Perchè gli analisti vedono nel IV trimestre un PIL negativo in Italia? Perchè si tace che Bankitalia abbia previsto un impatto del Recovery Fund sul PIL italiano di solo il 2-3% (CUMULATO) nel triennio prossimo?

Gli USA e l’inflazione usata come clava che diventa globale – rappresentata qui con la moneta M2 fin dal 1900 – (contro EU e Cina, da cui gli USA vorrebbero smettere di importare, mandandoli sul lastrico…)

Nessuno vuole vedere la realtà, tutti preferiscono illudersi. Di due cose principalmente: uno, che il Recovery Fund – assieme a Draghi – farà miracoli. Due, che tutto tornerà come prima, quindi tanto vale correre a vaccinarsi. Ma, i fatti li avete guardati? I fatti non mentono, le illusioni invece si. Andiamo a vedere dunque i dati e mettiamoli a confronto con le illusioni. Alla fine, magari cercheremo di trarre qualche conclusione parziale.

Dunque, è un dato di fatto che il PIL sia crollato di circa il 9% l’anno scorso, causa COVID. E’ parimenti un dato di fatto che il debito abbia sfondato allegramente i 2700 mld di euro, con buona pace di chi vuole farvi credere che recuperando 35 mld € annuo di evasione fiscale – di questo si tratta – si potrebbero risolvere i problemi italici.

Parimenti è un dato di fatto che il rapporto debito/PIL sia attorno al 160% a fine 2020. Ma, NOTATE BENE, il calcolo viene fatto con l’economia sommersa al denominatore, ossia riducendo il reale rapporto debito/PIL. Infatti in tempi di COVID l’economia sommersa di fatto sparisce o quasi. Tradotto, sarebbe meglio abituarci a riferire il rapporto debito PIL SENZA ECONOMIA SOMMERSA, pari quindi a ca. 20% di più, come da calcoli EUROSTAT (ca. 180%).

Fin qui i dati fattuali sull’economia italiana, direi mainstream.

Se poi proseguiamo l’analisi verifichiamo due elementi che nessuno vi dice, ma che sono davanti ai vostri occhi: BANKITALIA ha stimato che la crescita cumulata grazie al Recovery Fund sarà nel trienni circa 2 o 3 %. Avete capito bene, 2 o 3 % di crescita del PIL (crescita CUMULATA), non il 10%!


“Alla luce delle informazioni rese disponibili dopo l’audizione di settembre
si può ora ragionevolmente ipotizzare che gli interventi sarebbero relativamente
concentrati intorno alla metà del periodo di esecuzione del Piano. In questo scenario si può stimare che il livello del PIL possa aumentare fino a quasi 2 punti percentuali entro il biennio 2023-24, un valore sostanzialmente in linea con quanto indicato nella bozza del Piano sullo stesso arco temporale.”

Bankitalia, rapporto

n. 18/2021


Se non ci credete potete leggerlo nero su bianco, c’è anche un rapporto di Bankitalia.

Dunque chi si aspetta miracoli da Draghi e dal Recovery Fund sappiate che verrà tradito nelle sue aspettative, direi clamorosamente.

Ma i guai non stanno qui, anzi fino ad ora tutto sommato sono buone notizie!

Quello che i media NON vi dicono è l’aspetto più critico, quello dell’inflazione!

Infatti quello che emerge chiaro dalle previsioni NON è solo l’inflazione, ma prospetticamente una grande inflazione. Da 5% in su per intenderci.

Ooops! PIL negativo nel IV T 2021 (in realtà dovuto al computo dell’inflazione, che sale da ca. l’1.5% al ca. 5%?)

E secondo voi quanto dovrebbe essere l’inflazione a fine anno, nel IV trimestre? Vuoto per pieno, dopo la salita delle materie prime di questi mesi e la rottura delle varie supply chains, proprio attorno al 5%. Se non ci credete lo potete implicare dalle previsioni di crescita del PIL italiano nei trimestri. Crescita che, comunque non eccessiva, doveva portare ad una sostenuta salita del PIL a fine anno. Ed invece che accade?

Una discesa. Notate, io riporto solo, niente di più. Ma leggo bene i numeri…

Ed i numeri sembrano dirci che il crollo del PIL a fine anno sarà dovuto all’entrata in circolo per via statistica dell’inflazione stessa. Che arriva dopo mesi, a causa soprattutto della tarda assimilazione nei numeri della salita dei prezzi, determinata dalla salta delle materie prima ad inizio anno, più svariati casi Evergreen “del tutto casuali“(…).

Paese prono alla depressione inflattiva: il PIL italiano è oggi ca. l’89% del PIL del 2008! Con un calo dica l’11%! Altro che crescita!!!

Ben sapendo che l’inflazione ha due elementi sostanziali, uno negativo ed uno sostanzialmente positivo. Quello negativo è che la salita dei prezzi una volta assimilata nel contesto difficilmente viene recuperata. Ad es. se un kg di pane sale del 40% difficilmente poi tornerà al prezzo iniziale in futuro, per intenderci. Parimenti, aspetto positivo, è che l’inflazione rappresenta un ammortizzatore economico automatico, che toglie debito ai debitori a danno dei creditori.

Stante tutto questo, resta il problema di fondo: a causa dell’inflazione la salita del PIL italiano, che è per definizione reale, altrimenti si chiama PIL nominale, scenderà nel IV trimestre?

Ora torniamo alle basi: la stagflazione è la salita dell’inflazione con una stagnazione del PIL, grave malattia capitalistica.

Ma una discesa del PIL in presenza di salita dell’inflazione si chiama DEPRESSIONE INFLATTIVA. Ed è malattia addirittura mortale, 1929 per intenderci o giù di lì. Infatti in regime di cambi fissi, come nell’euro, per un paese che non cresce da anni  (come l’Italia) la stagflazione si traduce quasi istantaneamente in DEPRESSIONE INFLATTIVA, a maggior ragione se in presenza di forme di austerità imposte dall’alto ad es. via applicazione dei parametri di Maastricht anche solo minacciata.

 E ben notando, come dice il bravo Liturri sopra, nell’articolo di Startmag – e come diciamo noi da tempo – l’EU sembra pronta nel 2022 a chiedere il rientro dal debito dell’Italia.

Ecco, dunque….. BANG, forse intravediamo il macro evento del semestre bianco: i mercati che causa DEPRESSIONE INFLATTIVA girano le spalle all’Italia, proprio nel semestre bianco. Da lì le misure lacrime e sangue, necessarie direi…

Dunque le chiacchiere – e le illusioni – stanno a zero: a fine anno rischia di saltare il sistema. In tale contesto il COVID sarà più un aiuto che un problema, essendo praticamente certo che ricomparirà qualche grave forma di malattia polmonare o derivata a fine anno, vedremo se tra i vaccinati (probabile) o tra i non vaccinati (molto meno probabile).

Il motivo? Dare al COVID la colpa di un tracollo economico italiano in primis, che dipende invece dalla politica. Anzi, più precisamente, dagli stessi politici che oggi sostengono Draghi al governo.

Tutto chiaro spero.

Passate una buona estate, ritengo sarà l’ultima per un lustro almeno.

MD