Germania: la colpa è davvero del cambiamento climatico?

Ross Clark per The Spectator

Greta Thunberg ha dichiarato che le inondazioni in Germania, Belgio e Olanda sono il prodotto del cambiamento climatico causato dall’uomo … e ha aggiunto che: “Siamo all’inizio di un’emergenza climatica ed ecologica. Gli eventi meteorologici estremi diventeranno sempre più frequenti”.

Bene, quest’aspetto è quindi risolto. Non abbiamo bisogno che Angela Merkel e il Primo Ministro dei Paesi Bassi, Mark Rutte, ce lo confermino.

Di conseguenza, non abbiamo nemmeno bisogno che Michael Mann (alias Mr. Hockey Stick) ci ricordi che le inondazioni sono l’incarnazione di quella cosa al cui riguardo i climatologi ci avevano avvertito per decenni.

E’ stato il cambiamento climatico, dunque, il “colpevole” delle inondazioni in Germania — e questo è quanto.

Non c’è ragione per ulteriori dibattiti.

In effetti, anche il solo pensare che possa esserci un dibattito ci relega fra i malvagi “negazionisti”, ciechi davanti alla mortale realtà e, probabilmente, al soldo di una compagnia petrolifera.

Eccetto che per un solo piccolo dubbio, molto fastidioso, in fondo alla mia mente — e che, forse, dovrebbe saltare su e giù anche in quelle di Greta e della Merkel.

Lontani dal prevedere maggiori precipitazioni estive nella Renania, i modelli climatici hanno sempre fatto il contrario: ne prevedevano meno.

Se queste inondazioni si fossero verificate durante l’inverno, sarebbe stato ragionevole affermare che erano coerenti con le proiezioni climatiche.

Oppure, se si fossero verificate d’estate, ma in Scandinavia o negli “stati baltici”, anche in questo caso si sarebbe potuto affermare che erano coerenti con le proiezioni sul cambiamento climatico.

Ma, come si può vedere dalla mappa qui sotto, pubblicata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, la chiara previsione per la Renania del sud-ovest, per il Belgio e per i Paesi Bassi meridionali era che le estati fossero più secche.

In effetti, quando lo scorso anno la Germania ebbe un’estate poco piovosa, l’evento fu attribuito al cambiamento climatico.

Cambiamento previsto nelle precipitazioni estive (fonte: Agenzia Europea dell’Ambiente)

Ben lontani dal prevedere maggiori precipitazioni estive nella Renania tedesca, i modelli climatici tendevano a prevedere il contrario

La Germania, quindi, potrebbe avere estati generalmente più secche, ma con episodi più numerosi di piogge pesanti?

Le due cose non sono necessariamente in contrasto.

Tuttavia, esiste una spiegazione alternativa per le inondazioni della scorsa settimana: che siano solo un semplice episodio metereologico.

Già nel 1954, in quelle zone, ci furono inondazioni devastanti che lasciarono 10.000 tedeschi senza casa.

Siamo passati attraverso un evento simile anche nel 2007, nel sud dell’Inghilterra.

Inizialmente, il Governo lo attribuì pigramente al cambiamento climatico — una scappatoia molto comoda perché, naturalmente, sviò l’attenzione dalla mancata protezione dalle inondazioni.

Ovvero, dalla disastrosa costruzione di nuovi edifici residenziali sulle pianure alluvionali.

In effetti, quando il “Centre for Ecology and Hydrology” esaminò le inondazioni del 2007 scoprì che non poteva attribuirle al cambiamento climatico.

In estate, così grandi volumi di pioggia non erano coerenti con i modelli climatici che prevedevano per l’Inghilterra meridionale, analogamente alla Germania, precipitazioni estive sempre minori.

Di conseguenza, sostenere che le inondazioni in Germania siano dovute ai cambiamenti climatici significa, per i meteorologi, aver previsto una cosa e poi, quando accade il contrario, girarsi dall’altra parte e gridare: “guardate, ve l’avevo detto”.

Attribuire ai cambiamenti climatici le inondazioni della scorsa settimana comporta, di conseguenza, che i modelli di riferimento siano sbagliati e che la Germania, in realtà, sarà oggetto di maggiori precipitazioni estive.

Ma sostenere questa tesi significherebbe minare tutti i modelli climatici finora elaborati!

In alternativa, si potrebbe sostenere che le inondazioni siano state un evento meteorologico che è avvenuto in spregio alla tendenza verso estati più secche (in Germania).

Palesemente, l’isteria ha fatto notevoli passi avanti dal 2008, quando il “Centre for Ecology and Hydrology” consegnò il rapporto sulle inondazioni in Inghilterra dell’anno precedente.

Ho il sospetto che gli Enti Pubblici saranno ancor più riluttanti, d’ora in poi, ad accettare la verità, per non correre il rischio di essere etichettati come “negazionisti”.

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Una nota a margine (ma i tedeschi non erano i “mejo fichi der bigonzo”?)

C’è un aspetto che a nostro parere va ben evidenziato: la Bundesanstalt Technisches Hilfswerk (Agenzia Federale di soccorso tecnico, THW, equivalente della nostra Protezione Civile) era stata largamente avvertita di quello che stava per succedere.

Quindi, una notevole parte delle responsabilità — se non dei danni quanto meno dei morti — va attribuita all’inefficienza delle competenti organizzazioni tedesche che non hanno adeguatamente informato le popolazioni interessate, salvo intervenire con conseguente palese ritardo.

Insomma, non si è trattato di un terremoto che, per definizione, è imprevedibile, ma di un qualcosa che era stato anticipato con notevole esattezza, sia nelle dimensioni che nei luoghi, ben nove giorni prima.

Da rilevare, inoltre, che i danni sono dovuti anche ai mancati investimenti del Governo tedesco.

Per inseguire il mitico e autolesionistico pareggio di bilancio, fin dai primi anni 2000 ha cancellato quasi tutte le manutenzioni e gli investimenti in infrastrutture, volte anche alla protezione del territorio (al riguardo, notevoli alcuni articoli dello Der Spiegel)

Questo il risultato. Se una diga rischia di crollare è per la mancata manutenzione (non di un privato, ma del governo locale!), non per un evento atmosferico per quanto estremo possa essere (sarebbe stato sufficiente, oltretutto, svuotarla prima del nubifragio!).

Angela Merkel, quindi, se la prenda con sé stessa e i con suoi governi. Troppo comodo accusare inesistenti cambiamenti climatici e il “destino cinico e baro”.

Chissà perché, in conclusione, certe cose si verificano sempre quando fanno più comodo a una certa narrazione.

Franco

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Link: https://www.spectator.co.uk/article/is-climate-change-to-blame-for-germany-s-flooding-#

Scelto e tradotto da Franco

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