggiore, avrebbe un peso sempre proporzionale al suo peso economico potendo dunque aiutare solo limitatamente paesi come l’Idaho o l’Akansas o l’Idaho, meno abbienti.

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Ma i miliardi a fondo perduto dall’EU ci sono o no? In loro assenza, Conte NON deve firmare alcunchè, altrimenti diventa traditore degli interessi nazionali! (tenete da conto la candela…)

Il punto è semplice ed è condensato in una sola domanda: dall’EU si otterranno tramite i recovery bond, art. 122 TFUE, soldi a fondo perduto, chiamasi “grants”, come previsto del Trattato di funzionamento dell’EU o NO? Ho aspettato alcuni giorni per mettere tutti i tasselli al loro posto, ora bisogna giusto spiegare la situazione nella sua interezza. Ci proveremo di seguito, in quanto c’è troppa gente in giro che sembra fare a gara, opposizione inclusa, nel seminare panico e confusione sull’argomento. Facciamo chiarezza.

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URGE CORAGGIO!

Inizierei con uno sguardo ai titoli di stato, quelli che comunemente leggiamo col nome di Bond. Il nostro paese paga un interesse sul debito che è positivo, cioè quello che è indicato nella cedola, più l’eventuale differenza fra il prezzo di vendita e quello di rimborso.

I paesi del nord Europa, Germania in testa, per la loro supposta (e qui bisogna approfondire se non sarà un dispositivo medico / chirurgico) solidità economica, dovuta anche al basso rapporto debito/PIL, riescono ad emettere sul mercato dei bond ad interesse negativo, cioè  ricevono più soldi di quanti ne pagheranno a rimborso del titolo.

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