La politica multiforme dello Spread indicizzato ad un titolo pubblico di un paese estero che conduce alla schiavizzazione progressiva degli Stati: l’Italia emula la Grecia ?


Tutto ruota intorno allo snaturamento di una Banca Centrale che per decisione istituzionale non può essere prestatore Leggi tutto “La politica multiforme dello Spread indicizzato ad un titolo pubblico di un paese estero che conduce alla schiavizzazione progressiva degli Stati: l’Italia emula la Grecia ?”

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Lo spread ed altre analogie con il 2011

Con una tempestività degna di una “guerra lampo” ieri è arrivata una comunicazione dalla UE sul probabile invio di una lettera di richiesta di chiarimenti da parte della Commissione al governo italiano e che avrebbe ad oggetto il “richiamo” al suo debito eccessivo con possibile conseguente minaccia di una multa stimata in 3,5 miliardi di euro. 


http://www.affaritaliani.it/economia/debito-in-arrivo-la-lettera-ue-ipotesi-multa-da-3-5-miliardi-607150.html

La mirabile e rapida capacità comunicativa in seno alla UE, sempre che venga confermata autentica nei prossimi giorni,  oltre ad aprire il campo a riflessioni e perplessità sul metodo comunicativo stesso, sembra farci rivivere di nuovo il preludio di un triste periodo della nostra storia politica recente, quello dell’ormai famoso quanto riconosciuto golpe del 2011, ma senza ancora la piena consapevolezza che ciò possa essere riproposto con altrettanta detestevole impunità e spudoratezza.

www.imolaoggi.it/2015/04/21/londra-conferma-colpo-di-stato-contro-il-cav-ordito-da-merkel-sarkozy-e-napolitano/

Veniamo alle analogie che ci ricordano il recente passato. Leggi tutto “Lo spread ed altre analogie con il 2011”

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I segreti della BCE, il cavallo della Troika costruito per gestire e giustificare, attraverso l’austerità, il sacrificio di alcuni popoli europei.

– PARTE SECONDA –

(la parte prima è stata pubblicata  in data 18 maggio 2019)

 

Obiettivi e funzioni della BCE

L’articolo 2 dello Statuto della  BCE-SEBC, definisce gli obiettivi prioritari della BCE:

  1. “[…]l’obiettivo principale è il mantenimento della stabilità dei prezzi.
  2. Fatto salvo l’obiettivo della stabilità dei prezzi, esso sostiene le politiche economiche generali della Comunità al fine di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità definiti nell’articolo 2 del trattato.


ll sistema delle Banche Centrali SEBC agisce in conformità del principio di un’economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un’efficace allocazione delle risorse, e rispettando i principi di cui all’articolo 4 del trattato.

Il principio appena descritto e contenuto nell’articolo presenta un ossimoro tra “economia di mercato aperta ed in libera concorrenza” rispetto al sostegno delle politiche economiche, contrasto netto che dona alla BCE la possibilità di decidere in modo arbitrario e soggettivo quando dover intervenire sul secondo punto subordinato per legge, e relegando le stesse politiche di sostegno all’economia a mera indicazione concettuale del “possibile”, come finora avvenuto, ma sterilizzando di fatto i “buoni propositi” del punto 2, ancorchè ci sia reale ed intenzionale volontà di volerlo perseguire.

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I segreti della BCE, il cavallo della Troika costruito per gestire e giustificare, attraverso l’austerità, il sacrificio di alcuni popoli europei

– Parte Prima –

La BCE ha gestito il perseguimento artificiale di una crisi sistemica opportunamente indirizzata verso le economie europee ritenute sacrificabili a favore di soggetti privati portatori di interessi privati e di economie ritenute da non sacrificare. Vediamo come. Partiamo innanzitutto dal contesto attuale.

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La BCE è il cavallo della Troika per gli Stati aderenti all’Euro


E’ curioso osservare in questi mesi il processo di delegittimazione dei partiti impropriamente denominati come “sovranisti”, brutto lemma che in realtà, se ci trovassimo nell’ottocento sarebbero piuttosto considerati dei “patrioti”, agli inizi del xx secolo sarebbero etichettati come “eroi”, mentre se ci proiettassimo nell’immediato secondo dopoguerra potrebbero essere definiti come “repubblichini” piuttosto che “costituzionalisti” o semplicemente dei “democratici”, nulla a che vedere con lo svuotamento di significato grazie all’uso distorto e controproducente regalato all’Italia da  una compagine politica che ne ha rovinato l’autentica accezione originaria.

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Il sentimento anti-tedesco in Italia è fatto antico (memento, Lega). Un monito su cosa significhi abbracciare l’EU tedesca ed essere dominati a casa propria: il Sant’Ambrogio del Giusti….

