Bolsonaro, incendi, UE e nazismo: quale comun denominatore.

E similitudini con l’Italia.

Il Brasile è partito nel 1985 con grandi progetti di riforme costituzionali e dello Stato e di risanamento dell’economia e del Bilancio Pubblico attraverso una profonda ed estesa privatizzazione delle principali aziende strategiche del Paese, similmente all’Italia ma con 7 anni di anticipo (1992- smantellamento IRI e inizio della grande abbuffata delle privatizzazioni italiane).

Ora si trovano un paese con un governo debole ma il cui Presidente appena eletto, Jair Messias Bolsonaro , risulterebbe per la prima volta un vero rappresentante della classe media (o, meglio, ex) del Paese (oltre il 90% della popolazione). Presidente di una popolazione vessata ed impoverita da quasi 35 anni di governi pseudo-socialisti o pseudo-conservatori interessati piuttosto ad una gestione improntata da un “familismo amorale” e legata in realtà a doppia mandata con lobby di potere finanziario ed economico internazionale rappresentata da aziende multinazionali, banche e Stati stranieri.

Alla sua elezione il presidente si è trovato un’estrema disuguaglianza, povertà e corruzione  diffuse e una forte sperequazione dicotomica del Paese.

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L’evento attorno a cui tutto ruota: la hard Brexit, a fine ottobre prossimo (dunque, recessione globale, EU, Italia, Salvini…)

Brillante analisi di Mike Shedlock sulla futura Brexit. Sostanzialmente, applicando mirabilmente la teoria dei giochi, viene dimostrato come l’ipotesi di lavoro del post comunista Corbyn avversario politico di Boris Johnson, ossia quella di prevedere un secondo referendum che escluda il “No Deal “(che invece ci sarà, a fine novembre con Boris Johnson a Downing St.) sarà alla base della sua stessa sconfitta prospettica. Infatti il popolo britannico non è come quello italiano, che accetta gli eventi tutti, ossia non ammette di essere preso bellamente in giro dai propri politici. Il popolo britannico pretende correttezza e non ambiguità (leggasi, bugie) dalla propria classe dirigente, imponendo che gli impegni presi vengano mantenuti. Encomiabile. Conosco molti italiani che hanno acquisito il passaporto britannico.

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Il falso mito del pareggio di bilancio

Assunto:  nel lungo termine il pareggio di bilancio porta alla distruzione della ricchezza nazionale degli Stati che lo adottano se il costo degli interessi su debito al netto del PIL è >0

Partiamo dalle origini che hanno condotto l’Italia ad accettare questo criterio che è di fatto una gabbia che impedisce al Paese di alimentarsi e di rendere non solo impossibile ogni possibilità di sviluppo economico e di conseguenza anche sociale, ma di drenare ricchezza e liquidità monetaria che condurranno il Paese ad essere colonizzato e schiavo dei Paesi che da questo schema stanno da oltre vent’anni traendo vantaggio:  Germania ed in subordine la Francia.

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Ma avete capito con chi l’Italia (la Lega) ha voluto firmare un accordo commerciale strategico? Capite in che grana ci stanno cacciando? Un approfondimento

Negli scorsi giorni il nostro bravo Franco ha fatto un brillante excursus sul fatto che il progetto della via della seta cinese (BRI) è col fiato corto. Il motivo è semplice: i surplus di bilancio e soprattutto di partite correnti cinesi si stano disintegrando, diventeranno negativi bei prossimi anni. Ossia la Cina dovrà importare capitali. Fate attenzione ad un dato: se il dollaro ad un certo punto si svaluterà, visto che le partite correnti sono la somma dei surplus commerciali e dei movimenti di capitale, significa che il rosso diventerà ancora più profondo. Ecco perchè oggi tutti vogliono tenere il dollaro forte. Notasi che la tesi del futuro deficit di partite correnti cinesi è confermato anche dai cinesi stessi.

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Perché è così difficile capire la moneta e perché la moneta non svolge più la sua funzione principale di regolatore di scambi?

Ecco i sintomi più evidenti della difficoltà ventilata nel titolo:

  • Manca una definizione univoca di moneta.
  • Ogni cosiddetta “scuola monetaria” tira l’acqua al suo mulino;
  • I termini usati confondono, invece di chiarire, le idee: moneta, denaro, valore,usura, interesse, credito, liquidità, moneta-debito, mezzo di scambio, inflazione, finanza, industria bancaria, ricchezza, e chi più ne ha più ne metta;
  • Quello che appare sui libri e quello che avviene in realtà non fanno che contraddirsi.

Che conclusione ?

