Il FQ ha evidenziato ieri, vedendo secondo noi solo una parte della situazione, “La Nave Garibaldi ceduta gratis all’Indonesia“. Punto corretto, la sostanza ridotta davvero ai minimissimi termini è questa, al LINK. Come è corretto affermare che non si è mai vista una nave da guerra venduta aggratis durante una guerra, innegabile. Appunto, ma la verità è davvero così semplice? O c’è dell’altro? No, la verità non è così semplice; dunque abbiamo voluto approfondire a rigor di logica. E di fatti.
Stante secondo noi l’errore di aver spiegato davvero non troppo bene detta transazione al pubblico, lato esecutivo; stante che forse tale nave poteva magari essere triangolata via aziende interessate a fare business nel Pacifico, la cosa che va considerata immediatamente, a parte il difetto comunicativo citato, è l’interesse nazionale.
Mi spiego: Macron va nel Pacifico e, anche per aziende quotate, fa affari, accordi, contratti che coinvolgono aziende francesi. Chiaro, non è detto che tutti i deals di tutte le aziende francesi facciano pari profitto, vista dalla Presidenza francese. Dunque si può ammettere solo che la pallina deve comunque andare dalla parte giusta, nell’interesse del Paese.
Ora, l’Italia evidentemente cerca di fare lo stesso. Poi, vero, in Francia la politica francese esercita un sostanziale controllo sui PM, Pubblici Ministeri, la magistratura inquirente, anche se questi ultimi godono di una formale autonomia tecnica (LINK); dunque il diavolo sta nei dettagli. A parte l’interesse preminente del Paese, in certe faccende di interesse nazionali i giudici francesi sono istituzionalmente, in funzione della loro organizzazione interna, molto diciamo “rispettosi” su questioni internazionali rispetto all’esecutivo, ad esempio, ne va dei loro stipendi in fondo. Non è sempre lo stesso in Italia, lo sappiamo purtroppo, cronaca alla mano, vedasi di seguito.
A parte evidenziare così la necessità Italiana di votare SI al prossimo Referendum costituzionale, non fosse altro per ottenere una forma di rispetto istituzionale della magistratura Italiana verso l’esecutivo simile a quella francese, cerchiamo di capire cosa sta succedendo nel caso in specie, vendita della nave Garibaldi.
Molte aziende Italiane sono attive nel Pacifico, dunque anche in Indonesia. ENI ad esempio ha accordi strategici molto ricchi in loco. Idem Fincantieri, con le navi, basti pensare ai circa 450 milioni di euro pianificati per ammodernare la stressa nave Garibaldi e renderla di nuovo “militarizzata”, paga l’Indonesia. Fincantieri appronterebbe tale nave in Italia, creando lavoro ed occupazione in loco.
Dunque, un paio di addendi li abbiamo già messi in ordine.
Stante che la cessione avviene a zero euro, del ferro, nave smilitarizzata, il paese acquisisce con la vendita dei contratti, Direttamente con Fincantieri. Ed indirettamente anche ENI sta se vogliamo sotto lo stesso ombrello ricevendo lotti di esplorazione di fatto dal governo indonesiano. ENI che secondo noi ha per altro l’unico difetto di avere una partecipazione di Stato troppo bassa visto che il dividendo di ENI è più alto del costo del BTP decennale (fosse per noi ci si finanzierebbe sul mercato come Stato coi BTP e si aumenterebbe la partecipazione in ENI, memento che Parigi ha comprato TUTTA EDF, addirittura delistandola; nessuno ha osato fiatare in EUropa sugli interventi di Stato…).
Lasciamo perdere i contratti che farà Leonardo in Indonesia (Leonardo, NON Drass! Si parla di 4-5 mld di euro! E forse qui potrebbe esserci sta un po’ di approssimazione, non ho detto malafede, da parte di FQ).
E lasciamo pure perdere le tante aziende private italiane che godono di una buona reputazione dell’Italia in Indonesia anche grazie a detti accordi statali o parastatali di grande rilevanza.
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Or dunque, ricapitoliamo: vero che la vendita è avvenuta a zero.
Parimenti vero che il sistema paese avrà lauti profitti da tale relazione “da nave Garibaldi” con l’Indonesia. Vero pure che tale nave Garibaldi se tenuta ferma è un costo, alcuni dicono 5 milioni annui, ma potrebbero essere 1 o 10, i costi comunque sono certi.
Quello che oggi vale di più, secondo noi, è invece una buona relazione nel Pacifico con un Paese, l’Indonesia, che ha centinaia di milioni di abitanti, quasi 300 milioni. Dunque è l’unico paese che per dimensioni può diciamo non sfigurare con i due giganti dell’area, indiano e cinese. Soprattutto in tempi di Guerra un buon rapporto vale davvero molto.
Tornando all’ipotetico scoop del FQ, può essere che abbiamo trovato un problema anche serio: forse qualcuno in tale giornale non vede tutta la storia…? Probabile. E lo diciamo con il rispetto dovuto ad un testata giornalistica degna di questo nome, al contrario di altre (…).
Ugualmente, c’è stato direi un certo errore di comunicazione lato Istituzioni, nel non spiegare bene la transazione. Forse errore da ricercare dalla sovrapposizione di attivismo tra ministero (che dura la legislatura) e Marina Militare (che esiste ed esisterà sempre)(…), chissà…

Resta che, stante l’equilibrio istituzionale troppo spesso messo a rischio in Italia da diciamo intemperanze (non so trovare un termine più neutro, chiedo scusa) della magistratura, vedasi ad esempio gli atti del PM De Pasquale in passato sembra oggi in parte censurati e/o stigmatizzati addirittura dalla magistratura stessa (leggasi LINK), sembra esistere un problema di fondo in Italia per cui risulta davvero molto difficile fare l’interesse del Paese senza avere dei problemi giudiziari, anche in buona fede riteniamo (…).
Forse la soluzione passa in fondo per un voto col SI al prossimo referendum sulla separazione delle carriere, in modo che Francia ed Italia possano almeno sfidarsi ad armi pari nelle commesse estere, che dite? (stante quanto sopra esposto).
Ma con la differenza sostanziale che l’Italia resterà nel nesso Atlantico, non vediamo soluzione di continuità. Mentre la Francia ne uscì con de Gaulle, dalla NATO, solo per rientrarvi con Sarkozy nel 2008: due anni dopo ci fu quella specie di golpe contro Berlusconi, ricordate i sorrisini Merkel-Srakozy? Forse non fu un caso nemmeno quella volta, disgrazie italiane indotte da oltralpe…
Per inciso, noi abbiamo già votato SI al Referendum dei prossimi giorni, essendo all’estero votiamo prima.
MD







