Siri: “vendita immobili per finanziare la flat tax”. La Lega, con il proprio omologo di Valeria Fedeli, propone la stessa ricetta di Renzi nel 2017. Cosa bisogna pensare?

Fatti, questi maledetti fatti. Come un fulmine a ciel sereno, l’On. Siri, colui che fa il paio nella Lega con Valeria Fedeli – entrambi millantavano lauree che non avevano – ci indica finalmente la via economica che la Lega vuole percorrere per finanziare il deficit imposto dalle regole EU e far ripartire l’economia italiana. Analizziamo con attenzione le proposte sul campo.

va Cambia il partito ma la laurea “… ‘an ghe minga!”

Cari miei, mettetevi il cuore in pace: la proposta Siri ci dice chiaramente che non si tratta di sfidare l’EU con un deficit maggiore dei limiti di Maastricht, o peggio/meglio uscire dall’euro, assolutamente no, sembra proprio che ci sia dimenticati bellamente del cavallo di battaglia pre-elettorale di Salvini, “Basta Euro”. Direi anzi che potremmo quasi essere al al plagio, dati alla mano (vedasi oltre). Nel senso, anche Renzi voleva abbassare le tasse vendendo il patrimonio immobiliare, era il 2017, stesso metodo. Tutto scritto nero su bianco, vedasi oltre.

Oggi Siri – ossia la Lega – vuole abbassare le tasse introducendo la flat tax vendendo il patrimonio immobiliare italiano. Stessa ricetta renziana, o sbaglio? Notate, nessuno lato Lega parla più di uscita dell’euro ma solo di come rientrare nei parametri richiesti da Bruxelles per il deficit. Fatti, questi stronzissimi fatti…..

“… L’allora segretario del Pd, accennando all’operazione Cassa depositi e prestiti, pensava anche a una riduzione strutturale del deficit attraverso la valorizzazione e la vendita del nostro patrimonio immobiliare. E soprattutto immaginava di destinare il “tesoro” in deficit per ridurre la pressione fiscale e in favore di politiche volte alla crescita. …” Fonte: LINK

Se non ci credete leggete la proposta di Siri pubblicata ieri su Il Giornale e confrontatela con quella di Matteo Renzi qualche tempo fa.

Cosa devo dirvi… (notate che chi scrive ha votato Lega! Andatevi a legger come ho supportato il governo gialloverde! Encore, fatti, NON parole)


Aggiungete se volete l’ultima perla, che mi ha evidenziato un caro amico meneghino: quella dei rimborsi dei truffati dalle banche. Saranno “automatici” per redditi fino a 35’000 euro. Sempre l’Armando Siri ci spiega che “…”I criteri utilizzati per distinguere le due platee – spiegano i rappresentanti dei risparmiatori – saranno il tetto dei 35mila euro di reddito imponibile al 2018 o i 100mila euro di patrimonio mobiliare sempre al 2018″. “

Ossia, vedremo i calcoli ma con uno stipendio certamente non principesco ed una casa di proprietà si rischia di non prendere nulla di rimborso. Sella serie, per prendere i rimborsi si rischia di dover vendere la casa dove si vive o di farsi licenziare. Scusate, ma non era una questione di equità “rimborsare i truffati dalle banche”?

Certo, la propaganda mediatica sembra funzionare perfettamente, anzi nella stessa maniera sia a destra che a sinistra, o sbaglio?

Rendiamoci conto della fattualità degli elementi portati ad esempio, chi scrive non vuole aggiungere null’altro: la Lega, diventata mainstream, fa le stesse cose del PD, solo con l’etichetta sovranista. La sostanza non cambia, infatti le tasse in Italia con l’ultima manovra mica sono scese, sono infatti aumentate.

“… Rischiamo invece ora di avere meno crescita e più pressione fiscale, perché, secondo lo stesso “Aggiornamento” pubblicato dal Mef subito dopo il varo della manovra, la pressione fiscale salirà dal 41,9% del Pil del 2018 al 42,3% nel 2019. …” Fonte: LINK

Ripeto: Fatti, questi stronzissimi fatti.

Alcuni mi recriminano che non stigmatizzo alla stessa maniera l’operato del M5S: scusate, ma avete per caso visto andare in giro in passato qualcuno del M5S con la felpa NO TAV o NO EURO? Appunto…

Come voi sapete chi scrive è stato tra i primissimi supporter del governo gialloverde. Ma deve essere chiaro che il mio essermi speso a favore di una fazione non è stato per far fare carriera politica a qualcuno, ma per portare avanti idee e progetti. Avendo ben chiaro che l’Italia se non esce dall’euro è destinata ad implodere ed a vedere il suo benessere volatilizzarsi, a vantaggio di altri paesi ex coloniali nell’EU. Che guarda caso sono gli stessi di sempre. Ad esempio ieri – non so se avete notate – su scenarieconomici.it nemmeno una riga è stata scritta sul disastro in Libya, dove l’Italia rischia di perdere il controllo del territorio assieme alle operations delle proprie aziende, chiedetevi il perchè (in passato battemmo duro su tale tasto, oggi invece nulla…)

Gli italiani chiederebbero umilmente ai governanti gialloverdi – e soprattutto alla Lega – di mantenere le promesse fatte (tenere fuori i migranti è stata l’unica promessa mantenuta, ma con essa non si mangia…)

Spero vi rendiate conto che, comunque, a continuare così sulla strada del declino, prima o poi l’imposta patrimoniale arriverà comunque, ve lo dico a scanso di equivoci (magari previa salvataggio del Capitano di turno, magari “salvato” proprio dall’EU che ha contribuito a non abbattere come invece aveva promesso in campagna elettorale). Infatti parlano già di Draghi primo ministro, a fare “come la troika” senza però vederla arrivare formalmente. Nel mentre – ci scommetto  – Salvini vincerà sì le elezioni EUropee ma senza poter cambiare l’EU, infatti 9 su 10 mancheranno i numeri. Dunque, chissà se il Capitano non andrà di sua sponte – o quasi – a ricoprire un ruolo EUropeo, lasciando via libera al prossimo liquidatore a capo del Governo italiano proveniente da Francoforte. Chiaramente dando la colpa ai grillini, con cui guarda caso si accapiglia giornalmente… Speriamo di no, ben inteso! Ma a pensare male spesso ci si azzecca, diceva un saggio molto capace.

La politica è una missione, non si fa per ritorni personali. In teoria, almeno. Ma tale discorso vale poco in Italia.

Mitt Dolcino

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