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Messaggio a Salvini, l’antiEU diventato filo EUropeo: non ci sono scappatoie all’uscita tout court dall’euro. L’alternativa è il neocolonialosimo tedesco, come accade in Grecia

Salvini era per l’uscita dall’euro, tutti ce lo ricordiamo, ci sono foto, messaggi, articoli…. Internet è implacabile, dici una idiozia e rimane negli annali, anche se cerchi di cancellarla rischi sempre che qualcuno abbia fatto una copia pdf. Dunque, da qualche mese il nostro caro Salvini – proprio perchè l’ho votato, voglio tenergli il fiato sul collo – fa il furbetto, o almeno così sembra: visto che ci tengo al mio voto sono obbligato a fargli presente alcuni aspetti.

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Perché alla Rai nessuno dice che Bouteflika (il rais d’Algeria), malato terminale, con limitate capacità di intendere e di volere, risiede da lustri a Parigi?

E’ la solita storia dei dittatori fantoccio dei paesi depredati dalla Francia: vengono tenuti in piedi con l’esercito (filofrancese) e con i colpi di Stato. Se poi il dittatore si ammala, meglio, lo si accoglie nel paese colonizzatore come fantoccio perfetto ricoverato in clinica ed assistito nel legiferare a favore dei coloni. L’Algeria di Bouteflika ne è l’esempio più plastico: il presidente algerino risiedeva da anni a Parigi, malato. Sorpresa delle sorprese: oggi i media italiani ci dicono invece che, alla vigilia di una improvvisa primavera algerina, Bouteflika viene ricoverato in Svizzera (a Ginevra), prossimo al trapasso. Ma nessuno ci ricorda che il rais ha sempre vissuto in Francia, in una bella villa parigina. Complimenti ai media italiani per la disinformazione!

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Fazio incredibilmente intervista Macron a Versailles. Tradotto: Parigi ha bisogno di un ambiente non ostile per continuare la campagna d’Italia (spero tutti si rendano conto della gravità della situazione)

Facciamo il punto. Vi avevo già illustrato in passato come la Francia da tempo stia puntando a destabilizzare l’Italia, la caduta di Gheddafi era infatti un piano di lungo termine dell’establishment francese. Anche la stessa Tangentopoli vide Parigi nel banco dei co-imputati, nel senso che fu lei a soffiare sul fuoco quando l’Italia decise di uscire da Gladio; da tale contingenza vennero generati gli anticorpi al successo italico che poi portarono alla caduta della Prima Repubblica Italiana (i governanti italiani di tale periodo ebbero la sola “colpa” di voler far uscire l’Italia dalla scena degli scontri coperti sul suo territorio, figli della guerra fredda, ndr).

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Fattualmente, nelle cose importanti, è il M5S a mettere in discussione l’EUropa, NON la Lega. Perchè succede? Non è che qualche ministro leghista ha, come si suol dire, “la mamma tedesca”?

    

Allora, i fatti, questi stramalederti fatti: Salvini va contro i migranti, non li accetta nei porti del Sud, bene. Sappiate che l’atteggiamento del leghista si allinea ad accordi EUropei, non va infatti contro gli indirizzi EU. Nel senso, l’Italia dovrebbe accogliere e poi re-distribuire i migranti arrivati sulle proprie coste in EU, base accordi scritti. Peccato che la Francia in primisoltre a numerosi paesi dell’Est Europa – non voglia prendersi la sua quota parte di disperati giunti in Italia (ricordo che il Mediterraneo è davanti al Belpaese, non davanti alla Repubblica Ceca, ndr). Chiaro, dietro a tale rifiuto c’è un piano neocoloniale ai danni dell’Italia, lo sappiamo. Resta il fatto che Salvini punta i piedi giustamente perchè qualcuno non sta rispettando i patti EU: non sta infatti scritto da nessuna parte che i migranti debbano restare tutti in Italia; ossia quando gli altri Paesi inizieranno a prendere la loro quota parte di migranti se ne riparlerà di aprire le frontiere. Cristallino ed encomiabile.

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Dopo anni dalla sentenza definitiva, le elites tedesche di Thysssen rifiutano di andare in galera, contestando la sentenza italiana. Ma che ci sta a fare ancora l’Italia nell’EU? E Salvini, non dice nulla in riguardo?

E’ da tempo che si sente puzza di bruciato. Salvini, bravissimo coi migranti, sui gravi problemi dell’economia italiana tace. Mentre sugli argomenti che lo riguardano più direttamente – ma che lo infastidiscono – non si fa trovare. Due in particolare sono gli argomenti che Salvini evita come la peste: la sentenza definitiva del rogo Thyssen che imponeva ai top manager tedeschi di andare in galera in Germania causa responsabilità oggettive per il rogo di Torino (ed invece sono liberi in Germania, e tutti fanno finta di nulla) e la cessione di mare italiano di cui alla firma del conte Gentiloni-Silveri nel trattato di Caen (nessuno dei gialloverdi ha chiesto, nemmeno nei momenti più tempestosi del rapporto Macron-Italia, di votare in  aula l’approvazione di detto trattato, in modo di rinnegare in modo definitivo tale tentato accordo).

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