In Brasile, Bolsonaro licenzia i ministeriali di sinistra (i gialloverdi invece ne hanno addirittura assunti degli altri)

 

Vorrei farvi ragionare su alcuni fatti.

Ripeto, FATTI.

Bolsonaro ha licenziato durante il giorno 1 della sua Presidenza la maggioranza dei dipendenti pubblici brasiliani dichiaratamente contrari al nuovo corso, ossia i dipendenti pubblici legati a lustri di Lula e Dilma Roussef, ossia di sinistra. Evidentemente lo scaltro presidente verdeoro di origine italiana ha ben chiaro che, se non l’avesse fatto, tali dipendenti pubblici – a maggior ragione se ministeriali – lo avrebbero boicottato precisamente dal giorno 1 in avanti.
Stessa cosa fece Trump nominando Tillerson al Ministero degli Esteri USA.

Nel caso USA, circa il 70% dei dipendenti pubblici del Segretario di Stato, in gran parte “creati” da Obama, l’avversario clintoniano, furono licenziati. In effetti Trump ha potuto incidere con la sua politica estera solo dopo circa un anno e mezzo, prima aveva i piedi di argilla con tutti gli apparati ancora di matrice obamiana (alcune ambasciate “calde” sono state coperte da nomine solo negli scorsi mesi, ricordate che l’ambasciatore USA rappresenta – tra le altre cose – il primo riferimento CIA del paese).


Precisamente con tale chiave di lettura va interpretata la nomina trumpiana del blocco di militari al governo a partire dal giorno 1: sapeva che l’establishment non eletto gli era contro, dunque si poteva solo fidare del blocco più fedele dei servitori dello stato, quelli che vivono di obbedienza, i Militari

(oggi anche i Militari/generali USA sembra abbiano terminato il loro compito; dunque a Washington si sta passando a nomine politiche, guarda caso dopo che sono stati sostituiti la gran parte dei portavoce occulti di Obama alla Casa Bianca, dopo che si è rinnovato il Senato e dopo che la maggior parte dei giudici sono stati finalmente sostituiti da Trump – eh si, di fatto anche negli USA il sistema fa si che la magistratura soggiacia di fatto agli interessi governativi, così come in Uk, Francia, Germania, Cina, Russia…, con buona pace dei benpensanti italiani, ndr -).

In Italia invece praticamente tutti i ministeriali di Gentiloni, e prima di Renzi, Letta, Monti (il deep state de ‘noantri, quelli del “tengo famiglia”) sono stati confermati in blocco. Peggio, addirittura anche nel ministero dell’esempio del cambiamento gialloverde, quello di Savona, è successo lo stesso. E come se non ci fosse limite allo sfascio – o alla presa per i fondelli degli italiani – addirittura sono stati assunti/nominati altri ministeriali che in passato si erano presentati a Roma nelle liste del PD….
Come mai questa differenza tra USA, Brasile ed Italia?

Sarò diretto: o stiamo vivendo una presa per il culo da parte gialloverdi o è semplicemente un incubo. Visto che ho il braccio tumefatto a forza di darmi pizzicotti per svegliarmi temo che, sigh, stiamo vivendo una grandissima presa per i fondelli.
Ben inteso, non che mi fossi illuso, avendo una moglie straniera – unitamente a tutta la loro famiglia di ministeriali esteri -, mi avevano già posto il problema più o meno in tali termini….
Esiste in realtà una terza opzione, ossia che i gialloverdi siano stati messi al potere per tranquillizzare il popolo bue, per tenerlo calmo con promesse mantenute solo in minima parte (alla luce della manovra economica giallo verde purtroppo potremmo dire che….). Visto che sembra abbastanza logico che il M5S sia nato per volontà di interessi ex coloniali esteri in Italia, chissà se la Lega sia stata cooptata giusto perché “in assenza di un pezzo mancante”, magari sapendo che il Salvini al momento opportuno sarebbe comunque stato diciamo addomesticabile (da un Berlusconi ormai EUropeizzato…. chissà…. a pensar male….).

Restano i fatti: una manovra economica dettata da Bruxelles anche peggio dell’ultima di Gentiloni, con tasse in salita (alla faccia del cambiamento). Se si voleva davvero un nuovo corso in Italia evidentemente si doveva fare come Bolsonaro e Trump, licenziare almeno il 50% dei ministeriali, giusto per dare continuità al lavoro nei ministeri dando un segnale a quelli che restavano. O sbaglio?
Visto che a Roma nessuno è fesso, se non lo si è fatto vuol dire che non si doveva farlo.

Fate conto che chi scrive ha mosso tali precise identiche rimostranze (contestualizzate da, encore, fatti) a gente del governo: la risposta è stata qualcosa del genere, “…guarda che anche il ministero di Tizio ha fatto lo stesso, idem quello di Caio” ecc. ecc.
È l’Italia del così fan tutti (che intanto affonda).

Almeno siate consci che nulla capita per caso.

Amen.

Mitt Dolcino

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