Nonostante gli “eventi” (N. Pelosi che straccia il discorso, treni che deragliano ecc.) vanno evidenziati i contenuti del discorso dello “State of the Union” pronunciato da Trump: gli USA aderiscono al piano “Un Trilione di Alberi”, come da noi sperato!

Certe volte gli eventi sembrano accadere con complice tempismo: proprio nella notte in cui veniva presentato lo State of the Union dal Presidente USA, precisamente prima dell’assoluzione senza nemmeno discutere dei complementi sull’impeachment Presidenziale – impeachment diventato davvero una specie di caccia alle streghe – Nancy Pelosi straccia il discorso presidenziale alle Camere riunite. E tutti parlano di tale ignobile atto, ignorando invece i pesanti contenuti del discorso di indirizzo di Trump, interessantissimi. Parimenti in Italia guarda caso capita l’ennesimo inspiegabile incidente, dopo Pioltello, sulle ferrovie, questa volta sulla TAV, un incidente che coi sistemi ETCS non sarebbe dovuto accadere (sembrerebbe ci sia stato un bypass su un deviatore, …). Provvediamo dunque noi ad analizzare alcuni aspetti del discorso programmatico dell’amministrazione USA,  visto che la stampa italiana ha sorvolato bellamente.

Vedasi il LINK

A parte celebrare gli indubbi successi economici di Trump, con una borsa in forte salita e disoccupazione in perenne calo, senza per altro discutere i successi di intelligence che hanno portato a sconfiggere gli ayatollah di cartapesta con solo un paio di missile (rimettendoci,forse, un solo soggetto apicale, il temutissimo Mike D’Andrea), senza citare che la Cina offesa a morte dal coronavirus che colpisce quasi solo gli asiatici ed i cinesi in particolare in forza di recettori presenti in sovrannumero solo nei polmoni dei soggetti prettamente cinesi (…) (certe malattie sono più presenti in certe zone del globo che in altre, basti pensare che la sclerosi multipla in Giappone quasi non esiste, ndr) accetta improvvisamente di tagliare i suoi dazi sull’import americano (pazzesco), vorrei soffermarmi sull’aspetto ambientale del discorso di Trump, ossia la lotta al riscaldamento climatico.

Infatti il punto più interessante del discorso di Trump è stata l’adesione al programma mille miliardi di alberi (One Trillion Trees) da piantare entro il 2050 sulla terra.

Questo per combattere l’accumulo di CO2. Tale idea è tutt’altro che balzana, anzi di molto intelligente e supportata dai principali scienziati mondiali. Noi ne parlammo mesi fa, supportando apertamente tale indirizzo, piantare alberi per abbassare la CO2. Costa poco e….. FUNZIONA! La prova: addirittura la rinomata rivista Science ha pubblicato in un recente articolo tale soluzione come il mezzo più efficiente per abbassare la CO2, appunto, piantare alberi.

La rinomata rivista Science ci spiega che per combattere l’accumulo di CO2 in atmosfera – non necessariamente la causa del riscaldamento globale – basta piantare alberi! La soluzione più economica!

Ne discutemmo tempo fa, con dovizia di particolari, vedasi l’articolo sopra. Per altro uno degli autori è addirittura italiano, Danilo Mollicone (Food and Agriculture Organization of the United Nations | FAO · Forestry Department), è un peccato che il suo paper (assieme ad altri autori), pubblicato su una delle più importanti riviste scientifiche mondiali da un membro delle Nazioni Unite (FAO) non abbia avuto il dovuto risalto. Dunque, Trump ha deciso di aderire a tale progetto e secondo noi fa bene. Infatti se lo scopo è davvero ridurre la CO2, questo è il viatico da seguire:

La rivista Science “approva” il progetto “One Trillion Trees”

Piantare alberi, costa poco e funziona!

Appunto,  il problema della soluzione sopra citata è che piantare alberi costa poco. Oggi infatti se ne stanno inventando di ogni per farvi spendere i vostri soldi, usando ad es. la scusa della CO2: lo scopo principe sembra essere quello di farvi cambiare l’auto a ciclo termico con una elettrica, che resta con le tecnologie attuali di produzione di energia un aborto termodinamico. Nel senso, se si considerano tutte le efficienze, tutte le dispersioni, tutti i ricicli di materiali e soprattutto la fonte della stessa elettricità usata per autotrazione (che resta comunque fossile, alimentando a gas le centrali elettriche, ndr) l’auto elettrica inquina molto di più di un’auto a ciclo termico ad es. diesel. Lo scopo della propaganda globalista pro-auto elettrica , come ho avuto modo di spiegare ripetutamente, vedasi gli articoli pubblicazioni in questa SEZIONE, non sembra infatti ridurre la CO2 ma farvi spendere, in quanto l’economia soprattutto europea si sta fermando. Da qui la spinta a creare consumi forzati, per tenere in piedi – in fondo – un progetto basato sulla moneta unica che altrimenti NON sta in piedi.

