L’Italia non potrà uscire dalla gabbia della sua perdurante crisi senza venire a patti col passato: bisogna spiegare la vera genesi di Tangentopoli!

La crisi attuale dell’Italia deriva da Tangentopoli. Scandalo mediatico che guarda caso vide “ingoiare” nella voragine del caos giudiziario la sua azienda più rappresentativa, Montedison, quella che sempre innovò fin dai tempi di Natta e del polipropilene isotattico, della chimica, passando per il tentativo di sviluppare l’energia nucleare in Italia con l’avallo addirittura di Enrico Fermi (tentativo boicottato dalla Francia). Passando per il biodiesel (mai nato inItalia, ma in USA sì) e l’agroindustria avanzata (poi finita ai francesi, morta prima di iniziare) e la chimica del fluoro (finita ai belgi). E senza dimenticare la cantieristica che portò il Moro di Venezia a sfidare, prima volta nella storia, una barca non USA la superpotenza americana in Coppa America.

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Il sovranismo esiste davvero? La manovra gialloverde, nonostante i proclami, poco si discosta dalle manovre elettorali del PD

Eh si, la manovra elettorale dei gialloverdi si è confermata – tanto per parlare chiaro – una emerita fregatura, quanto meno nei termini che erano stati proposti diciamo in anteprima dai due vicerè, quello del nord e quello del sud.

In modo succinto, a scorrere il maxi emendamento del governo quello che emerge, chiaro, è quanto segue (per leggere il maxiemendamento in originale, vi prego di fare click sull’immagine sotto):

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La dittatura fiscale italiana in arrivo dal 1.1.2019: intercettazioni domestiche per mero sospetto di evasione fiscale! E’ il Governo del Cambiamento

Ieri nel decreto fiscale è comparsa una norma interessantissima: dal 1.1.2019 sarà possibile mettere addirittura trojan nei computer e nei cellulari per registrare conversazione a casa propria – anche anche a casa dei cittadini -, anche senza il presupposto necessario, come invece era in precedenza, che si stia compiendo un reato in flagrante. Tradotto: solo col sospetto, per le indagini, si intercetta a casa dei cittadini violando una privacy fino a ieri sacra. E questo in aggiunta alle solite intercettazioni telefoniche, ambientali ecc.

Ossia il governo gialloverde pensa evidentemente di far banco con la supposta evasione fiscale Infatti statisticamente l’evasione fiscale italiana – come da ISTAT – è attorno al 12% del PIL, non lontana dall’evasione tedesca, attorno all’11%. Invece dal 2014, con decisione implementata dal solito Monti su indirizzi precedenti, si è imposto per convenzione con l’EU che il PIL italiano “negro”, ossia no dichiarato, sommerso, fosse attorno al 20%, numero imposto dall’alto (vedasi LINK)

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L’Italia è importante per l’Europa e per il Mondo: ecco l’unica “ricetta” per salvarla (in extremis)

Parliamoci chiaro: l’Italia non è un paese indifferente, anzi è un paese economicamente e culturalmente molto importante per il mondo. Nessuno, forse ad eccezione di francesi e tedeschi (che da secoli la vogliono conquistare) ha interesse a che imploda. Dunque, va salvata, come si salvò il soldato Ryan, addirittura per principi secondo me abbastanza simili, ossia certamente non per motivi materiali.

Dunque, che fare? Il primo punto da considerare è che l’Italia la possono soltanto salvare gli italiani, che stanno sia a nord che a sud, uniti.

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Quando i cd. “riformatori” rischiano di fare disastri: il caso di Beppe Grillo, la riforma della prescrizione e la giustizia italiana (che funziona peggio di quella Thailandese?)

Mi sono molto interrogato sulla liceità dei proclami dei sovranisti in mezza EUropa, sia quelli dei gilet gialli – che capisco -, sia quelli italiani stile gialloverde – più ambigui -. Chi scrive ritiene che il relativismo imperante sia il problema, ossia l’assenza di punti fermi da cui dipanare un’azione veramente riformatrice quale correttivo di una società capitalistica che ha raggiunto ormai i suoi limiti. Per limiti intendo quelli “ufficiali”, partendo da quelli indicati da uno dei padri del capitalismo, J.M.Keynes: l’impossibilità di controllare (e limitare) l’accumulo di ricchezza in mano a pochi ed il controllo della disoccupazione.

