Meglio tagliare la TAV che costa più di quello che rende o tagliare le pensioni? Costi asimmetrici con La Francia e futura gestione facilmente in perdita: la TAV come parodia della seconda strofa dell’inno di Mameli…

Io resto allibito dalla diatriba di questi giorni sulla TAV. Facciamola semplice: firmata nel 2004 dall’allora ministro Lunardi (governo Berlusconi), l’opera è andata avanti a singhiozzo. Alla firma, invece di una ripartizione al 50% dei costi tra Italia e Francia pesati per i kilometri di ogni paese, si è deciso che l’Italia incredibilmente avrebbe pagato di più, arrivando poi tra il 60 ed il 65% dei costi a fronte di una ripartizione dei km opposta, chissà poi perchè. Naturalmente il rendimento di tale opera, ossia la redditività futura, parlo del rapporto costi/benefici, abbiamo scoperto in questi giorni non essere mai stato preso in considerazione forse proprio perchè pesantemente negativo…

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Ultima ora: Il governo Sanchez cade per aver supportato il secessionismo catalano (che gli italiani imparino, magari fra poco dovranno confrontarsi con problemi simili…)

Pacatamente, quasi seguendo una prassi, il governo di Sanchez (del PSOE, sinistra europeista spagnola) cade per aver supportato il secessionismo catalano in Spagna. Peggio, aveva anche usato i voti catalani a supporto del suo governo. Dunque, all’approvazione della legge finanziaria è crollato sotto il peso di atteggiamenti considerati inaccettabili, nel mondo iberico. Ora nuove elezioni, che facilmente verranno vinte dai conservatori (anche l’Andalucia quest’anno per la prima volta da decenni ha svoltato a destra, ndr). Ricordo infatti in Spagna non c’è al Quirinale il figlio di Bernardo Mattarella, ma c’è il Re di Spagna, che dalla Zarzuela fa le veci di arbitro imparziale. Dunque i meccanismi spagnoli sono sempre molto chiari, nell’interesse dello Stato.

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Ecco chi vuole usare l’oro di Bankitalia (non sono i gialloverdi!): il marito di Elsa Fornero vuole utilizzarlo per spread o investimenti pubblici! (in realtà vogliono disinnescare il futuro piano del Governo…)

Oggi il prof. Deaglio, il marito di Elsa Fornero, personaggio della “Torino bene” molto vicino al gruppo torinese del Prof. Reviglio (come Bernabè, ecc. ecc., tanto per farvi capire l’estrazione), propone di usare l’oro di Bankitalia per investimenti pubblici, ritenendo che anche l’eventuale utilizzo per controllare lo spread dandolo in prestito all’FMI sia una opzione. Trovate tutto su questo articolo de “Il Sussidiario.net“.

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Sulla TAV il M5S aveva ragione: è antieconomico completarla! Dunque, blocco dei lavori e IMMEDIATA riallocazione delle risorse ad altre grandi opere ad alto moltiplicatore

Avevo suggerito una pubblicazione del rapporto sui costi e benefici della TAV, in modo da rendere trasparente la valutazione. E’ stato fatto, giusto seguire la prassi, in trasparenza. La valutazione è stata mandata prima di tutti al Governo francese, che infatti tace ed acconsente: la TAV è dimostrato non essere conveniente per l’Italia. Punto. In tutto questo resta assurdo come la Francia taccia – di fatto acconsentendo – e lato italiano si cerchi ancora di giustificare l’opera.

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Dietro il caos istituzionale Italiano dei nostri giorni sta maturando un piano per separare l’Italia in tre o più parti (con sponda PD)? Facciamo assieme un’analisi

Stamane un amico mi ha girato un pezzo interessantissimo (citato in calce): parlava delle mosse per esasperare l’autonomia delle regioni oggi relativamente ricche del nord Italia da parte – udite bene – non della Lega ma del governo PD di Gentiloni (la famiglia dell’ex primo ministro italiano – probabile futura Legion d’Onore – fa parte di un casato nobile – lui è conte, Silveri – da secoli vicino alla Francia, ndr). Solleticato, ho rispolverato vecchi interventi in riguardo. Drammaticamente, il ragionamento funziona, ossia sembra proprio che stiamo vivendo un’accelerazione nei macro-eventi, sebbene sotto traccia.

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Italiani, prendete nota: questo si dice essere un Paese (la Spagna scende in piazza per difendere l’Unità dello Stato, chissà se un giorno ci riuscirà anche la Penisola…. – o magari si frantumerà prima? -)

Notare la marea umana in plaza Colon a Madrid, il week end scorso….

