Le mosse USA contro l’asse sino-tedesco. Con la Brexit ed il lockdown forzato di Londra (aka, blocco navale, alle porte). Ormai è mainstream che l’EU serviva solo per evitare che Berlino facesse l’ennesima guerra in Europa

Che Trump molli la presa – avendo chiaro che forse qualcosa di simile ad un golpe è veramente accaduto in USA lo scorso novembre – è da escludere, ormai è palese. Stiamo solo aspettando di capire il modo in cui gli USA trumpiani decideranno di ribaltare il tavolo mettendo a nudo le connivenze apparentemente anti-costituzionali nella conta dei voti USA del 2020.

Incredibile ricavare che sembrerebbe che la manipolazione dei dati, l’applicazione dell’algoritmo, sia avvenuto in Italia. In realtà mettere alla berlina il coinvolgimento operativo dell’Italia nel boicottaggio nella rielezione di Trump (in realtà affare tutto americano) è tutt’altro che illogico: chi tira i fili non sta a Roma nè a Milano, dunque nel caso non vedrebbe di cattivo occhio che le colpe cadano sul baluardo non anglo in EU (work in progress).

Ora treni e aerei, si parla di blocco EU delle navi: ovvero, chiamiamolo cl suo nome “blocco navale” contro gli UK! L’EU franco-tedesca dietro il virus che renderà la Gran Bretagna un’isola inaccessibile per le merci? Si vuole portare gli UK alla fame?

In ogni caso la sfida vera sta altrove: tra dominio USA e asse sino-tedesco che vuole sostituirsi ad esso. Chiaramente, va detto, la reazione anglo dovrà coinvolgere, appunto, gli anglo, tutti. Lo vedremo a breve (…).

La reazione sarà quella da identificare, potendo scongiurare almeno all’inizio la risposta armata, la più offensiva tra le risposte economiche e commerciali.

Come fosse un embargo, ora il piano è chiaro… (i tedeschi sono stati di parola)

Ricordo infatti un aspetto dirimente: i più grandi esportatori della terra, la Cina e la Germania (di cui quest’ultimo addirittura 10+ volte più esportatore di Pechino in termini pro-capite), dipendono praticamente in modo intero dei consumi anglo. Se togliete i consumi di prodotti EU e cinesi di USA e UK ad esempio cancellate centinaia di miliardi di USD di merchandises.

O dunque, se gli USA – assieme agli altri paesi anglo – smettono di consumare le economie dei paesi grandi esportatori implodono letteralmente.

Infatti la prima arma per aggiustare i bilanci ed i commerci, lato USA, è sempre la stessa: la svalutazione del dollaro, impedita da anni ormai. La seconda sono i dazi, che hanno più o meno lo stesso effetto. Il quarto, le armi.

In realtà c’è un buco, il terzo, dove voglio soffermarmi: le sanzioni. Ossia il terzo livello è ad esempio bloccare i flussi economici di un paese ad es. con il blocco dello SWIFT. O, nel caso cinese, con un tecnicismo usato prima sempre coi cinesi, ossia con l’ex Imperatore Cinese fuggito a Taiwan: il blocco di rimborsi ed interessi dei Tbonds in mano alla Cina!

A tale fattore Cina-USA-export aggiungete l’altro addendo anglo, gli UK, per capire cosa sta succedendo ai nostri giorni: Londra arriva quasi a 90 mld di USD di import dalla Germania. Notando che gli UK hanno un deficit commerciale con l’EU, ma NON con i paesi extra EU.

Partendo dalla considerazione che molti storici europei considerano l’EU come un prezzo da pagare per evitare che la Germania, di nuovo, faccia una guerra distruttiva per l’EUropa (tale resta la motivazione più esauriente che ho trovato a giustificazione della folle costruzione EU, ndr), è facile derivare che l’Hard Brexit avrà come conseguenza primaria la riduzione dei consumi britannica di prodotti EU. Ossia l’implosione, encore, della Germania prima di tutto; offesa che non può rimanere impunita (puntuale, arriva oggi il virus di origine “inglese”, …).

Da qui la considerazione cartesiana che, facendo un salto nel passato, l’unico modo efficace che sarebbe stato attuato ad es. in passato contro il revanscismo UK che vuole affossare l’Europa sempre tedesca nelle ambizioni di Berlino, UK che segue la reazione di Trump anti Cina vs. USA (come import l’EU sta agli UK come la Cina sta agli USA, ndr), si sarebbe dovuto attuare come misura di compensazione anti-Londra l’embargo economico. Ossia il blocco navale anti-UK, che vediamo oggi sugli schermi mondiali con la scusa del virus mutato nel Kent.

In tale contesto si intuisce – senza magari capirlo appieno – il pieno significato del lockdown duro anti virus di Boris Johnson in contemporanea con l’approssimarsi dell’Hard Brexit (…).

Ma la cosa interessante sta nell’arma, per ora non ancora usata, di bloccare lato USA i Treasury bonds in mano alla Cina come compensazione vedasi del virus cinese che ha attaccato gli USA; vedasi delle infiltrazioni del cyberspionaggio, sia per il prossimo annuncio di interferenze elettorali negli States già anticipato dagli alti ranghi della sicurezza USA. Questo sarebbe il vero game changer.

Restiamo in attesa di capire come Trump intende restare alla casa Bianca, ossia mettendo in luce i brogli elettorali, meglio detta, il golpe elettorale NON ai suoi danni, ma alla democrazia mondiale. E’ infatti chiaro che se dovesse vincere il modello cinese, che non ha come strumento di scelta del governo le elezioni democratiche, 2000 anni di storia occidentale andrebbero a ramengo, assieme ai diritti dei cittadini del globo che credono nella democrazia.

Per questa ragione la sfida di Trump è davvero quella del mondo libero; ben ricordando che sono state già combattute ben due gerre mondiali per ovviare all’epilogo oggi di nuovo paventato dai “soliti noti” come falsa soluzione.

MD