Giuseppe Conte rifiuta il MES…. e lo dice davanti ad 80 milioni di tedeschi! (sulla TV pubblica ARD). Emerge che Angela Merkel gli aveva già initimato di accettare le imposizioni EU

CONTE DICE AI TEDESCHI IN DIRETTA TV: NO MES!

Ormai mi trovo a scontrarmi più con gli ex sodali evoluti da sovranisti a post-sovranisti “per cambiare l’EU dal di dentro“, ossia i salviniani, rispetto a chi è la vera causa del caos attuale ed economico italiano, la sinistra Dem che portò il liquidatore Mario Monti al governo nel 2011. Ciò nasce da questioni di potere che non accetto; nel senso, ormai i salviniani pur sapendo di non avere nessuna ricetta economica per l’Italia, appare chiaro che vogliano giusto agguantare il potere, assieme a Renzi ed alle vestigia dell’ex impero del Cavaliere. Ripeto, senza un piano economico per risolvere le cose, ossia per migliorare la situazione esistenziale della gente italica. Sapete perchè dico questo?  Da uno come lo scrivente che ama valutare i fatti più che le parole, una prova concreta: dire che Conte vuole il MES è una bugia crassa, che però la sentite pronunciata ad ogni piè sospinto dai salviniani, siano essi Borghi, Bagnai o chicchessia. Mentre appunto i fatti ci dicono il contrario: ad esempio basta ascoltare l’intervista di Conte alla TV tedesca ARDtradotta in Italiano – dove vediamo la verità capovolta rispetto a quella propagandata da certi italiani: Angela Merkel vuole imporre il MES come fece alla Grecia, ossia fregandosene della crisi del virus anzi vedendola come la vera opportunità per inchiodate l’Italia “stile Atene”; mentre Conte lo rifiuta. Fa pensare che i salviniani, ben sapendo tale verità fattuale, continuino con la loro litania interessata, di fatto senza fare gruppo per salvare il Paese. Evidentemente gli interessi da difendere sono altri e troppo forti, verrebbe da dire…

Io mi domando come si fa a salvare un paese così, quando anche davanti al disastro certa gente pensa prima di tutto ai proprio ritorni politici e/o economici, non me lo spiego. O meglio, l’assenza di statisti è chiara, come è stata chiara durante la crisi del virus dove lo Stato avrebbe dovuto commissariare le Regioni e mandare direttamente l’esercito. Ma non a presidiare le strade, no, direttamente ad organizzare l’ordine pubblico e la sanità militare esautorando le Regioni che sembra abbiano fatto un disastro non tanto nella gestione del problema quanto nello scoppio del  contagio, che a questo punto sembra chiaro sia accaduto quanto meno per disorganizzazione interna, soprattutto in Lombardia dove ci sono decisamente troppi casi, vedasi Bergamo (si parla di ospedali locali dove invece di chiuderli ai primi casi di polmonite virale sospetta si è continuato ad andare avanti per settimane fino allo scoppio inevitabile dell’epidemia, ndr). Tale verità sembra chiara anche ai bergamaschi; lo scrivente avendo vissuto in città per anni, ha avuto l’opportunità di chiedere conferma agli amici del luogo.

Va capito a questo punto il motivo di tale errore lombardo: dietro a tale disorganizzazione della Regione cosa c’era dietro? Forse per nascondere dell’altro?

Ad esempio, ricordiamo il prof. Burioni, il renziano prestato a Fontana, quello che propagandava il chiudere tutto qualche settimana fa

di fatto a supporto del leghista a capo della Regione nelle ragioni della chiusura totale, cosa diceva solo a Gennaio scorso:


RISCHIO ZERO“, LE MASCHERINE USATE IN LOMBARDIA “SARA’ PER L’INQUINAMENTO” -(video al LINK).

Gennaio 2020,  prof. Burioni (concetto ripetuto il 2.2.2020, vedasi al LINK)


Poi da un mese lo abbiamo invece sentito fare l’aizzapopoli contro lo Stato, dietrofront, per l’assenza di posti in terapia intensiva e per chiudere tutto. Facendo notare come nel gennaio 2018, ben prima del coronavirus, era lui stesso a commentare in un articolo del Corriere della Sera l’assenza di posti appunto in terapia intensiva per colpa della semplice influenza. Senza però dare seguito alle sue stesse parole a quanto ci risulta, infatti i posti in terapia intensiva non sono stati aumentati fino alla crisi del COVID19….



D’ogni modo è chiaro cosa sta succedendo: si sta scrivendo la storia. Ossia dopo questo COVID19 l’Italia o dovrà uscire dalla moneta unica ad esempio scegliendo come primo passo la segregazione art. 65 TFUE, a seguire il resto; o verrà massacrata dall’EU. Massacrata significa che capiterà quanto accaduto in Grecia, taglio di pensioni e stipendi pubblici, taglio sanità, tasse esplosive simil confisca ecc.. Naturalmente tale seconda ipotesi non avverrebbe con un governo normale ma con uno tecnico, ossia con Draghi, pubblicamente appoggiato guarda caso dalla Lega che così facendo farebbe apparentemente gli interessi di Angela Merkel, per stratassare gli italiani. E chissà che ad un certo punto, quando si tratterà di pagare il conto salato delle tasse da confisca, magari con l’accordo EU, il nord non cercherà la separazione dall’Italia, stile Catalogna. Tale scenario presupporrebbe un accordo previo con Francia e Germania naturalmente (…).

Vedremo.

Se così fosse mi faccio solo due domande. La prima, siamo veramente sicuri che Berlino e Parigi nel caso mantengano le promesse ai nordisti? La seconda domanda, collegata alla prima: cosa diranno gli americani, i veri perdenti da tale deriva?

Alla seconda domanda forse qualcuno dovrebbe rilevare che la risposta è già stata data, da E. Luttwak, da sempre terminale USA in Italia di qualcosa di grosso, nell’articolo sopra. Il resto a seguire.

MD