La Lega-Salvini viene allo scoperto: fuori dal gruppo sovranista all’europarlamento e dentro, udite bene, al PPE di Angela Merkel (sono finite le bugie dell’Italiexit). La Lega tornerà al 10% e gli italiani moriranno di tasse

Per non farsi notare, ossia per non perdere i voti pro ITALEXIT, un anonimo sabato di settembre, prima del “caldissimo” ottobre, la Lega compie la svolta: via dal gruppo dei sovranisti all’europarlamento e dentro al PPE di Angela Merkel. Ossia, euro forever, al diavolo – letteralmente – le promesse passate. Quanto sopra tutto sommato resta un dettaglio – a parte che fa davvero imbestialire, per le bugie che il panzer leghista ed i suoi Rinaldi, Bagnai, Borghi ci hanno raccontato per anni, ed oggi accettano supini -. Infatti quello che gli italiani devono temere, inclusi quelli che plaudono per la svolta (M. Blondet, che stimo sebbene dissenta in parte) non è l’evidente tradimento ma la matematica. Ossia le confische ai beni delle famiglie che arriveranno, restando nell’euro. Due conti, di seguito.

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Il progetto mercantilista e neo-feudale connesso all’Euro, guidato dalla BCE che “stampa” per l’élite finanziaria nel disinteresse per l’economia reale

 

 Megas Alexandros e Pepito Sbazzeguti

Per chi ancora non comprende come è gestito l’euro e per identificare meglio coloro che sono interessati a conservarlo ad ogni costo, ecco una breve lettura che ne descrive le disfunzionalità…raccontiamo come la Banca Centrale Europea, acquistando titoli di debito, non solo non risolve i problemi economici dei paesi appartenenti all’Eurozona, ma agevola la concentrazione della ricchezza reale a favore di pochi.

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La smisurata e ricorsiva arroganza (ed ignoranza) del popolo italico nel credere che tutto gli sia dovuto: il caso dell’ 8.9.1943 e lo sperato ITALEXIT, secondo cui qualcuno dovrebbe salvare gli italiani “aggratis”

La pagina meno conosciuta, proprio perché ha messo a nudo la nullità, l’autolesionismo interessato, l’antimeritocrazia, il nepotismo, la raccomandazione dilagante del sistema di potere romano – e dunque è stata opportunamente nascosta –  è stata l’ 8.9.1943. Ieri forse per la prima volta su Rai1, dopo il famoso “Tutti a casa” di A. Sordi, si è provato a parlare dell’argomento in termini reali e soprattutto in prima serata. Facendo emergere quanto sopra: il ladrocinio e l’inadeguatezza politica dei tempi, tanto simile a quella attuale. Si noti, NON errori, proprio nefandezza nel governare a sfregio degli italiani, ossia dimostrando come chi va a Roma a votare in Parlamento tende inevitabilmente, via antimeritocrazia e nepotismo, a breve, a votare solo per se stesso, fregandosene del Paese (memento il pigiama del super raccomandato Badoglio, non a caso uno dell’elite del tempo, come le elite attuali troppo spesso incapaci di generare valore positivo per il Paese, alias borghesia compradora/venditora…).

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Marco Rizzo si presenta con il simbolo del PCI in Toscana: un game changer all’Italiana visto che vuole uscire dall’euro facendo per altro proposte “liberticide” del tutto simili – ma comunque molto meno temibili – di quelle dell’EU!

Ho reiteratamente affermato che pur di uscire dall’euro mi sarei alleato con qualsiasi forza politica. Da anni sostengo questo. Mai avei pensato che alla fine l’unico soggetto veramente pro ITALXIT sarebbe stato un vero comunista, mai, io che sono per il ritorno allo spirito di Adam Smith. Pensandoci bene, è però facilmente provabile che Marx non era contro la libera imprenditoria, anzi, era a favore alle PMI, andando a ristudiare l’argomento mi sono accorto che il filosofo tedesco era infatti contro le grandi accumulazioni di capitale, non contro i piccoli imprenditori. Diciamo che, difendendo il mio non essere comunista, appunto da fedele seguace di Adam Smith, la proprietà privata deve restare inattaccabile, comunque: immaginate come mi posso sentire oggi quando leggo sull’Economist che, forse, anche detenere una casa diventerà uno spreco di risorse in futuro, andando contro il vero simbolo di proprietà privata diffusa nel mondo occidentale… Più altre folli facezie che tenterò di riassumere di seguito.

