La patrimoniale pagata dai poveri è in arrivo: sulle pensioni medio-basse, che non verranno pagate o solo quando sarete quasi morti. Per salvare le caste ed i grandi patrimoni. Si torna a Don Rodrigo, paga solo chi non è ricco, basta non sia nullatenente…

Nessuno se ne rende conto perchè nessuno – guarda caso –  spiega la dura realtà dei fatti, con parole semplici. Pensate che addirittura esisteva una voce in Wikipedia, “Bolla Previdenziale“, ed è stata cancellata “da qualcuno” prima delle scorse elezioni nazionali, voce in cui si spiegava in modo abbastanza esaustivo che era solo questione di tempo prima che l’INPS saltasse. Che caso….

Ma cosa vuol dire far saltare l’INPS, in pratica? Quali saranno le conseguenze pratiche? Cerchiamo di spiegare l’arcano, ossia perchè l’Italia protegge i grandi rentier residenti e le annesse caste mentre chiede al popolino di pagare. Vedrete di seguito quanto è facile capire come il futuro andrà verso pensioni “dovute ma non pagate”. Ossia verso la richiesta di pagare più tasse e contributi a gente che ha poco ma non nulla, truffando nelle elezioni e coi media per non spiegare come stanno veramente le cose…

Un leauerato medio andrà in pensione a 69 anni visto che c’è la finestra di 6 mesi prima dell’erogazione

BASTANO POCHI NUMERI PER CAPIRE…

Ca va sans dire, nessun politico italiano sta facendo alcunchè per correggere il tiro, che sia destra o sinistra poco cambia. Anche perchè le caste politiche e soprattutto della magistratura sono “della partita”: infatti costoro sono i primi interessati a che paghiate voi che ci leggete, per mantenere i loro enormi privilegi. Comunque vada, anche le caste sbaglieranno i conti, statene certi (…).

Or dunque, due numeri in croce, uso i dati del 2018. Ve la faccio molto semplice per farvi capire, in una maniera che anche voi che mai vi siete interessati del vostro avvenire pensionistico riuscirete finalmente a comprendere (numeri grossi, non è necessario azzeccare al miliardo le previsioni per capire la sostanza):  prima di tutto le entrate annuali dello Stato Italiani (ossia le tasse ed affini) ammontano al 2018 a circa 811/812 mld di euro, vuoto per pieno, di cui 505 mld di euro strettamente di tasse ed il resto (ca.235) tra contributi pensionistici e oneri vari, a cui si sommano circa 75 di “altre entrate correnti” che di fatto sono – tra le altre poste – la vendita delle frequenze telefoniche, le privatizzazioni ecc.

Invece le prestazioni pagate annualmente dall’INPS sono circa 345 mld €, di cui circa 267 mld € pagate come pensioni (la differenza nelle prestazioni in uscita sono le cd. prestazioni sociali non coperte da contributi, ca. 78 mld di euro annui, ad es. le pensioni sociali ma non solo, reddito di cittadinanza, ecc..,…). Le entrate contributive dell’INPS (ossia i contributi pagati dai lavoratori) sono invece pari a circa 227 mld € annui.

Come capite mancano all’appello tra entrate ed uscite INPS ca. 118 miliardi di euro, vuoto per pieno. Dunque, dovete sapere che lo stato paga circa 108-110 mld all’anno di pensioni prelevandole dalle tasse che voi pagate, per tenere in piedi l’istituto di previdenza. Nonostante tale trasferimento monstre di tasse dai conti dello Stato all’INPS, l’istituto va costantemente in deficit – ogni santo anno – per un ammontare che va da 5 a 10 mld di euro, ovvero le uscite sono costantemente più alte delle entrate.

La situazione ogni anno diventa sempre più esplosiva, accumulando deficit su deficit annuale. Chiaramente per colmare tale deficit sarà necessario presto o tardi aumentare le tasse, chiedendo ai contribuenti maggiori imposte per non far saltare il banco. Infatti, come vedete sopra, al netto delle prestazioni sociali, COMUNQUE anche le sole uscite pensionistiche sono MAGGIORI DEI CONTRIBUTI PAGATI ANNUALMENTE PER LE STESSE PER UN AMMONTARE DI ca. 30 mld € annui.

