Oggi L ‘articolo sara’ breve e coinciso; partendo dalle parole di Borghi e riportandole ai numeri si scopre che questa crisi di governo non nasce con le intenzioni, finalmente, di fare il bene dell’Italia e degli italiani, questa crisi non nasce perché tra M5S e Lega c’è una totale diversità di vedute su questa Europa delle regole e del pareggio di bilancio, insomma l’ormai essenziale argomento dell’Italexit non fu inserito nel contratto di governo solo perché a parole non lo vollero i grillini, ma anche perché nei fatti non lo vuole neanche Salvini.
Nell’intervista sopra riportata vengono chiesti a Borghi i motivi che hanno portato Salvini a staccare la spina, tra questi il professore indica le reticenze dei grillini a fare deficit per la crescita, indicando chiaramente che ad ogni provvedimento che comporta un deficit, loro rispondo con il trovare le coperture; e fin qui tutto bene, infatti chi mai potrebbe dargli torto, se abbassi le tasse ma contemporaneamente fai un taglio alla spesa dello stesso importo a livello di saldo nel settore privato non cambia niente, sempre zero avrai.
Caos nella Lega?
Ma e’ quando gli chiedono che finanziaria abbia in mente che Borghi si tradisce e butta giù la maschera. L’economista della Lega sostiene di poter fare tutti i provvedimenti necessari per far riprendere l’economia italiana a partire dalla Flat Tax, rimanendo nei parametri europei, vale a dire nel tanto decantato limite del 3% di deficit sul PIL. Rimango allibito!!!! all’improvviso mi si presenta davanti lo scenario tanto temuto; e’ tutto un teatrino!!! si amici questa crisi e’ tutto un teatrino, magari che so per portare ad un nuovo governo tecnico con a capo il disoccupato Draghi. Veniamo ora alla spiegazione tecnica, nel modo più semplice e scolastico possibile affinché tutti gli italiani possano capire, giudicare ed attivarsi; perché veramente la presa in giro sta diventando troppa. Fare un deficit del 3% sul PIL vuol dire che lo Stato italiano mette nelle tasche dei cittadini circa 50 mld all’anno; ma siccome l’Italia appartiene al sistema euro, cioè adotta una moneta che non controlla, deve pagare gli interessi sul suo debito pubblico e questi interessi ammontano a circa 70 mld all’anno; questa somma per gli interessi non e’ conteggiata nel deficit sopra citato, vale a dire che il governo italiano la deve reperire per mezzo della tassazione dalle nostre tasche, questo per perseguire il famoso “pareggio di bilancio”; a questo punto se da un deficit di 50 mld dobbiamo poi aggiungere mediante una somma algebrica i 70 mld di spesa per gli interessi, arriviamo al risultato che il bilancio del governo ha un “surplus” di 20 mld. Non sto qui a ricordarvi come un surplus del governo voglia significare un deficit per i cittadini.


Dovete aver ben presente che se domani l’Italia tornasse alla propria moneta abbandonando l’euro, di colpo non pagherebbe più questi 70 mld di interessi, proprio perché non avrebbe più bisogno di finanziarsi sui mercati ma lo potrebbe fare battendo moneta ed anche se lo facesse emettendo bond gli interessi non sarebbero un costo netto ma una partita di giro. Immaginate quindi che questa cifra di 70 mld che oggi e’ una spesa che viene coperta prelevando soldi dalle nostre tasche, e che rappresenta la bellezza di 5 punti percentuali del nostro PIL, improvvisamente potrebbe diventare spesa pubblica per l’economia reale, cioè, avete capito bene questi soldi potrebbero finire nelle nostre tasche, e se dividete 70 mld per 60 milioni di cittadini sono la bellezza di 1.200 euro a testa; una famiglia di 4 persone avrebbe 4.800 euro da spendere….
Voi che dite aumenterebbero i consumi!!!!

