Ooops! L’unico vaccino COVID relativamente innocuo – in quanto assolutamente tradizionale – sospende le consegne in EU, il continente degli anziani (restano solo i vaccini cd. “innovativi”…). Chissà come mai!

 

Tra le pillole che il nonno mi ha lasciato, ripetendomele incessantemente quando ero piccolo piccolo, ce n’è una che ritengo si possa adattare ai nostri tempi: “i fessi in guerra sono i primi a morire“. Come col COVID e coi suoi vaccini, forse: dunque, perchè farsi inoculare un vaccino mRNA assolutamente sconosciuto negli effetti collaterali a lungo termine (visto che è assolutamente innovativo nel metodo di immunizzazione) a forte rischio insicurezza intrinseca, non avendo completato le tre fasi previste da ogni elementare norma di sicurezza medicinale? Soprattutto la fase III, quella appunto che conferma se il medicinale è sicuro, unitamente al dosaggio…

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“La notizia che NON ti dicono”: di COVID non si muore più! Ecco la la medicina che CURA l’85% dei casi. Sicura. Dunque a cosa serve vaccinarsi? A meno che ci sia un fine diverso ed indicibile…

Notizia di ieri, che ha fatto esplodere un titolo biotech nella borsa USA, +32%: un medicamento per il COVID ha concluso la fase III di sperimentazione con risultati eccezionali, l’85% di guariti. E cura TUTTE le varianti! Volete ridere? La scoperta avviene a pochi kilometri dall’Italia…, sebbene l’azienda faccia parte di un gruppo internazionale più grande, l’importanza di avere grandi aziende invece di svenderle…-  Tale medicamento ha concluso la fase III di sperimentazione “peer reviewed” (il gold standard della sperimentazione scientifica. ndr): ciò significa aver concluso tutti gli steps per la verifica indipendente del farmaco e della sua sicurezza oltre della sua efficacia. Per intendersi, solo il vaccino l’Astra Zeneca è alla fase II “peer reviewed“. Nessuno alla fase III. Dunque, tale medicamento in fase III (conclusa, peer reviewed) significa che è SICURO. Oltre ad utilizzare una tecnologia ben conosciuta, quella degli anticorpi monoclonali (non come i vaccini mRNA, di fatto un salto nel buio in termini di conseguenze, vedasi oltre l’autorizzazione temporanea dell’EMA per l’utilizzo in EU).

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Perchè l’epidemia COVID NON esiste nei termini indicati dai media. Ossia, ecco perchè i cittadini devono – per sopravvivere – iniziare a contestare la politica insipiente, ma SEMPRE e SOLO a termini di legge: vi spieghiamo che dati utilizzare

In Svezia: la % di sopravvivenza al COVID, per fasce d’età e sesso  (vi sentite un po’ fessi, vero?)

Il vaso è colmo. Ormai è chiaro che l’epidemia di COVID NON esiste più, oggi. All’inizio dell’epidemia/pandemia il numero di morti – NON di contagiati – era alto perchè si sbagliava la cura, coi ventilatori polmonari a devastare i polmoni invece di usare medicamenti utili a combattere una trombosi disseminata, presente nel COVID. Capito come fare per combattere il virus, ossia usare eparina, cortisone, anti-infiammatori ecc., protocolli ormai mainstream, i morti PER SOLO COVID sono diventati pochissimi. Notando bene che, proprio agli albori della richiamata epidemia/pandemia, l’OMS stranamente cambiò i termini per definire le morti, da PER COVID, nei fatti, a CON COVID, vedasi oltre.

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Ecco cosa causò la strage dell’influenza spagnola 100 anni fa: le tragiche assonanze con quello che potrebbe accadere col COVID nei prossimi mesi (Leggete bene!)

 

Redazione:

Ogni tanto troviamo qualche bel pezzo in rete, che rilanciamo volentieri. Come ben sapete, lungi dall’essere negazionisti, riteniamo che il COVID rappresenti una minaccia soprattutto economica, visto che di COVID oggi non muore più quasi nessuno. Anzi, i morti di marzo scorso erano probabilmente da ascrivere ad errori nelle cure, non necessariamente al virus. Lasciando perdere il divieto alle autopsie COVID imposto a livello internazionale, divieto eroicamente aggirato da un medico italiano che, a pena radiazione dell’ordine medico (che ha seriamente rischiato), spiegò al mondo che le cure erano sbagliate ed anzi – nell’uso ad es. dei respiratori polmonari con una trombosi disseminata in corso – la vera causa di morte (io ho perso due amici così, ndr).

