Angela Merkel si gioca il futuro dell’euro, dunque obbliga Conte ad accettare il MES per salvare la moneta unica. Ma Conte non abbocca. E’ guerra (urge aiuto d’oltreoceano…)

 

Mi ha colpito come i media italiani abbiano nascosto la realtà dei fatti: Angela Merkel è disperata perchè l’Italia non accetta il MES, vedasi l’articolo di Le Monde, sopra. Conte ha fatto una scelta infatti, alcuni mesi, forte del supporto di chi ha le spalle più grandi di tutti: gli Italiani ce la faranno da soli fino a novembre, niente MES, niente RF, niente di niente *. A Berlino hanno sottovalutato la resilienza italica, soprattutto d’estate… Alla fine gli italiani i soldi in banca ce l’hanno, dunque terranno duro. Non tutti, dunque gli interventi sono nelle sacche di povertà profonda. Poi a ottobre ci sarà, nel more del “Master Plan“, il libera tutti imposto da oltreoceano.

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Cosa si muove attorno al confronto tra BCE e Corte di Karlsruhe.

Di Pepito Sbazzeguti e Megas Alexandros

Il 18 marzo 2020, in pieno panico da Covid-19, la BCE ha avviato il programma PEPP (Pandemic Emergency Purchase Programme). Esso sembrava aver risolto molti dei problemi che si stavano verificando in quel momento con l’Euro, a seguito del blocco delle attività economiche imposto per la crisi del Covid-19 (il blocco totale non si verifica neanche in guerra, se non sussiste distruzione diretta dei siti produttivi…).

Torneremo più avanti sul PEPP. Il 5 maggio 2020 la Corte di Karlsruhe, il tribunale supremo della Germania, ha emesso una sentenza sul programma PSPP (Public Sector Purchase Programme), parte del Quantitative Easing avviato sotto la presidenza BCE di Draghi e caratterizzato da effetti meno radicali del PEPP, lanciato da Lagarde in risposta alla crisi economica innescata dal Covid-19.

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“Scintille tra Conte e Merkel” perchè il Primo Ministo italiano NON vuole firmare il MES. Scintille di cui nessuno parla (Conte è l’unico italiano, dal 2011, che ha sfidato nei fatti l’EU franco-tedesca)

 

Redazione mittdolcino.com

Ieri la “notiziona” spiattellata dall’ANSA che nessun media italiano ha incredibilmente ripreso: Conte dice l’ennesimo NO ad Angela sul MES, il Trattato capestro [pro Troika in 9 mesi] che i tedeschi vorrebbero fosse firmato dagli italiani per dare argomenti alla Bundesbank il 5.8.2020 — altrimenti rischia di saltare l’euro.

Addirittura si parla di “scintille”, tra i due, con Conte a ripetere “DECIDE L’ITALIA”. A questo punto è chiaro che Conte sia il primo governante italiano a ribellarsi all’EU franco tedesca dal 2011, perché sta andando contro gli euro-dettami di Berlino in campo economico.

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Conte reitera: “NO MES e taglio dell’IVA”. L’EU con Sassoli rintuzza, stizzita “L’Italia faccia riforme o niente aiuti EUropei”. E Salvini apre al MES…. Avanti così, è la giusta strada!

Rapidamente, possiamo di averci preso: l’unica vera e genuina forza anti MES e disposta a sfidare l’EU è il premier Giuseppe Conte, l’uomo “senza partito” [alla Putin, all’inizio], che di questo passo, se riuscirà in qualche modo (…) a portarci fuori dall’euro è destinato a diventare un eroe, vedremo, noi lo osserviamo e certamente non lo denigriamo, anzi, da italiani lo sosteniamo in questo momento difficile. Anche Salvini, con la Lega, si scopre finalmente pro MES. Il punto è semplice: se l’Italia non firma il MES non accetta nemmeno le condizioni al contorno, che in essenza la costringerebbero a far arrivare la troika – o Draghi – entro 6 mesi circa. Dunque Conte non firma e così la Germania non può portare giustificazioni alla corte di Karlsruhe che la deviazione dagli acquisti QE/PEPP è solo temporanea in quanto l’Italia verrà costretta a far riforme a suon di Troika entro un certo periodo, in forza del MES. Ossia non firmare il MES (e anzi tagliare l’IVA) significa dare una spallata enorme all’euro, via Karlsruhe!

