L’EMA spiega in suoi documenti ufficiali che sono state drasticamente ridotte le cautele nei test di sicurezza sui vaccini COVID, sovrapponendo le classiche fasi I, II e III. Si rischia un nuovo caso talidomide?

 

La talidomide fu un medicamento tedesco (Chemie Grünenthal) “elaborato” e soprattutto testato in troppo poco tempo. E che fece danni enormi alla società umana (causa insufficiente sperimentazione). La talidomide causò la nascita, se somministrato alle donne incinte, dei tragicamente famosi bambini focomelici.

Ai nostri giorni l’EMA ci informa ufficialmente, su un proprio documento ufficiale, che i termini di test sui vaccini COVID sono stati resi assai meno rigorosi rispetto ai normali vaccini, velocizzando la procedura di test pre-messa in commercio. Riducendo quindi le cautele solitamente applicate per i vaccini in generale. Ossia aumentando in modo sostanziale i rischi per gli utenti. Vedasi le immagini sopra e sotto, di fonte EMA.

Esiste poi un secondo aspetto, quanto mai trascurato dai media: è prassi infatti non vaccinare durante una pandemia di qualsiasi tipo, in quanto si rischia l’esplosione delle varianti (LINK); tanto da far dire chiaramente al Nobel per la medicina e scopritore del virus dell’HIV, Luc Montagnier, che rifiuterà il vaccino COVID (LINK).

Se facciamo un compendio di quanto sopra esposto, in poche righe, capiamo che è lecito essere preoccupati per i potenziali effetti indesiderati dei vaccini COVID in generale – e di alcuni in particolare -; soprattutto i vaccini mRNA, che hanno un meccanismo di immunizzazione pressoché sconosciuto negli effetti collaterali in quanto mai prima d’ora è stato utilizzato tale tecnica (dell’RNA messaggero, ndr) per vaccinazioni su larghissima scala.

Questo per dire che, senza essere NOVAX (i vaccini, da Pasteur in avanti, hanno aiutato a migliorare l’esistenza umana), vedasi per il periodo di test pre-messa in commercio estremamente ridotto deciso dall’EMA (!), vedasi per il meccanismo d’azione di fatto sconosciuto negli effetti a lungo termine (soprattutto per i vaccini mRNA; i vaccini a virus disattivato, ad es. il vaccino cinese, sono invece molto meno problematici nell’interpretazione delle possibili conseguenze, ndr), vedasi per l’inusuale indirizzo di immunizzazione di massa durante una pandemia, è lecito attendersi che il vaccino COVID faccia nascere forti patemi d’animo per chi dovrebbe/vorrebbe/potrebbe farselo inoculare.

Ma certamente è il documento ufficiale dell’EMA a preoccupare di più: perchè modificare così radicalmente i criteri di test di sicurezza, fasi I, II e III soprattutto, accorpandole, per un virus che in generale fa comunque pochissimi morti, parlo in termini di mortalità assoluta del COVID?

A scanso di equivoci, sappiate che ci associamo alle critiche mosse da chi sostiene che essere di principio NOVAX sia un errore. Infatti lo è, anche secondo noi.

Parimenti riteniamo però che sia più che lecito dare delega a ciascuno di essere dubbioso – ed anche cauto – nella decisione di farsi immunizzare. Potendo comunque scegliere quale vaccino utilizzare per se stesso (…).

Ricordo in gioventù mia madre dirmi che ero stato fortunato a non essere nato focomelico, visto che in quegli anni la talidomide circolava moltissimo in occidente come medicamento tra le donne incinte (somministrato per evitare le nausee in gravidanza, ndr).


La propria sicurezza è questione anche e soprattutto personale: dopo 50 anni, pur con un medicamento approvato dal ministero, in Italia si resta ancora ad aspettare indennizzi…


Appunto, visto che la talidomide – che faceva nascere bambini deformi – causò enormi e tragici danni, danni che tutti conosciamo anche in Italia e che per altro ancora oggi sembrano non sanati a dovere da risarcimenti di Stato (la talidomide, come il vaccino sul COVID, era un medicamento autorizzato in Italia e distribuito dal S.S.N., ndr), riteniamo sia lecito rispettare la decisione informata di chiunque oggi preferisca attendere prima di farsi vaccinare. Nel caso fino alla fine del periodo canonico di test (e non quello ridotto/accorpato dall’EMA solo per il COVID); ossia circa fino a tutto il 2022.

