Un po’ di chiarezza su Navalny: quanto pesano in Russia il Neoliberismo e i suoi seguaci.

Siccome in questi giorni non si fa altro che parlare di Navalny ho voluto fare qualche approfondimento.

Come al solito non voglio esprimere giudizi sugli avvenimenti di questi giorni in Bielorussia e non voglio nemmeno commentare cosa è successo a Navalny.

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Grande caos: guerra vicina nel Mediterraneo, Roma grande meretrice, USA pronti alla reazione post rielezione attesa di Trump, asse di Aquisgrana disposta a tutto in tandem alle elites globaliste, crisi economica imperante. Dove stiamo andando?

Mai come oggi è bene non concentrarsi su un unico argomento, meglio cercare di capire il grande disegno (scappato di mano) che ormai non viene più gestito da nessuno, facile attendersi che davvero si facciano danni seri. Proveremo dunque a disegnare una traiettoria sui fatti, senza andare a verificare quanto già ampiamente verificato in passato, per facilità.

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Joe Biden ha presentato il suo piano economico, costruito intorno alla fine “dell’era del capitalismo azionario” (i fondi di private equity compreranno anche le vostre pizzerie)

Redazione:

Simon Black di sovereignman.com spesso ha elaborato contenuti di grande profondità. Anche in questo caso non fa eccezione.

Nella sua rappresentazione, Joe Biden impersonifica il progetto delle elites – complice il COVID – per far entrare nelle vostre aziende gli stakeholders elitari, ossia svendere le Vs. aziende e renderle partecipate da un livello diciamo superiore, drenando ricchezza dagli assets della gente comune. Una sorta di “jus primae noctis” economica insomma.  Ovvero per annichilire la classe media. Della serie, anche le pizzerie ed i bar – ma solo se di successo e se guadagnano soldi – dovranno essere almeno parzialmente di proprietà dei fondi di private equity. Dietro tali fondi “privati” si nasconderebbero in realtà le ricchezze appunto di un manipolo di soggetti elitari, forse gli stessi che hanno bramato se non direttamente ingenerato il COVID (…). Ossia sarebbe il progetto per la fine della proprietà privata diffusa, con il solo fine di mantenere intonse le ricchezze elitarie attuali “ad aeternum”, patrimoni mai così grandi nella storia umana in termini di concentrazione di ricchezza organizzata e globale.

Tutto questo conferma i limiti del capitalismo, idealizzati perfettamente da J.M. Keynes quasi 100 anni fa….

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La guerra arriva senza avvertimento (Guantanamo tutto sommato è possibile anche per gli italiani, a certe condizioni). Che farà il Rin.Ba.Bo, cercherà il salto della quaglia, a breve? (Nel caso, non gli verrà permesso…)

Una bella “scuadra”. anche la head della Fondazione EUREXIT che poi si rimangia l’ITALEXIT, che dite? [ragionamento implicato da quanto oltre, vedasi sotto]

In molti ritengono che nella Roma politica si sprechi troppo tempo ed intelletto nel pensare a come fregare i votanti al prossimo giro piuttosto che alle cose veramente importanti. E le cose importanti sono che siamo in pre-guerra, nel Mediterraneo certamente, ma anche globale. Ossia in tale circostanza la strage di Bologna, il ponte Morandi, l’Italicus, Ustica, la strage di Viareggio o altri drammi ingerenti una società civile di un paese in pace saranno nulla al confronto.  Oggi  a Roma lo champagne francese viaggia a fiumi, pagato troppo spesso via Cina, senza rendersi conto che il cavallo scelto forse è quello sbagliato. Ma si sa, in nessun posto come a Roma vale il detto “Fin che ce n’è W il Re; quando non c’è n’è più, W Gesù!“. Anche questa volta non si farà eccezione, sperando che resti almeno un Santo a cui votarsi…

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In un paese strategico fatto di politici cinici, corrotti e bari, la sequenza è stata: crisi economica, svendita degli assets, iperinflazione, COVID e… ESPLOSIONE! Poi la rivolta contro la classe dirigente. Parlo del Libano eh….

Beirut: una sola esplosione ha creato un cratere ben più grande di un campo da calcio!

