Disanima delle notizie di guerra in Iran e dintorni, come sempre manipolate (anche solo per timore di ritorsioni) in casi del genere

Sarà questa la retaliation iraniana? (…)

Quando ci sono guerre striscianti le notizie sono manipolate, da che mondo è mondo. La cosa importante in questi casi è vedere l’aspetto tempo e ragionare sui contenuti improvvisati. Ad esempio l’incidente di stamane a Teheran, aereo ucraino: sul TG24 di Mediaset si sono affrettati ad affermare che non si tratta di un incidente nè di un atto terroristico. Poi la notizia è stata diciamo “integrata”.

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Ecco perché la guerra con l’Iran resta, come da molto tempo a questa parte, purtroppo inevitabile

Redazione:

da tempo avevamo individuato l’epilogo “Suleimani” come un evento praticamente ineluttabile tra USA ed Iran, sebbene con motivazioni di fondo diverse da quelle riportate oggi di media. Il motivo è presto detto: il benessere USA dipende del dollaro cartaceo usato come valuta di scambio globale, che permette appunto di scambiare carta verde contro preziose merci fisiche. Questa magia dipende dall’uso del petrolio trattato in dollari, il cd. Petrodollaro, frutto di un accordo con le petromonarchie saudite degli anni ’50. Attaccando il petrolio si attacca l’America ovvero prima di tutto il suo guardiano in loco, Israele. Dunque nel lungo termine Tel Aviv, che non hai MAI usato l’arma atomica – ma potrebbe farlo se messa di fronte al suo stesso annientamento -, potrebbe essere costretta a difendersi per la sopravvivenza visto che a più riprese Teheran – scelleratamente – ha affermato ufficialmente di voler cancellare lo Stato ebraico dalle cartine geografiche.

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Flash: per ordine esplicito di Trump, ucciso il generale iraniano Suleimani da poco inserito tra le 20 persone più influenti del 2020 dal Times. Che dirà Berlino, alleata di Teheran (e di Pechino)?

Lo dico da tempo: dare per morti gli USA è un grave errore. Anzi, oggi combattersi tra occidentali è un errore mortale. L’EUropa è già marginale, inutile negarlo. La competizione attuale e dunque futura si combatterà non tanto tra cristiani e musulmani, che comunque hanno sete di vendetta contro l’Occidente; ma tra Cina, Russia, India e Occidente (leggetevi un libro di storia e forse capirete il perché; sebbene vada specificato che Mosca tecnicamente sia occidentale ma ambisca pavlovianamente non tanto ad insidiare gli USA quanto a compartire l’Europa, ndr).

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Gli ultimi sondaggi danno un ampissimo margine per Boris Johnson. Ma i giornaloni italiani, di proprietà delle elites globaliste locali, dicono che la Brexit “è a rischio” (porta bene, stanno facendo come con l’elezione di Trump ed il referendum UK)

Repubblica per una volta tace (o meglio, fa il “poliziotto buono”; la sorella La Stampa oggi sembra fare il “poliziotto cattivo”…)

Verrebbe da dire che la vergogna non sta di casa, in Italia. Ma andiamo subito ai fatti: di seguito avete le ultime proiezioni sulle intenzioni di voto britanniche. Più innanzi potete leggere cosa dicono i “giornaloni” italiani: evidentemente ci sono molti editori che tifano per l’EU (ossia per il Remain; noi invece tifiamo per la Brexit). Infatti se i conservatori vincono “bene”, la Brexit si fa e da lì sarà tutto un altro film. Ossia se la Brexit ci sarà allora anche l’uscita dall’euro per altri paesi EU oggi stretti nella morsa della moneta unica diventerà possibile. Capito mi avete…. In tutto questo resta il  mio solito cruccio, peccato che in Italia anche i finti sovranisti (sovranisti de ‘ noantri o anche post-sovranisti) siano ormai per restare nell’euro a tutti i costi…

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Schiacciante vittoria dei democratici “gialli” anche ad Hong Kong, contro il dominio cinese. Mai dimenticare che la Cina ha un sovrano eletto a vita (Xi) ed un solo partito, comunista cinese (chissà se a Roma lo hanno capito mentre firmavano la Via della Seta…)

La Cina è un paese immenso, ricco di storia, un vero Impero. Un grande paese insomma, che oggi sta scombussolando gli equilibri globali. Innegabile la sua influenza presente e futura. Ma, chiediamoci, sarà un paese sufficientemente resiliente all’usura competitiva e geopolitica? Troppo presto per dirlo, le sue debolezze strutturali sono infatti fin d’ora evidenti.