Le Cinque Giornate di Milano, la rivolta contro i “tedeschi” del tempo

Purtroppo sento troppi nordisti come me, io che sono addirittura alpino, affermare – probabilmente per interessi specifici dell’interlocutore – che all’euro non c’è alternativa. Ed anche che all’EU non c’è di fatto alternativa, troppo difficile uscirne, di fatto sposando i principi asimmetrici dell’EU tedesca nel suo abbraccio mortale. In questo vedo molto più revanscisti i popoli meridionali, che hanno poco da perdere rispetto all’attuale oltre a molta più crescita prospettica davanti a loro. Quanto meno rispetto alle genti del nord, che hanno forse paura di perdere il residuo splendore del loro apparato industriale che una volta molti invidiavano.

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Il Governo Italiano ha la memoria corta?

In questi turbolenti anni, la politica e l’economia hanno perso il primato sulla finanza che è passata a comandarle e a decidere le sorti di stati interi come su una tavola di risiko.
Vorrei ricordare agli euroinomani anti-svalutazione e traditori delle loro nazioni, cosa è successo nell’anno 1992, quando ci fu un fenomeno che, per l’euroinomane convinto, costituisce il peggior crimine che si possa commettere : La svalutazione della moneta.
Ebbene sì, nel 1992 l’Italia svalutò la famosa liretta del menga, che permetteva a tutti di avere un salario che non perdesse potere di acquisto e condurre una vita dignitosa secondo i dettami dell’art. 36 della Costituzione.
Vediamo cosa avevano detto i Padri Costituenti nell’Articolo 36.

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Avremo veramente un nuovo sistema fiscale o è solo un annuncio ?

Questo governo Giallo-Verde sulla cui operatività ho molte perplessità, sta pensando alla prossima Legge di Bilancio e nella manovra 2020 dovrebbe arrivare finalmente la tanto attesa riforma fiscale.

La ricetta è basata su quella già intrapresa per le imprese ed i professionisti: la flat tax.

Il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri ha rilasciato una intervista al Sole 24 Ore nella quale afferma che “Con la prossima Legge di Bilancio tutte le risorse disponibili devono essere impegnate nell’abbassamento delle imposte che sono la premessa necessaria per una autentica ripresa dell’economia.”

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La strategia EUropea con la Brexit è vincente: la separazione dall’EU viene ulteriormente posticitipata. Ossia alla fine non ci sarà nessuna Brexit. Spieghiamo perchè

La strategia EUropea con la Brexit, va detto, è stata da manuale. Prima di tutto è stata messa Theresa May a condurre le danze, una remainer. Ma il punto non sta qui. Infatti, poi si è attivato l’intero establishment globalista che, con poche eccezioni (The Times filo Corona, a volte) ha tessuto la tela anti-Brexit. Le affiliazioni e soprattutto i sodalizi continentali (…) hanno fatto il resto e, complice una politica globalista anti-Trump a tutto tondo, dopo 400 anni il miracolo di incriccare il fronte di potere globale anglosassone sembra concretizzarsi da parte dei suoi avversari.

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Meglio tagliare la TAV che costa più di quello che rende o tagliare le pensioni? Costi asimmetrici con La Francia e futura gestione facilmente in perdita: la TAV come parodia della seconda strofa dell’inno di Mameli…

Io resto allibito dalla diatriba di questi giorni sulla TAV. Facciamola semplice: firmata nel 2004 dall’allora ministro Lunardi (governo Berlusconi), l’opera è andata avanti a singhiozzo. Alla firma, invece di una ripartizione al 50% dei costi tra Italia e Francia pesati per i kilometri di ogni paese, si è deciso che l’Italia incredibilmente avrebbe pagato di più, arrivando poi tra il 60 ed il 65% dei costi a fronte di una ripartizione dei km opposta, chissà poi perchè. Naturalmente il rendimento di tale opera, ossia la redditività futura, parlo del rapporto costi/benefici, abbiamo scoperto in questi giorni non essere mai stato preso in considerazione forse proprio perchè pesantemente negativo…

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Ultima ora: Il governo Sanchez cade per aver supportato il secessionismo catalano (che gli italiani imparino, magari fra poco dovranno confrontarsi con problemi simili…)

Pacatamente, quasi seguendo una prassi, il governo di Sanchez (del PSOE, sinistra europeista spagnola) cade per aver supportato il secessionismo catalano in Spagna. Peggio, aveva anche usato i voti catalani a supporto del suo governo. Dunque, all’approvazione della legge finanziaria è crollato sotto il peso di atteggiamenti considerati inaccettabili, nel mondo iberico. Ora nuove elezioni, che facilmente verranno vinte dai conservatori (anche l’Andalucia quest’anno per la prima volta da decenni ha svoltato a destra, ndr). Ricordo infatti in Spagna non c’è al Quirinale il figlio di Bernardo Mattarella, ma c’è il Re di Spagna, che dalla Zarzuela fa le veci di arbitro imparziale. Dunque i meccanismi spagnoli sono sempre molto chiari, nell’interesse dello Stato.

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