I dettagli del Corriere della Sera sull’arresto dei genitori di Renzi che (forse) ricordano il metodo Tangentopoli. La magistratura comunque va riformata

Ieri i genitori di Renzi sono finiti ai domiciliari, entrambi. Un film dell’orrore tutto italiano: il figlio che afferma che i giudici non lasciano fare la vita da pensionati ai genitori “perchè lui voleva cambiare l’Italia“; mentre i due pensionati – come dice lui – si arrabbatavano con progetti (e cooperative) – sembra – mordi e fuggi che all’apparenza poco sembra potessero avere a che fare con l’obiettivo del pensionamento. Lasciamo ai giudici fare il loro lavoro; chiaramente chi scrive propende per l’innocenza fino a sentenza definitiva, senza alcun dubbio.

Ma….

Sull’avviso di garanzia del ’94 consegnato a Berlusconi al G7 ed anticipato come scoop dal Corriere della Sera…

… Lungi dal difendere Matteo Renzi – si sapeva sarebbe stata una meteora politica, per sua colpa per altro -, chi scrive ritiene che il problema vero sia un altro. Ossia, da una parte abbiamo il Corriere della Sera che, come sempre opportunamente informato, impallina il Matteo di sinistra con una puntualità – e delle informazioni di insider – che fanno un baffo ai primari servizi segreti. Come non dimenticare cosa successe al G7 di Napoli di Berlusconi ed i misteri sull’avviso di garanzia recapitato durante il G7, con scoop sempre del Corriere…. Dall’altra sull’arresto renziano vengono aggiunti dettagli che appaiono interessanti. Ad esempio quando il Corriere dice che le indagini sono state portate avanti…

…nell’ambito di una nuova inchiesta, condotta dal procuratore capo di Firenze Giuseppe Creazzo, dal procuratore aggiunto Luca Turco e dal pubblico ministero Christine Von Borries…

Non so voi – magari sbagliando eh – ma a me è venuto alla mente qualcosa di simile al  metodo Tangentopoli. Forse è eccesso di zelo, sia chiaro. Ossia il fatto renziano di ieri mi ha – non so perchè – portato alla mente un problema emerso in passato come elemento che potrebbe mettere a rischio lo svolgimento di un processo democratico in Italia (chi scrive ritiene che Tangentopoli ed i rapporti di Di Pietro con il console USA Semler a cui annunciò mesi prima gli arresti sono una aspetto indifendibile). Aspetto critico, la magistratura italiana, che fu ben analizzato anche dal compianto giudice italo-americano alla Corte Suprema USA, Antonin Scalia, al Pool di Mani Pulite a fine anni ’90, quando commentava come la custodia preventiva in carcere fosse contraria ai principi di democrazia USA – viene da dire che ai Renzi è andata bene tutto sommato…

Mi riferisco al fatto – indimenticato – che, durante Tangentopoli, secondo la versione del giudice Almerighi nel libro “Suicidi”, sembrava esistere un famoso appunto manoscritto del GIP Italo Ghitti al PM Di Pietro in cui veniva indicato quale reato contestare ad un “eccellente” per poterlo tenere/farlo andare in carcere.

Ossia, se questo fosse stato vero – casualmente nessuno sembra aver davvero voluto approfondire tale traccia, citata anche da un giudice, da leggere cosa scrive in riguardo – di fatto sarebbe potenzialmente esistita connivenza tra il PM che deve proporre il carcere anche se per via preventiva, e chi doveva valutare se le accuse sono tali da mantenere l’imputato in carcere (l’Italia teoricamente è la patria del Beccaria che, lo ricordo, diceva “meglio un colpevole libero che un innocente in carcere”…). Se questo sia lecito non sta a me dirlo, ma sinceramente mi sembrerebbe gravissimo. In effetti il giudice D’Ambrosio disse che non c’era nulla di male nella “relazione” PM -GIP; sarà, ma io da cittadino la vedo in altra maniera.

“…Anche in procura, nessuno pare scandalizzato: “Ma perché, il pm non può andare a parlare dal gip? Ma dov’ è scritto che un dialogo deve essere formalizzato?”, chiede Gerardo D’ Ambrosio. Italo Ghitti, che ieri era al Csm, si limita a un: “Non ho nulla da dichiarare”. …”


Oggi, nel caso Renzi, quando ieri ho letto l’articolo del Corriere, non so perchè, ma  mi sembra di aver inteso che, forse, mezza procura di Firenze può essere coinvolta nell’arresto dei due Renzi (solo un’impressione eh, magari mi sbaglio eh); fattualità quella dell’arresto che – comunque vada – chiaramente blocca sul nascere l’eventuale patto della nazione ossia nega alla badante politica (Matteo Renzi) di Silvio Berlusconi quell’azione atta a dare un’alternativa governativa ai gialloverdi. Dunque, ancora una volta le implicazioni politiche di una incarcerazione preventiva sono sostanziali, tempistica inclusa (…).

