Lo studio legale dei miliardari propone una patrimoniale sui poveri, la tassa sul bancomat. Come Borghi, che voleva i miniBOT, una tassa sulle detrazioni fiscali incassate dai cittadini: dove sta la differenza tra PD e Lega?

Sottotitolo: la casta multiforme che si autorigenera

Attenzione: la tassa sul bancomat non l’ha proposta il PD… (al LINK)

Evidentemente vogliono far passare messaggi forvianti: stiamo ai fatti, che non mentono mai! Il presidente di BonelliErede, uno studio legale tra i più rinomati di Milano, a cui di norma si rivolgono clienti miliardari, propone una tassa sul bancomat, ossia una tassa sulla gente comune. Una sorta di patrimoniale, come definito dallo stesso Il Giornale, testata non casualmente di proprietà di Berlusconi. La scusa? La fantomatica evasione fiscale da combattere, un sempreverde a destra e sinistra, che si combatterebbe con la lotta al contante. E visto che il contante per definizione non si può eliminare totalmente, anche la Svezia sta tornando indietro su tale trend, che si fa? Si approfitta dell’occasione per introdurre l’ennesima tassa. Ah….! Ecco il fine ultimo…

La tassa sul bancomat citata da Il Giornale arriva da ambienti NON di sinistra? Come è possibile? (al LINK)

Notate bene: la tassa sul bancomat non la vuole mettere il ministro PD Gualtieri, che potrebbe avallare ben altre fesserie secondo lo scrivente (vedasi oltre), ma il presidente dello studio legale dei miliardari citato sopra. E con notizia riportata dal giornale di Berlusconi.

Già questo è interessante.

Facciamo un passo indietro: i miniBOT. A parte che il primo che parlò di miniBOT fu proprio Berlusconi nel 2014, spero però abbiate capito che anche tale patacones italiani restano sempre una tassa sulla classe media e medio bassa. Premesso che nessuno vuole più uscire dall’euro, per precisa ammissione della Lega e dei suoi vertici, la sostanza è che i miniBOT servivano per restare nell’euro. E restare nell’euro significa solo una cosa: aggiungere più tasse alle troppe che già ci sono, ossia abbassare ulteriormente i consumi interni ovvero la crescita del PIL, soprattutto se andremo – come sembra – verso una recessione prospettica internazionale (ossia anche l’export inevitabilmente soffrirà, a maggior ragione con l’auto elettrica che metterà fuori mercato metà delle industrie metalmeccaniche della pianura padana, ndr). Dunque, ecco che la Lega, per nascondere le nuove tasse al popolino, proponeva nel suo programma i miniBOT, i quali PER DEFINIZIONE, come riconosciuto bellamente da uno dei suoi inventori, l’ex ministro dell’economia Argentino, Lavagna, forse non a caso oriundo anche lui, si svalutano appena emessi. Ossia per loro stessa natura valgono meno di quello che c’è scritto sopra. Tutto già provato in argentina 15 anni fa, non è una mia invenzione.

Ossia la Lega voleva pagarvi quello che oggi ricevete in compensazione a quanto dovuto in dichiarazione dei redditi, valore pagato in euro, trasformandolo in miniBOT. Visto che tali miniBOT valgono PER DEFINIZIONE, AUTOMATICAMENTE, DI DEFAULT meno del valore nominale si può solo stimare grossolanamente quanto sarebbe costato alle famiglie incassare tale carta di dubbio valore invece che gli euro: nel caso argentino il valore reale era abbondantemente sotto il 50%; diciamo che in Italia sarebbe stato il 30%, et voilà?  Su 70 mld di euro emessi ogni anno, le famiglie avrebbero pagato – SENZA CAPIRE IL PERCHE’ – 21 mld di euro di tasse occulte.

Semplice così.

Vedasi articolo al LINK.

