La Festa della Repubblica del 1964 con Antonio Segni presidente fu quella più grande ed immensa, durò settimane. Bellissima, dice chi ci partecipò. Tale festa della Repubblica avvenne a pochi mesi dall’assassinio di JFK, con il presidente successivo gli USA andarono in guerra in Vietnam per sottrarre l’oppio dal controllo francese ad esempio (…). E a pochissimi mesi dal colpo di Stato in Brasile. Ossia nel bel mezzo di un ribaltamento dei poteri globale, con Cuba vicina ad essere conquistata dagli States, o distrutta dai missili nucleari.
Come capite le similitudini ci sono tutte, come allora: meno di un anno prima del 1964, 2 Giugno, la Festa, ci fu uno strano evento descritto nel libro di Malachia Martin (e ripreso dal periodico Chiesa Viva), addirittura addirittura l’intronizzazione di Lucifero in Vaticano in una notte di giugno del 1963 (il 29) con sacrificio in remoto a Charleston, negli USA. Il mancato voto per il cardinal Siri a Papa andrebbe a carro, secondo l’autore(…).
Oggi sembra che siamo nel bel mezzo di una lotta epocale abbastanza simile a quella di allora.
In particolare, anche allora, per quanto riguarda l’Italia ci fu una ingerenza franco-inglese fortissima in Italia, per fare andare al potere qualche loro collettivista di sinistra; ovvero per fomentare il caos in Italia, secondo la ricostruzione di Daniele Ganser (“NATO’s Secret Armies”, Routledge, 2005) .
Ciò non poteva accadere senza l’approvazione USA, che infatti si mise di traverso. L’ambasciatore USA a Roma, Clare Boothe Luce, una splendida e capacissima donna (poi avvelenata dall’arsenico, nota di redazione), anni prima sollecitò la nomina di De Lorenzo a capo del SIFAR, che poi divenne capo anche dei Carabinieri. Con De Lorenzo all’Arma, a parte riformarla e modernizzarla, ancora oggi plasmata a sua immagine, l’Italia potè assurgere ai ranghi più elevati della NATO, contro i voleri Europei ex coloniali.
Ricordiamo che l’Arma venne sciolta dai nazisti nella R.S.I., durante la WWII: sopravvisse solo al sud grazie al padre del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ecco da dove deriva l’importanza del generale più amato dall’Italia moderna (…).
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Italia MAI Junior partner di Londra e Parigi in questioni militari
In particolare Londra e Parigi avrebbero voluto l’Italia come junior partner in Gladio, come venne imposto alla Germania, che accettò.
L’Italia invece mai accettò la sottomissione franco-inglese, nonostante le infiltrazioni franco-inglesi a Roma che spingevano in tal senso. Sta di fatto che con De Lorenzo al SIFAR (servizi segreti), qualche anno prima, solo dopo a capo dell’Arma, l’Italia passo’ ai vertici di Gladio con nomina diretta degli USA, ossia addirittura sopra agli Europei, cosa che fece impazzire Londra e Parigi, letteralmente.
Non a caso dopo la morte di JFK, novembre del 1963, la Francia tentò il colpaccio sull’Italia che si apprestava per prima tra i non anglo, a sviluppare l’energia nucleare civile, Italia promossa direttamente da grande Enrico Fermi, a cui veniva nominato il famoso FermiLab: nel marzo del 1964 Felice Ippolito venne arrestato per malversazioni bloccando le ambizioni nucleari italiane, ovvero aprendo la strada ad EDF che fino a quel momento era semplicemente una scatola vuota.
Roma insomma era l’ostacolo ai piani egemonici e veterocoloniali pan-europei dei poteri veterocoloniali, in quanto alleata degli USA. E, sempre in qualità di collaboratore diretto degli USA, Roma era anche ben protetta. Quando cadde la protezione diretta USA, post JFK, nell’interregno, Roma venne attaccata, cartesiano. Restava solo De Lorenzo, un militare, supportato dai militari USA (che giurano sulla Costituzione) e dai patrioti USA come Nixon, vedremo oltre, quando gli europei tentarono il colpaccio (…).
Come capite, il di fatto tradimento di Giorgia Meloni e Guido Crosetto ai militari USA va connotato precisamente nello stesso alveo: attacco dell’Europa veterocoloniale all’Italia troppo vicina agli USA, per farla a pezzi.
Ecco perchè oggi, nel momento in cui Giorgia Meloni Premier vuole di nuovo il nucleare italiano, le cose si ripeteranno. Con un dettaglio: certamente alla Premier Meloni i parigini immaginiamo abbiano permesso, sì permesso, di fare il nucleare ma solo con centrali nucleari francesi, che sono – sigh – dei catorci. Attenzione che le centrali francesi sono vecchie e, soprattutto, pericolose. Anche quelle di nuove generazione: l’Italia MAI dovrebbe avere centrali francesi sul suo territorio, MAI!
Al di fuori di questa digressione tutt’altro che marginale, va anche ricordato che, sempre secondo Daniele Ganser, libro citato, fu proprio Nixon a fermare il golpe Borghese che avrebbe dovuto mettere l’Italia nelle mani di un ex X MAS. Ossia un golpe di un filo nazista italiano: mai va dimenticato che la R.S.I. fu lo stato fantoccio nazitedesco nel nord Italia (Junio Valerio Borghese venne liquidato a Cadice nel 1974, a casa dei franchisti, nelle more del piano più ampio che vide la fine dell’ultimo regime nazista in Europa, a breve il Generale Carrero Blanco erede di Franco morì in una esplosione spettacolare nel centro di Madrid).
Ben sapendo che, guardando i padri fondatori della EU, l’Europa Unita nasce davvero dalle ceneri del nazismo: tale costruzione avrebbe dovuto evitare una nuova guerre dei tedeschi in Europa ed invece oggi, dopo soli 25 anni, spinge non solo per il riarmo tedesco, ma addirittura per fare guerra europea alla Russia via Ucraina!
Follia! (Guerra alla Russia = guerra a Yalta, da cui l’Europa venne di fatto esclusa, speriamo intendiate il nesso, …)
Una Davos ante litteram insomma, in piedi già allora. Ovvero, la storia che ripete una seconda volta, come farsa (prima fu tragedia).
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In tale contesto la festa della Repubblica Italiana di oggi, 2026, assume un contorno unico, in quanto mai come nel 1964 tale manifestazione annuale somiglia ad una precedente: le tensioni globali sono le stesse, sebbene diverse nelle locuzioni. Sullo sfondo il solito di sempre, Francia ed Inghilterra che annaspano. Ovvero, la necessità di separare l’Italia dal nesso USA. Ovvero per prendere in mano l’Europa, evidentemente facendo a pezzi l’Italia che abbiamo conosciuto dal 1946.
E come allora riteniamo che gli americani sapranno reagire: forse non a caso il generale oriundo Christopher LaNeve, molto stimato dal nostro blog, è stato appena nominato comandante supremo delle truppe di terra USA, negli USA e nel mondo. Ossia anche di quelle presenti in Italia.
Corsi e ricorsi storici anche in questo caso: l’Italia è troppo importante per lasciarla a Davos, sebbene questo rischi di trasformare la Penisola in un terreno di scontro. Che a Roma Milano Firenze prendano nota. Triste che alla fin fine ci debbano sempre pensare i militari (anche Reginald Bartholomew – che fermò Tangentopoli – rappresentava di fatto i militari USA, nota di redazione).
MD






