Ragioniamo: nella malaugurata e non auspicabile ipotesi che Biden dovesse vincere, chi diventerebbe il riferimento USA in Italia? (visto che Conte, tenuto oggi in piedi grazie agli apparati USA, dovrebbe andarsene)

Ai profani sembrerà lesa maestà ragionare su quanto sopra. In realtà è puro metodo, counter-fact checking, anche ragionare per assurdo se volete. Tale metodo ha la splendida peculiarità di partire da presupposti completamente diversi rispetto all’omologo, complementare ragionamento. Dunque, non più “Chi è uomo di Trump in Italia oggi“, che scalda sempre gli animi. Ma un ben più sobrio ed accattivante, “Che succederebbe se vincesse Biden, in Italia?”. In realtà tale diciamo metodo “opposto” ha anche l’hatù di mettere i chiodi nella bara del futuro, speriamo solo ipotetico, governo italiano pro Biden, che inevitabilmente dovrà fare macelleria sociale restando nell’euro. Nel caso saprete non solo intepretare gli eventi ma anche a chi dire grazie, con anticipo.

Dunque, chiaramente una vittoria di Biden riporterebbe in auge Matteo Renzi, senza dubbio. Su questo siamo tutti d’accordo. E se Renzi tornasse in auge, quale sarebbe il suo partito? Il PD? No di certo, direi una rinnovata Italia Viva, dove milita anche la nipote del fu braccio destro – sembra – di Licio Gelli, ambitissima ed anche molto bella.

Di seguito, domandiamoci: Renzi è europeista? E’ per l’ITALEXIT? Chiaramente il fiorentino è pro-moneta unica e pro-EU, pensate che è anzi il paladino del MES. Oltre ad essere di fatto membro apicale della Fondazione Clinton in Italia e uomo di Obama.

Con chi andrebbe dunque a governare, Renzi, restando fuori dal PD, da cui è fuoriuscito perchè gli andava stretto? Lo stesso Renzi che, lo ricordo, fa sistematicamente consulenze in Cina. Ovvero è anche amico del CEO – ex Mediaset – del portale cinese attivo anche in Italia, fiorentino anche lui, con/grazie a cui ha firmato il contratto biennale per la vendita del made in Italy in China nel 2016. Contratto poi transitato forse non a caso alla Lega a dicembre 2018 e firmato da Mr. Centinaio, contratto che termina a dicembre prossimo.

(Il contratto della Via della Seta seguì a marzo 2019)

Certamente, nel caso in specie, Forza Italia sarebbe la prima scelta come alleato di governo renziano, pochissimi dubbi. E dunque altrettanto certamente tale diciamo “attinenza” si porterebbe dietro tutto il centro destra, con buona pace della Giorgia Meloni che sta fin troppo pazientemente (…) cucinando il suo buon rapporto con gli USA di Trump, ma non riesce – anche per paura di osare – a sfondare alle urne.

Diciamo che, per anticipare la conclusione, l’ipotetico governo futuro italiano sarebbe – con Biden presidente USA – certamente filo Cina e comunque molto vicino a Renzi e Berlusconi. Dunque, in tale caso per governare necessariamente ci sarebbe bisogno dei voti, ossia di Salvini. Che però facilmente non sarebbe/potrebbe essere il leader della coalizione, comunque (o meglio non dovrebbe esserlo). Con Renzi in giro infatti il capo resta sempre e solo uno, Lui, l’erede del Savonarola.

Dunque, verrebbe da dire che Salvini, anche con Biden ossia con Renzi plenipotenziario in Italia, dovrebbe farsi da parte, pur restando in coalizione…

E assieme a lui Fratelli d’Italia, seconda schiera anche loro. Possibile tutto questo? Assolutamente si, a condizione di Biden vincente e poi di andare subito alle elezioni italiane e quindi di vincere.

Pompeo, con puntualità terrificante, sarà in Vaticano, a Roma, in Grecia ed in Croazia a patire da questo week-end

Appunto, oggi una ipotetica elezione nazionale flash indetta dal PdR porterebbe inevitabilmente il centrodestra al potere. Peccato che Mattarella, che è uomo USA diciamo senza colore GOP-DEM, oggi non convochi le elezioni, anzi tiene sapientemente in vita il governo come solo un PdR sa fare; invece – ritengo – nel caso di vittoria di Biden, si andrebbe speditamente alle elezioni, anzi molto ma molto velocemente (ritengo solo eh…).

Anche perchè, si noti, già oggi sono proprio i voti della destra che hanno ripetutamente tenuto in piedi il governo di Giuseppe Conte al Senato, quelli di Berlusconi in particolare.

Ovvero far cadere il governo Conte, solo a volerlo, solo ci fossero le condizioni, sarebbe facilissimo.

Che poi invece di mandare Renzi al governo si decida nel caso – ad esempio per salvare la faccia, ovvero per evitare di prendersi la colpa come partito/leader della macelleria sociale derivante da quanto richiesto dall’EU PER RESTARE NELL’EURO – di usare la carta Draghi prima Premier e poi PdR, questa sarebbe solo una semplice variazione tattica sul tema visto che la regia sarebbe comunque la stessa indicata sopra (nel caso, poveri italiani, …, le profezie della beata Elena Aiello sarebbero perfette ritengo, a tal punto).

Sta dunque nel gioco delle cose che, appena dopo le elezioni, con un ipotetico Biden Presidente USA, ossia con il pro-Euro Renzi come Premier o comunque come riferimento italico degli USA diventata a trazione Dem, bisognerebbe comunque mettere in atto tutte le misure richieste dall’EU, la macelleria sociale fatta di patrimoniale e tagli delle pensioni, applicando il modello greco. Oltre a accettare giocoforza il MES, che comporterebbe andare da Herr Regling tutte le volte che si deve spendere un euro , ossia dal super falco tedesco-uomo di Schauble  (il capo supremo uomo dalla Stasi, …), a chiedere: “per poter spendere questi soldi per rinnovare le scuole che cadono a pezzi cosa vuoi in cambio?” E Herr Regling. ” Per autorizzare tale spesa voglio la vendita della quota di ENEL in mano dello Stato, magari da cedere ad EDF“.  Eccetera eccetera….

In fondo la differenza tra Recovery Fund e MES sta tutta lì: col primo fai cosa vuoi e poi rendi conto anche anni dopo del tuo operato; col MES invece – diabolico meccanismo neocoloiale franco-tedesco che ad oggi nessun ha richiesto in EU, ndr – prima di ogni spesa bisogna chiedere il permesso, avendo il MES priorità su tutti gli altri fondi allocati (appunto, il MES è un vero e moderno strumento neo-coloniale, ndr).

Alla fin fine, la conclusione che possiamo trarre è solo una, a partire dal titolo, conclusione per altro abbastanza semplice da ricavare. Dunque, visto che comunque in Italia si governa coi voti, appena dopo l’eventuale elezione di Biden a presidente USA al posto di Trump (noi preghiamo e ci spendiamo anche perchè questo non succeda, ndr) inevitabilmente, intendo nei giorni immediatamente successivi, riteniamo succederà quanto segue:

Se Biden vincerà le presidenziali USA contro Donald J. Trump, vedremo molti leghisti ripetere a gran voce,”Salvini è l’uomo dell’America”. Ed a tal punto avranno anche ragione! Almeno per qualche giorno…

God bless America

E auguri a tutti.

MD