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Perchè Bill Gates è tanto “preso” sia da progetti sulla malaria che dai vaccini per il COVID, base mRNA? Cosa c’è dietro? Una introduzione

 

Cosa hanno in comune il COVID e la malaria? Bill Gates. E’ casuale che entrambe si curino con principi attivi diciamo comuni, la clorochina e anche con un antibiotico con funzione antiparassitaria, prima linea di cura del COVID? Domandiamoci perchè Bil Gates, unitamente ai suoi richiami all’eccessivo sfruttamento della terra (ossia, promuovendo indirettamente/se necessario anche il depopolamento mondiale), sia così interessato alla malaria…

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I numeri del COVID (alias Pataccavirus?): purtroppo troppe cose non tornano! (seconda parte)

(mai dimenticare che il coronavirus è della famiglia dei virus del raffreddore, che – come il raffreddore, muta troppo velocemente – non è vaccinabile; da qui le tante varianti, che saranno anche due all’anno… per sempre!)

Avevamo detto in precedente articolo che avremmo fatto altre analisi sui dati dei decessi man mano che l’Istat avesse messo a disposizione dati certificati.

Non sono ancora disponibili i dati di novembre e dicembre ma vorremmo fare un’altra analisi confrontando due periodi : 2015 e 2020.

Vediamo perché.

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I numeri del COVID (alias Pataccavirus?): purtroppo troppe cose non tornano!

 

Questo articolo avrà un seguito. Qui analizziamo solo i dati ufficiali di mortalità in Italia, trovando dati direi eclatanti. Abbiamo solamente una esposizione dei dati rilevati da Istat e in seguito, in altri articoli, provvederemo ad approfondire e fare i nostri commenti in modo da “scatenare” il dibattito.

Approfittiamo dell’uscita dei dati definitivi ISTAT relativi alle persone decedute nel periodo compreso tra i mesi di gennaio e il mese di ottobre 2020. Nonostante il vergognoso terrorismo mediatico e politico, i numeri parlano in maniera chiara. I numeri sono l’equivalente della bilancia per una persona a dieta. La bilancia non dice bugie.

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Ooops! Le autorizzazioni EMA date per il vaccino Pfizer-Biontech (vaccino tedesco) sono solo temporanee! Ossia devono essere verificate in tre anni, forse per controllare nel mentre se il vaccino causa danni? Dunque, voi sarete le cavie?

La scomoda verità sui vaccini lentamente emerge, coi fatti. Naturalmente la grande stampa, evidentemente accondiscendete col progetto, non parla dei problemi legati ai vaccini sul COVID, in relazione a quelli basati sull’mRNA, ossia il RNA messaggero in grado di modificare il profilo genetico del paziente. Nessun vaccino basato su mRNA è MAI stato autorizzato prima, tanto meno dopo un periodo di studio ed ingegnerizzazione così breve. Ma il virus del COVID, si, è stato autorizzato. Peccato che l’EMA, l’agenzia sanitaria europea (del farmaco) scrive chiaramente sul suo sito che l’autorizzazione a commerciare tale vaccino è temporanea, in attesa delle verifiche – fatte in corsa, ossia anche, nel mentre, sulla pelle dei pazienti – che il vaccino stesso sia sicuro. Ossia, chi se lo farà inoculare farà da cavia?

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SOLDI E VACCINI

Dave Granlund Copyright

Redazionale:

Normalmente qui scriviamo di politica, geopolitica, anche se abbiamo sempre un occhio attento all’economia, che obtorto collo tutto permea.

Il mainstream ci ha immerso nella questione covid e pertanto vogliamo aggiungere un contributo, fatto di puro ragionamento e testimonianze accreditate, sull’argomento.

L’annuncio è che il vaccino sia dietro l’angolo, così ci informano H-24 i mezzi preposti alla propaganda.

Armati di ragionamento socratico e di lente d’ingrandimento mettiamo in fila alcune evidenze come farebbe un novello Dr. Watson in attesa di confrontarsi con la verità che presto sarà rivelata, senza scomodare l’arguzia di Sherlock Holmes.

