Onore al Maestro di giornalismo Maurizio Blondet: un pezzo appunto “da maestro”. Ma che è anche un insegnamento e soprattutto una pesante eredità per le giovani generazioni

Redazione:

Pronti alla morte: allora si vince“. Tra tutti i magistrali pezzi di Maurizio Blondet, quello di qualche giorno fa – un messaggio chiaro – per me è il più essenziale ed importante. Essenziale come essenza, oltre che come messaggio non solo ai posteri, direi più ai contemporanei (come di norma sono “riferibili” gli italiani, come ben diceva Indro Montanelli, ndr). La situazione è indubitabilmente grave, anzi gravissima: non basta che ci siano statistiche di organi di informazione/analisi molto addentellati come Deagel, che hanno previsto per tempo la riduzione della popolazione mondiale. Non basta che anche il Time parli di Grande Reset. Non basta che Schwab, Kerry et al. lo confermino. Non basta una pandemia di COVID che non torna nè nella genesi, nè nei numeri, nè nelle soluzioni vaccinali, no! E che dire dei solo apparentemente inutili lockdown e coprifuoco notturni, che ormai tutti accettano, come se servissero contro il virus, i coprifuoco soprattutto! In tutto questo la gente – imperterrita –  continua a pensare che tornerà tutto come prima. Sappiate che NON tornerà tutto come prima, soprattutto nella vecchia Europa, dove gli anziani i vostri genitori, i vostri nonni e zii sono oggi economicamente non un fardello, ma IL fardello.

Maurizio Blondet ve lo fa capire bene. E forse vi dà anche la soluzione. Sempre che sappiate leggere: non è infatti detto siate in grado di comprendere cosa vuole dire il Maestro. Ecco perchè riprendiamo di seguito il suo intervento, tra qualche tempo nessuno dovrà poter dire che non aveva capito o non sapeva…

"Pronti alla morte": allora si vince

“Pronti alla morte”: allora si vince


Al Vaso di Pandora TV sono stato intervistato sull’Agenda 2030 del Worl Economic Forum, il Comunismo dei Miliardari che viene imposto sull’umanità occidentale, miseria, esproprii… Una Grande Impostura apparentemente senza via d’uscita, non essendoci una opposizione politica al Progetto e, anzi, una passiva accettazione della maggior parte delle vittime che la subiscono.

All’ultima domanda – lei vede una via d’uscita da questo percorso? Tento una risposta:

La Grande Impostura si vince con la Grande Verità: riconoscere, ciascuno di noi, che ce lo siamo meritato; che all’Impostura abbiamo contribuito anche noi coi nostri peccati ed egoismi, edonismi o sensualità; che ciò su cui basiamo le nostre sicurezze, la nostra personale autonomia e libertà e benessere – stipendio “sicuro”, pensione, casa, pasti regolari, non erano “nostri”, visto che ce ne possono privare…

Rivolgerci a Dio Verità. Credendo veramente che tutto quello che abbiamo lo dobbiamo a Lui e non ai nostri meriti o allo stato sociale – e chiedergli di aiutarci. Che mandi in rovina le loro macchinazioni. Che salvi la nostra civiltà che stanno uccidendo. Credere veramente alla Sua Onnipotenza: può farlo.

 

Ciò non è facile, perché c’è una cosa che noi vittime dei miliardari del Gran Reset condividiamo con loro: il rigetto, anzi la completa dimenticanza di Dio. Loro palesemente si sono messi al posto di Dio, rifanno la società, anzi la natura (Bill Gates vuole ombreggiare il Sole…) perché la giudicano fatta in modo sbagliato e peggiorata dalle masse umane.

Ma anche noi… le masse di over 70 che si accalcano a farsi vaccinare dicono di una paura della morte : folle, alla loro età. Sub-umana, tipica della perdita totale di fede. Non hanno una istanza superiore nella quale confidare, in cui sperare; voglio vivere un giorno in più.

Faccio il mio caso: ho 77 anni, e per questo il vax non mi interessa. Anche se dovesse davvero “salvarmi dal virus” (falso, impostura), morirei comunque in uno dei prossimi anni: due, tre, quattro…

Che guadagno c’è? Invece, sapere che nel giro di due-tre mesi sarò sottoposto dalla Dittatura Terapeutica all’iniezione letale che loro chiamano vaccino, mi aiuta molto: a pensare alla morte, ossia alla cognizione vera e ineludibile di ogni uomo, e chiedere a Dio soccorso nel momento del trapasso. Prepararmi all’aldilà, appellarmi alla Misericordia riconoscendomi peccatore, ossia responsabile – personalmente – della orribile situazione in cui ci troviamo. Ho predato donne. Violato il matrimonio. Speso inutilmente in oggetti di lusso. Mancato mille volte di soccorrere il prossimo, anzi di sentirlo come prossimo …

 

Rifletto a questo: se non fossi stato precipitato nella Grande Impostura sul punto di perdere casa, pensione e vita, in questi giorni d’aprile starei pensando alle vacanze al mare, in quale villaggio o resort andare… a 77 anni! Quanto volevo ancora aspettare a pensare a me – me nel mio rapporto con Dio – e a preparare la mia morte? Una buona morte, con l’aiuto divino? E san Giuseppe?

Insomma: devo ammettere che Gesù, facendomi vivere e soffrire sulla mia pelle questa orribile situazione (poteva farmi morire di cancro 7 anni fa..) , mi ha fatto una grazia. Mi ha fatto un dono segno del Suo amore, mi dice che mi vuole salvare nell’eternità, e lo farà, se io non lo impedisco con la mia cecità, volontà e d egoismo edonista che rifiuta la croce.

Cerco di prepararmi alla morte. E’ da gran tempo he dovevo.

Verso la morte, così.

E’ in questo modo che vedo “una via d’uscita” dal GuLag mondiale che i miliardari ci hanno creato attorno: riconoscere in questa carcerazione e spoliazione un dono della Provvidenza, una fortuna spirituale immeritata, e approfittarne. E’ il trucco sublime che insegna Gesù: “Se uno ti costringerà a accompagnarlo per un miglio, tu con lui fanne due”! (Matteo 5, 39-42).

 

Essere “pronti alla morte” di frotni al Cielo rende molto forti, invincibili di fronte agli impostori. Non perché sono coraggioso (non lo sono) ma perché “tutto posso in Colui che mi dà forza” Quando sei disposto a morire, non possono più farti niente. Lo so, è difficile, io conoscono la teoria ma la pratica manca: normale, si muore una volta sola, ed anche Cristo sudò sangue nella previsione della sua morte.

Lo capissero i vecchi miei coetanei che fanno la fila per il vaccino. Lo capissero i giovani che vagano nell’assurda speranza alimentata dall’Impostore, che aprano le discoteche, che si torni a fare la vacanza sexy nel resort , a scopare nell’Erasmus e intanto si masturbano con Tik Tok. Non succederà più, non si tornerà a “prima”; gli Impostori ce l’hanno detto esplicitamente. Non li lasceranno tornare al mondo di prima – che poi era una schifezza di sesso banale e droghe, di vuoto di senso e vacanze. Anche il non tornare alla vita di prima, dunque, è un dono e una grazia. Spetta a loro preparare un futuro nobile e non cialtrone, aristocratico: “Vivere a proprio gusto è da plebei, l’animo nobile aspira a un ordine e alla legge”. – Riconoscerlo di fronte a Dio li libererebbe all’istante dal Grand Reset, e li disporrebbe alla lotta. Ma non sono “pronti alla morte”-

Maurizio Blondet

“Pronti alla morte”: allora si vince

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