Riteniamo infatti sia legittimo ci si possa avvalere del proprio personale diritto di scelta, sia in termini di tipo di vaccino, che di vaccinarsi “si o no“,ì. Oggi soprattutto.


Tipologie di immunizzazione differenti per i vari vaccini COVID disponibili – e nel caso  APPROVATI – nel mondo


Fa per altro specie che in Italia non sia ad esempio disponibil un vaccino a virus disattivato, classico metodo Pasteur per intendersi; ben sapendo che  le famiglie di vaccini COVID, in termini di meccanismi di immunizzazione, sono fondamentalmente tre:

    • mRNA, una primizia assoluta, dunque praticamente sconosciuto negli effetti collaterali da attendersi nel lungo termine
    • (adeno)virus vettore, già utilizzato in passato ma ancora agli albori come conoscenza specifica
    • virus disattivato, metodo scoperto da Pasteur per la rabbia ad esempio, una malattia terribile che fu sconfitta, assai conosciuto e modellizzato.

La logica direbbe che meno si conosce un fenomeno, un vaccino ad es., maggiore deve essere la cautela, a maggior ragione se c’è di mezzo la salute. Non si capisce dunque il motivo per cui, col vaccino COVID, sostanzialmente si è fatto invece l’opposto, visto che in Italia si vaccina soprattutto con vaccino mRNA e parimenti si riduce via EMA il tempo di sperimentazioni sugli effetti collaterali.

Se volete un altro casus belli su cui meditare, ovvero per capire cosa possa comportare una vaccinazione di massa senza le cautele del caso, si può andare ala fine dello scorso secolo quando in Francia, copiando l’Italia, si decise una campagna di immunizzazione di massa contro l l’Epatite B (in Italia tale vaccinazione per tale infermità fu introdotta – la storia giudiziaria così ci spiega – in forza di una tangente pagata al duo Poggiolini/De Lorenzo, vaccino Engerix B, LINK).

Quello che emerse fu che a fronte di tale vaccinazione di massa sembrò evidenziarsi una correlazione statisticamente significativa tra vaccinazioni di epatite B ed insorgenza di casi di sclerosi multipla, scuotendo alla radice l’opinione pubblica francese (LINK) tanto da sospendere la vaccinazione stessa. Per tale ragione, dietro spinta della magistratura, le vaccinazioni per tale malattia vennero sospese ed oggi, in Francia, non esiste nessun obbligo in tal senso, tale vaccino viene infatti riservato per il personale a rischio.


9th INTERNATIONAL CONGRESS ON AUTOIMMUNITY, Dr. D. Le Houzec, March 26-30, 2014 – NICE (FRANCE)

cfr. Immunol Res. 2014 Dec;60(2-3):219-25. doi: 10.1007/s12026-014-8574-4

LEGENDA: Casi di sclerosi multipla durante la vaccinazione di massa 1994-98 in Francia, di seguito il vaccino per l’Epatite B venne reso non obbligatorio


Fonte al LINK


Trovate le referenze per approfondire il caso Epatite B in Francia nei riferimenti qui indicati, al LINK LINK.

In conclusione possiamo affermare che ogni medicamento ha un profilo rischio/beneficio. Dunque vale anche per i vaccini, che restano dei medicamenti. Tale profilo di rischio può essere ottimizzato solo con la sperimentazione previa. Oggi, vista la ridotta sperimentazione e verifica preventiva approvata dall’EMA per i vaccini COVID, riteniamo sia legittimo lasciare la possibilità di decisione ai singoli, chiamasi anche consenso informato se volete, se farsi inoculare o meno il vaccino COVID, oggi; o restare in attesa che le verifiche canoniche di sicurezza vengano terminate non nei termini ridotti forzati dall’EMA, ma nei tempi standard. Ossia, circa fino a tutto il 2022.

MD