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Ecco perchè l’EU non vuole la crescita del PIL italiano (e non solo): punta ad azzerare le pensioni future. Sveliamo la truffa della piovra EUropea sulla previdenza

Pochi sanno che le pensioni hanno tassazione zero in Germania, o quasi. Anche in Francia Macron ha promesso negli scorsi giorni, durante la trattativa a seguito della protesta dei gilet gialli, in un classico esempio di dividi et impera, di solleticare gli appetiti dei pensionati francesi concedendo decontribuzione totale per le pensioni fino a 2000 euro mensili. In Italia invece la tassazione “spacca”, ossia è altissima, si paga come fosse uno stipendio costringendo molti pensionati a trasferirsi in Portogallo dove per 10 anni la tassazione è zero. In tale contesto, nei paragoni con la spesa pensionistica netta di altri paesi EU,  andrebbe infatti fatto un ricalcolo per Roma in quanto vanno dedotte le tasse pagate nei vari paesi sulle pensioni stesse (…).

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Un recente studio propone di irrorare la stratosfera con sostanze chimiche per modificare il clima (ossia per combattere il cambio climatico). Caspita, proprio come le cd. scie chimiche?

Come ingegnere non sono mai voluto entrare nel merito delle cd. scie chimiche: troppi dubbi, troppo complottismo fine a se stesso e forse troppe reticenze nel voler indagare seriamente tale fenomeno.

Negli scorsi giorni mi sono però imbattuto in una recente pubblicazione della prestigiosa rivista Environmental Research Letters (ERL), scritta da due eminenti scienziati di Harvard, in cui clamorosamente emerge un collegamento con molte delle teorie cd. complottiste sulle scie chimiche: in soldoni, viene ipotizzato un intervento OPERATIVO con aerei da trasporto per irrorare l’altissima atmosfera con sostanze chimiche, nel caso per modificare la temperatura terrestre. Ossia proponendo uno schema teoricamente efficace per combattere il riscaldamento climatico da CO2.

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L’errore di cedere sul rapporto deficit/PIL: il rischio di imposte patrimoniali straordinarie in sud-EUropa

Come sa chi mi segue, ritengo che ormai la Germania egemone abbia gettato la maschera: vuole il comando dell’EUropa. Per fare questo NON può prescindere dalla collaborazione francese, creando un asse, lo stesso che Mussolini supponendo di invadere con le ferraglie la Savoia cercò di evitare, sapeva che altrimenti sarebbe diventato inutile. Cosa che poi avvenne. Ossia, fino a quando la Francia è forte, l’Italia è inutile in EUropa, a maggior ragione post-Brexit. Tutto sommato la presenza dell’asse franco-tedesco sublima il desiderio – più che l’ambizione – di rivincita da 100 anni, rendendo il sogno se non altro praticabile. Questo però si scontra non tanto con le intemperanze italiche e statunitensi quanto con l’anima subconscia della Francia, quella rappresentata dai gilet gialli, che guarda caso sono sulla stessa lunghezza d’onda dei militari francesi; infatti si vorrebbe lo stimato generale De Viliers a capo del governo.

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Siamo veramente sicuri che i gilet gialli siano nati spontaneamente? O magari c’è dietro un’attenta organizzazione? Le imbarazzanti previsioni dell’Economist

Io amo le fattualità. Forse anche per questo sono stato abbonato all’Economist di Londra per una ventina d’anni. L’Economist, quello lungimirante, informato, serio: di solito non ci azzecca quasi mai sui mercati (e fa specie come sbagli quasi sempre, basterebbe quasi fare il contrario per prenderci, ndr), ma nei suoi messaggi subliminali resta imbattile, letteralmente. Mi sono imbattuto recentemente nella copia della “World Currency” prevista per il 2018, interessantissimo, ci siamo quasi.

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Lo sforamento del deficit di Macron NON implicherà minor rigore per altri paesi del sud EUropa. Ecco perchè

Vedo molto ottimismo, nel caso la speranza (soprattutto italica) che la vittoria dei gilet gialli su Macron – che evidentemente al momento ha ceduto alle loro richieste, generando un deficit francese al tra il 3,5 e 4% (tutto incluso) per il 2019 – possa permettere un allentamento del rigore anche per l’Italia, permettendo dunque che la manovra in deficit pari al 2,4%  presentata dai gialloverdi e contestata da Bruxelles venga accettata integralmente.

Ritengo siano false speranze. Prima di tutto ragioniamo sul fatto che violente proteste di piazza in Francia abbiano permesso di raggiungere risultati economici a favore di chi ha manifestato, una ratio estremamente pericolosa per chi governa, ossia sdoganando il sillogismo “proteste di piazza anche violente = concessioni economiche“.

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