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Ecco perchè Giorgia Meloni, con apprezzabile ragion di stato, è stata l’unica leader del centro destra a riconoscere gli sforzi di Conte nella sfida mortale con l’EU per il Recovery Fund

Una persona non si può definire sovranista se non sta con i Brexiters e con Trump, partite da questo presupposto che vi rende facile l’interpretazione dei fatti. Chiaramente nel centrodestra, Forza Italia – per business famigliari -, Italia Viva – sempre prossima a Berlusconi ma anche alle forze occulte di Obama – ed anche la Lega – a letto con Verdini e considerata totalmente inaffidabile dagli USA dopo ad es. la foto ricordo alla convention GOP del giugno 2016 e venduta dal leader maximo della ex corrente dei comunisti padani come un incontro organizzato – NON sono pro-Trump, sebbene a parole vogliano farvelo credere. Anche qui c’è un metro di misura, facile: chiunque sta con Renzi (e Verdini) non sta con Trump, per i motivi che ritengo ormai intuite e che temo scoprirete da Settembre prossimo. Per inciso, noi restiamo fedeli alla linea, negli anni, tanto da esserci lasciati alle spalle la deriva di un altro blog che ha preferito l’interesse spicciolo al patriottismo. Dunque apprezziamo la posizione di Giorgia Meloni, equilibrata, senza tradire per altro la sua fazione. Startmag ieri ha fatto un’ottima analisi sull’argomento.

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Una prima analisi dell’accordo EU del Governo per il Recovery Fund: bene i ca. 90 mld € a fondo perduto. E bene non si firmi il MES ma….

… ma i soldi “concessi” dall’EU sono troppo pochi e verranno erogati solo dal prossimo anno, a meno di informazioni che non sono disponibili ad oggi. Bene invece i ca. 90 mld € a fondo perduto; senza senso invece i ca. 125 mld € di prestiti che faranno diventare l’Italia come la Grecia.

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Cosa si muove attorno al confronto tra BCE e Corte di Karlsruhe.

Di Pepito Sbazzeguti e Megas Alexandros

Il 18 marzo 2020, in pieno panico da Covid-19, la BCE ha avviato il programma PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme). Esso sembrava aver risolto molti dei problemi che si stavano verificando in quel momento con l’Euro, a seguito del blocco delle attività economiche imposto per la crisi del Covid-19 (il blocco totale non si verifica neanche in guerra, se non sussiste distruzione diretta dei siti produttivi…).

Torneremo più avanti sul PEPP. Il 5 maggio 2020 la Corte di Karlsruhe, il tribunale supremo della Germania, ha emesso una sentenza sul programma PSPP (Public Sector Purchase Programme), parte del Quantitative Easing avviato sotto la presidenza BCE di Draghi e caratterizzato da effetti meno radicali del PEPP, lanciato da Lagarde in risposta alla crisi economica innescata dal Covid-19.

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IL NEO PENSIERO

Abbiamo avuto il virus, la neo lingua dice che c’è ancora, è solo nascosto da qualche parte.

Lui odia la luce, ma appena la stagione volgerà dall’estate all’inverno e le tenebre avanzeranno nel giorno, ecco che il virus pronto si alzerà in mezzo a noi, con la falce del nuovo ordine pronto alla mattanza delle unità carbonio non compatibili.

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Il 4 giugno 2020, un mese dopo l’ultimatum di Karlsruhe, la BCE dichiara guerra alla Germania.

di Sebastien Cochard – Atlantico.fr

Si propone qui la traduzione di un articolo uscito su una testata francese. L’autore è un ex funzionario del ministero del Tesoro francese, banchiere, diplomatico, consigliere G20. Non sappiamo se andrà come auspicato dall’autore (ed ipotizzato anche da noi in un articolo del 4 maggio), perché siamo coscienti del fatto che l’élite mercantilista della UE – come ci spiega da tempo qui Megas Alexandros – farà letteralmente di tutto per evitare la rottura dell’Euro; tuttavia, l’articolo merita attenzione in quanto è raro leggere in Italia analisi così lucide e dirette. Si noti come l’autore esprima anche in riferimento alla Francia, concetti già sentiti per l’italia: su effetti del surplus primario, sostenibilità del debito… forse qualcosa di importante sta per accadere. In calce, si aggiungono alcune brevi note.

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DISTANZIAMENTO SOCIALE?

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Gdp e Disoccupazione USA

Se l’incipit lo scrivesse Marcel Proust, ci direbbe che la scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.

Entriamo ora nella ennesima truffa legata al recovery fund di marca franco-tedesca.

Se guardiamo le immagini qui sotto notia che la FED indica un Pil in discesa del 48%, una contrazione delle vendite mai vista, perdita del lavoro e in Europa si pensa al recovery fund.

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