Il pezzo oggi del Telegraph scelto da Franco è da incorniciare in quanto dà una visione delle cose che ai più era sfuggita, versione fornita guardo caso dagli anglosassoni, finissimi osservatori della realtà materiale. L’esplosione simil-nucleare (negli effetti) libanese cade infatti alla fine di un processo involutivo del Paese che lo ha portato da essere uno dei paesi più ricchi del medio Oriente, una vera perla, ad un paese in decadenza a 360 gradi. La costante in tutto questo sono politici corrotti e bari, guarda caso in gran parte venduti ai francesi che da sempre fanno incetta di influenze nell’area, pagano bene evidentemente, garantendo anche extraterritorialità ad imprenditori e politici locali che operano nei misfatti locali a carro degli interessi di Parigi (il generale Aoun  è un esempio da libro di testo, ma anche Ghosn, l’ex ras di Renault finito in carcere duro a Tokyo, più tanti altri, …).

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Paurosa esplosione a Beirut: l’aspetto incredibile è come sia stata ripresa da tantissimi soggetti contemporaneamente e messa in rete. Oltre ad aver causato un’onda d’urto pari a 4,5° Richter!!!

Una sola esplosione ed il porto di Beirut non c’è più!

Dunque, una esplosione partita dal porto di Beirut ha distrutto un quartiere, una sola esplosione. Un effetto catastrofico, come da video che trovate in rete. Interessante è anche la copertura mediatica dell’evento, con immagini impressionanti. Aggiungeteci che è stata determinata un’onda d’urto superficiale di 4,5° della scala Richter  e capite che questo è un game changer.

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Trump getta la “bomba” ma i media italiani glissano sui dettagli essenziali: truppe ed aerei in Italia dalla Germania ma soprattutto si sposta l’AFRICOM in Italia ed il centro di comando in Belgio (sfida finale a Berlino)

Che si sposti l’AFRICOM, il comando militare strategico USA, da Stoccarda a Vicenza (?) nel titolo del Corriere della Sera purtroppo non compare

Anzi, Trump ieri ha fatto ben di più: parallelamente alle decisioni del Pentagono, che vedremo oltre, ha anche detto che la Germania deve pagare per la protezione NATO. Questa è una vera svolta.

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L’importanza di chiamarsi Ernesto, soprattutto in Italia (dove essere Ernesto sembra bandito, a Roma e Milano soprattutto)

L’importanza di chiamarsi Ernesto è il titolo italianizzato di una famosa piece teatrale di Oscar Wilde, titolo elaborato da geni italici del tempo, quando ancora ci si poteva definire genericamente geniali. Tutto gioca sulla definizione e sulla fonetica, ernst significa onesto in inglese ed anche in tedesco ha tali assonanze. In più Ernesto, da ernts ma come nome di battesimo, nel disegno di Wilde è anche e soprattutto un uomo, anzi uno dei personaggi che per vivere bene e da privilegiato vive due vite parallele mentendo a se stesso ed agli altri. Questa è un po’ l’attuale parabola italiana se ci pensate bene, di quei politici che stanno mentendo a se se stessi e soprattutto agli altri nella crisi economica più grande della storia italiana, memento il “chiudete tutto” del Covid urlato dai nordisti che ora nascondono la mano, vedasi immagine sotto (chiedetevi il perchè): in un paese che implode loro continuano ad ordinare champagne – non spumante – mentre il Titanic affonda. Ossia mentre la gente muore di fame e di freddo, letteralmente, fra poco.

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E’ possibile un intervento diretto USA in Italia per riallineare il Paese al nesso atlantico? (E’ già successo in passato)

Le parole di Mike Pompeo, segretario di Stato USA e, si noti bene, ex capo della CIA oltre che ex militare, sono state  chiarissime: ci vuole un’alleanza di Paesi occidentali che si schierino contro la Cina. Che per altro sta costruendo la sua armata di mare, per arrivare dove per vie terrestri non ci si arriva direttamente, ossia nei paesi alleati e/o partners. L’Italia ha firmato la Via della Seta, chiaramente dietro qualche forma di prebenda, indubbio (resta solo da capire quale, il come bene o male si è capito, tempo al tempo); dunque la Penisola sarà inevitabilmente uno strumento in mano ai cinesi per attuare i loro piani. Inevitabilmente usando prima di tutto l’arma di sempre: il ricatto verso quei politici che, prendendo soldi, hanno avallato scellerati piani di alleanza strategica.

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Santa Sofia: “È come se San Pietro fosse trasformato in una Moschea”.

Giulio Meotti per The Gatestone Institute

“La città che Costantino aveva protetto per più di mille anni è stata distrutta dai Turchi. Soffro al pensiero che il Tempio di Santa Sofia, famoso in tutto il mondo, possa essere profanato o distrutto. La seconda morte di Omero e Platone”.

Queste parole furono pronunciate cinque secoli fa dal grande umanista Enea Silvio Piccolomini (diventato Papa Pio II), dopo che Costantinopoli cadde in mano agli Ottomani.

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