Un rapporto dell’EU, ente EASA, scriveva già nel 2010 che le contrails, scie di condensazione, potevano suppostamente avere un effetto riscaldante netto molto superiore di ogni ipotetico effetto di raffreddamento dato da effetti chimico fisici molto dibattuti sui media.
Ne parlammo in passato, vedasi oltre.
Tale coltre di umidità di fatto rinnovata regolarmente coi voli aerei, riscalda il clima in quanto è proprio l’acqua in quota che tende ad assorbire energia uscente dalla terra i raggi infrarossi (IR), di notte, contribuendo a causare il fenomeno delle notti calde, ovvero bloccando all’interno dell’atmosfera terrestre i raggi IR altrimenti in uscita dall’atmosfera. Tale accumulo di umidità, eventualmente via metallizzazione dei gas solforati combusti da jetfuel, ad es. con alluminio, tenderebbe ipoteticamente anche a diradare le nuvole che generano precipitazione.
Ecco forse perché senza voli aerei il 2020/21 fu inverno freddo e nevoso (basta solo la cautela osservare le temperature terrestri via misurazioni via satellite e non via misurazioni a terra, causa progressivo spostamento dei punti di osservazione negli ultimi anni in zone tendenzialmente più calde, ad esempio in aeroporti vicino a zone di rullaggio dei jet).

Parimenti tale umidità in eccesso ed assolutamente antropogenica resta trasparente agli UV in l’entrata nell’atmosfera terrestre.
Ad oggi ben 8 Stati USA hanno bloccato la manipolazione del clima tramite chemtrails/contrails , mentre ben 31 stati stanno discutendo procedimenti legislativi per bloccare tali scie di condensazione.
Come capite, in USA, con una legislazione a macchia di leopardo, e’ difficilissimo pianificare in modo esaustivo una eventuale campagna di geoingegneria, bisogna infatti considerare le tratte, gli aerei ecc.
I jetfuel solforati sono documentati essere molto presenti in a Europa. E problematici per il clima, vedasi rapporto EASA citato.
Cosa diversa in USA con la lotta alle contrails in molti stati Americani. Si noti che il jetfuel europeo fino a poco tempo fa era prodotto solo in Europa, soprattutto Spagna ed Olanda, o importato da raffinerie extra europee sotto il controllo di aziende locali, brilla nel contesto una famosa azienda inglese.
Ma con la crisi di Hormuz il combustibile dei jet extra europeo non c’è più, dunque l’EASA poche settimane fa ha dovuto cedere autorizzando il jetfuel USA da usare in Europa.
Ne consegue che, visti i limiti USA alle contrails, il jetfuel d’acquisto in avanti contiene meno zolfo. O meglio, ciò è confermato nel rapporto EASA “SULPHUR” del 2010, i batches di produzione di jetfuel con alta variabilità nella presenza di zolfo (un problema riconosciuto) spariscono. Tale problematica di batches con alta variabilità di zolfo era precisamente identificata come critica nel rapporto EASA “SULPHUR” citato (…).
Un primo effetto lo notiamo già in Andalucia, fattuale, innegabile, proprio ai limiti dell’Europa. E in Sicilia: freddo che non si vedeva de decenni. E bacini di irrigazione incredibilmente pieni, in Spagna del sud, dopo soli un anno dall’avvento di Trump.
Citiamo, dal Report EASA (EU) “SULPHUR”, del 11.1.2010, pg. 34-35, enfasi aggiunta: “Il secondo effetto è la formazione di contrail (scie) e di cirri indotti dall’aviazione attraverso la formazione di particolato. Come illustrato nella Figura 4-1, l’effetto complessivo delle scie è abbastanza ben compreso e, in totale, è molto probabile che sia maggiore del raffreddamento RF delle particelle di zolfo diretto di cui sopra. Oltre all’effetto contrail, vi è un impatto potenzialmente maggiore dovuto alle nubi cirrose indotte dall’aviazione. In questo caso il livello di comprensione scientifica è scarso. L’analisi TRADEOFF riportata nella Figura 4-1 suggerisce un RF per le nubi di cirri almeno pari all’effetto delle scie e forse superiore all’impatto della CO2 dell’aviazione. “.
