Dopo anni dalla sentenza definitiva, le elites tedesche di Thysssen rifiutano di andare in galera, contestando la sentenza italiana. Ma che ci sta a fare ancora l’Italia nell’EU? E Salvini, non dice nulla in riguardo?

E’ da tempo che si sente puzza di bruciato. Salvini, bravissimo coi migranti, sui gravi problemi dell’economia italiana tace. Mentre sugli argomenti che lo riguardano più direttamente – ma che lo infastidiscono – non si fa trovare. Due in particolare sono gli argomenti che Salvini evita come la peste: la sentenza definitiva del rogo Thyssen che imponeva ai top manager tedeschi di andare in galera in Germania causa responsabilità oggettive per il rogo di Torino (ed invece sono liberi in Germania, e tutti fanno finta di nulla) e la cessione di mare italiano di cui alla firma del conte Gentiloni-Silveri nel trattato di Caen (nessuno dei gialloverdi ha chiesto, nemmeno nei momenti più tempestosi del rapporto Macron-Italia, di votare in  aula l’approvazione di detto trattato, in modo di rinnegare in modo definitivo tale tentato accordo).

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L’Europa prepara un rischioso contrattacco nella “guerra delle automobili” statunitense, mentre l’Alleanza Atlantica va in frantumi

Ambrose Evans-Pritchard per The Telegraph

La Germania ha reagito con un forte shock e con rabbia crescente alle minacce dell’Amministrazione Trump d’imporre esorbitanti tariffe doganali alle auto importate, considerandole un attacco ai “gioielli della corona” del paese.

A Bruxelles la Commissione Europea ha affermato che avrebbe “reagito in modo rapido e adeguato” a qualsiasi escalation da parte della Casa Bianca, dopo che il Dipartimento per il Commercio degli Stati Uniti ha aperto la strada a pesanti sanzioni sulle auto per ragioni di “sicurezza nazionale”.

Bruxelles ha elaborato un primo piano di ritorsione  per l’equivalente di 20 miliardi di euro, prendendo di mira gli Stati Federati ritenuti cruciali per la rielezione del Presidente Trump, ma mirando anche alla Tesla.

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I dettagli del Corriere della Sera sull’arresto dei genitori di Renzi che (forse) ricordano il metodo Tangentopoli. La magistratura comunque va riformata

Ieri i genitori di Renzi sono finiti ai domiciliari, entrambi. Un film dell’orrore tutto italiano: il figlio che afferma che i giudici non lasciano fare la vita da pensionati ai genitori “perchè lui voleva cambiare l’Italia“; mentre i due pensionati – come dice lui – si arrabbatavano con progetti (e cooperative) – sembra – mordi e fuggi che all’apparenza poco sembra potessero avere a che fare con l’obiettivo del pensionamento. Lasciamo ai giudici fare il loro lavoro; chiaramente chi scrive propende per l’innocenza fino a sentenza definitiva, senza alcun dubbio.

Ma….

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Oddio, entrambi i genitori di Matteo Renzi, l’ex segretario PD, arrestati per milioni di euro in malversazioni presunte. In attesa della sentenza definitiva

Titolo del Corriere della Sera, prima pagina on line, 18.02.2019 (ca. 21:30)

Tanto tuonò che piovve…. E’ proprio vero, quando ti allontani dal potere – a meno di emigrare, memento il famoso partigiano Cefis, … – i rischi esistono ed a volte pure si materializzano! Dunque, puntuale, forse dovrei quasi dire “tanto tuonò che piovve…“, ecco oggi l’arresto dei genitori dell’ex primo ministro, ex segretario del PD, Matteo Renzi non proprio per bagatelle: milioni di euro di sospette distrazioni, così cita la stampa.

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Intanto la concentrazione di ricchezza nel mondo occidentale è simile a quella della Belle Epoque. Ancora 5 anni e ritornano i servi della gleba (encore, serve una guerra per correggere gli eccessi?)

Assolutamente da leggere la “Golden Rule” – “Regola d’Oro” ai tempi della Belle Epoque (fino al 1913), in rosso a sinistra (chiaramente, a sinistra…). Corsi e ricorsi storici

Nessuno ne parla. Il Leviathan socio-economico-mediatico è potente, tanto da nascondere i fatti, anche quelli che ci toccano più direttamente.

