Papa Francesco, la Massoneria e l’Apostolo Giovanni (seconda parte)

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Chicco Valli pubblica Paul Urieli per mittdolcino.com

La visita del Papa ad Astana (il prossimo marzo?), ora Nur Sultan,  sta facendo emergere una lunga serie di osservazioni e interrogativi.

Nella prima parte abbiamo evidenziato la situazione geografica, religiosa e politica del Kazakistan, cominciando ad esporre le prime tre osservazioni attinenti all’orientamento della dottrina di questo Papa e al contesto storico dello Stato del Kazakistan.

Proseguiamo con le osservazioni che emergono analizzando l’evento in relazione al contesto storico, architettonico, politico e religioso della capitale del Paese.

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Papa Francesco, la Massoneria e l’Apostolo Giovanni (prima parte)

Chicco Valli pubblica Paul Urieli per mittdolcino.com

Cosa hanno in comune i tre soggetti? Vediamo di partire dall’antefatto.

Il Congresso dei leader delle religioni mondiali

Il prossimo marzo il Papa si recherà per la prima volta ad Astana (ora Nur Sultan), in Kazakistan, alla 7ma edizione del Congress of Leaders of World and Traditional Religions.

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Ooops! Italia come l’Argentina: nonostante il crollo del petrolio, post COVID i prezzi delle bollette energetiche incredibilmente aumentano. A questo punto nella Penisola mancano solo più i patacones! (spero capiate la direzione…)

 

Lo dico da tempo: non solo per questione di sangue, ma per cultura degenarata soprattutto attorno ai palazzi del potere della Capital/Capitale, l’Italia sta percorrendo con 20-25 anni di ritardo la strada argentina: verso l’implosione non solo economica ma anche sociale e di valori, se osservate la cronaca anche di questi giorni capite che il fenomeno è già assai pervasivo. Con una grande differenza con i cugini sudamericani: gli italiani da sempre risparmiano, mentre agli argentini non importa nulla di risparmiare, basta che si viva bene. Tipico di un paese grande e con tante risorse primarie. Un paese piccolo invece, anche se popolato praticamente dalla stessa gente, tende a percepire più rapidamente che si rischia la fame, cosa che l’Argentina mai rischierà veramente, un corderito là  si trova sempre. Per intanto le bollette energetiche, incredibilmente, post COVID, esplodono in entrambi i paesi. Ahi!

(Naturalmente la finta opposizione tace: non sia mai che le tocchi prendersi la patata bollente ossia la responsabilità di governare, senza uno straccio di alternativa al disastro di restare nell’euro…)

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