Questo fine settimana, nel silenzio pacato dei media italiani, il popolo spagnolo è sceso in piazza contro la politica di Sanchez (PSOE, sinistra EUropeista spagnola) che ha fatto l’accordo di governo con i catalani per restare al potere, catalani considerati secessionisti ed attentatori dell’Unità del Paese. Curioso che lo stesso Sanchez, nonostante la mostruosità di partecipazione popolare di ogni estrazione politica (400’000 persone, ma le immagini dicono anche di più…), abbia lasciato trapelare che la manifestazione non significa che tutti gli spagnoli siano d’accordo (la mia famiglia si chiedeva se doveva partecipare tutta Madrid per convincerlo, 3.5 milioni di persone, … ).

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La motivo della ripresa della sinistra in Abruzzo? Grazie alla Lega. Il motivo: le tasse sono salite e la legge Fornero è ancora lì… Cercasi soggetto politico che prenda rischi per far crescere il PIL

Vedo oggi i risultati delle elezioni in Abruzzo: incredibilmente la sinistra è risalita addirittura oltre il 30% pur dopo i disastri fatti negli scorsi anni dal partito sponsorizzato dai miliardari italiani, il PD (invece la Lega resta al 27.5%, non precisamente un expolit, …). Ed inevitabilmente il M5S è crollato, tutto come previsto per un movimento programmato all’autodistruzione politica nell’arco di 4 anni. In effetti – è innegabile – il caos e la crisi attuale erano state ingegnerizzate per tempo dalla sinistra di Gentiloni e Renzi per scoppiare proprio ora; si sapeva infatti da un annetto che a fine 2018 ci sarebbe stato il crollo della crescita del PIL; il fatto è che la sinistra contava che ci fosse un governo tecnico al potere che potesse fare la famosa patrimoniale “alla Sabino Cassese” (chiesta a gran voce dall’EU!, ndr).

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Polemica in Grecia per la previsione nei prossimi 2 mesi di un terremoto di scala 6+ (Richter): i paesi mediterranei confinanti meglio stiano in campana

In Grecia gli animi si stanno scaldando per una previsione di terremoto per i prossimi 2 mesi che annuncia una scossa di grado 6+ (Richter). Per intenderci, un terremoto simile (tra 5.9 e 6.3 Richter) fu quello che rase al suolo L’Aquila nel 2009.

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Et voilà, Enrico Letta, stipendiato dallo Stato Francese, difende Macron (encore): voi cosa pensate delle sue esternazioni pro-Francia ed anti-Governo italiano?

Enrico Letta, almeno secondo chi scrive, è senza ritegno: emigrato quasi nottetempo come fosse Antani, via dall’Italia, dopo essere stato esautorato da Renzi – chiedere agli ex adepti della sua Fondazione, Vedrò, ancora lo stanno cercando – è diventato rapidamente preside di Facoltà all’Università Science Po a Parigi (l’università dove si formano gran parte dei ranghi dei servizi segreti d’oltralpe, ndr), sostituendo quel Ghessan Salamè diventato poi inviato ONU in LIbya, di fatto  per difendere gli interessi francesi dopo le tragiche esperienze – per la Libya prima di tutto – con un tedesco che non ci azzeccava nulla (Martin Kobler) e con uno spagnolo, Bernardino Leon, che mentre faceva l’inviato prendeva consulenze con una parte in causa, Abu Dhabi, ossia da uno dei soggetti finanziatori dei jihadisti in loco (…).

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Verso la guerra civile in Francia: secondo la stampa internazionale una granata spappola una mano di un manifestante. Polizia e violenza per strada. A quando l’intervento dell’esercito (a favore o contro Macron?)

Stiamo scrivendo la storia. Prima delle prossime elezioni EUropee molte cose accadranno. Non necessariamente “cose belle”. In Francia il 99.99% della popolazione non è felice della situazione e non beneficia del benessere tutto finanziario derivante dai QE erogati dalla BCE; molta plebe fa addirittura fatica ad arrivare a fine mese. E tutto questo accade, durante la stagnazione post subprime, mentre il numero di ultra ricchi francesi (quasi dei neofeudatari) raddoppia in 4 anni (in Italia nello stesso periodo – 2013/2017 – sono triplicati, vedasi sotto), ma con un valore mediano di patrimonio molto più alto che in Italia: ossia a fine 2017 oltralpe ci sono circa 10’000 persone che detengono oltre 1000 miliardi di patrimonio. Questi sono i nemici dei gilet gialli: di fatto non possono prosperare entrambi (miliardari e gilet gialli), se guadagna uno perde l’altro

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