Lo studio legale dei miliardari propone una patrimoniale sui poveri, la tassa sul bancomat. Come Borghi, che voleva i miniBOT, una tassa sulle detrazioni fiscali incassate dai cittadini: dove sta la differenza tra PD e Lega?

Sottotitolo: la casta multiforme che si autorigenera

Attenzione: la tassa sul bancomat non l’ha proposta il PD… (al LINK)

Evidentemente vogliono far passare messaggi forvianti: stiamo ai fatti, che non mentono mai! Il presidente di BonelliErede, uno studio legale tra i più rinomati di Milano, a cui di norma si rivolgono clienti miliardari, propone una tassa sul bancomat, ossia una tassa sulla gente comune. Una sorta di patrimoniale, come definito dallo stesso Il Giornale, testata non casualmente di proprietà di Berlusconi. La scusa? La fantomatica evasione fiscale da combattere, un sempreverde a destra e sinistra, che si combatterebbe con la lotta al contante. E visto che il contante per definizione non si può eliminare totalmente, anche la Svezia sta tornando indietro su tale trend, che si fa? Si approfitta dell’occasione per introdurre l’ennesima tassa. Ah….! Ecco il fine ultimo…

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La Brexit ha i suoi rischi. Ma restare nell’Unione Europea è impensabile

Perché critichiamo i politici britannici quando è Bruxelles la causa del nostro supplizio?

Redazione: The Spectator è un periodico britannico conservatore, liberale e senza pulsioni populiste. Apprezziamo la determinazione con cui appoggia la Brexit — a questo punto no-deal — e il PM Boris Johnson, verso il quale non è mai stato troppo tenero.

Considera irreversibile la prima e insostituibile il secondo. Imperdibili, nel prosieguo, le registrazioni “rubate” ai negoziatori dell’Unione Europea.

A titolo di curiosità, nel caso di Brexit no-deal il Presidente Macron ha già messo le mani avanti: vuole soldi dall’UE. Trattandosi della Francia, li otterrà:  https://www.express.co.uk/news/uk/1175914/Brexit-News-Macron-France-EU-no-deal-Boris-Johnson

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Il Presidente turco Erdogan minaccia di “aprire le porte” e inondare l’Europa di migranti mediorientali

Redazione: Abbiamo sempre saputo che il Presidente-Sultano Erdogan, con il suo neo-ottomanesimo, avrebbe posto dei seri problemi sia all’Europa che al Medio Oriente.

Giocando spregiudicatamente fra est e ovest, egli sfrutta la posizione geo-strategica della Turchia per ottenere grosso modo tutto quello che vuole.

Compreso “rubare” i giacimenti d’idrocarburi all’isola di Cipro, in barba a qualsiasi diritto.

La Germania e i “durissimi” paesi di Visegrad caleranno le braghe davanti al ricatto migratorio? E Stati Uniti/Israele si opporranno o cercheranno un compromesso che non li penalizzi troppo?

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Cosa non torna: ma se era il M5S a non volere la legge sul golden power anti-Huawei, perchè appena i salviniani sono stati estromessi il primo provvedimento approvato proprio dai 5S è stato il decreto anticinese?

Effettivamente molte cose non tornano: ma non era la Lega che doveva essere il partner degli USA in Italia? E dunque, come è possibile che il primo provvedimento post Salvini sia stato quello che ha bloccato Huawei in Italia? Provvedimento approvato per altro dal M5S senza battere ciglio. I dubbi si moltiplicano…

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Boris Johnson: sarà un eroe oppure una capra?

Redazione: Sulla Brexit, ormai, abbiamo letto di tutto e si rischia di essere ripetitivi. Ma Tom Luongo riesce sempre a sorprenderci.

L’articolo che proponiamo è un ottimo riassunto dell'”affaire Brexit”, con un po’ di veleno in coda.

Ci sarà un momento in cui Boris Jonson avrà tutto, ma proprio tutto, nelle sue mani.

Userà bene questo potere — e sarà quindi un eroe — o lo userà a favore di quelle élite che teoricamente dovrebbe combattere — e sarà quindi una capra?

Chiudiamo assieme a Tom Luongo: “Scegli saggiamente, Boris. Nigel Farage ti sta guardando”.

https://www.express.co.uk/news/uk/1175571/Nigel-Farage-Brexit-news-latest-Piers-Morgan-ITV-Good-Morning-Britain-GMB

Ti sta guardando il mondo intero”, aggiungeremmo noi . Forza Boris, siamo certi che sarai un eroe.