Globalisti disperati attaccano senza argomenti? (1)

In tutto questo che dicono i globalisti? Sono disperati e dunque attaccano Donald Trump – senza presentare contenuti adeguati, ma solo con l’insulto e la propaganda, vedasi le immagini proposte – per la sua adesione al progetto, senza rendersi conto che sia la FAO/ONU che la principale rivista scientifica mondiale di fatto supportano il progetto, definendolo addirittura risolutivo sotto certi termini (…). Questa secondo noi è la prova più lampante di malafede da parte di quella cerchia globalista che, per colpa di Trump, sta vedendo volatilizzare la possibilità di farsi una montagna di soldi sulle spalle dei consumatori con i cambio delle auto a ciclo termico.

Globalisti disperati attaccano senza argomenti? (2)

Inoltre, a livello geostrategico, sostituendo l’uso di petrolio e derivati con il gas, lo scopo è anche quello di togliere la terra sotto i piedi agli USA nel dominio globale; ossia eliminare la base dei petroldollari che di fatto sono la pietra angolare le sorti economiche del potere USA (…).

Dunque dietro all’auto elettrica NON sembra esserci la necessità di ridurre la CO2, i dati parlano chiaro. E tanto meno di combattere il riscaldamento climatico (basta guardare le fonti di CO2 per capire che l’autotrazione-trasporti privati sono una parte ridottissima parte dell’emissione di anidride carbonica terrestre globale in atmosfera, ndr). Soggiace invece un driver economico  tento appositamente occulto – arricchire i gestori di tale nuova tecnologia – e geostrategico – spodestare gli USA dal dominio globale -.

Chi paga per tutto questo siete e sarete voi, costretti soprattutto in Europa a sobbarcarvi oneri per sostituire la Vostra auto, oneri ENORMI, sebbene ciò non serva assolutamente a combattere il riscaldamento climatico.

L’accumulo di CO2 in atmosfera sembra sempre di più, dopo le bugie degli scienziati globalisti asserviti alla causa (ad es. il prof. Mann, con io suo “Hockey Stick Graph” sull’accumulo della CO2, considerato inattendibile e forviante dalle corti canadesi, preferendo invece la versione assai meno catastrofista del prof. Ball, ndr – vedasi sopra –), una conseguenza ciclica nei secoli del riscaldamento climatico e non la causa, essendo il riscaldamento frutto di una modifica dell’asse terrestre che sta comportando, come derivata seconda, anche lo spostamento del polo nord sempre più verso la Siberia (…). Lasciamo perdere che la propaganda globalista stia addirittura cercando di affermare come sia il global warming a cambiare lo spin terrestre e non viceversa, facendo leva sulla dabbenaggine popolare (…). A riprova, vi basti sapere che lo stesso fenomeno di riscaldamento planetario sta avvenendo NON solo sulla terra ma anche sui principali pianeti del sistema solare, lascio a voi fare le valutazioni del caso se la CO2 terrestre possa nel caso essere causa del riscaldamento di Giove, di Marte o di Urano…

Tutti i pianeti del sistema solare stanno subendo il riscaldamento globale: qualcuno di voi ha forse posteggiato il SUV su Saturno? Ovvero, il rischio bufala della lotta alla CO2: approfittano di un macro-trend cosmico per imporre consumi obbligati?

Notate che tutte le tracce sopra riportate non sono nostre sofisticazioni ma fatti rilevati da fonti ufficiali ed autorevoli, citate.

Per intanto vi lascio al Trillion Trees Project, a cui non solo Donald J. Trump, a nome dell’America aderisce, ma anche questo sito: a brevissimo verrà fatta una nostra donazione al progetto. E questo verrà fatto anche a nome di tutti i nostri lettori, che ci sostengono ogni giorno, leggendoci. Lo dobbiamo non solo al nostro pianeta, ma anche ai nostri figli, a cui poco o nulla importa degli interessi economici a mandare avanti progetti improbabili (auto elettrica?) che arricchiscono pochi affamando quasi tutti.

O sbaglio?

Mitt Dolcino