Dal caso Grecia al COVID: l’Italia ha capito dove finirà accettando il MES (imposto nei fatti dall’EU)? Una video ricostruzione – di Jacopo Brogi

Jacopo Brogi, in persona, è un amico di questo sito.  Un amico che ci ha presentato il nostro autore Megas Alexandros, da Salonicco, expat italiano anche lui, come tanti di noi che scriviamo. Anche i nostri autori che scrivono dall’Italia hanno tanta esperienza di estero, sia avendo ricoperto ruoli apicali in grandi aziende italiane nel mondo, quando ancora le grandi aziende italiane esistevano. O causa famiglia straniera. O perchè lavorano all’estero. O per altro (…). Questa intervista ci ha colpiti perchè arriva proprio al momento giusto. Ossia serve a far capire che purtroppo accettare il MES, come vorrebbe più di qualcuno ormai in Italia (…), significherebbe…. PRECISAMENTE QUESTO! Vedasi il video.

Dateci un occhio (al LINK): può essere anche un bene spaventarsi di certi tempi

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IL NEO PENSIERO

Abbiamo avuto il virus, la neo lingua dice che c’è ancora, è solo nascosto da qualche parte.

Lui odia la luce, ma appena la stagione volgerà dall’estate all’inverno e le tenebre avanzeranno nel giorno, ecco che il virus pronto si alzerà in mezzo a noi, con la falce del nuovo ordine pronto alla mattanza delle unità carbonio non compatibili.

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Il virus e il panico innescato da virologi e TV/giornali: alla fine la classe media è la più colpita, come da attese: Cui prodest cotanta follia? E intanto la sinistra toglie le tasse sui grandi patrimoni detenuti all’estero (IVAFE)…

Ricordo mesi fa quando evidenziammo, forti di ricerche passate pubblicate sul British Medical Journal sui coronavirus, antecedenti al COVID,  come tutti i coronavirus fino ad oggi abbiano dimostrato una enorme sensibilità al caldo. Ricordo che fummo aggrediti nei commenti. Ricordo anche, specificatamente, che costoro erano soggetti commentanti facenti parte delle fila pasdaran di una certa fazione politica, gente oggi estinta, quasi che il loro lavoro sul web sia terminato. Alla fine non continuiamo qui, a commentare gli eventi; loro invece sono spariti. Anche in questo caso, come da attese…

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Mezzo mondo spinge per la MMT, anche un ex vicepresidente BCE! L’utilità dell’approccio MMT anche per l’Italia nella sfida con l’EU: Plan-A (€ riformato) vs. Plan-B (ITALEXIT)? Work in progress…

Per farlo capire ai profani, grazie anche agli insegnamenti del nostro collega ed amico Megas Alexandros, oggi la MMT sembra perfetta per il contesto macroeconomico mondiale, vista l’assenza di inflazione e la domanda debolissima post COVID. Se vi dicessi che è il famoso Warren Mosler a proporre la MMT voi mi direste, nulla di nuovo. Se però ad appoggiare tale tesi fosse l’ex Vice presidente BCE Victor Constancio, beh, forse cambiereste idea. Se poi ci aggiungessimo anche l’ex Presidente della Federal Reserve di Minneapolis, Narayana Kocherlakota, forse saremmo ancora più convincenti. Senza contare Stephanie Kelton, l’esperta economica del team di Sanders negli USA. E senza assolutamente dimenticare come la MMT l’abbiano proposta i Dem ma l’abbia applicata negli USA….. Donald J. Trump!

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Lo strano ed incredibile caso delle polmoniti senza COVID (ma dicono che “sono COVID”): che magari tali polmoniti “- solo con effetti simili al COVID” – prima si chiamavano influenza?

Quello che vediamo oggi riportato dai media è incredibile: a fronte di una pandemia che non ha fatto che una frazione dei morti delle pandemie precedenti di influenza, notando bene che il COVID è pericoloso praticamente solo per anziani debilitati e con patologie pregresse (le pandemie di influenza del ’57 e del ’68 uccidevano invece giovani e vecchi, ndr), abbiamo bloccato economicamente interi Paesi, vedasi l’Italia, per altro anche limitando i diritti costituzionali e democratici della popolazione. E vorremmo anche imporre, di seguito, vaccini di massa, facendo finta di non sapere che i precedenti coronavirus come MERS e SARS sono spariti l’anno successivo la loro comparsa. Ed addirittura paventiamo l’obbligatorietà di metodi di controllo delle masse come l’App IMMUNI, ecc.. Oggi arriva la ciliegina sulla torta: visto che l’emergenza sanitaria è finita, volendo tenere sulle spine la gente comunque, certamente spaventandola, si fa circolare la voce dei “casi simil-COVID senza essere COVID”, ossia “patologie NON RILEVATE ma con sintomi simili”, facendo finta di dimenticarsi che ogni anno l’influenza falcidia migliaia di persone in Italia, segnalando come causa di morte proprio la polmonite. Non vi dico quale è la mia sensazione….

