Enrico Letta a capo di un governo tecnico, per mettere tasse e far arrivare i migranti? Avete capito quanto è sporca la faccenda? (Ossia i servizi segreti francesi contro l’Italia)

Altro che fare la TAV, anzi la TAV va ri-sigillata ed il laboratorio nucleare francese sotto il Frejus impedito ad ogni costo. Quello che succede oggi è questo: Salvini l’illetterato politico, dietro sollecitazione USA – a cui la scorsa settimana per fortuna non ha più potuto dire di no (non gli è stata fatta una domanda, …) -, stacca la spina al governo per fare il passo successivo. Passo che, si noti bene, non si potrà completare senza il supporto americano, che sembrano – con BoJo a 10, Downing St.. – finalmente essere passati alla modalità “attiva” [commento personale: pericolosissimo!].


In tale contesto Gianni Letta (fonte: il sempre informato D’Agostino, vero erede di Pecorelli), lo zio del iper-filo-francese Enrico Letta, il braccio destro del Cavaliere, oggi cerca un governo alternativo con suo nipote nella compagine, possibilmente a Palazzo Chigi. Contro Salvini. Che caso…
Or dunque, per evitare questo temo vedremo a breve entrare in gioco addirittura la persona “affidabile” numero uno dei francesi, il nipote Enrico, colui che fu anche proposto dalla Francia (non dall’Italia) per ruoli apicali in seno alla commissione EU per ben due volte. Ossia per evitare la svolta inevitabilmente filo-USA imposta a Salvini. Parlo di un soggetto che è oggi a capo dell’Università dove si formano/firmano addirittura i servizi segreti d’oltralpe.
Più chiaro di così…. altro che finire la TAV che all’Italia non serve e costa uno sproposito, lo ripeto da tempo….
Il problema è che a Roma hanno ormai perso la bussola e soprattutto non esiste una classe dirigente che risponda stabilmente a Washington, come è stato il caso durante i 75 anni che ci hanno portato da essere un paese distrutto dalla guerra al traguardo della 4.potenza economica mondiale: quando capiranno gli italiani che, con dei vicini così, non c’è alternativa a Washington?

Il problema sono le infiltrazioni permesse ai francesi in Italia negli anni, anche a livello istituzionale. Sarà un caso ma – sembra uno scherzo del destino – il procuratore capo di Milano ed il “di fatto” capo dei legali di EDF a Milano – parlo di Edison – erano cugini e pure con lo stesso cognome, proprio all’atto dell’ultimo passaggio legale e di OPA che ha portato Edison in mano, in pratica, del ministero della difesa francese, visto che EDF seppur privatizzata (di facciata) da sempre fa riferimento ai piani alti del Quay d’Orsay (M. Boiteaux e la filiera militar-nucleare d’oltralpe docet: oltre il 75% delle azioni di EDF è in mano francese, oltre a non essere contendibile sul mercato; però Parigi allo stesso tempo vuole che lo stato italiano esca completamente da ENEL, …). E tutto questo dopo la porcheria di Gardini fatto suicidare e Montedison acquistata della Francia per il tramite del supporto della Fiat nell’attacco, memento il continuo corteggiamento di FCA lato francese.


Appunto, Salvini non è necessariamente amico degli USA, ha anzi cercato di usare Washington per perseguire suoi affari (politici?); ad esempio il caso Metropole, da manuale, solo per essere “sgamato” clamorosamente. Oggi Washington sta combattendo una battaglia EPOCALE con la Cina (non con l’Iran) e dunque anche i “modi buoni” con gli alleati sono stati messi da parte: lo spirito yankee aleggia e dunque chi di dovere ha fatto capire che non ci sono “se o ma”, ci si adatta e basta. Punto. Da qui la svolta di Salvini, che sembra sempre più l’utile, se non “idiota”, certamente il “limitato”.
Nel senso, nessuno ai piani alti di via Bellerio, parlo dei rappresentati degli imprenditori padani nella Lega, Giorgetti in testa, vuole veramente uscire dall’euro, ossia NESSUN LEGHISTA VUOLE affondare Berlino. Dunque Salvini ed i suoi Metropolitani cincischiano facendosi qualcosa di simile ai cavoli loro (cosa che coincide con il supportare indirettamente i piani franco-tedeschi, infatti soprattutto i francesi a livello affaristico lasciano fare, …), mentre l’Italia scivola progressivamente dentro la deriva francese, che la farà diventare vera colonia.

Poi ha fatto la manovra 2019 e le tasse le ha alzate…. credibilità zero in economia purtroppo…

Oggi la Penisola ha bisogno di uno Statista, cosa che Salvini non è. Peccato non se ne vedano in giro. Da qui la presa di posizione USA che, solo a volerlo, la Penisola la può o dividere in otto o moltiplicarla per due, con Libya, Tunisia e Grecia, tanto per far capire i Drivers.
Dunque Salvini, suo malgrado e dei suoi affaristi padani, deve fare un passo indietro, travestito da un passo indietro col governo giallo-verde.

Una parola su Giorgetti: salvo “qualcosa” di enorme a livello macro (…), non avrà il posto di Commissario EU alla Concorrenza come vorrebbe; è infatti palese che l’Italia vorrebbe metterlo lì per fare un piacere agli USA, rendendosi utile. Ossia Salvini spinge per questo affinché, come merce di scambio, i suoi possano continuare ad andare a prendere aperitivi ai vari Metropole; dunque mettendo Giorgetti in tale posizione strategica su bloccherebbero a livello EU le tante procedure di infrazione contro le aziende americane in corso. Peccato che a Bruxelles non siano beoti, soprattutto oggi. Conclusione: oggi che Berlino e Parigi si sentono davvero pronte a sfidare Washington non arretreranno di un centimetro; la storica opera di mediazione in seno all’EU che l’Italia ha offerto negli anni agli USA, con l’Italia di Salvini è pari a zero, anzi è negativa. Da qui il secondo motivo per cui Salvini è stato messo sotto tutela, a maggior ragione visto che i marziali americani non si fidano del leghista “in erba”, la cui barba è però ormai vieppiù imbiancata. (…).
Tradotto, tutto può succedere. Peccato i leghisti non capiscano che in certi frangenti – precisamente questo – non si può pensare di guadagnare dalla politica, bisogna solo servire, la macro-posta in gioco è troppo alta.

Purtroppo non c’è nulla di onorevole nella decisione di Salvini di staccare la spina al governo ma solo ignavia e sottomissione. E soprattutto, pessimo segnale per l’Italia, si resta in un contesto di completa assenza di un vero statista al potere (prova del nove: Salvini ripete che vuole sia ridurre le tasse che restare nell’euro; IMPOSSIBILE! E’ come volere il moglie piena e la botte ubriaca, si, moglie piena e botte ubriaca, proprio così…).

Siamo in un mare in tempesta, ma per ora abbiamo visto solo le prime onde.

Mitt Dolcino

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