E qui viene in aiuto la famosa pubblicazione “Properties of jet engine combustion particles during the PartEmis experiment: Hygroscopicity at subsaturated conditions“, di M. Gysel , S. Nyeki , E. Weingartner , U. Baltensperger , H. Giebl , R. Hitzenberger , A. Petzold , C. W. Wilson [Ref.: “PAPER“]. In tale splendido paper viene chiarito.
Le conclusioni sono chiare (al LINK) [sezione “6. Conclusion” page 20-4,, GEOPHYSICAL RESEARCH LETTERS, VOL. 30, NO. 11, 1566, doi:10.1029/2003GL016896, 2003]:
“Questo studio ha dimostrato che l’assorbimento dell’acqua da parte delle particelle di combustione in condizioni di sottosaturazione è generalmente indipendente dalle condizioni operative del combustore valutate, ma aumenta significativamente con l’aumento del livello di FSC (“contenuto di zolfo”), che è attribuito a una quantità crescente di acido solforico adsorbito sulle particelle. Questo si traduce in una riduzione del diametro critico per l’attivazione delle gocce in condizioni supersature, confermata da un confronto con le concentrazioni di concentrazioni di CCN (“nuclei di condensazione delle nubi”). Le emissioni di particolato degli aerei che agiscono come CCN o nuclei di ghiaccio potrebbero modificare i cirri naturali o indurre la formazione di ulteriori cirri.”
Ossia, senza la pretesa di imporre tale correlazione, sembra sostenuta la correlazione scientifica:
Zolfo nei combustibili–>formazione di solfati nelle scie dei jet–>formazione di simil cirri–> riscaldamento climatico causato da simil cirri, nelle zone interessate dalla formazione degli stessi (ovvero dove più sono frequenti i voli aerei)
Tradotto: correlando i fatti, minori aerei commerciali (jet) che viaggiano nei cieli sopra la vostra testa (ad es. causa COVID), UGUALE minori inquinamento in alta quota (ad es. da zolfo immesso in alta atmosfera), UGUALE minori cirri, UGUALE cielo più terso, UGUALE clima più freddo.
Ragionamento cartesiano. O sbagliamo?
*****

Un castello di carte e di eventi, legati per via burocratica
Il punto è che attorno alla geoingegneria “che scalda il clima” ruota la transizione energetica di Davos. Innegabile anche questo.
Nell’inverno 2020/21 lo abbiamo visto bene…
E pure è fattuale il trade balance positivo della Cina pompato dai prodotti Green la costruiti, green che deindustrializza l’Europa, sembra evidente. Il che sembrerebbe obbligare alla depopolazione Europea, di fatto: se non c’è industria non servono lavoratori? Chissà … Materializzando guarda caso un certo qual fanatismo depopolativo intravisto negli atti del Club di Roma.
Severo realismo? Molti punti logici verrebbero così collegati però…
Abbiamo sempre sostenuto che le rivoluzioni dal basso accadono quando qualcuno dall’estero le finanzia. E qui fattualmente di finanziatori interessati abbiamo gli USA di Trump, oggi, contro Davos. Mentre Davos vede finanziato il suo sporco sforzo verso la transizione energetica dalla Cina, alleata di Davos.
Sembra davvero evidente.
Sopra tutto, Trump che uno ad uno cancella gli stakeholders globalisti, i suoi “ufficiali pagatori”: prima il Venezuela, ora l’Iran, poi il Messico. Con accordi geostrategici che superano l’Europa, dove Davos vive e prospera, la sua base.
Qui siamo.
A noi non resta che cercare di comprendere il “pezzo per pezzo” di questa immane sfida, in fieri. Avvertendo di cosa potrà succedere.
Ed intanto, nonostante il battage dei media europei (conditi da dati Copernicus da cui, per indipendenza assoluta delle fonti, andrebbero enucleate e valutate separatamente le osservazioni a terra)(essendo i dati a terra facilmente influenzabili anche solo con lo spostamento di pochi metri del punto di rilevazione termica) abbiamo un maggio freddissimo. E immaginiamo freddissima sarà pure l’estate, vedremo. Verificheremo.
MD









