La risposta di Conte sull’oro di Bankitalia che tutti tacciono: l’oro italiano è ormai al servizio dell’Eurosistema. Ossia, di fatto, nella disponibilità della BCE! (ITALEXIT “soft” ora impossibile)

Fino ai governi PD c’erano voci alternative a quella governativa. Ad esempio quella di scenarieconomici.it che, poi diventata giallo-verde (vedrete a breve Rinaldi candidarsi per la Lega in centro-Italia, sono aperte le scommesse, ndr), sembra applicare alla lettera il metodo delle sinistre, tacere le verità scomode. Ad esempio, l’oro di Bankitalia, faccenda spinosa oggi ritornata agli onori delle cronache. Vero, nella Lega ci sono molte anime ma, essendo cresciuto col metodo Falcone, “Follow the Money“, alla fine sono purtroppo portato a considerare sempre e comunque anche i meri interessi personali e/o di casta; mi sono accorto che alla fine difficilmente ci si sbaglia. Ovvero, Borghi è certamente in minoranza nella Lega quanti meno sull’oro di Bankitalia (…), porello

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Un paese prossimo all’implosione, dove i giudici non rispondono civilmente nemmeno in caso di dolo, ma in cui al Governo vengono chiesti i danni per l’esercizio delle proprie funzioni….

Mia associo al coro dei gufi: oggi ho capito che l’Italia è prossima all’implosione, senza possibilità di redenzione diciamo “a danni limitati”. I danni infatti ritengo saranno enormi. Non so se l’avete notato ma ormai siamo alla lotta fra bande, non ci sono più riferimenti, tutti contro tutti: giudici contro politici, politici contro politici, giudici contro giudici.  E stampa – in gran parte di proprietà dei globalisti che fino a poco tempo, prima della legge sul rientro dei Paperoni del PD, non casualmente vivevano formalmente all’estero – a soffiare sul fuoco del caos. Certamente sperano in  nuove  privatizzazioni imposte dalla troika a basso prezzo….

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Oddio, entrambi i genitori di Matteo Renzi, l’ex segretario PD, arrestati per milioni di euro in malversazioni presunte. In attesa della sentenza definitiva

Titolo del Corriere della Sera, prima pagina on line, 18.02.2019 (ca. 21:30)

Tanto tuonò che piovve…. E’ proprio vero, quando ti allontani dal potere – a meno di emigrare, memento il famoso partigiano Cefis, … – i rischi esistono ed a volte pure si materializzano! Dunque, puntuale, forse dovrei quasi dire “tanto tuonò che piovve…“, ecco oggi l’arresto dei genitori dell’ex primo ministro, ex segretario del PD, Matteo Renzi non proprio per bagatelle: milioni di euro di sospette distrazioni, così cita la stampa.

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Solo l’invidia può salvare l’Italia. Soprattutto tra giornalisti, divisi tra elitisti e/o milionari (Fubini & Co.) e le penne diciamo “normali”

Dante scrisse dei peccati capitali, sette. Che per me sono soprattutto difetti capitali, solo che ai tempi del poeta fiorentino l’assolutismo cattolico dominava sulle mancanze di un popolo, quello italiano, dovendo dunque ricorrere al divino per dargli un peso riconosciuto da tutti. Poco è cambiato da allora: i difetti di un popolo abbiente, che vive in una terra ricchissima ed ambitissima, sono più o meno gli stessi di 500 anni fa. Due sono i difetti che secondo chi scrive connotano particolarmente la stirpe italica: l’ignavia e l’invidia. Il primo – non peccato capitale – chiaramente non salverà dall’implosione, assolutamente, anzi rischia di rappresentare un’aggravante della condanna: l’innata tragica inerzia, fa in modo che nemmeno a mettergli i piedi in testa il volgo tricolore si ribelli, almeno fino ad oggi.

L’invidia invece….

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Spiace sentire Borghi (Lega) difendere a tutti i costi la TAV nonostante il referenziato rapporto Ponti. E poi qualcuno spera ancora che l’Italia si salvi…

Ho apprezzato Borghi in diverse occasioni. Più per il suo approccio che per il suo tecnicismo economico, a dire la verità. Questa sera in un confronto su Rai2 (“Povera patria”, bel titolo) l’ho sentito difendere strenuamente la TAV. Onestamente mi è spiaciuto. Immagino che il Borghi debba difendere un ordine di scuderia della Lega, che vuole la TAV a tutti i costi (spero che questo non derivi dal voler difendere a tutti i costi il business dell’ex ministro Lunardi, la cui Rocksoil è uno dei principali contractor dell’opera della Valsusa).

