Secondo Zerohedge la MMT made in USA, ossia l’accordo Fed-Tesoro che ha fatto esplodere la massa monetaria, non sta dando i risultati sperati, anzi! Alcune importanti considerazioni

Misery index di Okun, inflazione+disoccupazione (%)

Zerohedge (ZH) ha messo negli scorsi giorni in evidenza un articolo in cui si attacca bellamente la MMT. Riteniamo tale attacco sia in parte ingiusto, ritenendo che il problema sia piuttosto il sistema economico-finanziario, di fatto fuso in un tutt’uno dopo l’abolizione dello Steaglass Glass Act, che si oppone alla MMT. Sistema che sembra fare di tutto per violentare i principi di per se onorevoli della teoria monetaria moderna, per fini diciamo privatistici. Detto questo, dopo 12 anni di stampa di moneta come non ci fosse un domani il risultato non è solo che la differenza tra ricchi e poveri è aumentata straordinariamente ma anche che le banche ormai accumulano depositi e non svolgono la funzione che le ha sempre contraddistinte, prestare soldi all’economia!

https://www.zerohedge.com/markets/stunning-divergence-latest-bank-data-reveals-something-terminally-broken-financial-system

Una economia di carta insomma. Forse bisognerebbe avere l’umiltà di annunciare che non ci sono le condizioni per applicare una vera MMT, prima di tutto a livello politico. Ossia  scardinando anche gli interessi delle grandi banche, impossibile oggi. Banche e finanza in genere che pagano stipendi d’oro e ricomprano azioni proprie, un’operazione considerata illegale fino al 1992 in USA in quanto si riteneva fosse pura manipolazione dei prezzi di mercato.

Forse semplicemente la MMT è solo utopia, non essendo in grado di andare “fino in fondo” nel mondo reale, causa ostacoli troppo grandi costituiti dai famosi “vested interests“.

O forse c’è dell’altro (…). Ma tutto sommato non è importante capire nel presente contesto cosa non funziona in tale teoria, che come tale ha sempre delle condizioni al contorno che vanno rispettate; ma piuttosto osservarne gli effetti pratici, che sono davanti a noi, quanto meno come surrogato.

Nell’ordine possiamo rilevare, nonostante l’esplosione della moneta in circolazione , quanto segue, dal 2009:

    • aumento esponenziale delle diseguaglianze nell’Occidente, con forte riduzione della classe media
    • aumento in USA dei depositi ma non dei prestiti, nelle grandi banche
    • mercati azionari in progressiva esplosione, incredibilmente con salita dei corsi anche nei periodi di recessione
    • debiti accumulati dagli Stati occidentali in salita verticale

Sull’ultimo punto, debiti statali in salita, va analizzato un errore di base secondo noi della MMT: cancellare nel caso il debito in mano alle banche centrali ed al tesoro non dovrebbe essere un’opzione. Infatti se si perseguisse tale fine, dopo che l’aumento di debito dello Stato e/o il riacquisto delle banche centrali, ossia la detenzione di titoli di debito da parte delle delle istituzioni statali ad esempio – ad es.  a seguito di riacquisti sul mercato dei bonds emessi -, o più generalmente per stampa di moneta, semplicemente si cristallizzerebbe la situazione attuale, in cui chi è ricco è diventato ricchissimo. E chi era mediamente benestante, ad es. nel 2008, ora è povero (e chi era povero fa la fame). Infatti in tal guisa si avallerebbe una asimmetria interessata, di fatto inaccettabile.

Ovvero, accettare la cancellazione del debito in mano alle istituzioni statali, ora, per avallare la MMT significherebbe cristallizzare le ingiustizie di cui agli scorsi lustri, visto che la stampa di moneta – come dimostrato dal caso dei depositi bancari USA saliti all’inverosimile e dei prestiti stagnanti dal 2009 – ha favorito pochi e sempre gli stessi in Occidente. E danneggiato tantissimi, soprattutto la classe media….

Dunque, dire oggi “cancello il debito accumulato nelle mani alle banche centrali” significherebbe sdoganare definitivamente l’arricchimento asimmetrico perpetrato negli scorsi lustri dallo 0,1% a danno del del 99,9% dei votanti.

A meno di patrimoniali monstre solo per i miliardari, difficili anche da immaginare, oggi, con le sinistre al potere (ricordo che la tessera n. 1 del PD è di Carlo Debenedetti, ndr).

E a meno di svolte autoritarie, finalizzate a sopprimere i disagio sociale pronto ad esplodere, ossia a negare i principi democratici tra cui – IN PRIMIS – “una testa, un voto“….

