La differenza tra Francia ed Italia: i gilet gialli combattono contro i privilegi ai “ricchi”. L’Italia invece conferma leggi con cui i miliardari (non i semplici “ricchi”) pagano tasse ridicole….

Molti mi chiedono quali siano le differenze tra francesi ed italiani: credetemi, ci sono e sebbene non siano numerose, pesano molto. Ad esempio, non so se l’avete capito ma la PRIMA ragione della protesta dei gilet gialli in Francia, a cui si è poi aggiunto – solo dopo, la ciliegina sulla torta – l’incremento del costo del carburante diesel, è stata l’abolizione da parte di Macron dell’imposta di solidarietà sui patrimoni (ISF); imposta non disumana, infatti incideva, tolti i debiti, sul valore netto [ossia tolti i mutui] dei patrimoni superiori a 1.3 milioni di euro (ma con franchigie immobiliari).

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Il governo vuole vederci chiaro sui terroristi italiani protetti da paesi stranieri (ad es. la Francia): basta leggere il libro del giudice Rosario Priore, è già stato tutto scritto (lo si inviti alla RAI a spiegare…)

E’ chiaro, Macron è tanto pieno di sè da passare per uno sprovveduto.  Si è infatti scagliato a 360 gradi contro l’Italia, purtroppo per lui senza usare alcuna cautela: prima gli insulti, contemporaneamente è arrivato il blocco dei confini nonostante le leggi EU (con legge Schengen sospesa), ha anche mandato la gendarmerie in Italia a “restituire” migranti provenienti dall’Italia offendendo i confini italici, ha mosso le sue ONG (francesi) in odore di servizi segreti per portare migranti raccattati nel mare libico specificatamente in Italia, ha mosso provocazioni (deliberate) con diverse manovre militari al confine italiano, molto probabilmente ha anche fatto costruire un laboratorio nucleare (militare?) sotto il Frejus facendolo pagare all’EUropa ed all’Italia… E poi ha inopinatamente bloccato l’affaire STX-Fincantieri dopo che la Francia ha acquisito di tutto e di più in termini di aziende in Italia nel recente passato.

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La grande normalizzazione pre-elettorale (pro-EU) è in atto. Basta austerity, l’EU cambierà: solo bugie, per tenere la gente tranquilla…

Non so se vi siete resi conto ma la retorica europeista è improvvisamente cambiata: i messaggi conciliatori di fonte EU si sprecano ormai sui media! Leggo di Juncker che dice su Repubblica che l’austerità è stata eccessiva (blablabla), Carlo DeBenedetti afferma che l’austerità è stata eccessiva (blablabla), anche l’ex segretario PD Bersani contempla che l’austerità è stata dannosa (blablabla, solo che come al solito Bersani non capisce bene il suo ruolo e ne approfitta per mandare un messaggio che, sebbene sia identico nei termini, ha come aggiunta personale la componente dell’ingiustizia a suo danno, che il giaguaro smacchiato alla fine è stato anche lui, …).

Parafrasando Mina: Parole, Parole, Parole….
Si sa, gli stranieri sanno che gli italiani amano le parole. (…)

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Avete notato che gli ex terroristi rossi italiani tifano oggi per l’EU e per i globalisti? Cosa significa?

Sto ai fatti. Ed i fatti ci dicono che la Francia, facente parte dell’attuale asse franco-tedesco in EU ha sistematicamente difeso il terrorista rosso Cesare Battisti nella sua latitanza, da decenni. Di più, lo ha sottratto con metodo e mezzi alla giustizia italiana, pur il Battisti essendo stato condannato in via definitiva per fatti di sangue, terrorismo. La Francia ha dunque difeso durante decenni soggetti omologhi ai terroristi attuali dell’ISIS o di Al Qaeda. Il motivo? La dottrina Mitterand, che dava sistematicamente rifugio a terroristi italiani, quasi a fomentare la destabilizzazione italica (e fors’anche istituzionalizzando il terrorismo italiano, con la garanzia di supporto francese per i criminali – che sono decine, non solo Battisti, ndr – ).

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Cosa si nasconde dietro l’immortalità di Carige: non fallisce mai seppure venga data per finita da anni. Ed anzi c’è gente che nel dissesto ci investe pure 400 milioni di euro…. (no, non sono pazzi!)

Non sono mai stato particolarmente attento alle banche fallite e/o in via di supposto e/o probabile fallimento in Italia: visto che non ci lavoro tutto sommato me ne frego abbastanza (anche perchè – per mia convinzione – mai e poi mai lascerei più di 100 euro in un conto corrente italiano). Detto questo in molti mi hanno bombardato nel recente passato sull’incomprensibilità del battage mediatico su Carige, sulla resilienza dell’istituto genovese, sull’interessamento – prima volta in assoluto per l’Italia – della BCE che l’ha commissariata, sui 400 milioni incredibilmente – occhio ai dettagli… – investiti da una famiglia genovese, i Malacalza, per una quota azionaria apparentemente senza valore….

