DISTANZIAMENTO SOCIALE?

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Gdp e Disoccupazione USA

Se l’incipit lo scrivesse Marcel Proust, ci direbbe che la scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.

Entriamo ora nella ennesima truffa legata al recovery fund di marca franco-tedesca.

Se guardiamo le immagini qui sotto notia che la FED indica un Pil in discesa del 48%, una contrazione delle vendite mai vista, perdita del lavoro e in Europa si pensa al recovery fund.

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IL LUPO (TEDESCO) PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO…

Dopo 75 anni, l’aggressività e la sete di dominio della Germania tormentano di nuovo il continente europeo.

Dopo che il sito ne ha parlato il 25 aprile, torniamo sulla strategia tedesca per il dominio della UE: i media mainstream, schiavi del politicamente corretto, raramente descrivono a fondo il problema della convivenza con la Germania in un’unione monetaria a cambio fisso, soprattutto per quanto attiene alle implicazioni geopolitiche.

Il 30 gennaio 1939, Adolf Hitler tenne  un discorso al Reichstag, in cui chiamò la Germania ad un’offensiva economica, al grido “Esportare o morire”:

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URGE CORAGGIO!

Inizierei con uno sguardo ai titoli di stato, quelli che comunemente leggiamo col nome di Bond. Il nostro paese paga un interesse sul debito che è positivo, cioè quello che è indicato nella cedola, più l’eventuale differenza fra il prezzo di vendita e quello di rimborso.

I paesi del nord Europa, Germania in testa, per la loro supposta (e qui bisogna approfondire se non sarà un dispositivo medico / chirurgico) solidità economica, dovuta anche al basso rapporto debito/PIL, riescono ad emettere sul mercato dei bond ad interesse negativo, cioè  ricevono più soldi di quanti ne pagheranno a rimborso del titolo.

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ULTIMA CHIAMATA PER I SOVRANISTI: VIENE PRIMA L’ITALIA, POI IL PARTITO.

Prima l’Italia, poi (forse) l’EU…

Lunedì’ 21 aprile, abbiamo visto e sentito Giorgia Meloni in parlamento, nella replica al Presidente Conte, la cui posizione è apparsa piuttosto ambigua, sul famigerato e pericoloso ricorso al MES, per affrontare le conseguenze economiche della crisi sanitaria provocata dal Covid-19.

L’intervento di G. Meloni è stato molto duro – con molte ottime ragioni – circa l’operato del Governo. Ad un certo punto, Giorgia Meloni ha pronunciato queste parole (al minuto 8:00 circa del video dell’intervento): “Guardi Presidente, la durezza delle opposizioni può essere anche una carta da giocare nella trattativa. Lei può sempre andare là e dire …non posso firmare …perché […] ci sono anche patrioti come quelli di Fratelli d’ Italia, che se firmo un accordo non vantaggioso, mi scatenano l’inferno”.

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TUTTI DENTRO

Oh! Prima avrei dovuto chiederlo?

Giochi finanziari a leva, (re-invenzione moderna di L. Ranieri), sete di potere di personaggi visionari, distopici e forse patologici, sete di poltrone per i nuovi commedianti, interessi personali più o meno confessabili e adesso siamo qui.

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Sars-CoV-2 : come trasformare un grave danno sociale ed economico in opportunità per il Paese

…..e fermare lo “spread”

 

La situazione di “stato di polizia” evocata (ed ottenuta) insistentemente e quotidianamente  da Governatori Regionali come unica “panacea” per combattere il virus e progressivamente realizzata tramite decreti governativi non sempre lineari e coerenti con le ordinanze regionali, impedisce di dare spazio a notizie ed articoli “non allineati” con gli incalzanti aggiornamenti che ruotano intorno alla “pandemia”.

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L’altra verità della crisi di governo decodificata da segnali deboli (pubblicato il 8 agosto 2019)

 
Questo blog sta sostenendo da tempo che non c’è alternativa all’Italexit spiegato in tutte le salse.
 
Ultimo articolo estremamente concreto e senza colore politico è quello pubblicato da Mitt Dolcino ieri  suggerisce un costante sistema premiante dello “spread” della UE nei confronti di Francia e Germania che si “indebitano” guadagnando perché hanno tassi negativi sul decennale, ovvero vengono remunerate per potere ottenere prestiti a discapito di un declino inequivocabile dell’Italia che si indebita costantemente in perdita con un divario netto crescente tra la prima coppia di Paesi e l’Italia.
 

In capo a 10 anni saremo colonia francese. Le banche italiane già lo sono. E, per conseguenza, anche il debito pubblico italiano “in pancia” di cui sono già ricche.

 
Ora l’Italia è undicesima potenza mondiale in termini di PIL incalzata dalla Turchia di cui si attende a breve termine il sorpasso. Ricordiamo che nel 1991 l’Italia era quarta potenza mondiale davanti nientemeno che la UK e guardacaso la Germania. Poi nel 1992 avvenne tangentopoli. Che perfetta coincidenza.

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