Draghi proroga lo stato d’emergenza. Ma per cosa?

O meglio, ormai sembra chiaro che l’Italia deve apparire come inabile a gestirsi da sola, o qualcosa del genere. Dal ponte Morandi in avanti, col Mottarone, l’apparenza che sembra essere mandata in onda a reti unificate è che l’Italia è superata ed incapace. Tranne nei vaccini naturalmente, dove l’Italia primeggia. E senza dimenticare che il COVID in Europa è esploso proprio in Italia, per primo Paese e come numero di vittime. Poi dilagato in USA e UK, nei contagi e nelle vittime, il resto è stata propaganda mediatica.

In tale contesto, per una malattia che mediamente non uccide se non nei titoli dei media, anzi, ecco Draghi che oggi proroga lo stato d’emergenza anche se di emergenza di fatto non ce n’è alcuna!

In realtà soprattutto nell’era del COVID l’Italia è essa stessa l’emergenza, ossia inadeguata: infatti se si facesse passare il messaggio che l’emergenza è finita, come in realtà è, diventerebbe ingiustificato richiedere di farsi vaccinare in massa, che poi era il fine ultimo del COVID (con un vaccino intrinsecamente pericoloso, visto che pur con procedure di test rese incredibilmente più lasche dall’EMA, anche in tale caso i test di prammatica non sono ancora stati completati, ndr).

Nel caso diventerebbe infatti necessario provvedere a rientrare del debito, come il clan Schauble-Weidmann ha ripetuto più volte negli scorsi 12 mesi.

Ed è così, dunque, che l’emergenza magicamente – e consequenzialmente al piano – deve continuare, forse per disintegrare l’Italia piano piano, recidendo alla radice il legame di sangue e di benessere con gli USA, che è il primo obiettivo. Ed impossessandosi degli asset reali oggi diffusamente di proprietà famigliare, un ostacolo all’accaparramento privatistico – leggasi anche, neocoloniale se volete, ndr – voluto dall’estero per il Belpaese, come è successo nei secoli, tranne la parentesi dal 1945 al 1997-2010, circa.

Infatti quello che vi nascondono è che l’Italia è già tecnicamente in bancarotta, con un debito su PIL oltre i 2700 mld €, una disoccupazione reale pubblicata dall’Anpal che supera il 20% (il triplo di quello pubblicizzato fino ad ora), un numero di pensioni pagate dallo Stato ben superiori a fine anno al numero di occupati in Italia (di qualche milione, dopo lo sblocco dei licenziamenti, ndr), una crescita asfittica che al netto dell’inflazione diventerà negativa nel IV. trimestre (oggi la Penisola è ancora in vita solo grazie agli acquisti di BTP da parte della BCE, ndr).

Si sta solo cercando di nasconderle tutto questo a chi dovrà pagare, alla fine, il salato conto, ossia alle famiglie; per poi giustificare, all over sudden, la confisca generalizzata all’arrivo della salita dei prezzi – già in atto a 360 gradi ma taciuta dai media – con un colpo finale di teatro. Ovvero con il PIL negativo dipinto come “sorpresa negativa” – il realtà le previsioni economiche presentate ad es. sotto lo implicano già  da tempo , una volta entrata ufficialmente in circolo “statistico” l’inflazione, ndr – , elemento critico che farà ribellare i mercati causando una nuova crisi o qualcosa del genere, in modo da giustificare il “colpo finale” (…).

 

In tutto questo il Recovery Fund aggiungerà solo il 3% di PIL reale da qui al 2025, lo ha certificato la Banca d’Italia a febbraio scorso, altro che miracolo Draghi…

Chiaramente nel contesto italiano non esiste alcuna opposizione al declino finale e con epitaffio del fu Paese (dopo aver fatto capire a Giorgia Meloni che il suo compagno alla fine lavora per Mediaset? Ossia per il sistema che vuole annichilire la Penisola? ndr).

Sappiate che in realtà questo è un attacco agli equilibri di Yalta, se non l’avete capito. E il ventre molle è l’Italia, diventata inopinatamente la IV. potenza economica mondiale grazie alla protezione USA in Europa.

Ben inteso, lo strumento del crollo generalizzato e sistemico della Pax Americana è stato prima di tutto la corruzione dell’establishment USA, un po’ come successe con Prescott Bush e la Banca Thyssen di New York asservita agli interessi nazisti, con il piano fallito miseramente solo grazie all’ascesa al potere di un idealista ugonotto chiamato Roosevelt supportato dal gen. Smedley Butler (contro il Business Plot, ndr).

Per tutto quanto sopra, oggi, l’Italia deve fallire, anzi sembra bellamente superata , come entità, avendo completato il suo ruolo di far perdere ben due guerre mondiali ai tedeschi.

Per la prima volta nella storia del mondo, come ci diceva ieri un brillante ospite del nostro sito, una cabala mondiale organizzata è sul punto di prendere potere a livello globale annullando gli stati nazionali. E perpetrando la specie umana, per pochi, in vista di quello che si annuncia per dopo, fra pochi anni, meno di 5.

Un feudelesimo globale 2.0, con pochi che non si vaccinano, che restano ricchissimi, che comandando il globo e detengono le grandi proprietà. Unitamente ad una sfoltita schiera di servi globali.

Magari esagero, forse si, forse no. Ma quello di cui sono totalmente sicuro è che l’Italia resta al centro di questo piano, è il vero campo di battaglia. Mentre il comando qualche centinaio di kilometri più a nord.

Parimenti so che se l’Italia  perde, perde il mondo uscito da Yalta, incredibile che non si ribelli (evidentemente l’opera di dossieraggio è stata estensiva, a danno di tutto l’establishment anglo e filo -anglo al potere).

Forse Mosca potrà fare qualcosa per salvare Yalta, forse no.

Sta di fatto che l’Italia rischia di finire a breve la sua avventura come stato unitario. Da qui ai prossimi 12 mesi sapremo.

MD

 

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