Prova del nove: come potete verificare dai DEF – documento di economia e finanzia sia gialloverde che giallorosso le entrate dello Stato ossia di fatto le tasse aumentano dagli 811/812 mld di euro del 2018 a 870 miliardi nel 2022 (con tasse pari a circa 555 al 2022, ossia 50 in più del 2018; e contributi a 251, in salita di circa 25 mld rispetto al 2018; mentre le altre entrate correnti sono stabili attorno a 70 mld annui).


Le previsioni di spesa per pensioni italiane sono per altro molto più ottimistiche di quelle di altri enti di ricerca…

RIASSUNTO SUI DRAMMATICI NUMERI PREVIDENZIALI

Sopra avete tutti i dati necessari per capire come andrà a finire. Stante un deficit perdurante ed immortale dell’INPS, stante il fatto che ogni anni gli italiani contribuiscono con quasi 110 mld di euro di tasse per non far saltare i conti INPS, stante il fatto che le aziende italiane se ne stanno andando all’estero,ad es. FCA in Francia, o chiudendo come ILVA, stante il fatto che l’occupazione italiana non sale, state il fatto che il PIL italiano resta perennemente stagnante e le paghe medie scendono (ossia anche i contributi, che sono in percentuale degli stipendi), ecco che possiamo ricavare cartesianamente come le entrate contributive – ossia le tasse – future dovranno necessariamente salire e NON scendere per tenere in piedi la baracca. Ovvero, più tasse e contributi per tutti, nonostante una pressione fiscale record!!

In pratica la crescita organica dei contributi senza maggiori oneri contributivi per i cittadini prevista per l’INPS da qui al 2022 è un sogno. O meglio, per centrare i conti bisognerà aumentare il versamento % dei contributi ossia le tasse. Stessa cosa per le imposte tout curt: TRADOTTO, serviranno sempre più tasse per pagare la differenza tra “buco” tra entrate ed uscite dell’INPS.

Aggiungete il fatto che molte persone in più rispetto al passato andranno in pensione o simile noi prossimi anni (quota100, reddito di cittadinanza, ecc.), et voilà, la matematica non è una opinione, stante le regoli attuali in Italia al 100% (centopercento) salterà il banco entro 3-5 anni, ossia diciamo a partire dal 2023. Dunque salterà il Paese.

Le promesse previdenziali dello Stato, un problema del mondo occidentale… che però l’Italia affronterà prima di tutti! (il famoso canarino nella miniera, o anche Italia come laboratorio sociale delle elites mondiali… che infatti l’Italia tassa pochissimo se si trasferiscono a vivere nel Belpaese,mentre tartassa i proprio concittadini)

In pratica si va diritti e filati verso un fascismo fiscale finalizzato al pagamento del debito prima che delle pensioni.

Si, perchè il debito è detenuto di fatto dagli stranieri e dalla BCE che ci impongono di pagarlo, in euro. Mentre le pensioni vanno agli italiani; dunque i detentori del debito, ossia dei grandi patrimoni, se ne fregano bellamente se gli italici moriranno di fame. Come in Grecia, lo vuole l’EU!

I politici senza arte ne parte – dalla Lega al PD nulla cambia – che ci sono oggi a Roma, che chiaramente si sollazzano andando in TV o al Papeete ma senza cambiare assolutamente nulla dello status quo fallimentare e progressivo, sono chiaramente conniventi. Sapete perchè? Assieme ai giudici, usati per implementare il fascismo fiscale là da venire visto che sono i maggiori percettori di pensioni di stato in euro, sono i primi interessati come casta ad intascare le prebende anche pensionistiche figlie del voler tenere in piedi un sistema ormai tecnicamente morto, a termine. Con le vostre tasse infinite (spiegammo sulla base del rapporto INPS del 2014 come i giudici percepiscano le più alte pensioni: da tale anno il dettaglio sui magistrati pensionandi è stato tolto da detto rapporto pubblico…, ndr).

Ben ricordando come in Italia ca. 2/3 del fatturato di una piccola azienda – la spina dorsale italiana – vanno già in tasse (!!!!)



Indaghiamo le “segrete tecniche” del furto di Stato in preparazione, per fregare i soggetti che hanno pagato contributi ma a cui non verranno pagate le pensioni.

