FUTURO DISTOPICO O IMPERO

Oggi vogliamo riprendere il tema degli anziani, quelli che all’Inps costano una fortuna.

Il poliedrico pensatore francese pluri laureato in diversi settori e scrittore di innumerevoli saggi, lo vedete a destra nell’immagine, quello a sinistra è semplicemente Lord Sidious il signore dei Sith, imperatore della galassia, della famosa saga cinematografica, dove regna il male e i cittadini sono sudditi.

Somiglianze? Chissà?

Lord Sidious (alias Cancelliere Palpatine) e Jaques Attalì

Ebbene oltre a essere stato il mentore di Macron, Messier Attali, profetizza un futuro in cui un popolo liquido, abita nazioni ridotte a spazi mercantilistici, che portano il nome del vecchio paese solo in virtù dell’idioma locale.

Sul web gira una sedicente sua affermazione, che viene considerata bufala:

Queste dovrebbero essere le sue parole tratte dall’intervista con Michel Solomon riportata in “L’avenir de la vie” del 1981.

Per chi non ha dimestichezza con la lingua dei galli offriamo la traduzione subito dopo.

A l’avenir il s’agira de trouver un moyen de réduire la population. Nous commencerons par les vieux, car dès qu’il dépasse 60-65 ans l’homme vit plus longtemps qu’il ne produit et il coûte cher à la société. Ensuite les faibles puis les inutiles qui n’apportent rien à la société car il y en aura de plus en plus, et surtout enfin les plus stupides.

Une euthanasie ciblant ces groupes ; l’euthanasie devra être un instrument essentiel de nos sociétés futures, dans tous les cas de figure. On ne pourra bien sûr par exécuter les gens ou faire des camps. Nous nous en débarrasserons en leur faisant croire que c’est pour leur bien. La population trop nombreuse, et pour la plupart inutile, c’est quelque chose d’économiquement trop coûteux.

Sociétalement, il est également bien préférable que la machine humaine s’arrête brutalement plutôt qu’elle ne se détériore progressivement. On ne pourra pas non plus faire passer des tests d’intelligence à des millions et des millions de gens, vous pensez bien !

Nous trouverons quelque chose ou le provoquerons, une pandémie qui cible certaines personnes, une crise économique réelle ou pas, un virus qui touchera les vieux ou les gros, peu importe, les faibles y succomberont, les peureux et les stupides y croiront et demanderont à être traités.
Nous aurons pris soin d’avoir prévu le traitement, un traitement qui sera la solution. La sélection des idiots se fera ainsi toute seule : ils iront d’eux-mêmes à l’abattoir.”

[Sembra tratto da Jacques Attalì,  Il futuro della vita, 1981] Qui il LINK

TRADUZIONE:

In futuro si tratterà di trovare un mezzo per ridurre la popolazione.

Cominceremo dai vecchi, perché l’uomo vive più a lungo ed oltre i 60-65 anni, per la società, costa più di quel che produce.

In seguito [continueremo con ndt] i deboli e poi gli inutili che non apportano nulla alla società e ce ne saranno sempre di più e sopratutto infine gli stupidi.

L’eutanasia prende di mira questi gruppi, in ogni caso l’eutanasia dovrà essere uno strumento essenziale delle nostre società future.

Evidentemente non potremo giustiziare le persone o creare dei campi [di contenzione ndt].

 Ce ne sbarazzeremo facendo credere loro che sia per il loro bene.

Una popolazione troppo numerosa e per la maggior parte inutile, è qualcosa di troppo costoso dal punto di vista economico.

Socialmente, sarebbe meglio che la “macchina uomo” si fermi bruscamente piuttosto che deteriorarsi gradualmente.

Come puoi ben immaginare, non saremo in grado di sottoporre a test di intelligenza milioni e milioni di persone.

Troveremo qualche cosa o la provocheremo, una pandemia che colpisce alcune persone, una crisi economica reale o meno.

Un virus che colpirà i vecchi o gli adulti, poco importa, i deboli soccomberanno e i timorosi e gli stupidi ci crederanno e chiederanno di essere curati.

[A quel punto ndt] noi avremmo bisogno di aver previsto un trattamento, un trattamento che sarà la soluzione.

La selezione degli idioti si realizzerà da sola [sarà automatica ndt], loro andranno al mattatoio da soli. (traduzione del pezzo precedente)

Tutto questo, come accennato, potrebbe essere una bufala, tuttavia leggendo una pagina di quel libro possiamo direttamente scoprire alcune verità.

Successivamente classificheremo meglio e con la ragione di cui ognuno di noi è dotato, se tutto questo è vero o verosimile.

L’avenir de la vie – Michel Solomon intervista J. Attalì

“Si potrebbe accettare l’idea di un allungamento della speranza di vita a condizione che i vecchi siano solvibili e creare quindi un mercato.”