Lasciamo perdere che i giallorossi sembrano proporre oggi – PER RESTARE NELL’EURO – di aumentare l’IVA su alberghi, ristoranti e ristrutturazioni della casa dal 10% al 23%, altra tassa nella maggior parte dei casi sulla classe media e  medio bassa, soprattutto per le seconde due voci: si sa infatti che la sinistra se ne frega delle apparenze perchè ritiene che la sua dubbia superiorità morale possa bastare a convincere il volgo della correttezza a prescindere delle sue decisioni.

Stesso articolo sopra articolo al LINK

Sta di fatto che sempre di aumento di tasse si tratta: RESTANDEO NELL’EURO IL FUTURO – SCOLPITEVELO NELLA MENTE – E’ E SARA’ TASSE ALTE E BASSA CRESCITA. Ossia, prima o poi, il DEFAULT.

La meritocrazia in Italia, questa sconosciuta: l’ex ministro Valeria Fedeli,quella che mentiva sulla laurea (mentre non aveva nemmeno fatto l’esame di maturità) viene eletta nel CdA della Fondazione Agnelli al posto del geniale Sergio Marchionne

Quello che fa più arrabbiare è che ormai sia il PD che di fatto la Lega remino nella stessa direzione: RESTARE NELL’EURO imponendo nuove tasse sulla classe media e medio bassa. Il motivo? Entrambi i partiti sono ormai rappresentativi delle elites locali, il PD con la casta di Stato (giudici, alti funzionari, ecc.), i miliardari italiani soprattutto se oligopolisti (ad. es. Benetton; ricordate anche la Valeria Fedeli nel cda della Fondazione Agnelli) e chi vive di sussistenza; mentre la Lega difende gli interessi degli esportatori del nord. Tutti accomunati a non voler rinunciare alla moneta unica.

Ne scrivemmo anni fa, ora ci siamo arrivati ma con l’avallo di chi non avrei mai creduto…. (al LINK)

La classe che lavora e produce e crea valore invece non se la fila più nessuno. Infatti chi emigra sono e saranno soprattutto loro, la classe media, medio alta e medio bassa, ovvero quella che “ha qualcosa da offrire” all’estero, parlo del prezioso plusvalore che  invece oggi l’Italia ripudia, l’imprenditorialità.

Salvini prepara il Renzusconi: ora fa dietrofront sui migranti “sono pochi in Italia”: vuole usare il metodo di Renzi, barattare con l’EU nuovi immigrati con flessibilità? Sarà il suo suicidio politico

Ecco perchè chi è seguace dello spirito animale/imprenditoriale di Adam Smith non può che aborrire la deriva italica attuale, chiaramente anti-meritocratica in quanto i poteri che sono oggi al governo, opposizione di facciata inclusa i (vedasi l’inspiegabile dimissione di Salvini, sarà stata pilotata dal minimo comune denominatore dei due governi giallorosso e gialloverde, Denis Verdini, ossia il Renzusconi?), non possono premiare il merito altrimenti verrebbe meno l’asimmetria che loro stessi si prefiggono di difendere, ossia gli interessi dei grandi stakeholders di partito sopra citati.

La sinistra 3.0: quella attuale….

Da qui la conclusione: chiaramente esiste una innegabile prateria nella destra nazionale, quella sana, ossia quella che fa della sana imprenditoria dal basso, del merito e della voglia di fare la sua bandiera. Oggi tale vena NON è presidiata, anzi, nè dal PD nè tanto meno dalla Lega (purtroppo). Vista l’innata ed innegabile imprenditorialità italica, dobbiamo solo aspettare che entrambe le coalizioni facciano danni irreparabili, poi si potrà ripartire. Sempre però ricordando nomi e cognomi di chi avrà tradito, onde evitare che si riciclino (la famosa casta multiforme che si autorigenera, grazie CD).

Cosa succederà nel mezzo solo il Supremo lo sa.

Mitt Dolcino

Please follow and like us:
error