Stante il quadro di cui sopra in cui è tecnicamente impossibile mantenere solvibile l’INPS senza un esproprio di massa, restano poche strade. Da una parte si potrebbe chiedere a chi ha accumulato patrimoni netti superiori, che so, ai 5 milioni di euro di pagare imposte straordinarie sul patrimonio. Ad es., il 20% dei loro averi per tenere in piedi il sistema, stante le regole attuali. Ma questo lo vedo improbabile, basti vedere la reticenza a far pagare ai miliardari Benetton per il disastro fatto con Autostrade.

O, viceversa, si possono mantenere intonsi patrimoni dei rentiers e privilegi della casta che percepisce enormi privilegi – e percepirà  enormi pensioni, come i giudici -, fregando chi ha poco ma non nulla.

La differenza tra Francia ed Italia: i gilet gialli combattono contro i privilegi ai “ricchi”. L’Italia invece conferma leggi con cui i miliardari (non i semplici “ricchi”) pagano tasse ridicole….

Per fare questo di fatto bisognerà, in un futuro sempre più prossimo in cui le entrate fiscali in assenza di un aumento delle tasse (difficile, visto che 2/3 del fatturato delle PMI, la colonna vertebrale dell’Italia, vanno già in tasse) non potranno più salire organicamente, prima di tutto evitare di pagare le pensioni.

Per fare questo ci sono tre strade:

    • ritardare il pagamento delle pensioni fino a poco prima della morte del percettore (strategia già in atto, ndr);
    • ridurre d’autorità o con trucchetti vari (…) le pensioni erogate;
    • ridurre il numero dei percettori anziani di pensioni, ad esempio fornendo meno sanità pubblica e di bassa qualità (non voglio considerare l’opzione di vaccinazioni obbligatorie di massa degli anziani per indebolire il loro sistema immunitario e farli trapassare in anticipo, per ora, …).

Ricordate un altro aspetto importante del problema: l’indicizzazione delle pensioni italiane esiste, ma è ancorata NON all’inflazione ma alla crescita del PIL. Ossia se l’Italia soffrisse una grossa crisi economica con crollo del PIL di, che so, il 20% le pensioni scenderebbero del 20%, anche in presenza di inflazione. Dunque, esiste in realtà una quarta opzione: far crollare l’economia in rapporto all’inflazione, aspetto che però toccherebbe le tasche anche della casta dei servitori di Stato, l’èlite di Stato, quelli che vorrebbero sperare di continuare a prendere laute pensioni pagate dagli italiani poveracci.

Si noti anche che sono già state introdotti negli anni delle clausole “alla Don Rodrigo” in Italia. Nel senso, ad es. limitare l’accesso alle pensioni di vecchiaia a soggetti che non abbiano contributi versati sufficienti ad avere 1.5 volte l’assegno minimo. Spero capiate che questo tecnicismo limiterà in futuro il pagamento di pensioni ai poveretti ma garantirà i pagamenti a chi percepisce pensioni elevati, ossia ai novelli Don Rodrigo (i giovani con paghe medio basse saranno quelli più danneggiati da tale prescrizione, ndr)

Su una cosa possiamo comunque stare certi, comunque vada e qualsiasi sarà l’opzione scelta: tempo un lustro circa ed in Italia ci sarà macelleria sociale, con una competizione mortale tra italiani. Della serie mors tua vita mea. Forse per questo si vuole limitare la circolazione di armi, per sperare di evitare scontri armati tra italiani? (per inciso: chi scrive vive all’estero da anni e non ha intenzione di tornare in Italia, ndr)

L’impossibile scelta dell’Italia, tra fascismo fiscale finalizzato al pagamento del debito pubblico e fascismo nazionalista per rinnegare l’austerity

Soluzioni? Con questa classe politica, che sia Salvini a letto con Renzi o il PD sorosiano, NESSUNA. Anzi, forse solo una: smettere di giocare con una ruota truccata. Ossia non pagare più contributi italiani che MAI incasserete. Ovvero emigrare…

Vedo dalle statistiche che inconsciamente gli italiani, che restano mediamente scaltri a livello individuale, già lo hanno capito.

Distinti saluti

Mitt Dolcino


Disclaimer:

Chi scrive è dichiaratamente fautore dell’ideologia di Adam Smith, aborrendo l’egualitarismo di facciata. Ossia, non vota assolutamente sinistra… (e vedete cosa scrive: vorrei solo che si applicassero alcune virtù mutandole dagli “stranieri”, ad esempio “abolire” le caste di Stato, possibilmente spostando i ministeri da Roma prima che la Capitale della “politica scellerata” si “magni” l’Italia…)