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La Svizzera insegna al mondo come programmare il cambio di tecnologia automobilistica, post motore a scoppio (il futuro non sarà elettrico, ndr): a Basilea le auto a ciclo termico saranno vietate dal 2050 (ma previa referendum popolare)

La Svizzera si sta confermando il Paese più democratico al mondo, almeno in tema istituzionale e di fattiva soluzione di problemi contingenti.

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Oggi Trump annuncerà dazi contro l’EU: saranno sulle auto tedesche? (nessuno lo dice ma gli USA hanno già vinto, la Cina è in ginocchio e l’EU è pronta ad implodere, sebbene prima cercherà di annientare il paese che ospita più basi USA in EU)

Notizia bomba: gli USA annunceranno a breve dazi contro… l’EU! Saranno dazi auto? Forse, sebbene personalmente non lo creda, saranno direi dazi generici, che colpiranno ad ampio spettro tutto il Vecchio Continente. I dazi USA sull’auto verranno dopo, ossia saranno l’arma “quasi finale”; ossia, dopo il fallimento annunciato di Deutsche Bank (…), verranno imposti con decorrenza due mesi, giusto il tempo per fare le trattative di resa con Berlino. Intanto la Cina è praticamente in ginocchio, il piano USA  si sta infatti svolgendo come da aspettative…

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Encore, gli Italiani devono ringraziare i grillini (nonostante il loro tragico voto in EU a VdL) per non aver fatto la TAV subito, come invece voleva la Lega: l’Italia ha così risparmiato miliardi di Euro, evitando altre tasse!

Da il Corriere della Sera di oggi

La cosa che più mi dà fastidio è buttare soldi nel cesso, da sempre: dunque non posso dimenticare pochi mesi fa quando Salvini si lamentava – anzi faceva il diavolo a quattro – per la mancata accettazione lato M5S della TAV. Noi scrivemmo che tale pausa sarebbe stata assai positiva per gli interessi del Paese Italia in quanto avrebbe costretto l’EU a pagare di più pur di terminare l’opera, sgravando l’Italia. Infatti è precisamente quello che è successo. Complimenti dunque al M5S che ha fatto in modo di non accettare subito di concludere l’opera in oggetto, come invece – erroneamente – voleva fare la Lega (ci tengo a sottolineare come noi supportammo il M5S in tale scelta strategica, ndr).

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Le rivelazioni di Buzzfeed contro la Lega (sito che per la sinistra è affidabile, …) dimostra che esistono dossier pronti all’estero per interferire con la politica italiana. Oltre alla solita impreparazione della Lega, veri parvenu…

Come sapete sono decisamente irritato per certi comportamenti leghisti, tra tutti l’impreparazione e la quasi nulla capacità di premiare il merito, sempre la solita solfa, altro che cambiamento. Se non riuscite a capire cosa intendo basta ascoltare la registrazione “dal vivo” del sito americano Buzzfeed per capire: un ex portavoce di Salvini con accento padano registrato a biascicare in lingua straniera su deal ipotetici di triangolazione coi russi, poi non andati in porto. Ma il punto è un altro, molto più devastante: ci sono dossier pronti all’estero contro l’Italia, anzi con il fine di indirizzare la politica italiana. Questo è l’aspetto più grave, anzi gravissimo. E purtroppo nessuno nella Penisola ne parla. Cercheremo, se permettete, di farlo noi.

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Farage afferma che qualche italiano ha fatto trapelare l’indiscrezione di adesione dell’UKIP al gruppo della Lega, senza essere autorizzato. Si può sapere se è vero e nel caso chi è il responsabile?

Le affermazioni di Nigel Farage di oggi sono una bomba: il futuro partito vincente in UK, assieme alla frangia – ritengo – di Boris Johnson, ossia i Brexiters, ci dicono che qualche italiano ha infranto una regola aurea negli accordi diplomatici e politici: la confidenzialità, ossia la fiducia. E per tale ragione l’accordo, che ci sarebbe potuto esserci – con la Lega, per formare un gruppo al Parlamento EU, a detta di Farage – non ci sarà. Anzi, l’UKIP farà un accordo con il M5S ma non con la Lega, fatto non incredibile sapendo quale possa essere stato il seeding storico  dei grillini (non ho detto le forze ex-imperiali britanniche, …).

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