Per uno come chi scrive che supporta apertamente i gialloverdi dalla prima ora (ed anche prima) – e che da sempre vede un accrocchio politico della Lega al governo con Berlusconi e Renzi come fumo negli  occhi – tutto sommato quella dei Renzi agli arresti potrebbe apparire come una buona notizia. Purtroppo non lo è, soprattutto per l’Italia. Infatti il Renzismo passa mentre la magistratura resta.

  

Ossia, ricordo a tutti, come spiegato nelle scorse settimane, che è proprio l’impossibilità di far valere i propri diritti legali a rappresentare una delle principali ragioni che tengono lontani gli stranieri dall’investire in Italia, unitamente alle tasse troppo alte. Questo non lo dico io ma un report di casa a Davos, il recente Competitiveness Report…. Mi chiedo, come sia possibile che la sinistra taccia su questo argomento? Anche oggi starà silente dopo l’arresto dei Renzi?

Il procuratore capo di Roma pubblicamente affermò che le intercettazioni se non riescono ad incriminare troppo spesso servono anche solo per danneggiare: dunque, perchè non si vuole la riforma delle intercettazioni?

Se volete la prova del nove vi posso dire che l’altra sera stavo guardando una trasmissione sulla TV Svizzera, in prima serata, su un supposto abuso immobiliare di una vendita fatta in Ticino a danno di uno svizzero tedesco (…). Bene, il danneggiato spiegava che “avrebbe potuto acquistare l’immobile contestato in Italia, dove costava un terzo, ma aveva preferito il Ticino perchè al contrario dell’Italia in Svizzera c’è la certezza del diritto…“. Ossia, uno svizzero tedesco non investe in Italia perchè non ritiene esserci certezza del diritto. Vero? Falso? Lascio a voi le valutazioni del caso.

E , nel caso, di chi sarebbe la colpa del fallace funzionamento della giustizia italiana, della politica o dei giudici? Lascio la riflessione ai lettori…. Se avete qualche dubbio sentite anche cosa diceva il procuratore capo Pignatone a Dogliani qualche anno fa…. Senza dimenticare l’articolo in calce, che dice molto anche lui…

Incredibile! Salvini indagato come ministro degli Interni perchè veste un abito della polizia! Cercano il cavillo… (memento che è la giustizia il principale problema che scoraggia gli stranieri ad investire in Italia)


Ecco perchè questo nuovo fatto giudiziario, questa nuova entrata a gamba tesa sulla politica anche se indiretta, forse dovrebbe portarci a riconsiderare le antiche e sagge proposte del passato, per altro mutuate da sistemi giudiziari stranieri: meglio sarebbe ad esempio separare le funzioni di accusatore, PM, e della restante parte dei giudici giudicanti. La famosa separazione delle carriere, come fanno anche all’estero in molti ordinamenti. Ed anche gestire le promozioni per concorso, in cui vengano valutati anche gli errori giudiziari e come si sono usati i soldi dello stato per perseguire la giustizia. Sappiate che in Italia invece oggi le cose vanno diversamente: la funzione giudicante ed accusatrice sono la stessa cosa in termini di carriera, con il rischio che capiti qualcosa di simile a quanto indicato nel caso Ghitti-Di Pietro.  Le carriere dei giudici sono gestite in modo tutto interno alla magistratura, senza concorso, ossia senza necessariamente guardare a come i soldi sono stati spesi per fare giustizia (ma solo ai richiami ufficiali, come successo al giudice Woodcock recentemente, di fatto probabilmente precluso da incarichi direttivi a causa di ciò).

Lasciamo perdere i casi eclatanti, ad esempio quello del giudice Curtò che incassò una tangente per far fallire Montedison e dunque farla acquistare dai francesi anni dopo, per cui anche in caso di dolo o colpa grave i giudici italiani – caso praticamente unico al mondo – non si può perseguire l’organo giudicante in sede civile per i danni arrecati.

Mi domando quanto l’Italia dovrà andare avanti sulla strada del declino prima di cambiare qualcosa, anche nel modo in cui si fa giustizia.

Speriamo che il caso che coinvolge la sinistra di Renzi – dopo aver coinvolto la Lega e la destra in generale – convinca chi di dovere che è un interesse bi-partisan cambiare le cose. Ossia riformare alla radice la magistratura italiana, che sembra sempre più uno dei talloni d’Achille dell’Italia.

Mitt Dolcino