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Ma avete notato come si sta bene a Roma risparmiando l’elettricità per le luci di Palazzo Farnese? Per intanto, in assenza dell’Ambasciatore francese, i legami con gli USA si moltiplicano…

Un vecchio adagio afferma che se proprio devi avere un padrone meglio averlo ricchissimo, che se proprio non ti ama almeno ti rispetta, e soprattutto…. che sia molto ma molto lontano! Tale identikit è il perfetto contrario di quello che rappresenta la Francia per l’Italia.

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Meglio tagliare la TAV che costa più di quello che rende o tagliare le pensioni? Costi asimmetrici con La Francia e futura gestione facilmente in perdita: la TAV come parodia della seconda strofa dell’inno di Mameli…

Io resto allibito dalla diatriba di questi giorni sulla TAV. Facciamola semplice: firmata nel 2004 dall’allora ministro Lunardi (governo Berlusconi), l’opera è andata avanti a singhiozzo. Alla firma, invece di una ripartizione al 50% dei costi tra Italia e Francia pesati per i kilometri di ogni paese, si è deciso che l’Italia incredibilmente avrebbe pagato di più, arrivando poi tra il 60 ed il 65% dei costi a fronte di una ripartizione dei km opposta, chissà poi perchè. Naturalmente il rendimento di tale opera, ossia la redditività futura, parlo del rapporto costi/benefici, abbiamo scoperto in questi giorni non essere mai stato preso in considerazione forse proprio perchè pesantemente negativo…

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Ultima ora: Il governo Sanchez cade per aver supportato il secessionismo catalano (che gli italiani imparino, magari fra poco dovranno confrontarsi con problemi simili…)

Pacatamente, quasi seguendo una prassi, il governo di Sanchez (del PSOE, sinistra europeista spagnola) cade per aver supportato il secessionismo catalano in Spagna. Peggio, aveva anche usato i voti catalani a supporto del suo governo. Dunque, all’approvazione della legge finanziaria è crollato sotto il peso di atteggiamenti considerati inaccettabili, nel mondo iberico. Ora nuove elezioni, che facilmente verranno vinte dai conservatori (anche l’Andalucia quest’anno per la prima volta da decenni ha svoltato a destra, ndr). Ricordo infatti in Spagna non c’è al Quirinale il figlio di Bernardo Mattarella, ma c’è il Re di Spagna, che dalla Zarzuela fa le veci di arbitro imparziale. Dunque i meccanismi spagnoli sono sempre molto chiari, nell’interesse dello Stato.

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Dietro il caos istituzionale Italiano dei nostri giorni sta maturando un piano per separare l’Italia in tre o più parti (con sponda PD)? Facciamo assieme un’analisi

Stamane un amico mi ha girato un pezzo interessantissimo (citato in calce): parlava delle mosse per esasperare l’autonomia delle regioni oggi relativamente ricche del nord Italia da parte – udite bene – non della Lega ma del governo PD di Gentiloni (la famiglia dell’ex primo ministro italiano – probabile futura Legion d’Onore – fa parte di un casato nobile – lui è conte, Silveri – da secoli vicino alla Francia, ndr). Solleticato, ho rispolverato vecchi interventi in riguardo. Drammaticamente, il ragionamento funziona, ossia sembra proprio che stiamo vivendo un’accelerazione nei macro-eventi, sebbene sotto traccia.

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Verso la guerra civile in Francia: secondo la stampa internazionale una granata spappola una mano di un manifestante. Polizia e violenza per strada. A quando l’intervento dell’esercito (a favore o contro Macron?)

Stiamo scrivendo la storia. Prima delle prossime elezioni EUropee molte cose accadranno. Non necessariamente “cose belle”. In Francia il 99.99% della popolazione non è felice della situazione e non beneficia del benessere tutto finanziario derivante dai QE erogati dalla BCE; molta plebe fa addirittura fatica ad arrivare a fine mese. E tutto questo accade, durante la stagnazione post subprime, mentre il numero di ultra ricchi francesi (quasi dei neofeudatari) raddoppia in 4 anni (in Italia nello stesso periodo – 2013/2017 – sono triplicati, vedasi sotto), ma con un valore mediano di patrimonio molto più alto che in Italia: ossia a fine 2017 oltralpe ci sono circa 10’000 persone che detengono oltre 1000 miliardi di patrimonio. Questi sono i nemici dei gilet gialli: di fatto non possono prosperare entrambi (miliardari e gilet gialli), se guadagna uno perde l’altro

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