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La permanenza nell’€uro dell’Italia farà saltare l’INPS. O NON vi pagheranno la pensione, per poterci restare (a protezione delle elites nazionali). Col COVID che taglia di due anni la speranza di vita al nord…

Abbiamo letto in questi giorni che il COVID ha abbassato l’aspettativa di vita media nel nord Italia di ben due anni. Questo comporta qualche ragionamento. Come ben sapete chi scrive da anni sostiene che il primo ente a saltare se non si esce dall’euro sarà l’INPS. O meglio, a meno di rendere nullatenenti e “morti di fame” gli anziani pensionandi prossimi venturi. I numeri ci aiutano, assieme ai commenti ufficiali dell’ISTAT e INPS In breve, se non riesce dall’euro sarà impossibile pagare le pensioni. Dunque, per tenere in piedi il sistema, quello che succederà sarà semplicemente NON pagarle, le pensioni. Come? Alzando l’età pensionabile, più altre amenità. COVID, EU e la solita malapolitica interessata stile #tengofamiglia faranno il resto del lavoro sporco. Ecco i dati.

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IL NEO PENSIERO

Abbiamo avuto il virus, la neo lingua dice che c’è ancora, è solo nascosto da qualche parte.

Lui odia la luce, ma appena la stagione volgerà dall’estate all’inverno e le tenebre avanzeranno nel giorno, ecco che il virus pronto si alzerà in mezzo a noi, con la falce del nuovo ordine pronto alla mattanza delle unità carbonio non compatibili.

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S. Cochard spiega la guerra EU/BCE vs. Bundesbank vs. Corte di Karlsruhe: integriamo illustrando i fini delle “swap credit lines” in dollari della FED con le banche centrali estere

Apprezziamo molto i contributi di Sebastien Cochard in rete, in fondo siamo stati in pochi ad aver capito per tempo la nascita del secondo euro in previsione della sentenza della Corte di Karlsruhe. Sappiate per altro che diffidiamo di rappresentanti francesi che indicano all’Italia la strada da percorrere, fin dai tempi di Sonnino ed Orlando alla Conferenza di Versailles. Tutto sommato con Cochard si fa un’eccezione visto che può esistere una limitata unità di intenti tra i due paesi, unità che fattualmente esiste, ben ricordando che chi scrive difende comunque gli interessi dell’Italia mentre Cochard quelli del suo per altro stimato Paese.

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Il 4 giugno 2020, un mese dopo l’ultimatum di Karlsruhe, la BCE dichiara guerra alla Germania.

di Sebastien Cochard – Atlantico.fr

Si propone qui la traduzione di un articolo uscito su una testata francese. L’autore è un ex funzionario del ministero del Tesoro francese, banchiere, diplomatico, consigliere G20. Non sappiamo se andrà come auspicato dall’autore (ed ipotizzato anche da noi in un articolo del 4 maggio), perché siamo coscienti del fatto che l’élite mercantilista della UE – come ci spiega da tempo qui Megas Alexandros – farà letteralmente di tutto per evitare la rottura dell’Euro; tuttavia, l’articolo merita attenzione in quanto è raro leggere in Italia analisi così lucide e dirette. Si noti come l’autore esprima anche in riferimento alla Francia, concetti già sentiti per l’italia: su effetti del surplus primario, sostenibilità del debito… forse qualcosa di importante sta per accadere. In calce, si aggiungono alcune brevi note.

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WARREN MOSLER HA DETTO….. SI’!!!! l’economista americano padre fondatore della Modern Monetary Theory ha dato la sua disponibilita’ a salvare l’Italia.

di Megas Alexandros

In una lunga chiacchierata con la nostra redazione svoltasi nei giorni scorsi, Warren Mosler, unitamente al suo team, si e’ detto piu’ che felice di mettere a disposizione la sua affermata professionalita’, per far uscire il nostro paese dalla tragica depressione economica in cui si trova ormai molti da anni.

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Lo strano caso della kuna croata (la valuta nazionale di Zagabria) che permette di avere tassi più bassi dell’Italia a 10 anni, pur restando FUORI dall’euro: ma cosa aspettiamo ad uscire dalla moneta unica???

Mi è venuto in mente questo intervento leggendo un altro blog dove ho scritto per tanti anni: visto che nei fatti tale blog è diventato un organo di partito della Lega, ritengo noi dobbiamo scegliere una strada alternativa indipendente e più nazionale, senza schieramento partitico – lo ricordo, la Lega NON vuole uscire dall’euro, visto che fa gli interessi degli ex-industriali del nord che avendo venduto allo straniero la loro azienda hanno reinvestito i loro patrimoni nel mattone meneghino con affitti pagati oggi in euro, memento le dichiarazioni reiterate di tutta la direzione leghista contro l’uscita dalla moneta unica -.

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