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L’OMS, lo scandalo idrossiclorochina e le strane relazioni cinesi con il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità: cui prodest il COVID? Forse a Pechino?

Abbiamo letto negli scorsi giorni dello stranissimo caso dello studio della idrossiclorochina pubblicato su Lancet bollato come inutile per combattere il COVID, studio poi ritirato. In quanto due dei suoi tre autori hanno ritirato il “supporto” al paper incriminato: sembra i dati di partenza fossero falsati!

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Perchè nessuno dice che i coronavirus sono sensibilissimi al caldo? Ossia anche il COVID-19 farà come i suoi illustri predecessori, MERS, SARS etc? Chi vuole tenere alta la tensione, apposta? Per quale ragione?

“Mandrake” Trump, ci ha preso…

Abbiamo scritto in passato, direi tra i primissimi, che il caldo avrebbe annichilito il corrente coronavirus, COVID-19, facendolo eclissare. Abbiamo anche specificato che, rispetto alle pandemie passate di infuenza del 1968 e 1957 questa è poca roba, in quanto tutto lascia presagire che ucciderà molto meno del milione e passa di deceduti che fecero le influenze sopra citate. Alla fine temo che ci toccherà anche scoprire quello che in molti già sussurrano, ossia che le morti totali in Italia saranno meno del 2019. Quella del “caldo che uccide i virus” è quasi una “verità ingiuriosa“, nel senso che mette alla berlina i sospetti virologi, in primis il Buroni di cui chi scrive non ha alcuna fiducia, zero, nada, nitsch. Anzi, quando il Burioni lo vedo in TV ormai cambio canale: va infatti capito perchè una persona così insolente e che ha fatto errori di valutazione smisurati invece di stare sempre in TV non sia stato licenziato in tronco dal suo datore di lavoro (solo a Gennaio diceva che c’erano zero possibilità di effetto pandemico e che le mascherine servivano in Lombardia per lo smog, si è visto…).

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In pillole, cosa sappiamo sul virus COVID-19 (chiamato anche “nuovo coronavirus”, visto che ci siamo imbattuti in diversi altri coronavirus in passato…)

Cosa non sappiamo del coronavirus forse non è più di quello che non  sappiamo della comune influenza. Premesso che non abbiamo ancora informazioni sulla mortalità generale in Italia nel 2020, ossia se sia effettivamente superiore inferiore alla norma, parlo di morti totali nelle prima 12 settimane di quest’anno rispetto agli anni precedenti escludendo casi di cancro e di ictus. Ma alcune cose le sappiamo e vanno divulgate, rifacendoci ad articoli già pubblicati, solo facendo ordine. Questo per evitare che venga imposto un certificato di salute personale che imponga, ad esempio, vaccinazioni di massa (per un virus che muta e di cui gli scienziati dicono di “saperne poco” è una fesseria atomica, ndr) o, peggio, farsi impiantare simil chip sotto pelle per certificare l’immunizzazione.

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Una semplice statistica dimostra che in Lombardia qualcosa di molto strano è successo: siamo davvero sicuri sia lo stesso ceppo del virus ? Una prima analisi

La Lombardia può secondo noi essere paragonata solo con un Paese in termini di verifica di effetti del virus, diciamo un paese avanzato come la Regione Lombardia: la Svizzera. Ci sono infatti similitudini culturali e storiche, oltre che sulla qualità della sanità ed anche in termini di mentalità e relativo sviluppo economico: certamente la Lombardia è la regione più nordeuropea della Penisola. Dunque vale la pena mettersi di buona lena e fare due conti. Noi ci abbiamo provato ed i risultati sono sconcertanti. Sorprese sconcertanti.

NOTA: Chiediamo per altro venia per il refuso di un blocco nell’articolo del dr. Sbrenna/Prini, in quanto è finito un redazionale che era destinato al predecessore di questo intervento, purtroppo perso durante i problemi al server di ieri.