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Ecotasse, il nuovo slogan dei giallor-rossi per giustificare tasse sempre più alte (in realtà sono tasse pagate dai poveri, esentando i grandi patrimoni). Il futuro dell’Italia è pagare per mantenere la ricchissima casta, ricordatevelo…

35 miliardi di nuove tasse, altro che manovra per la crescita. Lo vuole l’EUropa…

Un seguace di Adam Smith come il sottoscritto, scrivere certe cose…. Vi sembrerà pazzesco – forse – ma non lo è: ormai destra e sinistra sono finite, mentre il sovranismo italico si è mostrato per quello che è, una farsa, una mera protesta nata dove il sovranismo NON può esistere per definizione in quanto manca la sua pietra angolare: il Sovrano. Ad esempio in UK il sovranismo ha tutte le ragioni per avere un ruolo. Idem in paesi fortissimi sia economicamente che militarmente, ad esempio gli USA. In Italia no: infatti abbiamo visto fior di improvvisatori che, vestiti di ipotetico sovranismo, alla prima occasione di prendere una poltrona hanno mandato a ramengo tutti gli pseudo-ideali usati per farsi eleggere (alla fine era un modo per tirare a campare, succhiando linfa al Paese). Vabbè, ce ne faremo una ragione.

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Di Maio, Ministro degli Esteri senza alcuna preparazione, è l’emblema tragico dell’anti-meritocrazia italica. A parte il voltafaccia al governo – odioso – che danni può fare una persona del genere alla Farnesina?

Di Maio, l’unico italiano che ride per questo governo… (ride bene chi ride ultimo)

Voi mi direte, anche Angelino Alfano non parlava inglese mentre stava (a fare danni?) alla Farnesina, verissimo. Avrei potuto dire la stessa cosa anche a lui, infatti gran parte dei problemi sui migranti che l’Italia ha avuto da fine 2016 al 2018 dipesero anche dall’incapacità di detto ex ministro degli Esteri. Però Di Maio – gran differenza – è del del partito del cambiamento, dunque che cavolo ci sta a fare alla Farnesina, non avendo alcuna preparazione specifica? Passando dalle bibite al San Paolo alla politica internazionale? Eppoi Alfano era ministro in un’era precedente all’exploit alle urne dei gialloverdi, indice della teorica volontà di cambiamento degli italiani.

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Jim Mattis: il dovere, la democrazia e la minaccia del tribalismo

Redazione: Nella desolazione del nostro paese — dove un ex Primo Ministro dirige la scuola dei Servizi Segreti d’oltralpe e un ex Sottosegretario agli Affari Europei confonde, nel tricolore, il verde con il blu — un nostro lettore ci ha proposto il racconto di un grande soldato americano, che ci ha colpito per dignità e senso di appartenenza.

Traspare fra le righe quasi un senso di commozione, misto ad orgoglio, per poter ancora servire il suo paese. Il Gen. Jim Mattis mai avrebbe tradito la sua Patria.

Sulle successive dimissioni da Segretario alla Difesa dell’Amministrazione Trump non se ne son dette poi così tante.

Nell’inner circle presidenziale era forse il più “morbido” sui rapporti con gli altri paesi della Nato, ma decisamente il più “duro” sul Medio Oriente e, in particolare, sulla Siria e l’Iran (chissà cosa sarebbe successo con Mattis “secdef”).  

Fossimo stati in contatto con il Generale gli avremmo ricordato, d’impulso e con un po’ di cinismo, che oltre agli amici e ai nemici esiste anche la categoria dei “falsi amici”, nello specifico annidati presso la Nato.

Non annoiamo il lettore facendo nomi che già conosce — ma chi mai ci convincerà che quei paesi, oggi, siano “pienamente alleati” degli Stati Uniti?

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L’Unione Europea non potrà resistere al doppio shock della recessione globale e della “brexit no-deal”

Ambrose Evans-Pritchard per The Telegraph

Il porto di Amburgo è spazzato dai venti gelidi della guerra commerciale globale.

La crisi costituzionale britannica, a sua volta, ha colpito prima ancora del prossimo grande spasmo della crisi monetaria europea.

Palesemente, sono in stretta competizione fra di loro.

L’eurozona dovrà affrontare una tempesta economica di categoria cinque. È strutturalmente indifesa mentre il mondo scivola in recessione.

Ma non si tratterà di una normale recessione perché le Banche Centrali non hanno più gli strumenti per poterla combattere.

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Cdm atto primo: approvazione del Golden Power per la rete 5G contro Huawei e ZTE. Sgarbo a Salvini?

La Golden Power sulla rete 5g era una delle promesse fatta dalla Lega a Trump  ma la norma si è arenata in Parlamento a luglio e non si è più sbloccata fino a ieri (vedasi LINK).

E’ pertanto sorprendente quanto molto strano che sia stato proprio il primo atto del Governo “anti-Salvini” a doverla realizzare (https://www.governo.it/it/articolo/consiglio-dei-ministri-n-1/12725)

Cosa si potrebbe celare dietro?

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