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Ripartenza: lasciate che la manifattura paghi i vostri stipendi

Fase 2: ma l’Italia riuscirà davvero a ripartire senza fondi del governo?

di Carloalberto Rossi e Giorgio Saibene

Ripartenza insieme, a rate, prima su, prima giù, a quadretti, a righe

Il dibattito sulla ripartenza dopo il lockdown infuria sui media e tra le forze politiche e, pare, anche tra le tante commissioni istituite dal governo, ma tra tanti commenti incompleti non si riesce a sentire niente di intelligente, e al contemporaneamente completo e realizzabile. Solo una cacofonia di posizioni di governatori più preoccupati di uno scampolo di visibilità che delle reali conseguenze del virus.

Attualmente il dibattito pare polarizzato nella sterile politica regionalistico-secessionista tra Lombardo Veneto e nostalgici borbonici vittimisti, in cui la Lombardia dice che vorrebbe aprire le aziende al più presto e risponde la Campania (che di fabbriche ufficiali da aprire ne ha molte meno) minacciando di chiudere le frontiere e bloccare i treni in arrivo dal nord, o la Puglia che giusto per distendere il clima della discussione invita la Campania a non regolare adesso i conti con “l’arroganza settentrionale”, che non sembra il modo migliore per attrarre turisti paganti sulle spiagge del Salento. Poi entrano in scena i virologi, gli epidemiologici e gli attuari che, elaborando dati per loro ammissione incompleti e inaffidabili, elaborano curve che cadono come astragali sul calendario per determinare le date presunte del mitico contagio zero per ogni regione.

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C’è una guerra in Turchia, un’altra strisciante nel golfo Persico, l’EU è in recessione, gli USA vanno verso la crisi, i dazi minano il commercio e Trump rischia l’impeachment. E le borse invece salgono ai massimi: è la manipolazione delle banche centrali, baby!

Studioso vicinissimo alla LSE: dice della fine del Capitalismo ma tace su cosa lo sta sostituendo

E’ un mondo fantastico. Tutto va verso il peggio se non il male ma invece nei mercati tutto va bene. Anche la mitica Germania va in recessione, c’è la Brexit, le tasse aumentano in molti paesi, la ricchezza diffusa diminuisce eppure le borse salgono. Come mai?

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Bolsonaro, incendi, UE e nazismo: quale comun denominatore.

E similitudini con l’Italia.

Il Brasile è partito nel 1985 con grandi progetti di riforme costituzionali e dello Stato e di risanamento dell’economia e del Bilancio Pubblico attraverso una profonda ed estesa privatizzazione delle principali aziende strategiche del Paese, similmente all’Italia ma con 7 anni di anticipo (1992- smantellamento IRI e inizio della grande abbuffata delle privatizzazioni italiane).

Ora si trovano un paese con un governo debole ma il cui Presidente appena eletto, Jair Messias Bolsonaro , risulterebbe per la prima volta un vero rappresentante della classe media (o, meglio, ex) del Paese (oltre il 90% della popolazione). Presidente di una popolazione vessata ed impoverita da quasi 35 anni di governi pseudo-socialisti o pseudo-conservatori interessati piuttosto ad una gestione improntata da un “familismo amorale” e legata in realtà a doppia mandata con lobby di potere finanziario ed economico internazionale rappresentata da aziende multinazionali, banche e Stati stranieri.

Alla sua elezione il presidente si è trovato un’estrema disuguaglianza, povertà e corruzione  diffuse e una forte sperequazione dicotomica del Paese.

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Però “Senza le certezze italiane” qualcuno è diventato stramiliardario… Della serie: ormai l’Italia è un paese spolpato da tutti

Berlusconi si dovrebbe vergognare: per quanto mi riguarda non è degno di essere considerato italiano, non più almeno. Vedasi il titolo sopra. Dunque, ormai sono venuti allo scoperto: Berlusconi, diventato ormai filo EU fino al midollo, sta barattando il suo filo EUropeismo con il sacco all’Italia. E lo dice pure. Pazzesco!

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La meritocrazia in Italia, questa sconosciuta: l’ex ministro Valeria Fedeli,quella che mentiva sulla laurea (mentre non aveva nemmeno fatto l’esame di maturità) viene eletta nel CdA della Fondazione Agnelli al posto del geniale Sergio Marchionne

Che volete che vi dica: la meritocrazia in Italia non esiste. Punto. Se anche la Fondazione privata più importante d’Italia, la Fondazione Giovanni Agnelli, arriva a nominare al posto del geniale Sergio Marchionne un soggetto che ha mentito sulla propria laurea (in Germania un comportamento siffatto avrebbe comportato l’ostracizzazione dalla politica) allora significa che l’antimeritocrazia è un metodo in Italia, un metodo vincente. O sbaglio?

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