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Strani gli italiani: odiano i francesi ma sperano che i gilet gialli combattano per loro, mentre restano in poltrona a guardare gli scontri in TV. Ricetta per il disastro e l’ignavia

Il titolo dice tutto: i francesi stanno combattendo una battaglia molto più grande di quanto possano immaginare. Non sono solo i loro diritti, è una vera e propria lotta di classe, globale: il classismo sociale che vediamo oggi tra casta super ricca ed il resto della popolazione di fatto era sparito da decenni, quanto meno in un ambito di sano scontro dialettico tra destra sinistra in presenza di un’economia che cresceva e di valori solidi alle spalle. Oltre che da una partecipazione alla ricchezza ampia che durante 75 anni ha promosso la classe media. Oggi le elites, diciamo meglio, i miliardari globalisti, sono gli unici che continuano ad arricchirsi ma alle spalle del 99% e passa della popolazione che diventa sempre più povera .

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L’errore di cedere sul rapporto deficit/PIL: il rischio di imposte patrimoniali straordinarie in sud-EUropa

Come sa chi mi segue, ritengo che ormai la Germania egemone abbia gettato la maschera: vuole il comando dell’EUropa. Per fare questo NON può prescindere dalla collaborazione francese, creando un asse, lo stesso che Mussolini supponendo di invadere con le ferraglie la Savoia cercò di evitare, sapeva che altrimenti sarebbe diventato inutile. Cosa che poi avvenne. Ossia, fino a quando la Francia è forte, l’Italia è inutile in EUropa, a maggior ragione post-Brexit. Tutto sommato la presenza dell’asse franco-tedesco sublima il desiderio – più che l’ambizione – di rivincita da 100 anni, rendendo il sogno se non altro praticabile. Questo però si scontra non tanto con le intemperanze italiche e statunitensi quanto con l’anima subconscia della Francia, quella rappresentata dai gilet gialli, che guarda caso sono sulla stessa lunghezza d’onda dei militari francesi; infatti si vorrebbe lo stimato generale De Viliers a capo del governo.

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Il vero motivo (spiegato) del perchè i poteri forti vogliono prima di tutto l’Italia – e poi l’EU – invasa dai migranti (Follow the Money!)

Ho recentemente contribuito ad un libro, che verrà pubblicato entro fine anno – questa volta con il nome nei miei interventi, diversamente da come successo nel recente passato con altre pubblicazioni, … -. Tale libro, un insieme di contributi incentrati sul sovranismo, tratta i motivi più che la radice del fenomeno, argomenti per altro presentati pubblicamente in una manifestazione nei pressi Roma tenutasi un paio di mesi fa. Sono 20 paginette buttate giù di getto, in quanto il meccanismo è chiaro, quanto meno a chi scrive.

Ossia, chiaramente – quanto meno secondo lo scriventeil sovranismo non ha radice, essendo mera protesta. Si, una protesta per il crollo del benessere della classe media e soprattutto da parte di tutti coloro che non sono estremamente ricchi.

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Clamoroso: i gillet gialli rifiutano l’incontro con il governo francese e chiedono la nomina del generale de Villiers (che fu licenziato da Macron) a capo del Governo!

Le Figaro batte una notizia clamorosa: i manifestanti francesi rifiutano l’incontro con il governo francese, mossa attesa dopo la morte di una donna ottantenne a Marsiglia questa notte a causa di un proiettile sparato dalla polizia. Dunque nessun passo indietro nelle proteste.

Anzi,  tre avanti: si chedono le dimissioni immediate del governo e la nomina del generale de Villiers a capo del nuovo governo. Per vostra informazione, il gen. de Viliiers è colui che fu licenziato mesi fa da Macron e che tutti gli alti ranghi militari – contravvenendo agli ordini – scesero in piazza a salutare il giorno del suo congedo forzato.

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La Proposta Weidmann per correggere l’aggiustamento del deficit Target2: una minaccia democratica per l’Italia

Fra poco potrete dire di aver capito l’artifizio tecnico con cui l’EU vorrebbe spingere l’Italia nel baratro. Mi rifaccio alla proposta Weidmann, secondo cui i saldi negativi accumulati nel Target2, che non sono altro che il risultato contabile dei flussi di cassa da e per l’Italia verso gli altri paesi dell’eurosistema, dovranno essere garantiti oltre – ad un certo limite – da assets reali messi a disposizione da parte dei sistemi in deficit, ad esempio l’Italia. Vi chiedo di leggere l’articolo di cui al LINK per le spiegazioni tecniche del caso e per le referenze.


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