Perchè Bill Gates è tanto “preso” sia da progetti sulla malaria che dai vaccini per il COVID, base mRNA? Cosa c’è dietro? Una introduzione

Cosa hanno in comune il COVID e la malaria? Bill Gates. E’ casuale che entrambe si curino con principi attivi diciamo comuni, la clorochina e anche con un antibiotico con funzione antiparassitaria, prima linea di cura del COVID? Domandiamoci perchè Bil Gates, unitamente ai suoi richiami all’eccessivo sfruttamento della terra (ossia, promuovendo indirettamente/se necessario anche il depopolamento mondiale), sia così interessato alla malaria…

Per quanto riguarda il COVID, si sa, è stato certamente tra i finanziatori/promotori del vaccini Moderna: molto soldi arrivano di fatto da lui nello sviluppo di tale vaccino, come confermato da molte agenzie di di stampa. Sta di fatto che i suoi progetti contro la malaria in Africa sono assai conosciuti, studi approfonditi non solo su come debellare la malaria ma prima di tutto per STUDIARE la malaria.

Pochi sanno ad esempio che la malaria è stata storicamente causa prima di tutto, oltre delle morti, anche e soprattutto di enorme denatalità, come conseguenza della malattia. Addirittura colpendo gli uomini con una forma di depressione da malaria, una sorta di melanconia, in grado di affievolire l’animo dei malati. Addirittura pochissimi sanno che i giapponesi conquistarono le Est Indie prima della seconda guerra mondiale in quanto tali territori erano tra i principali fornitori di chinino; la malaria infatti era prima di tutto – per Tokyo – una forma di difesa del territorio giapponese dall’invasione USA, in forza dei morti da endemica malaria nelle isole circostanti le isole giapponesi (peccato che gli USA scoprirono il chinino sintetico, l’atabrina, oltre al DDT).

Quasi nessuno sa che è proprio dalla malaria che si sviluppò il razzismo moderno contro i neri africani, che si ammalavano e si ammalano meno di malaria grazie ad una mutazione sviluppata nei millenni, ossia sviluppando eritrociti falciformi, un’anomalia del sangue denominata G6PD. Proprio la minore tendenza ad ammalarsi fece una selezione talmente enorme sia nei popoli nativi dell’America che tra i bianchi, tanto che i negri erano spesso odiati proprio per la loro capacità di ammalarsi di meno, di febbre/malaria.

 

Oggi, col COVID, notando che l’Africa è praticamente immune al coronavirus attuale e che la clorochina è usata con successo per guarire anche dal COVID oltre che dalle febbri malariche, qualcuno sta iniziando a dubitare che ci possa essere qualcosa di non completamente naturale nella genesi di questo flagello soprattutto economico del III. millennio, parlo del COVID.

A maggior ragione, come sottolineato da un ex presidente di Pfizer, il dr. Yandon, se, come sembra, che il vaccino COVID possa causare una forma di denatalità rendendo sterili le bambine vaccinate col vaccino mRNA, ossia proprio il vaccino sponsorizzato da “di Bill Gates” (al LINK).

Ma le “connessioni interessanti” non finiscono qui: il braccio destro del vecchio Rockfeller, ad inizio 1900, era un certo Frederick T. Gates, di cui si dubita sia attinente alla famiglia di Bill Gates, sebbene non esistano chiari riferimenti in riguardo. Sta di fatto che tale Gates “antico” non solo fu il primo consulente dell’uomo che era ai tempi il più ricco del mondo, ma fu anche coinvolto nella “gestione” diciamo del virus influenzale della influenza spagnola, sembra sviluppatosi in qualche forma dal vaiolo, negli Stati Uniti.

Infatti la prima fake news della storia mondiale rischia di essere stata proprio quella della cd. “Spagnola”: tale mortale influenza, che fece davvero un sacco di morti al contrario del COVID, fu infatti importata in Europa, dove fece una strage, dai soldati USA! Pur dopo strane manipolazioni del virus negli USA proprio da parte del team per lo studio di tale malattia prima che arrivasse in Europa, team dove F.  Gates era personaggio apicale. Resta il dubbio storico a tutt’oggi se gli USA vollero ai tempi “deliberatamente esportare”, dopo averlo selezionato, tale virus in Europa per annichilire quel che rimaneva dei poteri coloniali durante la prima guerra mondiale.

Dunque la Spagna non c’entra praticamente nulla nella genesi della malattia influenzale più mortale della storia.

Ovvero, la cd “Spagnola” dovrebbe essere ridenominata “Americana”, anche se personalmente non farei molta fatica nemmeno a chiamarla “F. Gates”.

Che gli USA siano sempre stati all’avanguardia in termini di studio dei virus lo si deve non solo a capacità autoctone, ma anche all’acquisizione di competenze mediche post seconda guerra mondiale ad esempio, quando lo staff delle “Factories of Death” giapponesi vennero integrati nell’OSS americano, assieme a gente che aveva fatto esperimenti indicibili nei campi di concentramento nazisti (se pensate che Mengele si sia salvato da Norimberga per caso siete degli illusi, …).

Torniamo ad oggi. Abbiamo uno strano virus che sembra non attaccare l’Africa. Ed anzi sembra sia curabile con medicamenti usati anche per la malaria. Abbiamo anche un Gates, non si sa se parente di un Gates attuale – del passato – coinvolto mani e piedi nella gestione dei virus della “Spagnola”; ossia un Gates che promuove un vaccino base mRNA che si teme possa causare denatalità. Lo stesso Gates (attuale) è coinvolto mani e piedi nello studio della malaria.

Condite tutto questo con un richiamo all’antirazzismo globale dei nostri giorni, con BLM ed Antifa in primo piano (senza approfondire che Antifa era uno strumento di agitazione sociale dell’Abwehr tedesca/nazista a cavallo tra le due guerre); aggiungeteci un pizzico di eugenetica, mai morta nel legame tra certe scuole elitarie tedesche e americane; dunque il caos globale dei nostri giorni, quasi fosse una “voluta tempesta perfetta”, è servito!

Dulcis in fundo, lo stesso Gates di cui sopra è anche un attivo promotore dell’agenda per il controllo della popolazione (LINK), un processo di controllo delle nascite che nei secoli fu assolto proprio dalla malaria….

Insomma, ce n’è da scomodare Agatha Christie in termini di casualità concentriche…

MD