Il vero motivo per cui Renzi ed i suoi, per i prossimi anni, NON potranno andare al governo in Italia nemmeno come supporter politico della Lega (spiegato in una immagine e poche righe….)

In effetti pochi ci pensano: ben difficilmente Matteo Renzi potrà andare al governo in Italia in futuro. Il motivo è semplice e sta nelle sue dichiarazioni pubbliche oltre che nel suo schieramento dichiaratamente pro-Obama, ai tempi (e pure oggi; almeno l’americano Barack Hussein Obama non è stato tradito dall’ex sindaco fiorentino; non si può invece dire la stessa cosa di una nutrita schiera di italiani ex sodali di partito, …). Vedasi l’immagine sopra, commentare è superfluo.

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Le elites nazional-padane cominciano a farsela addosso, viene giù tutto. E dunque mandano messaggi (falsi) che tutto va bene…. NON esiste alcuna alternativa all’uscita dall’euro se si vuole tenere assieme il Paese!

Ecco come Francia e Germania, in unità di intenti con le elites italiane, vorrebbero far diventare la classe media della Penisola

Si comincia a vedere il panico tra le elites: quello che noi avevamo dimostrato coi fatti, ossia che la situazione economica può solo peggiorare con una  enorme crisi là da venire – tra i  politici, solo Giulio Tremonti ha accolto le nostre suppliche -, sta diventando mainstream, l’Italia è davvero sull’orlo dell’abisso economico. E dunque che si fa? Si mistifica, mica bisogna far capire che la baracca è lì lì per crollare. Perchè se crolla tutto,  come sempre in questi casi, è chi ha molto da perdere che deve preoccuparsi…

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“La società signorile di massa”: perché l’Italia sta finendo come la Grecia (anzi, peggio) ed i politici da destra a sinistra si fanno comprare dai paesi ex coloniali, in primis Francia e Germania

Un caro amico, estremamente intelligente, mi fa ogni tanto qualche regalo, che apprezzo tantissimo: mi fornisce un distillato di sapienza sotto forma di qualche articolo, senza guardare l’autore, basta che il contenuto sia geniale.
A parte che adoro questo approccio (ossia la meritocrazia senza colore), il contributo per il 2020 è andato oltre ogni aspettativa. (“La società signorile di massa”, Luca Ricolfi, 2019)

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FCA vicina all’accordo coi sindacati negli USA senza chiudere stabilimenti: se il gruppo “spende” con gli operai americani significa che chiuderà stabilimenti in Italia! (l’Italia scivolerà verso la guerra civile?)

Venerdì scorso una notizia a mercati chiusi ha scosso il mercato: FCA, ossia il Gruppo Fiat Chrysler comprato recentemente dai francesi, sembra sia vicino ad un accordo con i sindacati auto americani per NON chiudere stabilimenti in USA e pagare bonus assimilabili a quelli pagati da Ford, ossia ca. 9’000 dollari a dipendente! Considerando che netto su netto molti operai Fiat in Italia prendono di stipendio qualcosa di simile a quanto in USA viene dato come bonus, viene da chiedersi quale cataclisma socio-economico si sta preparando per l’Italia. Infatti spendendo in USA bisognerà chiudere ovvero risparmiare – leggasi chiudere stabilimenti – altrove. Ossia in Italia…

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Facciamo chiarezza sul “MES firmato ‘di nascosto’ da Conte”: era da giugno scorso che tutti al governo, ossia anche la Lega, sapevano che a Dicembre 2019 bisognava approvarlo! Perchè questa manfrina, ora? (Follow the Money)

Poche settimane fa è scoppiata la bomba leghista: “Conte vuole firmare il MES di nascosto, che condannerà l’Italia“. Al di fuori del processo alle intenzioni al primo ministro, argomento in cui non mi voglio addentrare per principio, deve essere chiaro a tutti che la Lega sapeva perfettamente che si sarebbe dovuto decidere per MES si/MES no entro fine 2019, fin da giugno scorso. Poi Salvini si dimise nottetempo ad Agosto senza spiegarne il motivo, molto probabilmente per scappare agli eventi e dalle sue mille promesse impossibili da mantenere. E dunque scaricando tutto sulla compagine giallorossa, come è giusto che sia in politica. Con due eccezioni però: la prima, la situazione è così grave che non si può pensare che solo un partito o solo una parte di Parlamento possa decidere il futuro dell’Italia, ormai in ginocchio (nessuno lo dice ma è purtroppo così). L’altra è che, come al solito, Salvini piega la realtà ai suoi fini elettorali, che però non corrispondono necessariamente all’interesse del Paese.