Ad un soggetto di destra tocca scrivere di questo argomento, assurdo! O meglio, assurdo sì, ma solo fino ad un certo punto: destra e sinistra sono infatti superate in quanto erano emanazione di una società mediamente abbiente ed in crescita prospettica, roba del passato (in Occidente in generale ed Europa in special modo, ndr). L’uomo regolarmente è passato attraverso cicli in cui la ricchezza era molto concentrata. In tale caso, ad esempio ai tempi dei feudatari, il trucco era chiudersi nei castelli, circondarsi di gente ignorante tanto da poter emanare – anche per non annoiarsi – provvedimenti incredibili come lo “Ius primae noctis“, che ai tempi era contrabbandato dal potere costituto come cosa buona e giusta. E così i villani permettevano la prima copula delle loro mogli con il signorotto feudale…..

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Le Monde si scaglia contro la nomina USA (David Malpass) a capo della Banca Mondiale. Pessima notizia per la Francia, ottima per l’Italia, spieghiamo perchè

 

Ormai gli interessi italiani e francesi sono ogni giorno più divergenti. Oggi il giornale filo-globalista e pro EU, la voce del progressismo elitario francese, Le Monde, si scaglia con una violenza – ed una chiarezza – rara contro la nomina USA di D. Malpass a capo della World Bank. Bisogna spiegare perchè Parigi si stia così innervosendo, in modo così scomposto. La posta in gioco è infatti altissima….

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Solo l’invidia può salvare l’Italia. Soprattutto tra giornalisti, divisi tra elitisti e/o milionari (Fubini & Co.) e le penne diciamo “normali”

Dante scrisse dei peccati capitali, sette. Che per me sono soprattutto difetti capitali, solo che ai tempi del poeta fiorentino l’assolutismo cattolico dominava sulle mancanze di un popolo, quello italiano, dovendo dunque ricorrere al divino per dargli un peso riconosciuto da tutti. Poco è cambiato da allora: i difetti di un popolo abbiente, che vive in una terra ricchissima ed ambitissima, sono più o meno gli stessi di 500 anni fa. Due sono i difetti che secondo chi scrive connotano particolarmente la stirpe italica: l’ignavia e l’invidia. Il primo – non peccato capitale – chiaramente non salverà dall’implosione, assolutamente, anzi rischia di rappresentare un’aggravante della condanna: l’innata tragica inerzia, fa in modo che nemmeno a mettergli i piedi in testa il volgo tricolore si ribelli, almeno fino ad oggi.

L’invidia invece….

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LA CRISI ITALIANA E‘ DEVASTANTE – LE CATTIVE POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA

spiked-online: Fraser Myers intervista Thomas Fazi sui problemi economici dell’Italia e sulla reazione populista.

L’Italia è in crisi profonda. Dopo un decennio di turbolenze economiche la terza economia europea è ancora una volta in recessione. Alle elezioni dello scorso anno il paese ha vissuto un terremoto populista, con due Partiti anti-establishment, il Movimento Cinque Stelle e la Lega, che ora governano in coalizione.

Per capire la profondità della crisi e conoscere i leader della rivolta populista, spiked-online intervista Thomas Fazi, un giornalista italiano autore fra l’altro di “The Battle for Europe” e “Reclaiming the State”.

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Spiace sentire Borghi (Lega) difendere a tutti i costi la TAV nonostante il referenziato rapporto Ponti. E poi qualcuno spera ancora che l’Italia si salvi…

Ho apprezzato Borghi in diverse occasioni. Più per il suo approccio che per il suo tecnicismo economico, a dire la verità. Questa sera in un confronto su Rai2 (“Povera patria”, bel titolo) l’ho sentito difendere strenuamente la TAV. Onestamente mi è spiaciuto. Immagino che il Borghi debba difendere un ordine di scuderia della Lega, che vuole la TAV a tutti i costi (spero che questo non derivi dal voler difendere a tutti i costi il business dell’ex ministro Lunardi, la cui Rocksoil è uno dei principali contractor dell’opera della Valsusa).

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Ma avete notato come si sta bene a Roma risparmiando l’elettricità per le luci di Palazzo Farnese? Per intanto, in assenza dell’Ambasciatore francese, i legami con gli USA si moltiplicano…

Un vecchio adagio afferma che se proprio devi avere un padrone meglio averlo ricchissimo, che se proprio non ti ama almeno ti rispetta, e soprattutto…. che sia molto ma molto lontano! Tale identikit è il perfetto contrario di quello che rappresenta la Francia per l’Italia.

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