Spunta una legge elettorale con sbarramento al 5% (oggi al 4%) e “diritto di tribuna” per eleggere il capo-partito: Renzi è a letto con la sinistra per salvare se stesso e fregare i suoi deputati di Italia Viva transfughi dal PD?

Ah Ah ah…! Mi sto facendo una crassa risata! Ho sempre ritenuto che Matteo Renzi fosse tanto astuto quanto cinico. Di una furbizia rara, ossia sempre a suo personale vantaggio, costi che quel che costi. Forse è per tale ragione che non non mi fido punto di una persona così – assolutamente -. E dunque mai lo voterò, fosse l’ultima cosa che “non” faccio in vita mia. Certo, non posso che tradire una certa soddisfazione nel vedere che stranamente la sinistra gialla appoggia una legge elettorale in cui da una parte si alza l’asticella dello sbarramento al 5% annientando i partiti piccoli; dall’altra fattualmente si “bruciano” gli ipotetici fessi che credendo in Renzi uscirono dal PD per entrare in Italia Viva.

Vi spiego meglio: se passa la nuova legge elettorale con “diritto di Tribuna”, contemporaneamente si alzerà lo sbarramento dal 4% al 5% di fatto bruciando tutti i partiti piccoli e personali alla Renzi. Unitamente alla riduzione dei parlamentari tale legge sarà micidiale per i partiti “in bilico” per essere eletti come Italia Viva. Dall’altra si permetterà il cd. “diritto di tribuna” di fatto al capo-partito, ossia praticamente al solo Renzi che certamente prenderà molti voti – lui medesimo – ma mandando a casa tutti quelli che hanno creduto in lui uscendo dalla corazzata di Botteghe Oscure/Nazzareno entrando in Italia Viva. Ossia tutti i deputati del neo partito renziano.

Ci sarà mica qualcuno che mena gramo? Chi scrive dubita che le disgrazie di Salvini partano da Renzi…

Complimenti davvero, mossa geniale. Intendo, sia quella dell’ex sindaco toscano che viene da dire, come da far suo, avrà in corso qualche accordo segreto con suoi contatti nel PD per salvarsi lui medesimo buttando a mare i suoi deputati di Italia Viva che hanno creduto nella fede toscana. Dall’altra applausi – sigh – a chi ha inventato questa nuova legge elettorale che di fatto annienterà i partiti personali alla Renzi e, a breve, temo anche alla Salvini (aspettate che il longobardo prenda il seggio all’Europarlamento rinunciando a quello italiano e poi mi direte, …).

Che sia chiaro, io sono per la preferenza secca al candidato, ossia si deve votare chi merita ovvero chi ha preso i voti nel territorio, come una volta che ognuno si spendeva personalmente. Punto e finito. Il voto di lista o il seggio allocato dalle segreterie è una forma di dittatura interna in cui il segretario benedice chi vuole, metodo antimeritocratico se non direttamente neofeudale (della serie come partito si prendono i voti e poi si dà lo scranno a chi si “ritiene” in segreteria). Non va bene, così si ammazza – appunto – la meritocrazia anche in politica, come ovunque in Italia.

Tutti i partiti dovrebbero richiedere di votare, fatta la tara per i filtri sulle persone in modo da evitare malavitosi in Parlamento, solo persone in grado di racimolare voti lasciando solo una minima delega ai capi partito per eleggere pochissime persone desiderate dalla segreteria in Parlamento, comunque non più del 10% dei seggi totali ottenuti (…).

Per intanto accontentiamoci e godiamoci il momento, vedere Renzi in ambasce è sempre interessante. Ben consci che Conte è saldissimo al suo posto di comando. Nel senso, evidentemente il Conte ha davvero tanti argomenti da spendere per limitare al mero abbaio le proteste dei cani della politica che lo vorrebbero deposto (notate, io non difendo Conte, semplicemente constato). Ancora ricordo quando il Primo Ministro biasimava “interessi personali” di Salvini nelle sue scelte politiche. Affermazioni che guarda caso avvennero appena dopo la discesa in Italia dei vertici massimi americani di CIA e Dipartimento di Stato, sicuramente con l’equivalente di valigie di argomenti a supporto.

La verità non è sempre quella che appare. In realtà quasi mai ultimamente, direi. Occhio dunque ai segnali deboli ed alle improvvisazioni di stampa basate sulla fretta post eventi o sulla paura (pre-impostata) dei redattori: tali segnali sono quelli che difficilmente sbagliano.

Mitt Dolcino