Ecco un affermazione di questo demiurgo (J. Attalì), ma come è possibile pensare ad una vita come ad un bilancio.

Un uomo non è solo un’unità lavoro qualificabile dal suo rendimento, cioè quanto consuma e quanto produce, in altri termini quanto è profittevole.

Marx aveva ben spiegato questo introducendo il concetto del plus valore, ma su questa strada la via per la schiavitù è breve.

Come possiamo valutare un uomo in termini di profitto? Quando sappiamo benissimo che le banche centrale emettono moneta al solo costo della carta e dell’inchiostro?

La vita umana vale così poco?

Più avanti si legge “L’eutanasia dovrà essere uno degli strumenti essenziali delle nostre società future.”

Il saggio Attalì, già ingegnere, già economista, già dottore in scienze politiche e non so cos’altro ancora, in un virtuosismo mentale sdogana l’eutanasia come ultima libertà, secondo la visione socialista.

Lui infatti si proclama socialista, ma tutto questa lirica serve (eccome) anche alla visione iper capitalista, che elimina una macchina uomo, quando non è più conveniente ripararla.

Insomma quale che sia la tua idea socialista od ultra liberale l’eutanasia funziona sempre.

Da notare l’assenza di qualsiasi citazione al sentimento di pietas umana che muoverebbe l’atto eutanasico, ad esempio, verso un animale che sta soffrendo.

Il vero problema non è ciò che ha detto Attalì nei suoi libri, ma è il fatto che da decenni i gruppi di potere si abbeverano a queste fonti e lui non è l’unico acquaiolo.

C’è da notare che molti altri fontanieri, cosiddetti filosofi o grandi pensatori, vendono la stessa acqua, pubblicati e pagati dalle stesse elitè.  

Nell’alveo di quando abbiamo detto finora, anche l’affermazione iniziale riportata nell’articolo, risulta logicamente perlomeno verosimile.

Mi faccio altre domande, forse retoriche, ma quando i ricchi possidenti diventano vecchi si applicano gli stessi principi etici?

Oppure essendo loro solvibili possono tranquillamente continuare a vivere benché acciaccati?

Usufruendo, magari di piccoli mercati della salute, creati ad hoc, con tecniche futuristiche e molto costose.

Augurando lunga vita, ricordo che il filosofo in questione è nato nel 1943, non proprio un giovinetto direi, chissà che etica adotta per se stesso?

Certo sarebbe utile il parere di uno psichiatra, sarà delirio di onnipotenza? O Forse serve un esorcista? Sicuramente, se le élites avevano un limite morale, oggi lo hanno completamente rimosso.

O semplicemente sono fortemente interessate a giungere ad una umanità di genti spogliate della loro identità, senza valori profondi, senza storia, senza idee ed ideali, utili solo alla grande macchina mercantilistica, senza frontiere, che ha bisogno di schiavi e consumatori per perpetrarsi.

Come si diceva prima sono i potenti proseliti che hanno creato a preoccuparci, quelle che vedete qui sotto sono delle frasi dette dall’attuale presidente Francese di cui Attalì fu mentore.

Il link al quale potete approfondire è QUI

Prendo la frase centrale, la disoccupazione di massa in Francia è dovuta al fatto che i lavoratori sono troppo protetti.

Cosa significa? Se il disoccupato lavorasse per pochi spiccioli, senza assicurazioni per la vecchiaia e per la sanità, senza tasse e benefit, troverebbe quindi lavoro?

Per dirla diversamente se ti metti uno zaino colorato sulla schiena e pedali per tutta la città, un panino a pranzo ed uno a cena lo metti insieme.

Sono convinto che se il cittadino lavorasse gratis, sarebbe pieno di lavoro, agli schiavi infatti il lavoro non manca mai.

Forse, allora, alla luce di queste considerazioni possiamo dire che il capitalismo spinto oltre ogni limite strutturale è fallito, è un modello che non funziona più.

Non perché la tecnologia ha soppiantato l’uomo in molte mansioni, ma soprattutto perché si è tolta la centralità dell’uomo dalla società e dal lavoro.

Si è voluto dare spazio al pensiero mercantilistico, ma sono qui a ricordare che tutte le attività dell’uomo su questo pianeta hanno lo scopo di migliorare noi stessi.

Altrimenti si potrebbe stare a far niente come fanno gli animali, confrontandosi con la natura circostante, si vince, si perde, e si passa il testimone alla generazione futura.

E’ solo un equilibrio fra la visione utilitaristica e quella essenziale dell’etica che permette questa crescita armonica, altrimenti il disastro è assicurato.

Spero nel momento in cui i cittadini, coltivando le proprie coscienze, giungano alla massa critica per cacciare nello spazio questi malfattori dell’umanità.

R.Z.