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Ulteriori riflessioni sulla mortalità da COVID-19 dopo i dati dell’Istituto Cattaneo (dr. S. Sbrenna MD, PhD e dr.ssa E. Prini MD, CIDS)

Redazione: Approfondiamo gli aspetti sulla mortalità da COVID19, con alcune riflessioni da insider oltre che da medico sul campo, come spiegato dai dr. Brenna e Prini. Certo, alcuni numeri di mortalità sembrano non tornare, in generale. Ad esempio quelli italiani in confronto alla vicina Svizzera, dove – vi ricordo il Medico Cantonale del Ticino ha chiarito in video senza tema di smentita che i tamponi si fanno solo ai casi che hanno sintomi (dunque non ci si  aspetta ci siano stati più tamponi effettuati a pazienti rispetto all’Italia, ndr) ossia ai casi conclamati. In soldoni, a fronte di un rapporto di popolazione Italia vs. Svizzera di 7X (ossia l’Italia ha ca. 7 volte più abitanti della Svizzera), la Confederazione ha un numero di casi a oggi pari a 21’562 (riproporzionati vs. Italia, 7X= 150’934 casi) con 734 morti (riproporzionati vs. Italia, 7X= 5’138 decessi), quasi tutti anziani e debilitati. L’Italia invece in comparazione, alla stessa data, ha un numero di casi pari a 128’948 e un numero di morti pari a 15’887. Come capite la Svizzera ha molti più casi dell’Italia ma decisamente molti meno morti, in proporzione. Come mai? Facile derivare che l’extra dose di morti in Italia vs Svizzera dipende in massima parte dai morti in eccesso Lombardi rispetto al resto d’Italia; ossia dai morti di Bergamo e Brescia prima di tutto, due zone  – Bergamo e Brescia appunto – che ben più piccole e popolate e meno densamente popolate del capoluogo Lombardo, hanno più morti di Milano. Difficile trovare spiegazioni plausibili per tale “anomalia planetaria“, come l’hanno definita gli esperti… (a meno di grossolani errori di prevenzione e procedurali specificatamente in Lombardia, teoricamente il fiore all’occhiello della sanità italiana; o a causa di altre ragioni ad oggi “non citate”, …). Chiaramente se la comparazione non torna tra Italia vs. Svizzera, addirittura ci sono differenze che tendono verso ca. un ordine di grandezza di differenza – ossia torna ancora meno” – tra Svizzera e Lombardia, uno stato ed una regione per altro confinanti e storicamente assimilabili per la qualità della vita ed i servizi ai cittadini (la Lombardia da decenni è tra le regioni più ricche d’Europa, assieme alla Baviera, ndr). I dr. Brenna e Prini approfondiranno tecnicamente l’argomento “caldo” – ed in futuro ritengo “caldissimo” – della mortalità da COVID19, di seguito. Leggi tutto “Ulteriori riflessioni sulla mortalità da COVID-19 dopo i dati dell’Istituto Cattaneo (dr. S. Sbrenna MD, PhD e dr.ssa E. Prini MD, CIDS)”

La mortalità “finale” da COVID-19 in Italia: un’analisi sui dati ragionata (dr. S. Sbrenna MD, PhD e dr.ssa E. Prini MD, CIDS)

Redazione:

Abbiamo l’onore di pubblicare una valutazione scientifica, elaborata da medici presenti sul campo, avente come oggetto il contagio da COVID19 in Italia con il fine di spiegare in modo comprensibile, fattuale e scientifico la realtà del coronavirus. La gente, gli italiani, sono infatti letteralmente affamati di Informazioni con la “I” maiuscola sull’argomento, elaborata da esperti. E non dai soliti noti – sempre gli stessi – che, chissà in forza di quale affiliazione, sono ricorrentemente presenti nell’agone soprattutto televisivo.

Siamo dunque a proporvi la presente analisi di due esperti, due medici italiani, che con un taglio da ricercatori divulgativi cercheranno di spiegarvi la realtà del COVID19. Mi permetto di aggiungere solo un commento personale, da ingegnere e non da medico: a me sembra che oggi il “panico da virus” italiano dipenda dal fatto che policy makers ed esperti, oltre che semplici concittadini informati, non abbiano tanto paura del contagio tout court, quanto abbiano letteralmente il terrore che la situazione possa evolvere tragicamente come è successo a Bergamo e Brescia nord e ovest, dove la situazione non sembra sovrapponibile al resto d’Italia per motivi ad oggi difficili da comprendere (…).

Vi lascio quindi a questa pregiata ed informatissima lettura. Un regalo direi, da parte di amici del nostro sito che hanno capito perfettamente lo spirito che ci muove.

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