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Il dato di cui nessun italiano parla, soprattutto i cd. Post-Sovranisti: la Germania ha raggiunto un livello di debito/PIL inferiore al 60%. Ossia, potrà supportare la sua economia con 150+ mld€. O comprare l’Italia….

Le indiscrezioni sui conti tedeschi, che non sono andati in recessione come molti speravano, fanno emergere un dato fondamentale: il rapporto debito/PIL tedesco è sceso sotto il 60%, ossia sotto il limite di Maastricht. Questo significa che i parametri di bilancio statale permetteranno a Berlino di sforare il rapporto deficit/PIL, oggi in attivo di quasi il 2% (1.7%) intervenendo per attivare l’economia germanica alla bisogna, con una iniezione enorme di investimenti pari a poco meno del 5% del PIL. Ma senza sforare i parametri di bilancio statale, sulla base di un PIL circa doppio di quello italiano, pari a 3500 mld€!

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Che ne è stato del cd. Sovranismo? Trump lo ha declinato (correttamente) nel mantenere il superiore benessere degli americani. Nella Penisola invece in teoria esiste solo la lotta ai migranti. In aggiunta all’avallo dell’iperEUropeista Draghi al Quirinale. E all’ “euro irreversibile”…

Scrissi in passato sul sovranismo, cercando di definirne i tratti fondamentali e distintivi. Rapidamente mi accorsi che non era possibile arrivare al punto, pensate che anche il fascismo fino a Robert O. Paxton, una trentina di anni fa, era giusto un fenomeno di cui tutti si riempivano la bocca ma nessuno riusciva davvero a caratterizzare. Anche oggi la sua definizione resta difficile e laboriosa, quanto meno se si vuole evitare che si possa negare la controvertibilità della definizione proposta. Immaginate come sia difficile fare “il Paxton” in presenza di un fenomeno sfuggente, scomodo e senza alcun supporto elitario come il sovranismo…

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Il futuro dell’Italia è segnato: nè Lega, nè PD, nè M5S sanno favorire il tessuto imprenditoriale nè far ripartire l’economia, dunque le multinazionali come Mittal se ne vanno (e l’Ilva muore). Il motivo? Interessi di casta e assenza di contenuti. Non c’è più nulla da fare

Non è catastrofismo quello sopra, ma sano realismo. Lo stesso che mi ha spinto a ripetere per anni di far emigrare i vostri figli, assieme ai vostri soldi utili ad esempio per farli studiare. O per far fare loro impresa, ma all’estero, non in Italia. Dico questo in estrema onestà, ossia sapendo perfettamente che l’Italia non è una opportunità per gli investitori internazionali ma solo un rischio. Anzi, una bomba pronta ad esplodere, che quando deflagrerà porterà gli italiani in miseria.

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I migranti ad Ottobre: è fattuale, il governo Conte II ne ha bloccati meno dei gialloverdi. Sebbene non ci sia stata per fortuna una invasione, le performance post Salvini sono peggiori (continuo a sottolineare che, sebbene fastidioso, il vero problema italiano non sono i migranti, ma l’economia…)

Al 31.10.2019 ore 8:00

Arriverà il giorno in cui gli italiani capiranno di essere stati presi per il sedere, a loro spese. Da una parte abbiamo il problema de panza, quello dei migranti, assai fastidioso (va detto). Ma che alla fine non è un vero problema esistenziale per gli italiani – lo si capirà nel prossimo biennio – ma piuttosto un enorme fastidio che incombe, come un nido di vespe a 50 metri da casa propria: i migranti per le strade. Effettivamente Salvini aveva fatto un buon lavoro nel fermarli, in mare. Certamente non nell’evitare di farli partire, cosa che competeva nel caso dello stop assoluto, al Presidente della Repubblica imponendo un blocco navale, che non si è voluto imporre. Come successe per i migranti dall’Albania.

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Sull’irreversibilità dell’euro, impostazione ormai accettata da tutto l’arco politico nazionale: l’Italia imploderà economicamente ben prima della “ineluttabile” fine della moneta unica (senza che nessun politico italiano si impegni per terminare/ gestire tale epilogo)

Un indirizzo metodologico su come intendiamo affrontare le vicende future che riguarderanno non solo l’EU, ma anche i rapporti con gli USA e il caos politico imperante là da venire. Oltre alla crisi economica prospettica, per altro già annunciata da Giulio Tremonti

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