Resta il fatto che ZH almeno qualche considerazione incontrovertibilmente corretta l’ha formulata. Ossia che a continuare con cotanta stampa (enorme) di moneta si arriverà comunque a qualche forma di inflazione (…). Inflazione che potrà esprimersi in varie forme, diciamo in tre scenari inflattivi più uno di Reset. I tre scenari inflattivi da noi considerati sono relativamente miscibili l’uno con l’altro, per inciso; sono citati di seguito:

    • in caso che il trend attuale, con stampa di moneta senza apparente fine, perduri, con controllo dello status quo da parte degli attuali stakeholders, è da attendersi una (real) asset inflation, con salita dei beni di investimento specialmente reali soprattutto se trattabili sui mercati finanziari;
    • in caso di correttivi parziali, finalizzati a reinstaurare almeno in parte gli effetti benefici – quasi cristiani direi –  dell’inflazione (riduzione dei debiti ed erosione dei patrimoni. ndr) si può prevedere un’inflazione limitata ad alcuni segmenti, ossia non un’inflazione generalizzata;
    • in caso di rottura dello status quo, con impossibilità di gestire gli eventi da parte degli stakeholders, si arriverebbe ad una inflazione generalizzata, con inflazione stimabile in un range compreso tra il 5 ed il 10% ad esempio;
    • solo nel caso la situazione scappasse di mano, si avrebbe inflazione più elevata, anche un vero cd. Reset se volete, ad esempio in caso di guerra (Schumpeter e le sue guerre alla fine hanno sempre avuto lo scopo di bruciare i debiti accumulati, una inflazione al quadrato insomma, Piketty docet).


In tale contesto è chiaro come gli USA vogliano l’inflazione del dollaro, oggi, per bruciare il debito statale accumulato. E per svalutare il verdone. Ma gli stakeholders finanziari combattano apertamente tale trend, visto che rappresentano a livello apicale le grandi famiglie elitarie statunitensi, ossia i grandi patrimoni. Fuse non a caso con la CIna che imploderebbe con un dollaro in crollo, infatti la Cina campa sull’import occidentale dei loro prodotti ed in particolare americano.

Parimenti la Germania, custode del globalismo post Obama, è in prima linea nel combattere il trend inflattivo del dollaro e degli assets legati al dollaro, ben conoscendo l’attivismo USA nel mondo in tal senso (le crisi gli USA sono in grado di scatenarle a piacimento, ieri come oggi, ndr).


Le guerre mondiali sono state il vero elemento redistributivo dello scorso secolo! Ad esempio le elites francesi, ricchissime nella cd. “Belle Epoque”, caddero in disgrazia!


Chiaro che una salita dell’inflazione anche solo al 5% in EU farebbe implodere l’euro, visto che la Germania mai accetterebbe un’inflazione di tale tipo senza chiedere conto ad esempio dei debiti dei paesi euro-periferici. Ossia spezzando l’EU, con Italia e Francia che da tempo flirtano per una sub-unione, in realtà dovrei dire solo la Francia in quanto la Penisola resta nel contesto la solita vittima dei “sempre colonialisti francesi in Italia”.

Visto che la ricchezza tedesca del III. millennio dipende dalla partecipazione germanica ad un euro molto più svalutato di quello che sarebbe il marco tedesco, chiaramente Berlino NON potrà mai permettere che l’inflazione in EU salga uccidendo la moneta unica, costi quel che costi. Anche compromettendosi in qualche “lavoro sporco, magari con l’aiuto dei complici di sempre, Turchia ed Iran. E con il nuovo amico, la Cina; più i vari Kapò nei paesi europei, come furono le Waffen SS e i vari stati fantoccio tedeschi (ad es. la RSI del nord Italia, cfr. Wikipedia, ndr)..

Senza contare, lato tedesco, che ormai la battaglia è persa. In quanto, se anche l’EU riuscisse nell’intento di limitare la salita inflattiva (con effetti devastanti anche socialmente nei paesi europeriferici, ndr), nulla potrebbe contro la svalutazione inflattiva del dollaro là da venire. 

A meno di decidere scientemente di perdere soldi in operazioni di aggiustamento del cambio che non faranno altro che far esplodere la massa monetaria euro in mano ai privati, esacerbando – encore – la fine della classe media e l’esplosione degli assets reali (in tale contesto forse qualcuno aggiungerebbe anche che il COVID ed i vaccini potrebbero essere davvero puntuali nell’eliminare gran parte del problema, …).

Finalmente arriviamo al ruolo dei fessi oggi vittima dello status quo che sta uccidendo la classe media. Gente che, ritengo per ignoranza, non capisce che l’inflazione è l’unica via d’uscita pacifica dal cul de sac attuale. Anzi, tifare per non avere inflazione significa tifare per il neofeudalesimo, con pochi sempre più ricchi ed una massa (in crescita) di gente che andrà sfamata col reddito di cittadinanza. Massa che comunque andrà vaccinata per poter accedere a detto sostegno di stato (…), con tutti gli annessi e connessi che non sto qui a citare…

Ma tanto, si sa da secoli: gli italiani non brillano nè per preparazione, nè fanno i compiti a casa se non sporadicamente. Salvo però improvvisarsi, in una sublimazione di arrogante autostima sorda agli interrogativi che la realtà imporrebbe, novelli “allenatori nel pallone“: sappiamo infatti benissimo che la Penisola conta qualche milione di CT della nazionale di calcio (ma solo qualche decina hanno studiato a Coverciano; [e per fortuna solo uno da bibittaro è diventato Ministro degli Esteri, ndr]).

MD